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CCCVa. La montagna italiana manifesta a Roma il 24 ottobre 
Contro le norme della finanziaria che la penalizzano
16 Ottobre 2007
 

Pubblicando questa nota di Alberto Frizziero, è forse inutile ricordare che, secondo noi, critiche al Governo e alla Maggioranza sono da farsi in senso diametralmente opposto a quello che viene qui indicato dal Comitato cittadini consumatori Valtellina. E cioè che non si abbia la volontà o la forza di abolire, sic et simpliciter, le Comunità montane inducendo i Comuni a unirsi realmente anziché insistere con le unioni che vengono comunque a costituire un differenziato livello istituzionale. Ma tant'è... a queste inconcludenti e anzi dannose mezze misure siamo talmente abituati!

La nostra annotazione si rende necessaria anche per l'enfatico “La montagna italiana...” che vorrebbe essere universalistico quando invece non comprende che l'attuale assetto degli enti, con relativa “sottocasta” di addetti, che viene ad essere timidamente toccato nel testo di Finanziaria proposto. Si veda al riguardo l'indicatore (certo non scientifico, ma comunque significativo) del nostro sondaggio. (e.s.)

 

 

L’UNCEM, Unione nazionale Comuni Enti Montani, - ricorda il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina - ha indetto per il 24 ottobre a Roma una manifestazione sul tema “La montagna vuole rispetto” per protestare contro le norme della Finanziaria. La montagna (quella romana) ha infatti partorito il topolino. Grandi discorsi sui tagli necessari e poi l’unico taglio che si ritrova nella Finanziaria è quello che riguarda la montagna (quella vera) ed in particolare le Comunità Montane.

Che vi siano da apportare modifiche è indiscutibile con una revisione della zonizzazione delle Comunità Montane perché che Amalfi o addirittura l’Isola d’Elba non abbiano titolo sufficiente è lapalissiano, ma revisione anche con precisazione di competenze. Però est modus in rebus. Già il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina era intervenuto non appena il Ministro Padoa Schioppa aveva finito la sua presentazione della Finanziaria in Senato con la nota riportata in appendice.

 

LA PROTESTA DELL’UNCEM IN SENATO

Lunedì 8 il Presidente nazionale dell’Uncem Borghi è intervenuto alla seduta della Commissione Bilancio del Senato chiedendo lo stralcio dell’articolo 13 e presentando in ogni caso una serie di emendamenti alla Finanziaria, fra cui la previsione di un periodo di un anno da utilizzarsi da parte delle Regioni per una ristrutturazione del “capitolo montagna”, delle caratteristiche dei Comuni montani e conseguentemente delle CC.MM. Stesse.

Contestata la cervellotica riduzione di circa un terzo, pari a 66,8 milioni di €, del fondo ordinario che dovrebbe venire dall’abolizione di 105 Comunità. Quand’anche questa andasse in porto secondo l’UNCEM si risparmierebbero, ma proprio al massimo, 33 milioni di €. Neppure capaci di fare i conti ma non c’è da stupirsi, è questione di chi fa le cose. Ofelée fa el tò mestée. Se noi ci mettessimo a scrivere norme sulla pesca di altura o sulle caratteristiche dei moli portuali scriveremmo bestiate come han fatto burocrati romani, magari bravissimi a fare altro ma digiuni in fatto di problemi montani. Che il Comune di Amalfi venga stralciato dai Comuni montani e quindi dalle CC.MM. sta bene, un po’ meno bene che sia depennato il Comune di Poggiridenti e come lui altri…

 

AL MINISTRO LINDA LANZILLOTTA IL PREMIO

DEL NOTO CONCORSO “DILETTANTI ALLO SBARAGLIO”

Il maggior risparmio che si potrebbe fare sarebbe quindi quello di mandare a casa i soloni che hanno stilato queste cervellotiche norme, e anche il Ministro per gli Affari Regionali con delega alla montagna Linda Lanzillotta che si è meritato il Premio del noto concorso “dilettanti allo sbaraglio”. Basti infatti ancora pensare che non è mica venuto loro in mente che i 7.500 dipendenti non potrebbero essere licenziati e che qualcuno dovrebbe pur pagarli. Non parliamo poi di tutto il resto, attività in corso, rapporti attivi e passivi eccetera eccetera.

 

MONTAGNA IN PIAZZA A ROMA IL 24. ESSERCI!

La montagna scende in piazza per la sacrosanta protesta. Raduno in Piazza della Repubblica, davanti alla Michelangiolesca Chiesa Santa Maria degli Angeli tra le 8:30 e le 9:30. Poi dalle 9:30 alle 10:30 corteo in Via Cavour e Fori Imperiali. Alle 11 In Piazza della Madonna di Loreto, a fianco di Piazza Venezia per il comizio conclusivo.

Due osservazioni:

1) Bisognerebbe esserci, e in tanti, anche se purtroppo si sa che non è semplice, visto poi un disinteresse diffuso.

2) Non si riesce a capire la scelta della piazza per il comizio. O a Piazza Colonna oppure, cosa molto opportuna, finito il comizio si va alla Camera, abbastanza vicina, incontrando i parlamentari “Amici della montagna”. Le cose a metà non vanno bene. Possiamo capire qualche difficoltà del Presidente dell’UNCEM Borghi nei confronti del Governo e del Ministro che è della stessa sua area politica, ma non è il momento di queste attenzioni tanto è vero che fra chi protesta ci sono anche parlamentari di Rifondazione Comunista che pure fa parte del Governo.

3) In terzo luogo non è comprensibile il silenzio, in particolare dell’UNCEM che ha persino l’home page del suo sito bloccata senza la possibilità di dare l’adesione alla manifestazione come ivi è richiesto, di scaricare il relativo modulo e di proseguire la navigazione nel sito.

Al di là di questi aspetti il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina richiama l’attenzione di tutti, ma in particolare degli amministratori delle Comunità Montane, sul punto ancora più importante e cioè l’evidente sottovalutazione, con vistose incomprensioni da ignoranza dei problemi, dei problemi della montagna italiana.

Per il CCCVa: Alberto Frizziero

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Appendice

 

FINANZIARIA 2008: NOVITÀ PER LE CC.MM. – MENO SOLDI ALLA MONTAGNA – MENO CONSIGLIERI – MENO ENTI (E IL BIM?) – FONDO PER I COMUNI CONFINANTI: SPARISCE LA SVIZZERA

Stamane il Ministro dell’Economia Padoa Schioppa ha presentato al Senato la Finanziaria 2008 e i provvedimenti collegati. Il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina segnala fra il mare magnum di norme qualcuna che interessa specificatamente la nostra provincia. Una poi c’è nel Decreto Legge collegato.

 

CAMBIANO LE COMUNITÀ MONTANE

Nel DDL “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - LEGGE FINANZIARIA 2008”, l’art. 13 (Comunità montane: razionalizzazione e contenimento dei costi) si occupa ancora una volta delle Comunità Montane prevedendo una nominativa arzigogolata che sicuramente in Parlamento troverà una definizione più logica e razionale. Si dà il testo tal quale in quanto non sintetizzabile nel suo burocratese: «1. Le comunità montane sono unioni di comuni, anche appartenenti a province diverse, costituite per la valorizzazione delle zone montane, per l'esercizio di funzioni proprie, di funzioni conferite e per l'esercizio associato delle funzioni comunali». Detto chi sono i rappresentanti (comma due) arriviamo al terzo comma, un capolavoro di aritmetica applicata alla legislazione: «La costituzione della comunità montana avviene con provvedimento del Presidente della Regione, tra non meno di tre comuni situati per almeno l’ottanta per cento della loro superficie al di sopra di cinquecento metri di altitudine sopra il livello del mare ovvero tra non meno di tre comuni situati per almeno il cinquanta per cento della loro superficie al di sopra di cinquecento metri di altitudine sul livello del mare e nei quali il dislivello tra la quota altimetrica inferiore e la superiore non è minore di cinquecento metri. Nelle regioni alpine il limite minimo di altitudine ed il dislivello della quota altimetrica, di cui al periodo precedente, sono di seicento metri». Capoluoghi di provincia, come ore, esclusi. Quali sono i territori montani ai fini dei vari benefici verrà invece stabilito successivamente.

 

Drastica riduzione di assessori. La norma: «Le regioni, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adottano disposizioni normative, … al fine di ridurre i componenti degli organi rappresentativi ed esecutivi delle comunità montane e delle unioni dei comuni in misura non inferiore alla metà e…».

 

MENO SOLDI

Meno soldi alla montagna, il colmo! Il testo: «A decorrere dall’anno 2008 il fondo ordinario di cui all’articolo 34, comma 1, lett. a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 è ridotto di euro 66.800.000 annui, corrispondenti ai contributi delle comunità montane soppresse» (???).

 

MENO CONSIGLIERI

L’art. 37 riduce il numero dei componenti i Consigli ma non subito bensì dalle prossime elezioni. Comune di Sondrio: da 40 a 32. Per gli altri Comuni: 16 nei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti; 12 nei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti; 10 negli altri comuni.

Consiglio Provinciale da 24 a 20 consiglieri.

L’art. 16 (Sviluppo della montagna e delle isole minori) prevede per il finanziamento del Fondo nazionale per la montagna 50 milioni di euro per l’anno 2008 e 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010. Data l’enormità di tale cifre è da prevedere uno sviluppo fantastico della montagna!!!

 

MENO ENTI (E IL BIM?)

Stato e le Regioni provvedono all’accorpamento o alla soppressione degli enti, agenzie od organismi, comunque denominati, titolari di funzioni in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali ed alla contestuale riallocazione delle stesse agli enti locali.

Visto che «I comuni e le province provvedono alla soppressione degli enti, agenzie ed organismi, comunque denominati, istituiti dai medesimi enti locali nell’ambito della rispettiva potestà regolamentare e titolari di funzioni in tutto in parte coincidenti con quelle svolte dagli enti locali medesimi», sembrerebbe la via per la soppressione del BIM. I produttori idroelettrici se lo augurano vivamente…

 

FONDO PER I COMUNI CONFINANTI. SPARISCE LA SVIZZERA

Collegato alla Finanziaria il Decreto Legge “Misure urgenti in materia di finanza pubblica, di sviluppo ed equità sociale” che all’articolo 35 (Fondo per le zone di confine) sancisce: «È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il Fondo per la valorizzazione e la promozione delle aree territoriali svantaggiate confinanti con le regioni a statuto speciale con una dotazione di 20 milioni di euro per l’anno 2007». Poi le modalità fra cui in particolare «specifici progetti finalizzati allo sviluppo economico e sociale dei territori dei comuni confinanti con le regioni a statuto speciale».

Per la nostra provincia restano come beneficiari solo Bormio e Valfurva e saltano quindi tutti gli altri confinanti con la Svizzera: BORMIO (che resta), VALDIDENTRO, GROSIO, GROSOTTO, VERVIO, TIRANO, VILLA TIRANO, BIANZONE, TEGLIO, CHIURO, LANZADA, CHIESA VALMALENCO, VALMASINO, NOVATE MEZZOLA, VILLA DI CHIAVENNA, PIURO, MADESIMO, CAMPODOLCINO, SAN GIACOMO FILIPPO, MENAROLA, GORDONA...

Confidiamo nel Parlamento.

 

Per il CCCVa: Alberto Frizziero

www.gazzettadisondrio.it – 03/10/2007, n. 27, anno IX


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