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Il Santo: Diario sulle seduzioni di gola e di profumati reggiseni.
24 Marzo 2009
 

Prologo dove i vizi di rimbalzo condurranno ad esiti imprevisti. Assieme a studi forsennati per arrivare intruppato allo squillo di tromba del momentaneo rompete le righe. Accademico. Ho passato un esame fastidioso, bel sasso nella scarpa tolto, col voto di grazia chiaramente, ma va bene lo stesso. Stasera me ne vado a ballare, speranzoso che qualcosa di inevitabile accada per tenermi occupata la mente in queste ventose e calve (non è un errore di battitura) giornate di fine inverno incallito.

Voglio smettere di fumare perchè mi sto riducendo a suola di scarpa, indurito, nervoso, bofonchiante, con reattività inesistente se non negli incubi.

Ho una sete pazzesca costante perché pranzi e cene si altalenano tra aperitivi offerti dai compagni della casa che sto lasciando, a serate poco riconducibili alla vita del bravo laureando con la masticazione giusta su cibi non di scarto. Piccanti per carburare l’inconscio nelle baldorie.

Però sete-pranzi da taverna-smargiassate sono quel "far qualcosa" per non starmene chiuso in casa - immusunito come bohème impone e altre sfighe perenni decantano - a mugugnare sui ricordi che accompagnano l’esistente (arido vero leopardiano e altre congreghe materialistiche del reale) come un micio nerastro fastidioso a cui in genere mattina & sera la vocazione suicida allo spleen dà retta, bocconcino che ti segue dappertutto. Ogni tanto hai gran voglia di assestargli un calcio, anche perchè sto' micio è in calore e ti s'attacca alle gambe "giusto per giocare" ...lasciando fastidiosi spruzzetti per marcare il territorio.

 

Passando alla continuazione del mio bestiale catalogo di "femmine impossibili da capire", l'ultima ad avermi scudisciato come una ventata del treno che transita in stazione è L****, una semplicissima e luminosa stellina lombarda, mai truccata, mai tirosa, mai di troppo, mai esagerata da farmi sentire a disagio nel mio vestire "a cazzo".

Simile una canzone di Eric Clapton, economica, pulita, efficace, attraente come non mai, con quel sorriso disegnato che appare nascondendo gli occhietti piccoli e scuri, color Nutella, golosi del mio sguardo ed io del loro.

 

Si accettano scommesse!

Dati certi preliminari del buon guatatore sono partito con un ritmo diverso, brillante, atteggiamento tipo "il meglio è qua davanti, devi volermi, e sono qua per mostrartelo e farti capire che non potrai più farne a meno".

La prima uscita con un amico che mi faceva da spalla è stata grandiosa, L**** conosce l'alcool e ne è amica, lo sa gestire, lo sa scegliere e abbinare veri-trendy.

Conosce la vita la sa raccontare, conosce l'amore a quello che dice, ma non me lo racconta: che abbia visto sul mio viso l'apparire della scritta lampeggiante: "baciami ora o muoio sulla sedia"?

 

Non so… ieri cercandola mi sono lasciato andare a un paio di battute discretamente sceme;  prendendola in giro, oggi l'ho cercata alla fermata del bus sapendo del suo ritorno alle natìa heimat, ma nix... non c'è, il suo telefono trilla a vuoto (ah le stanze dove passeggia in sottoveste! Immagino…) e ho avvertito (grifagna) la sensazione malinconica che conosco come un riassunto sgrammaticato (su di me): vuoi vedere (mi dico monologante al ribasso) che ho fatto la figura del vanesio libertino obliquo al viver serio?, perdendo credibilità e quel briciolo di fascino di cui m'ero saputo ammantare?

 

Che meraviglia! La confessione epistolar-diaristica che spezza e attrista!!

 

Vabbè, ma soprattutto, CHI E'? chi è costei (fantasma d’amore e carnal voluttuosa dea) che potra  liberarmi dal tedio di una mano vuota senza compagnia (vietato lasciarsi condurre verso doppi sensi osceni)?

Vado avanti così, a giuggiolate incredibili!, martellando la vitalità di un 23enne, che deve ciondolare per forza. Ramingo.

Perseguo con strenua inventiva la convinzione che l'altra metà del cielo è indispensabile, almeno quanto è vigliacca, opportunista e stronza. (Mi si passi la scurrilità, da trivio e bordellescamente fremente, ma serve a far percepire il messaggio alla platea inneggiante all'amore puro e casto delle favole).

Crescendo il numero di volte in cui la mia truppa ormonale ed endorfinica avvicina una poco gentile rappresentante del gentil sesso crescono esponenzialmente anche le possibilità di ricevere prodigiose badilate sul grugno, ma prima o poi, lo so che salterà fuori il gioiello che mi dirà: “Piantala di fare l'idiota, Santo giovanotto, vieni qui e baciami che come te non ne trovo in giro!"

 

Velata speranza che la costei possa essere una bella figliola, piacevole alla vista e non solo al kuore. Cecco Angiolieri maestro sommo mi guarda dal basso di qualche inferno per lussuriosi anche senza materia prima come me.

  

Faccio un cenno dal treno embolico che mi porta all'eppi auar! Ai lettori comprensivi per le mie avventure.

  

Meditazione scomposta nell’usbergo del pessimismo enfiato al rosa: assieme al latte a lunga scadenza non so se comperarmi anche un aggiornamento per il vecchio modellatore solido di esperienze che usavo fino ad un paio di anni fa, nella mia mente perversa di scrittore sta germinando tra un tasto e l'altro l'idea di riprovarci con una ragazza molto alta e con gli occhi verdi. Senza cartucce, senza frecce per il mio arco e coi fiammiferi fradici per accendere la miccia.

 

Dio mio, guarda giù… Tu ravvisami... che se guardo su io mi fa male il collo. ScraacK

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IL GIORNO PIU' LUNGO

perchè ieri sera io ero Gion Uein, e tutti gli altri erano i cattivi li ho surclassati.

 

Ok, aperitivo-mistocena-birretta-anzi birrona, e poi mai da solo, avendo radunato un piccolo nugolo di androidi paranoidi come me, si va a ballare!

Che postaccio  cavernoso sudoroso! effetto stalla garantito, c'erano le vacche i pastori che bramavano di mungerle, i cani per tenere insieme il gruppo al pascolo e richiamare la mandria all'ordine costituito.

Non puo andar male, dieci euro di ingresso vanno fatti fruttare.

 

"Parigi val bene una Messa"

 

Allora, dai, su, balliamo, radar acceso, individuato obiettivo, bersaglio acquisito, parte la battuta idiota e mi ritrovo magnificamente avvinghiato a G*****, capelli corvini, spalle scoperte e pelle liscia come il vento, profumata di sapone alle mandorle. L’estasi del frammento esistenziale. Danzante da neurone a neurone. Effetti di riverberi televisivi e sfilate di moda adocchiate dal frigorifero dei sensi.

Scopro che è fidanzata (rido), ma che aveva voglia di conoscermi, essendo amica di F., mia compagna di appartamento. Usando F. come sponda colpisco la biglia e vediamo se il colpo è ben assestato.

Sì! URCA. Mira divina rende la conquista vicina.

E’ mia, posso avvicinarmi quanto voglio e lei non si ritrae, anzi, mi tira verso di sè, mi avvinghia con quelle mani lunghe e delicate, si leva gli occhiali da vista e li aggancia fra le coppe del reggiseno (giuro che stavo morendo), vedendomi apprezzare il gesto, notando gli occhi brillanti, mi avvicino ancora un po', praticamente le sto in tasca.

Mi parte un morso delicato verso il suo collo, e lei ricambia...(dai che è fatta!). Draculmente contenuto sfido giorno e notte. Evado dalla tomba portatile del pessimismo.

F. arriva e se la porta in bagno, ci separiamo per qualche minuto tenendoci per mano fino a che si può (molto da dodicenne come situazione, ma davvero piacevole, garantisco).

 

Visto che siamo in una fattoria, c'è da pascolare, allora riparte la procedura, mentre mi lancio verso un altro set per interpretare la mia scenetta, Sofia mi tira verso di sé, è un po' brilla, ma estremente sciolta, mai vista con un atteggiamento così.

Chissà il suo Antonio cosa sta facendo a Roma, probabilmente quello che sto facendo io, me la prendo, e me la coccolo un po', la stuzzico e quasi quasi cede.

Sono il migliore, l'amico Friz che mi fa da spalla è compiaciuto, sta facendo bene il suo lavoro di magister artis amatoriae.

 

La conquista di pochi minuti fa torna rinfrescata dal bagno, notandomi, gioca a fare la gelosa, e allora arrivo al massimo che potevo pretendere  ieri notte: sono l'imbottitura di un panino composto (midolla pregiata panificazione smisurata) da due belle femmine, brille e ansimanti, profumate e belle cariche di estrogeni e progesterone.

 

Si chiude, la testa mi scoppia ma ho un sorrisco ebete tatuato in faccia, e un paio di numeri in più di dee in rubrica che settimana prossima contatterò. Gioco il doppio. Lo giocherò lo so. Mentre palpeggio la mia esistenza di califfo m’attraversa l'emisfero cerebrale la battuta di un’amica toscana: “Un uomo fra due donne finisce per far la figura del salame”. Però è un attimo di sconcerto scopenhauriano dance. La notte veleggia verso l’innalzamento dell’io amoroso a vette inconcepibili. La cui scia racconterò un’altra volta. Ora Tumidatemi con labbra tumide e altre goccioline. Il santo miracoleggia verso la doppia concatenazione. Scriverne? Fa scoprire di nascosto l'effetto che fa. In progress si spera nell'eros... (inteso anche come vitalità per mitobiografia santissima)

 

 

                                                           Il Santo

 

 


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