Venerdì , 06 Dicembre 2019
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Nave Terra > Oblò mediorientale
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Roberto Fantini. Bombardamenti russi sulla Siria: le denunce di Amnesty International
03 Gennaio 2016
 

Da quando, nell’ormai lontano 30 settembre, la Russia ha annunciato formalmente di intervenire nel conflitto armato in Siria, risultano essersi verificati migliaia di attacchi.

Mentre le autorità russe continuano ad affermare (cosa tristemente ricorrente in situazioni di questo genere) che l’aviazione si starebbe limitando a colpire obiettivi legati alle forze dei “terroristi”, dal recentissimo rapporto di Amnesty International gli attacchi russi risultano aver provocato centinaia di vittime civili, di aver distrutto o gravemente danneggiato decine di abitazioni e, addirittura, un ospedale.

Il rapporto dell’organizzazione umanitaria, infatti (intitolato Non sono stati colpiti obiettivi civili. Smascherate le dichiarazioni della Russia sui suoi attacchi in Siria), illustra, con riferimenti schiaccianti, quanto alto sia il prezzo che la popolazione siriana sta pagando a seguito degli attacchi condotti sul proprio territorio, mettendo anche in luce come le autorità russe abbiano fatto ricorso alla menzogna, al fine di occultare gli attacchi effettuati contro una moschea e una struttura ospedaliera da campo.

Inoltre, il rapporto ci informa che si starebbe facendo uso di munizioni vietate dal diritto internazionale, nonché di bombe prive di sistemi di guida, in attacchi contro zone densamente popolate, prive, tra l’altro, di obiettivi militari

A questo proposito, Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International, è stato categorico: «Attacchi del genere costituiscono crimini di guerra. È fondamentale che queste violazioni siano oggetto di indagini indipendenti e imparziali».

In uno dei bombardamenti più rovinosi descritti nel rapporto, ben tre missili hanno centrato il mercato centrale di Ariha (provincia di Idlib), provocando 49 vittime civili.

Un testimoni oculare racconta che

Nel giro di pochi attimi la gente urlava, c'era puzza di bruciato nell'aria e tutto intorno il caos. C'era una scuola elementare lì vicino e i bambini scappavano terrorizzati... c'erano corpi ovunque, decapitati e mutilati.

Il testimone racconta anche di aver visto una donna seduta in lacrime davanti a una fila di 40 salme, dopo aver appena perso suo marito e tre figli.

Un altro testimone, invece, riferendosi all’attacco del 7 ottobre, in cui sono stati distrutti numerosi edifici civili a Darat Izza (provincia di Aleppo), ha affermato:

Era diverso dagli altri attacchi aerei. La terra ha tremato come se ci fosse stato un terremoto... è stata la peggiore distruzione che abbia visto... Una madre e i suoi due figli sono stati uccisi in un'abitazione, una giovane coppia in un'altra: si erano sposati la settimana prima...

Amnesty International ha anche raccolto prove che attestano l’impiego di armi vietate a livello internazionale, come le bombe a grappolo, bombe che sprigionano piccoli ordigni che si diffondono su un’area di una ampiezza simile a quella di un campo di calcio, molti dei quali, non esplodendo al momento, si trasformano in una minaccia per la popolazione per gli anni successivi.

Secondo le organizzazioni siriane in difesa dei diritti umani, inoltre, i raid aerei russi sulla Siria avrebbero provocato la morte di centinaia di civili che non partecipavano direttamente agli scontri. Dall'inizio delle operazioni fino al 15 novembre, i civili uccisi sarebbero almeno 526, tra i quali 137 bambini e 71 donne. Altre fonti (sempre in ambito umanitario) parlano di 570 civili morti tra il 30 settembre e il 1° dicembre. I bombardamenti dell'aviazione russa, inoltre, avrebbero distrutto o seriamente danneggiato ospedali (dieci solo nel mese di ottobre), decine di case e altri obiettivi civili.

Alla fine del rapporto, Amnestyosserva che la Russia, in quanto parte del conflitto armato in Siria, è tenuta, come le altre parti, ad assicurarsi che il suo esercito rispetti la legislazione internazionale in materia di diritti umani e le leggi che regolano la condotta in guerra, come previsto dai trattati ratificati, incluse le quattro convenzioni di Ginevra del 1949 e il relativo protocollo aggiuntivo. Il principio di distinzione che prevede che tutte le parti in causa distinguano obiettivi militari e civili, dirigendo i propri attacchi solo contro i primi, ha, infatti, come coerente corollario il divieto esplicito di condurre attacchi indiscriminati.

L’autorevole Associazione umanitaria invita pertanto le autorità russe a rispettare le leggi internazionali, assicurandosi che i civili non siano danneggiati, o, almeno, a prendere le dovute precauzioni per ridurre al minimo le vittime civili e la distruzione di case, ospedali, scuole e altri edifici non utilizzati nel conflitto.

Amnesty International chiede inoltre che siano condotte inchieste indipendenti e imparziali sui sospetti casi di violazioni della legislazione internazionale in materia di diritti umani.

 

Roberto Fantini

(da Free Lance International Press, 25 dicembre 2015)




Articoli correlati

  Asmae Dachan. Diritti umani violati in Siria
  Vetrina/ Patrizia Garofalo. Notti stellate da incendi...
  Siria, tra macerie e speranza: incontro a Recanati
  Asmae Dachan. Aylan e quella volta che il mondo ha urlato “Mai più”
  Asmae Dachan. “Ma io non so disegnare…”
  Anna Lanzetta. Di fronte alla morte di Aylan, bimbo siriano
  Asmae Dachan. Douma, neonato estratto vivo dalle macerie. Decine di bimbi feriti
  “Sacra violenza: terrorismo, guerra, religione, dialogo e libertà”
  Ordine Giornalisti Marche. Il premio "A passo di notizia" ad Asmae Dachan
  Un’informazione malata è un pericolo per la democrazia
  Siria-Italia. Greta e Vanessa, il coraggio contro l’indifferenza
  Asmae Dachan. Il coraggio delle bambine siriane: “Non potrete ucciderci con l’ignoranza”
  La Siria e la crisi dei rifugiati in Europa spiegate in un video
  Asmae Dachan. “Perdere la propria libertà per la libertà degli altri”
  Maria Lanciotti. Non in mio nome
  Mauro Raimondi. “Siriani in transito” nei Civici Corsi di Idoneità
  Asmae Dachan. L’ottobre rosso in Siria: 40 massacri denunciati dal SNHR
  Asmae Dachan. Aleppo non deve morire
  Asmae Dachan. La Siria e la primavera spezzata
  Appello per Aleppo e una nuova Siria
  Asmae Dachan. C’era un nido di rondini sul mio balcone
  Vetrina/ Patrizia Garofalo. Un foglio di guerra
  Angioletti... moderni
  Asmae Dachan. Aleppo is burning
  Asmae Dachan. Aleppo est e Aleppo ovest: ecco come vive chi ha deciso di restare
  Asmae Dachan. Bambini siriani condannati a morire di fame
  Asmae Dachan. Siria, dove muoiono i diritti umani
  Linda Pasta, Leonardo Antonio Mesa Suero. Tutti pazzi per Favour!
  Asmae Dachan. Aleppo, vigilia di Ramadan nel segno del sangue
  Asmae Dachan. L’allarme delle Ong sui valichi umanitari ad Aleppo
  Asmae Dachan. La nebbia, una buona compagna di viaggio
  Asmae Dachan. I diciott’anni di un figlio
  Asmae Dachan. Siria, medici nel mirino e interventi underground
  Milano. Annaviva: Putin. E a capo.
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.3%
NO
 24.7%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy