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Annamaria Rizzoli
07 Gennaio 2008
 

Annamaria Rizzoli è una delle attrici italiane più belle e desiderabili degli anni Ottanta, ma purtroppo per lei il cinema non ha saputo utilizzarla al meglio delle sue doti. Nasce negli anni Cinquanta (non c’è certezza sulla data) e resta famosa come “il seno più bello d’Italia”, ma anche come sexy testimonial vestita da Babbo Natale del liquore Stock. La Rizzoli è una bella ragazza bionda, alta e formosa, dallo sguardo finto ingenuo e ammaliante, che fa parlare di sé soprattutto grazie agli spogliarelli televisivi durante la trasmissione “Playboy di mezzanotte” condotta da Enzo Tortora e Lucio Flauto. Sa gestire bene la sua immagine e si spoglia anche sulle pagine della rivista patinata per adulti Playboy, fino a quando nel 1979 riesce addirittura a condurre il “Festival di Sanremo” accanto a Mike Bongiorno. In televisione la ricordiamo insieme a Walter Chiari (con cui ha avuto una lunga relazione) e Vittorio Caprioli nel programma comico-musicale “Io te tu io” (1979). Per la televisione recita anche nello sceneggiato a puntate I ragazzi di celluloide di Sergio Sollima con Massimo Ranieri. Annamaria Rizzoli è stata oggetto di una “proposta indecente” - in tempi antecedenti l’uscita del famoso film - da parte di un industriale milanese che offrì ottanta milioni per una notte d’amore con lei. La sua carriera cinematografica si concentra in pochi anni (1979 - 1982) e rappresenta il canto del cigno della commedia sexy, che mette in campo una delle sue rappresentanti più belle proprio quando le idee sono in via di esaurimento. Edwige Fenech sta passando al cinema d’autore e si spoglia sempre meno, Annamaria Rizzoli rappresenta l’alter ego biondo della Fenech e si spoglia con generosità sul set per una manciata di commedie sexy che le fanno toccare l’apice della popolarità nel 1980.

Il suo debutto cinematografico avviene nel 1976 con Milano… difendersi o morire di Gianni Martucci, dove recita accanto a Marc Porel in un poliziottesco cult quasi introvabile che vede nel cast anche Gorge Hilton e Al Cliver. Annamaria Rizzoli è la cugina del perfido boss Al Cliver che la costringe a battere sui marciapiedi di Milano, mentre Hilton (commissario di polizia) e Porel (malvivente galantuomo) si alleano per combattere i suoi loschi traffici. Un film dal budget abbastanza ricco ma che non decolla soprattutto per colpa di una regia che non impone il dovuto mordente alla pellicola. Il vero debutto nel cinema sexy avviene dopo l’inizio della chiacchierata love story con Walter Chiari che lancia definitivamente Annamaria Rizzoli. Stiamo parlando dell’episodio Prete per forza del film Ride bene chi ride ultimo di Marco Aleandri (1978), una commedia di grana grossa (come la definisce Mereghetti) composta da quattro barzellette recitate da Gino Bramieri, Pino Caruso, Walter Chiari, Orchidea De Sanctis, Macha Méril e Luciano Salce. Non è un capolavoro, però si ride. Dove vai in vacanza? è un altro film a episodi del 1978 e rappresenta la prima interpretazione da protagonista della Rizzoli a fianco di un ottimo Paolo Villaggio. L’episodio che riguarda la bionda attrice si intitola Sì buana ed è diretto dal grande Luciano Salce che la mette sul set nei panni di una seducente cacciatrice. Il film è davvero ottimo, uno dei migliori prodotti degli anni Settanta, composto da tre episodi intrisi di umorismo e trovate geniali. I registi dei tre episodi sono Mauro Bolognini, Luciano Salce e Alberto Sordi che collaborano per lasciare tre ritratti memorabili dell’Italia di fine anni Settanta. Sì buana è scritto da Continenza e Scarpelli ed è una sorta di parodia di un romanzo d’avventura ambientato in Africa, con un Villaggio scatenato a suon di rutti e circuito dalla bionda Rizzoli. L’episodio racconta le disavventure di Villaggio coinvolto nell’omicidio dell’amante della Rizzoli (Daniele Vargas) e si ricorda soprattutto per il sexy costume panterato della bionda attrice. Villaggio è molto bravo e le scene comiche da allupato cronico alle prese con tanta bellezza sono memorabili, come quando lei si infila nuda dentro al suo sacco a pelo. Memorabili anche gli altri due episodi: Sarò tutta per te, con un grande Ugo Tognazzi coadiuvato da Stefania Sandrelli e da una nudissima Lorraine De Selle, e Le vacanze intelligenti, con il mattatore Alberto Sordi in una delle sue regie più ispirate. Non concordo con il pesante giudizio di Piero Mereghetti che definisce i tre episodi «pecorecci, inutili e qualunquisti». Si tratta di uno dei migliori film a episodi degli anni Settanta, per certi versi assolutamente memorabile e da rivedere. Annamaria Rizzoli recita anche nel pessimo Play motel di Mario Gariazzo (1978), un thriller debole che prima di uscire viene infarcito di sequenze hard recitate da altre attrici. Quando la Rizzoli viene a sapere questa cosa abbandona il set scandalizzata, insieme a Ray Lovelack e allo stesso Mario Gariazzo che è del tutto estraneo alla manipolazione. Pare che l’attrice non abbia neppure ricevuto l’intera cifra pattuita perché il cachet veniva pagato ogni settimana e lei non aveva ancora riscosso. La produzione in ogni caso riesce a far uscire il film cucendo le poche scene girate da Gariazzo con le nuove sequenze hard. Marco Giusti definisce il film come «una divertente pornocommedia diretta dal re del trash Mario Gariazzo in doppia versione soft e hard», pure se le cose stanno diversamente. Gariazzo dirige solo un thriller un po’ spinto ma poi ci pensa la produzione addizionando al lavoro le nuove scene girate con la disinibita Marina Frajese. Il thriller erotico è ambientato in un motel dove il direttore fotografa e ricatta le coppiette che si appartano in intimità. Ray Lovelock e Annamaria Rizzoli sono due sposi novelli coinvolti nella morte della moglie del direttore che ritrovano cadavere nella loro auto. Un film da ricercare solo perché è diventato un mito del trash. Riavanti marsh! di Luciano Salce è sempre del 1978 ed è un gustoso film comico ambientato nel mondo delle caserme. Il cast è di lusso: Renzo Montagnani, Silvia Dionisio, Carlo Giuffrè, Olga Karlatos, Alberto Lionello, Aldo Maccione, Paola Quattrini, Annamaria Rizzoli, Adriana Russo, Stefano Satta Flores, Sandra Milo, Gigi Reder e in una parte secondaria c’è persino Carmen Russo. Una vera apoteosi di stelle e di bellezze per un film sexy comico di fine anni Settanta pieno di macchiette divertenti e di personaggi memorabili. Annamaria Rizzoli è Immacolata, la gelosissima moglie siciliana del barone Carlo Giuffrè. La storia racconta di cinque quarantenni richiamati alle armi per un corso di aggiornamento che quando si ritrovano si comportano da ragazzini come vent’anni prima. Una sorta di Amici miei versione caserma che diverte ancora oggi con i suoi ritratti di personaggi eternamente infantili e con poca voglia di prendersi le loro responsabilità. Il servizio militare è descritto come un bel ricordo di un periodo giovanile che non può tornare, ma intanto i protagonisti se la godono e vivono intensamente quel momento spensierato. Se quando arriva la cartolina precetto la vivono come una sorta di punizione, al momento di tornare alle normali occupazioni i cinque richiamati provano solo tanta nostalgia. Scusi lei è normale? di Umberto Lenzi è l’ultima pellicola interpretata da Annamaria Rizzoli nel 1978 e vede un regista del poliziottesco e del cinema d’avventura alle prese con una riuscita incursione nel genere sexy. Interpreti: Enzo Cerusico, Aldo Maccione, Ray Lovelock e l’immancabile Renzo Montagnani. Un pretore moralista (Montagnani) dichiara guerra alla pornografia e Annamaria Rizzoli si trova nei guai perché interpreta fotoromanzi porno. Il nipote del pretore (Cerusico) si innamora della pornodiva che è figlia di un uomo politico importante e la salva dalle ire del pretore. Marco Giusti lo definisce «un gay-movie all’italiana», perché Cerusico fa cambiare idea al pretore travestito da donna e scopre il suo tallone d’Achille. Annamaria Rizzoli concede le sue grazie all’occhio della macchina da presa e interpreta il film subito dopo essere uscita su Playboy e Playmen in servizi fotografici d’autore che la ritraevano in tutta la sua sfolgorante bellezza. I giornali la definiscono “la bomba sexy dell’anno” e la sua popolarità comincia ad aumentare in un periodo in cui le protagoniste storiche della commedia scollacciata cominciano a rivestirsi. «Era un film simpatico che però non andò molto bene, quando uscì nelle sale. L’abbiamo girato in piena estate a Roma, in una mansarda di via Margutta dove faceva un caldo da impazzire con tutti quei fari accesi» dice Annamaria all’intervistatore di Nocturno. Il film è comunque un buon prodotto. Tralasciamo Arabella di Salvatore Nocita che è uno sceneggiato televisivo del 1980, interessante solo per documentare il successo della bella Annamaria. La cameriera seduce i villeggianti di Aldo Grimaldi è invece un’altra pellicola sexy del 1980 che purtroppo porta i segni di tutta la stanchezza del genere. Il regista non è un esperto di commedie scollacciate ed è noto soprattutto per essere figlio di Gianni e per aver diretto qualche prodotto dichiaratamente commerciale. Gli attori non sono tra i più significativi: Giorgio Bracardi e Pippo Santonastaso risultano divertenti alla radio e in televisione ma al cinema naufragano miseramente. Isabella Biagini, Maurice Poli e Carlo Giuffrè alzano un poco il livello di recitazione, ma si cade pesantemente quando entrano in scena Ada Pometti e soprattutto il pessimo Raf Luca. La stessa Rizzoli bolla il film come «un filmetto mediocre», soprattutto perché mancano le idee ed è una tarda commediaccia senza nerbo e inventiva. Il regista punta solo sulle grazie della bella attrice milanese, esibita in costume da bagno e in piscina, spesso nuda sotto docce interminabili, ma la pellicola non si regge su una storia valida. La Biagini e Giuffrè sono i padroni di un albergo che seducono una coppia di creditori per salvarsi dai debiti. Annamaria Rizzoli è una sexy cameriera molto procace e disinibita che entra in possesso di una partita di droga. Dardano Sacchetti, autore di soggetto e sceneggiatura, si trova certo meglio lavorando su copioni avventurosi e questo per lui è solo un lavoro alimentare. La compagna di viaggio di Ferdinando Baldi (1980) è un altro pessimo prodotto commerciale salvato solo dalla presenza di Gastone Moschin. Nel cast troviamo anche Annie Bell, Giorgio Bracardi, Marisa Mell, Pino Ferrara, Raf Luca e le future dive del porno Moana Pozzi e Marina Frajese. Fernando Baldi non è un regista adatto al cinema sexy, la sua produzione migliore resta nel poliziottesco e nel cinema d’avventura, e non si trova bene realizzando sullo schermo un soggetto come questo. Il film è girato su un treno e riunisce un buon gruppo di bellezze attorno alla presenza carismatica del “barone” Gastone Moschin. La Rizzoli si dà un gran da fare e una delle poche cose memorabili sono le scene dove compare nuda, ma la storia è la grande assente. Siamo al canto del cigno della commedia sexy e la bella attrice ha la sfortuna di raggiungere la popolarità quando le cose migliori sono già state dette. L’insegnante al mare con tutta la classe di Michele Massimo Tarantini (1980) è una prova lampante di questo assunto, perché anche se alla guida del film c’è uno specialista del genere non è facile raccontare qualcosa di nuovo sul tema sexy scolastico. La Rizzoli si deve misurare con Edwige Fenech e la sua fondamentale trilogia e con tutte le sexy studentesse e docenti allupate che hanno imperversato al cinema negli anni Settanta. Ne esce fuori male e non solo per colpa sua. Il film è scritto da Milizia, Mariuzzo e Tarantini, ma ricalca situazioni già viste e sfrutta i soliti canoni del passato. Nel cast sono fondamentali le presenze di Lino Banfi, Alvaro Vitali, Franco Diogene, Francesca Romana Coluzzi, Adriana Facchetti, Jimmy il Fenomeno (irrinunciabile!) e Gino Pagnani. Il solo problema è che questa insegnante arriva troppo tempo dopo le altre per destare ancora un minimo motivo di interesse. La curiosità degli spettatori è stata soddisfatta ampiamente e questa versione marinara della bella professoressa va incontro a un insuccesso annunciato. La Rizzoli si mostra molto nuda e le situazioni voyeuristiche vanno dagli studenti che la spiano dietro le rocce ai professori appostati dietro al buco della serratura. La trama del film ricalca L’insegnante di Nando Cicero (1975) e racconta la storia di un padre ricco (Banfi) che invita una procace insegnante di francese (Rizzoli) nel suo albergo al mare per dare ripetizioni di francese al figlio (Gelardini). Questa almeno è la scusa ufficiale di Banfi, ma in realtà il suo desiderio è quello di portarsi a letto la Rizzoli. Marco Gelardini interpreta lo studente affascinante che soffia la bella insegnante di francese al padre Lino Banfi, perennemente arrapato ma sposato con la giunonica Francesca Romana Coluzzi. Banfi finisce addirittura in carcere per guai finanziari e la moglie si consola con un superdotato Alvaro Vitali. La ripetente fa l’occhietto al preside di Mariano Laurenti (1980) si inserisce nel solito filone sexy scolastico, ma pure questo ha il solito difetto di essere un prodotto tardivo. L’affiatata coppia Laurenti - Milizia non sa trovare (e non era nemmeno facile) niente di nuovo da dire su un tema troppo sfruttato. Resta la bellezza di Annamaria Rizzoli che non lesina nudi a tutto schermo, ma i tempi sono cambiati e l’epoca del voyeurismo cinematografico può dirsi prossima alla fine. Le prime televisioni private e l’avvento dei videoregistratori stanno cambiando mercato e mentalità. Nel cast segnaliamo le ottime presenze di Lino Banfi, Alvaro Vitali, Ria De Simone, Carlo Sposito, Jimy il Fenomeno, Ermelinda De Felice e Loredana Martinez. Se c’è qualcosa che ancora salva il film e che a distanza di anni ne giustifica la visione è proprio la magistrale interpretazione di Lino Banfi come preside innamorato della bella Rizzoli, sexy ripetente figlia di un industriale. La ripetente finge di amoreggiare con il preside sia per far ingelosire un compagno di classe che per approfittarne scolasticamente. Vitali interpreta pure lui un ruolo da professore e dà la caccia alla sexy insegnante Ria De Simone (la professoressa Zappa… beato chi ti pappa!, dice Vitali) che però lo manda in bianco. Il corpo della Rizzoli è esposto con generosità e il suo sedere la fa da padrone in diverse scene ammiccanti, pure se il seno resta la parte più inquadrata e giustamente famosa della bella attrice. Ragionier Arturo De Fanti bancario precario di Luciano Salce (1980) vede Annamaria Rizzoli nel ruolo dell’amante showgirl di Paolo Villaggio e insieme a lei recitano pure Enrica Bonaccorti, Catherine Spak, Anna Mazzamauro, Carlo Giuffrè, Paolo Paoloni e Gigi Reder. Il film è una sorta di Fantozzi apocrifo, pure se regista e attore sono gli stessi, ma De Fanti è una pura imitazione del vecchio personaggio villaggesco. Il vero motivo cult del film è comunque rappresentato da un’Enrica Bonaccorti pretelevisiva che non esita a mostrare cosce e tette in un insolito ruolo da sexy cameriera. Villaggio è un imbranato bancario che ha deciso di vivere un pericoloso menage familiare in una casa piccola e periferica insieme a moglie (Spak) e amante (Rizzoli) che lo dominano tra continue angherie. La casa del bancario diventa una sorta di comune che accoglie i rispettivi amanti, gli ex coniugi, i nuovi compagni e gli amici. Tutto questo per superare le difficoltà economiche e la crisi degli alloggi. Salce nella sua lunga carriera ha fatto di meglio, pure se La Rizzoli è molto nuda in una commedia degli equivoci con spruzzatine sexy.

La settimana bianca di Mariano Laurenti (1980) è una nuova variazione sul tema scolastico-vacanziero che inaugura la serie di film che la Rizzoli interpreta assieme alla nuova coppia comica Bombolo - Cannavale. Fanno parte del cast anche Gianfranco D’Angelo, Jimmy il Fenomeno, Carmen Russo, Vincenzo Crocitti, Giacomo Furia e Renzo Ozzano. D’Angelo è il ragioniere di un’azienda che guida in settimana bianca un gruppo di dipendenti con mogli e figli. Il film pare un precursore delle varie vacanze dei Vanzina e anticipa un tema che in seguito sarà molto sfruttato. Molte trovate sono però desunte dai vecchi scolastici e a tener desta l’attenzione dello spettatore non basta la Rizzoli che mostra seno e fondoschiena, tra l’altro con minor generosità del solito. Tutti i dipendenti in vacanza corteggiano la bionda collega ma lei ha occhi solo per un affascinante maestro di sci (l’inespressivo Paolo Giusti, divo dei fotoromanzi). Carmen Russo è l’altra presenza sexy del film e si spoglia ancora meno della Rizzoli nel ruolo della cameriera che va sempre in bianco. L’interpretazione di Carmen Russo ricalca quanto aveva già fatto vedere durante la trasmissione televisiva “Drive In” come cameriera spogliarellista. La sceneggiatura de La settimana bianca non è all’altezza di prodotti simili del periodo d’oro, visto che si ride poco e le parti esplicitamente sexy sono molto ridotte. Da salvare solo Bombolo e Canavale, alla loro prima uscita come coppia comica, che tirano fuori battute del tipo: Cannavale (riferito alle chiavi della porta che non trova): «Le chiavi?» Bombolo (che si trova in compagnia di due bellone): «Ahò, le ho appena conosciute!». Giacomo Furia fa una bella parte da cieco e ci permette di vedere la Rizzoli seminuda nella scena in cui per errore le toglie lo slip. Annamaria Rizzoli ha confessato a Nocturno: «Per noi è stata davvero una settimana bianca. Non era un lavoro, tanto che durante il giorno spariva sempre qualcuno perché andava a fare una sciata. Eravamo tutti affiatatissimi, una vera famiglia». La settimana al mare di Mariano Laurenti (1981) è un vero e proprio sequel de La settimana bianca e va da sé che non è un capolavoro. Lo scrivono Milizia e Laurenti per un cast identico al precedente puntando soprattutto sulla comicità di Bombolo e Cannavale e sulla bellezza di Annamaria Rizzoli. Il ruolo di bello maschile tocca ad Andrea Occhipinti, nuova star da fotoromanzo ma pessimo attore, che ha il solo merito di far spogliare la bionda attrice impegnata per buona parte del film in docce e bagni ristoratori. Bombolo è molto divertente nei panni di un finto vu cumprà arabo corretto al romanesco. Cannavale è il padre di Occhipinti e porta il figlio in vacanza al mare convinto che sia un po’ imbranato, ma alla fine scopre che è più sveglio di quanto creda. Tutti ci provano con la Rizzoli ma soltanto lui se la porta a letto. Per Mereghetti il film è un concentrato di «tette al vento e porte in faccia». Difficile dire il contrario. Una vacanza del cactus di Mariano Laurenti (1981) è un altro Bombolo e Cannavale - movies scritto da Francesco Milizia che ricalca vecchie idee e situazioni della commedia sexy. Il tema portante è quello de La settimana bianca con Cannavale direttore d’azienda che organizza un viaggio a Rodi per portarsi a letto l’impiegata Rizzoli. L’arrivo della moglie del direttore complica le cose e dà il via alla commedia degli equivoci. Bombolo invece deve piantare un cactus (tema portante comico del film) sulla tomba di uno zio (Mario Brega) che dovrebbe essere morto in Grecia, ma non lo è per niente. Bombolo e Cannavale sono bravi e divertono con le loro trovate mimiche che sono un po’ sempre uguali, ma la commedia scollacciata è al canto del cigno e si vede. Mancano le idee, pure se la Rizzoli si spoglia con generosità ed esibisce a più riprese un fisico mozzafiato.

Annamaria Rizzoli riscuote un successo così grande che viene chiamata a interpretare I ragazzi di celluloide, un serial televisivo per Rai 2 che Sergio Sollima gira nel 1981 e che viene replicato con un sequel tre anni dopo. In tre puntate vengono ricostruite le vicende di un gruppo di cineasti allievi del Centro sperimentale di cinematografia di Roma. Il periodo è quello del 1940-41 ed è un momento destinato a cambiare le sorti del cinema italiano. Massimo Ranieri è il protagonista maschile ed è diviso fra l’amore per due compagne di corso tra le quali non sa decidere. Lo scoppio della guerra fa cambiare molte cose e pone i ragazzi di fronte a scelte difficili per la vita e per la professione. I ragazzi di celluloide 2 va in onda nel 1984 e riprende la storia dei giovani e dei loro professori partendo dalla guerra e arrivando sino alla nascita del neorealismo.

Uno contro l’altro… praticamente amici (1981) è di Bruno Corbucci, regista simbolo del Tomas Milian trucidone. Nemmeno a farlo apposta la sceneggiatura e il soggetto sono dello stesso Corbucci e Mario Amendola che si inventano una insolita coppia comica composta dal compassato Renato Pozzetto (Franco Colombo) e dallo sguaiato Tomas Milian (Quinto Cecioni detto ancora “Monnezza”) che ottiene un buon successo di pubblico. Gli altri interpreti sono: Annamaria Rizzoli, Riccardo Billi, Bombolo, Alfredo Rizzo, Caterina Boratto, Sergio Di Pinto, Anna Cardini, Ennio Antonelli, Leo Gavero, Franco Anniballi, Franco Ukmar, Vasco Santoni, Andrea Aureli, Piero Vivaldi, Salvatore Baccaro, Tony Scarf, Valerio Isidori, Jon Teare ed Elisa Mainardi. Si tratta di un Monnezza apocrifo quello che Corbucci fa interpretare a Tomas Milian, un Monnezza commerciale che sfrutta l’originale inventato da Lenzi e Sacchetti per il poliziottesco e che poi ha contribuito alla genesi di Nico Giraldi. Il Monnezza di questo film si chiama Quinto Cecioni e ha una sorella bella come Annamaria Rizzoli (Silvana), una moglie borgatara e coatta come lui (Anna Cardini) e un nonno scorreggione detto Chiavica (Riccardo Billi). L’idea dei due sceneggiatori era quella di unire due tipi di comicità così diversi come quello di Milian e di Pozzetto, che al tempo andavano per la maggiore presso diverse tipologie di pubblico. La trama vede Renato Pozzetto nei panni di Franco Colombo, un industriale varesino che va a Roma per corrompere un sottosegretario ma perde la valigetta con dentro cento milioni. Monnezza lo aiuta nella ricerca e cerca di dimostrare il suo onore di ladro di borgata. Al primo incontro tra i due c’è un’autocitazione da parte di Tomas Milian che prima si qualifica come medico, poi dice la verità e confessa di essere un ladruncolo che è uscito dar gabbio dove era stato rinchiuso dal maresciallo Nico Giraldi (nuova citazione). Monnezza fa da autista all’industriale ma quando restano senza benzina dice: «Io so’ ospite, spigni te!». Franco si innamora anche della bella sorella di Monnezza che lui definisce “Tutta casa e Luna Park”, visto che lavora al Luna Park dell’EUR. In mezzo a una trama così flebile trovano spazio le trovate di Pozzetto (sempre uguali) e pure le battute pecorecce di Milian condite con la comicità genuina di Bombolo. Franco Lechner entra in scena al ristorante “Dar Buiaccaro” dove Monnezza conduce Franco e presenta i suoi bizzarri compagni ladruncoli come medici. Qui c’è la scena cult con l’oste che snocciola un menù romanesco a base di spaghetti alla puttanesca, bucatini alla zozzona e rigatoni alla cachetesotto. Franco chiede un panino al prosciutto. E Monnezza: «Ao’ non t’offende che questo vie’ dar settentrione!». Il film fu un successo, incassò un miliardo e ottantasei milioni decretando la nascita di una nuova coppia comica (mai riproposta). Matteo Norcini su Cine 70 dice che l’incontro di questi due attori ha lasciato il segno nell’immaginario collettivo e che ha rappresentato «l’unione tra l’ironia timida e nebbiosa e la straripante verve borgatara, l’incrocio tra il sussurro bonario e l’urlo fagiolaro, tra il pettinato e lo spettinato, tra il composto e lo scomposto…». La Rizzoli è bella quanto basta per sostenere la parte della bambolona disponibile ma il film è più comico che erotico. Attenti a quei P2 di Pierfrancesco Pingitore (1982) è un film comico con qualche intenzione di critica sociale un po’ qualunquista, secondo lo stile del “Bagaglino”. Il film è scritto e sceneggiato da Castellacci e Pingitore e segue lo schema della rivista e del cabaret. Interpreti principali sono Pippo Franco, Giorgio Porcaro, Bombolo, Oreste Lionello, Pippo Santonastaso, Franco Diogene e Luigi Leoni. Il film propone la versione comica della loggia massonica P2 con Oreste Lionello mattatore nei panni di Licio Belli (non si fatica a capire che il bersaglio è Gelli). Pippo Franco è un ministro democristiano corrotto e viscido che si chiama Forlotti (nasconde poco bene il vero Forlani). Bombolo è il portiere d’albergo più sboccato della storia («Fa duecentomila più iva… i vaffan…») e Annamaria Rizzoli ci delizia con le sue grazie da bambolona bionda ma le espone con molta parsimonia. Per Mereghetti è «un rozzo tentativo di satira politica a colpi di trovate banali e stanche», ma secondo noi il film è ancora oggi piuttosto divertente e ben riuscito. La sai l’ultima sui matti? di Mariano Laurenti (1982) è un pessimo barzelletta-movie uscito sulla scia dei tanti Pierini che imperversavano nei primi anni Ottanta. Gino Capone è il colpevole di aver scritto tante pessime barzellette sui matti e gli attori di questo film sono la mitica coppia Bombolo - Cannavale, Giorgio Porcaro (il finto Abatantuono terrunciello ciento per ciento), Sandro Ghiani, Tuccio Musumeci, Gegia, Renzo Ozzano, Sergio Di Pinto, Nino Terzo, Mimmo Poli, Enzo Andronico e Mireno Scali (il terribile sosia di Benigni). Annamaria Rizzoli è la sola presenza femminile di un certo rilievo e riveste i panni (spesso svestiti) della dottoressa Vanessa Lelli che si prende cura di uno scatenato reparto psichiatrico. Mariano Laurenti è molto bravo, far ridere è il suo mestiere e i tempi comici sono ben scanditi, così come ci sanno fare Bombolo e Cannavale, ma il soggetto è talmente scontato e le barzellette così risapute che si fa fatica ad arrivare in fondo alla pellicola. Resta un cult del trash per le battute pecorecce di Bombolo, cose tipo: «Pronto, Ciampino?» «Si?» «Mettetelo ar culo!», oppure «Pronto, casa Laterza?» «Sì?» «Metti la quarta e vattene affanculo!». Annamaria Rizzoli si vede poco e nell’economia del film serve solo a gettare una spruzzatina di sesso in mezzo a tante barzellette scontate. Farinotti definisce il film «volgare e insulso, ai limiti della sopportabilità e per giunta noioso».

Il sommergibile più pazzo del mondo di Mariano Laurenti (1982) è un film davvero brutto, ai limiti dell’inguardabile, un tardo prodotto della commedia erotica che ne denuncia la prossima fine. Milizia e Capone non riescono a mettere insieme una storia decente e a bordo del pazzo sommergibile naufragano miseramente Giorgio Ariani, Bombolo, Cannavale, Felice Andreasi e la bella Rizzoli. Il film è passato poco o niente al cinema, ma in compenso lo replicano a più non posso in televisione dove possiamo fare a meno di guardarlo. Girato all’Isola del Giglio a bordo di un sommergibile di polistirolo che fa acqua dappertutto, in piena sintonia con la sceneggiatura. Per Mereghetti si tratta di «una farsa squinternatissima che cerca di parodiare i film demenziali americani», ma le sole cose che fanno sorridere sono poche barzellette di grana grossa e alcune trovate surreali. La trama parla di un gruppo di richiamati selzionati da un computer per dare la caccia a un sommergibile americano. Annamaria Rizzoli è la sola donna del gruppo e si arruola spacciandosi per il fidanzato operato. Le boureau du coeur di Christian Jones (1983) è l’ultimo film per il cinema di Annamaria Rizzoli, una pellicola francese con Aldo Maccione che non è mai stata distribuita in Italia. Ricordiamo la bella Rizzoli anche alle prese con il mezzo televisivo tra il 1985 e il 1986, in un periodo in cui la commedia sexy è ormai morta e sepolta e il piccolo schermo comincia a prendere il posto del cinema di genere.

Il cappello sulle ventitrè” con Maurizio Mosca è un programma notturno che la vede in un ruolo sexy da spogliarellista. Per quaranta puntate ammiriamo il suo corpo stupendo sul piccolo schermo, poi come tute le altre protagoniste della commedia scollacciata abbandona il suo pubblico. Il successo cinematografico di Annamaria Rizzoli è durato meno rispetto a quello di altre colleghe, lanciata come risposta bionda alla Fenech si è affievolita dopo due anni di pellicole poco memorabili che hanno segnato il canto del cigno di un genere in declino. Durante la sua carriera artistica ha inciso qualche disco (si ricorda il quarantacinque giri Dammi), in perfetto stile Guida - Fenech, ma pure a lei mancava la voce per cantare. In un secondo tempo ha fatto la ballerina con uno spettacolo itinerante che ha girato l’Italia e alla fine si è allontanata dal mondo dello spettacolo per dedicarsi alla famiglia. Dopo il divorzio ha lavorato in teatro niente meno che con Strehler dimostrando indubbie doti recitative. Oggi si occupa di beneficenza e di ambientalismo ed è una convinta sostenitrice della lotta al silicone.

 

Gordiano Lupi

 

 

FILMOGRAFIA DI ANNAMARIA RIZZOLI

 

Milano… difendersi o morire di Gianni Martucci (1976)

Ride bene chi ride ultimo di Marco Aleandri (1978)

Dove vai in vacanzaepisodio Sì buana di Luciano Salce (1978)

Play motel di Mario Gariazzo (1978)

Riavanti marsh! di Luciano Salce (1978)

Scusi lei è normale? di Umberto Lenzi (1978)

Arabella (TV) di Salvatore Nocita (1980)

La cameriera seduce i villeggianti di Aldo Grimaldi (1980)

La compagna di viaggio di Ferdinando Baldi (1980)

L’insegnante al mare con tutta la classe di Michele Massimo Tarantini (1980)

Ragionier Arturo De Fanti bancario precario di Luciano Salce (1980)

La ripetente fa l’occhietto al preside di Mariano Laurenti (1980)

La settimana bianca di Mariano Laurenti (1980)

I ragazzi di celluloide (TV) di Sergio Sollima (1981)

La settimana la mare di Mariano Laurenti (1981)

Una vacanza del cactus di Mariano Laurenti (1981)

Uno contro l’altro… praticamente amici di Bruno Corbucci (1981)

Attenti a quei P2 di Pierfrancesco Pingitore (1982)

La sai l’ultima sui matti? di Mariano Laurenti (1982)

Il sommergibile più pazzo del mondo di Mariano Laurenti (1982)

Le boureau du coeur di Christian Jones (1983)

I ragazzi di celluloide 2 (TV) di Sergio Sollima (1984)


Foto allegate

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