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Paola Mara De Maestri. “2° me”, l’adolescenza secondo Annagloria Del Piano
17 Luglio 2016
 

Quello dell’adolescenza è un tema sempre attuale, in quanto tappa fondamentale che ogni essere umano è chiamato a vivere per giungere all’età adulta. Generalmente per adolescenti s’intende i ragazzi che vanno dai quattordici ai diciotto anni, anche se nella nostra società “complessa”, immersi nei mass-media e nella “virtualità”, questo periodo si è ormai nei fatti dilatato. Spesso troviamo ragazzini più giovani o altri che dovrebbero aver già concluso questo percorso ancora alle prese con le problematiche tipiche di questa importante fase della vita. Come giustamente sosteneva Victor Hugo, “l’adolescenza è la più delicata delle transizioni”. Si verificano cambiamenti molto profondi, sia dal punto di vista fisico sia comportamentale. Si sentono in modo intenso le emozioni, si manifesta una voglia di ribellione, in modo particolare insofferenza alle regole e conflittualità con i propri genitori. In poche parole in questi anni si è più che mai alla spasmodica ricerca di se stessi. La voglia di indipendenza è accompagnata sovente da volubilità che può sfociare in fragilità. In questo contesto si privilegia la compagnia dei coetanei, che si sentono più vicini al proprio vissuto. Mi pare particolarmente calzante l’espressione popolare che definisce l’adolescenza “L’età della stupidera”. Infatti può capitare, trascinati dagli amici o dalla pressante voglia di trasgressione, di compiere delle leggerezze e di mettersi nei guai. Non tutti purtroppo hanno la possibilità di rimediare ai propri errori e di lasciarsi alle spalle definitivamente e in modo indenne questo periodo. Ad alcuni ragazzi non è concessa una seconda occasione e le conseguenze di alcuni atti di “follia” o di incoscienza lasciano il segno per tutta la vita. Ecco perché è importante per tutti i genitori che hanno dei ragazzini adolescenti cercare di essere sempre aggiornati sulle frequentazioni dei propri figli, cercare distinguere certi atteggiamenti ed espressioni tipiche dell’età, e quindi passeggere, da altre che invece dovrebbero preoccupare. È spesso estremamente difficile, anche se necessario, riuscire a stare accanto ai propri ragazzi ed essere di reale aiuto nel loro complicato percorso di crescita. Documentarsi è senz’altro utile per affrontare insieme questo cammino. Quindi anche la lettura di un libro può essere motivo di complicità. Ho intervistato di recente Annagloria Del Piano, scrittrice che conosco da diversi anni, in quanto collega giornalista de ‘l Gazetin e poetessa che ha scritto un libro in materia, nel quale racconta in modo spontaneo ed accattivante le esperienze di alcuni adolescenti. Consiglio questo libro, si legge con facilità ed è facile “ritrovarsi” sia per i ragazzi sia per gli adulti. Buona lettura!

 

Come nasce l’idea di scrivere un libro sull’adolescenza?

L’adolescenza è un’età che da sempre mi affascina; ho ricordi precisi di me stessa in quegli anni, dei sentimenti che provavo, di quell’emotività avvolgente, e per certi versi ingombrante, che non ha smesso completamente di accompagnarmi. Perciò mi ha interessato da subito partecipare ad un concorso letterario di settore, specifico per quella fascia d’età. Il vincolo era quello di scrivere un romanzo in prima persona, con la voce di un ragazzo o una ragazza adolescente, di raccontare il suo sguardo sul mondo… ed è quel che ho cercato di fare.

 

A cosa ti sei ispirata per individuare i personaggi e la trama?

Il personaggio principale non poteva che essere quella ragazzina matura e responsabile, con tante domande dentro di sé e non sempre l’interlocutore disponibile cui porle: quello che capita spesso ai ragazzi, col loro desiderio intenso di essere ascoltati, ma quando e come vogliono loro! La trama si è evoluta mentre scrivevo, lasciandomi trascinare dai personaggi, ossia da lei e dai suoi due più cari amici, in un susseguirsi di giornate, di un’estate come tante, senza particolari eventi a sottolinearla in modo eclatante, “solo” vita…

 

L’adolescenza è da sempre un periodo molto intenso e delicato per ogni persona. Cosa c’è del tuo vissuto in questi racconti?

C’è parecchio. C’è il senso dell’amicizia, l’importanza di condividere, la voglia di solitudine, le mille domande, la sensazione che qualcosa sta cambiando. E ci sono certi ricordi, in particolare quello della gita di classe, di qualche lezione a scuola e del paesello di montagna in cui trascorrevo le vacanze estive perché paese d’origine dei miei genitori (Teglio).

 

Quali sono a tuo avviso i problemi che affronti nella tua narrazione nei quali i ragazzi di oggi si possono ritrovare?

Ho pensato che alcune tematiche che si trovano nel mio racconto siano condivise da molti ragazzi, di tutti i tempi. Appunto: l’amicizia, il rapporto coi propri genitori e con l’ambiente scolastico, l’emozione e la confusione dei primi amori, l’incappare nei segreti grandi e piccoli del mondo adulto e, a volte, nella sua incoerenza. Poi c’è, a fare da sfondo, il tema del lutto, anche questo, per come può essere la vita, riscontrabile in certi vissuti e molto particolare da affrontare quando si attraversa un’età tanto delicata. Ho cercato di scriverne con mano leggera, ma di lasciar trapelare la sofferenza e il senso di mancanza che certamente un grande dolore porta con sé.

 

A chi consigli la lettura di questo tuo libro?

Come tutti coloro che scrivono, ho proposto la lettura del mio libro ad alcune persone del cui parere mi fido e alle quali ho richiesto un giudizio il più possibile sincero, accompagnato dalle eventuali critiche o osservazioni. Ho ricevuto alcune dritte importanti che credo mi abbiano consentito di migliorare la versione iniziale di Secondo me. Direi che questo mio racconto può interessare l’adulto che desideri ricordarsi un poco come si sentiva da adolescente, o ami leggere insieme ai propri figli una storia di questo tipo. Certo, gli interlocutori principali restano i ragazzi, grosso modo fino ai 15 anni. Mi rendo conto, come peraltro ho scritto nella premessa del libro, che non vi si fa cenno a tutto quel mondo che appartiene agli adolescenti d’oggi, a quell’essere sempre connessi: cellulari, I phone, I pad, ecc. Non vi è traccia di legami virtuali, ma credo che tutto il resto non cambi mai, appartenga ad ogni generazione.

 

Vuoi aggiungere qualcosa?

Aggiungerei soltanto un cenno al titolo: “Secondo me” sta proprio a sottolineare come tutto sia interpretabile con la voce di chi vive l’esistenza sulla propria pelle. Non esistono verità assolute, dettate da altri, ma il proprio modo di stare al mondo, certo condizionato da vissuti ed incontri. E si inizia davvero nell’età dell’adolescenza ad autodefinirsi, al di fuori dei propri genitori, del cerchio ristretto familiare, integrandosi con tutto ciò che ci circonda e che vogliamo far entrare attivamente nella nostra esistenza. Ecco perché la protagonista del mio romanzo non ha nome, ma credo quasi non ce ne si accorga: il suo nome è il nome di chi legge. Almeno, lo spero.

 

Paola Mara De Maestri

 

 

 

Annagloria Del Piano, nata nel 1971, vive a Sondrio, dove collabora col giornale web Tellusfolio. Già redattrice del mensile di cronaca civile 'l Gazetin, ha pubblicato una raccolta poetica dal titolo A rimandar pensieri... (Libroitaliano, 2004) e suoi componimenti sono stati pubblicati nel libro Poeti, un premio dalle scuole (Circolo culturale f/n Morbegnese, 2009).

Col personaggio di Frances Piper, suo alter ego in precedenti esperimenti letterari on line, è autrice di questo breve romanzo in forma diaristica (disponibile sul sito www.ilmiolibro.it / libri per ragazzi: € 9 in cartaceo, € 2,49 in versione e-book o su www.amazon.it).


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