Giovedì , 02 Luglio 2020
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Bottega letteraria > Prodotti e confezioni
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
In libreria/ Patrizia Garofalo. “A tempo e luogo” di Angelo Andreotti
24 Aprile 2016
 

È un dono senza resa questa vita, / un debito d’amore / perpetuato abbracciando un altro abbraccio. / Chiunque tu sia ti guardo, / e ovunque tu cammini, io ti seguo: / sarò come uno smuovere d’aria appena. / Cercami dove sono

Angelo Andreotti

(Parole come dita, Mobydick 2011)

 

 

Non è il tempo concesso né l’occasione o il destino, ma quel tempo speciale dove trovano spazio al momento giusto le cose che con pazienza e cura sapremo cogliere. Ed è la sofferente-passione che traccia il sentiero di un percorso non previsto, eppure razionalmente introiettato. A tempo e luogo è un momento indeterminato in cui “qualcosa di speciale accade”; traduce il greco Kairos, divinità poco conosciuta, lontana nel suo significato da Chronos e raramente rappresentata. Esso definisce l’essere speciale della cosa, dell’evento, della circostanza della luce, un’opportunità favorevole che oppone il fato all’uomo; deve essere catturato altrimenti non potrà fugge via tant’è che, nelle pochissime sue rappresentazioni, è un giovane che corre con un ciuffo sulla fronte e la parte posteriore della nuca calva.

Dove la compostezza della quercia / squarcia la quiete di quell’orizzonte / abbreviando lo sguardo, e ferma / la dispersione nella lontananza / di una pianura arresa all’infinito…

La quercia ferma lo sguardo, offre la sosta, impedisce il naufragio, apre alla porta del tempo.

È con l’Overture che Angelo Andreotti inizia il suo poemetto spalancando ad un infinito che spaura e cerca un luogo, un punto di riferimento su cui tracciare una rotta poiché l’attimo e la sua intenzione non svaniscano nel tempo. La musicalità trasparente, profonda, sempre presente nelle sue opere, scandisce note di rara intensità ed armonia (dove gli istanti si rubano il tempo) e coglie il desiderio di un orizzonte che sbarri il naufragio della pianura… Dove la casa si sveglia di noi / e inizia il giorno che finì all’aurora, / riconoscendo negli occhi le mani / che tanto hanno pescato dal fondo della notte...

La voce del silenzio si nomina alla soglia del tempo.

La luce diserbò poco a poco la via di casa / e laggiù in fondo vedemmo l’immagine // del luogo in cui saremo andati a nascere.

Per ascoltare la voce di quanto accade ci volle tenerezza. Ed è la tenerezza quella che coglie alla lettura dei versi del poeta, che suona nelle vibrazioni dell’aria, nel volo degli uccelli, nei dormiveglia, nelle parole che come carezze accompagnano il lettore e accorciano la lontananza.

Dipese da un colpo di vento / quel battito d’ali tra i rami / e dentro al petto quell’urto di vita, è come un imprevisto accadere d’armonia con il mondo tutto che s’apre a trasformazioni e sovrapposizioni caleidoscopiche d’immagini e suggestioni. Avverto l’urto del cuore, i mille volti delle cose, le loro trasparenze e altrettante molteplici accoglienze mentre il tempo ri-conosce “il momento”, magari vicino ad un focolare ed è sempre lui a ricordare l’attimo esatto in cui fu immaginato, fino a fondersi con lo spazio, quello del giardino, della soglia, della stanza, dei passi che s’incrociano senza vedersi… da allora… forse da prima che le nubi si lasciarono solcare / dallo spirito bianco di un airone, e il giorno potrà dire venite, è tempo di luce, / è un tempo buono per avere tempo. Un Tempo eveniente / che sconfina dai bordi di ogni istante e rinomina le cose.

Una breve lirica titolata Coda termina la sinfonia iniziata dall’Overture che prosegue, nella seconda parte del poemetto, con un ritmo ascendente le meditazioni del poeta sul tempo restando ad ascoltare / storie che il fiume andava raccontando / in quella sua lingua remota / di noi inconsapevole […] per la nostra appagante indifferenza che s’adagia sulle cose, le nomina, le circonda, le illumina, le bagna, le tocca, ne strappa forme e colori, le muta pur nella persistenza dei ricordi: Le case ricordano, e anche i luoghi lo fanno […] continuamente descrivendo il nostro divenire / che è uno stare nel tempo, durare nel presente [… ] noi siamo la via che andiamo camminando. E quando si perdono i passi, s’incespica, si fa buio e la memoria non racconta di noi… pur nell’attesa anche quello è tempo e sarà respiro che abita la parola.

Nonostante tornino frequenti alcune parole (casa, stanza, sentiero, finestra, soglia), a mio avviso è l’albero che meglio significa tra i suoi rami la poetica di questo libro. Albero che raccoglie voli dai quali è smosso, che respinge, che si piega nel vento e che alza braccia al cielo, che vede il seme nascere e crescere, il tronco diventare grande e creparsi di rughe, nudo d’inverno e aperto alla rinascita di nuove foglie. Scandisce il tempo che non sappiamo dire, accoglie abbracci, giochi, baci respinti e desiderati. È tempo, anzi, è la pelle e l’anima del tempo che odora di secoli, di attimi, di ora e di allora, di sempre.

[...] l’albero / nonostante il vento e la calma di vento, / a tempo e luogo finché vita dura.

 

Patrizia Garofalo

 

 

Angelo Andreotti, A tempo e luogo

Manni, 2016, pp. 96, € 12,00


Articoli correlati

  Invito letterario: Angelo Andreotti. Il Guardante e il Guardato
  Recanati Art Festival à la culture
  Vetrina/ Angelo Andreotti & Patrizia Garofalo. Pantografia marina
  Patrizia Garofalo. Note a margine del convegno di ecologia narrativa di Anghiari
  Spot/ A Ferrara, Monica Pavani per “I Poeti dei poeti”
  Angelo Andreotti. Chi ha paura del giallo, del rosso e del blu
  Angelo Andreotti. Il guardante e il guardato
  Angelo Andreotti. Il silenzio e le parole
  Spot/ “I Poeti dei poeti” per I lunedì a casa di Ariosto
  Angelo Andreotti. Le viol
  Angelo Andreotti. A tempo e luogo
  Anticipazioni: Flavio Ermini. L’appello silenzioso dell’essere
  Ferrara. Il silenzio dei violini alla Biblioteca Comunale Ariostea
  In libreria/ Angelo Andreotti. Porto Palos
  In libreria/ Giuseppina Rando. “Custode di dune” di Lucia Boni
  Macerata, 1° aprile. “Il Guardante e il Guardato” di Angelo Andreotti
  In libreria/ Giuseppina Rando. “Dell’ombra la luce” di Angelo Andreotti
  Spot/ Ferrara: Duccio Demetrio per “I Poeti dei poeti”
  Ferrara: Un invito, “A tempo e luogo”
  Spot/ Ferrara: Marco Munaro per “I Poeti dei poeti”
  In libreria/ Angelo Andreotti. “Geometria della Rosa” di Giuseppina Rando
  Vetrina/ Angelo Andreotti. Dimmi di te
  In libreria/ Patrizia Garofalo. “Dell’ombra la luce” di Angelo Andreotti
  Daniele Serafini. Là, dove l’orizzonte accade
  In libreria/ Giuseppe Ferrara su “A tempo e luogo” di Angelo Andreotti
  Annagloria Del Piano. Il guardante e il guardato di Angelo Andreotti
  Istituzioni/ Accademia del Silenzio. 'Scuola estiva' ad Anghiari, fine agosto
  In libreria/ Giuseppina Rando. Il cuore segreto delle cose
  Ferrara. Angelo Andreotti: Di due pubblicazioni, una a fianco dell'altra
  Angelo Andreotti. POLAROID (1999)/ Pudore
  In libreria/ Angelo Andreotti. Dell'ombra la luce
  In libreria/ Angelo Andreotti. A tempo e luogo
  In libreria/ Patrizia Garofalo. “Nel verso della vita” di Angelo Andreotti
  “Il guardante e il guardato”
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 74.7%
NO
 25.3%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy