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Macerata, 1° aprile. “Il Guardante e il Guardato” di Angelo Andreotti 
Per le 'Iniziative della Biblioteca', alla Sala Castiglioni con Patrizia Garofalo
25 Marzo 2016
 

Venerdì 1° aprile 2016, ore 17:30

Macerata, Biblioteca “Mozzi Borgetti”

Sala Castiglioni – Piazza Vittorio Veneto

Presentazione, alla presenza dell'autore,

del libro

Il guardante e il guardato

di Angelo Andreotti

Introduce la poetessa

Patrizia Garofalo

 

 

ANGELO ANDREOTTI. “IL GUARDANTE E IL GUARDATO”

L'abbraccio del regista con il pubblico

di Patrizia Garofalo

 

Parole, quelle di Angelo Andreotti, che suggeriscono immagini, suoni e assottigliano nei chiaroscuri la demarcazione fra realtà e ricordo, tra passato e presente in un vissuto proustiano nel quale si fondono più agìti.

L'attenzione ai particolari, gesti, sguardi sfumano in un non-tempo e si presentano già dall'incipit desoggettivizzati e quindi trama di una sceneggiatura percorribile direttamente dall'io del lettore.

«Quella poca luce indugia anche sul suo viso, ammorbidito da un pianto che pare intenerire persino il permanere del silenzio, che infatti s'infiamma di una musica lontana. E indugia sui suoi occhi, celesti, sgranati e lucidi, che ora stringe per trattenere la fitta greve di un'immagine improvvisa».

Il palcoscenico non ha contorni eppure tutto offre l'intimità di un luogo protettivo che raccoglie la vita nella sua molteplicità di sfaccettature e il personaggio cessa di essere il perno dominante per perdersi nella messa a fuoco di un silenzio “non detto”, per rivelare l'invisibile alla nostra logica di pensiero nella parola che si fa partitura di una musica intima, quasi confessionale, piena di pudore. Inesprimere l'esprimibile avrà a scrivere Roland Barth. E uno spettacolo si guarda ed è guardato, è soggetto ed oggetto, protagonista e comparsa in un assestamento di luce che vieta all'orizzonte di essere l'ultima sosta del viaggio e che dall'oscurità, esalta la possibile rinascita. Immaginare una storia in un volto incontrato per caso e rimandare a mente l'episodio legato ad un oggetto non guardato da tempo, antico alla memoria che si ripresenta vibra di “antichi” vulnus persistenti persino a volute dimenticanze. E quindi personaggi anch'essi e spesso “guardanti”. I brevi racconti di Angelo Andreotti pubblicati oggi ma scritti nella sua giovinezza sono prosa in forma di poesia non solo e non tanto per la destrutturazione del campo semantico ma per il flusso coscienziale che li inonda di musica ed immagine prima della parola. Essa appare in paziente ricerca di nominarsi in “quell'appello silenzioso dell'essere” come scrive, con profonda analisi del testo, il filosofo e poeta Flavio Ermini, sgretolata e ricomposta nel viaggio dell'esistenza e forse a questa meravigliosa sceneggiatura la suggestione è proprio il silenzio del dire, la messa in onda dell'ascolto, l'abbraccio al lettore, la mancanza di fine-scena, di sipari e applausi perchè la vita è ancora più in là: «Domani notte seguirà un altro sentiero, e in fondo a quel sentiero ci sarà un'altra casa con la luce accesa, perchè c'è sempre una casa accesa di notte, in campagna. E una donna bionda con gli occhi neri, forse».

 

 

Il Guardante e il Guardato. Diciannove racconti per narrare il cammino dell’esistenza. Lo smarrimento e il ritrovamento del proprio spazio nel mondo vengono presentati nello scorrere del tempo. Bene e male, serenità e angoscia, in un viaggio alla riscoperta di sé. Una narrazione fluida che sembra raccogliere il momento fino a descriverlo nel suo profondo, e proprio in quell’attimo viene scattata un’istantanea. Un momento per raccontare l’emozione e nel flusso continuo rintracciare i pensieri dei protagonisti, colti nel pieno delle loro riflessioni. Una scrittura minuziosa e realistica nella quale sarà facile perdersi e ritrovarsi.

 

Angelo Andreotti. Vive e lavora a Ferrara, dove attualmente dirige Musei d’Arte Antica e Storico-Scientifici. Tra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano, per la poesia Parole come dita (Mobydick, 2011 – premio Caput Gauri 2013) e Dell’ombra la luce (L’Arcolaio, 2014, con postfazione di Duccio Demetrio – premio speciale della giuria San Domenichino 2015; segnalazione al premio Lorenzo Montano 2015); per la saggistica Il silenzio non è detto. Frammenti da una poetica (Mimesis 2014).

 

Patrizia Garofalo. Critica letteraria, autrice teatrale e scrittrice ha frequentato il Liceo Classico Leopardi di Macerata. Ha pubblicato: Ipotesi di donna (Corbo, 1986, con prefazione di Giorgio Caproni); Le bambole non si pettinano (Corbo, 1996); Terra di nomadi (Poesia Contemporanea, 2002); Mare d’anime (Schifanoia, 2003); Dare voce al silenzio (Edizioni Il Foglio letterario, 2008); Il Dio dell’impossibile (EIF, 2010) e, con Margherita Gadènz e Nina Nasilli, Oasi criptate (EIF, 2012). Il suo ultimo lavoro, forgiato in Tellusfolio.it e in distribuzione in queste settimane, è Girasoli di mare (Blu di Prussia, 2016).


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