Sabato , 23 Ottobre 2021
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Paolo Grifagni. Abolire le Comunità montane? 
E chi e come aggregherà allora lo svolgimento di servizi e funzioni comunali?
14 Giugno 2007
 

Sono entrato per caso nel vs. sito e ho visto il dibattito con tanto di sondaggio sull'abolizione delle cc.mm. Dalle vs parti deve essere successo qualcosa di grave che giustifichi questo accanimento esclusivo sulla questione ccmm! Forse è stata negata collaborazione al giornale o forse non c'è assoluta sintonia con la vs collocazione politica visto l'astio che trapela da tutti gli interventi che proponete in materia.

Avete ragione, l'Italia è salva se si tolgono le cc.mm., tanto nessuno in città le conosce (ma anche io che abito in montagna non conosco le circoscrizioni...) e poi è facile sparare qualsiasi cosa su di loro, un po’ come su la Croce Rossa! Se vi diverte fate pure ma almeno cercate di informarvi seriamente: mi sembra il minimo da richiedere a chi si spaccia per giornalista così come svolgere un ruolo serio di informazione consapevole, senza spargere demagogia e disinformazione a 360°!

Su quanto costano questi apparati, sulla loro funzione come sulla loro capacità di spesa basterebbe fare una mediocre ricerca nel web per trovare dati, cifre e fatti che smentiscono tutte le stupidaggini che state pubblicando.

Certo, nessuno nega che sia necessario, anche in questo caso, fare una bella cura dimagrante degli apparati, degli organi e dei rappresentanti politici; ma questo è un minimo comun denominatore che accomuna ormai tutte le pubbliche amministrazioni italiane, nessuna esclusa, così come la necessità di acquisire maggiore funzionalità e capacità di produrre risultati. Necessità che accomuna tutti i livelli della pubblica amministrazione italiana, dai più piccoli comuni tanto decantati (ma che poi in realtà forniscono servizi di serie B alle proprie popolazioni e al proprio territorio a costi elevatissimi che nessuno - fra l'altro - si sogna di contabilizzare) su su fino al governo e al parlamento, passando per tutta la galassia di enti, società, istituzioni, consorzi, associazioni, agenzie (e chi più ne ha più ne metta) create a livello locale e non.

Inutile stare qui a ricordarvi quanta limitata sia l'incidenza dei costi della politica nelle cc.mm. rispetto all'arcipelago che indicavo, tanto non c'è più sordo di chi non vuol sentire.

Una cosa però vorrei ricordare sinteticamente: parlare di abolizione delle cc.mm. significa voler buttar via il bambino con l'acqua sporca, non vedendo o non volendo vedere la duplice funzione che in realtà - dove stanno funzionando - le cc.mm. svolgono nel proprio territorio. Da un lato, come espressione diretta (anche se ancora organizzata in modo pessimo) in grado di costituire sintesi e valore aggiunto di un territorio che solo chi è in malafede non può non percepire come unitario geograficamente ma anche socialmente, culturalmente e spesso economicamente; in grado quindi - con la legittimazione dei comuni - di rappresentare unitariamente e quindi con più forza e capacità i problemi e le esigenze di territori che hanno un senso di identità comune e che, per definizione, sono spesso marginali e sempre svantaggiati rispetto ai capoluoghi di provincia e in genere alle zone di pianura. Rispondono in primis quindi ad un'esigenza di rappresentatività di grande rilievo.

D'altro lato possono costituire - e in molti casi costituiscono - lo strumento dimensionalmente adeguato per l'aggregazione e lo svolgimento di servizi e funzioni a carattere comunale. Parlare di aggregazione dei comuni è una pura e semplice boutade; chiunque si occupi da un po’ di questi problemi sa quanti tentativi - anche all'epoca del fascio - sono stati fatti per accorpare comuni e sa anche che fine miserrima hanno fatto. Per la semplice ma rilevantissima questione che il comune, prima di essere un modello istituzionale, costituisce l'espressione base della nostra collettività in cui essa trova la sua prima e vera forma di rappresentatività; negarlo, significa negare le ragioni di base del nostro stare insieme. Altra cosa è invece individuare una diversa organizzazione nella gestione dei servizi che privilegi l'efficienza e la loro efficacia; in questa prospettiva il piccolo comune non è più in grado di svolgere adeguatamente servizi sempre più complessi e articolati che richiedono professionalità specifiche; in montagna, una risposta in tal senso è assicurata da tempo dalle cc.mm.

 

Paolo Grifagni

 

 

Breve postilla a commento

Le assicuriamo, dott. Grifagni, che non abbiamo nulla, ma proprio nulla, di personale con presidenti e dirigenti delle Comunità montane “di queste parti”.

Da una “mediocre ricerca nel web” ricaviamo che lei è Segretario e Direttore affari generali e finanziari della Comunità montana del Casentino e fa bene – ci mancherebbe – a ‘difendere’ il suo lavoro che probabilmente svolge con professionalità e competenza. Il suo, in tutta franchezza, ci pare però il solito discorso per cui se uno propone una cosa ce ne sono sempre centomila di più importanti e se uno indica un problema ve ne sono, ed è vero, sempre di più gravi…

D’accordo: è una piccola goccia nel mare? Bene, noi riteniamo che si possa anche partire da lì! Chi ritiene si debba partire da altro, avanti, si accomodi…

Del resto le stesse sue argomentazioni concrete vanno nella direzione che qui si propone. Ci occupiamo anche noi, da un po’…, di questi problemi e ben conosciamo (il nostro territorio, poi, batte tutti i record) situazione e condizione dei piccoli comuni. Ma non è una boutade: basterebbe una chiara volontà politica, coniugata a un sano pragmatismo (che, se coerentemente espressi, tutti sanno riconoscere e apprezzare). E per contestare che le cc.mm. siano “espressione diretta del territorio” basta il sistema di elezione, che non vede protagonista in alcun modo i cittadini, ma le consorterie ‘politiche’.

Vero è che questi enti erano sorti con le ‘pie intenzioni’ che lei esplicita alla fine. Ma, in tutta sincerità, le sembra che l’abbiano effettivamente svolto in questi decenni o lo possano, attualmente, concretamente volgere?

Grazie per il contributo, ovviamente. (e.s.)

 

 

Se anche tu vuoi esprimere
la tua opinione sull'argomento

utilizza il nostro sondaggio

e/o inviaci un contributo


Articoli correlati

  Costi della politica. I conti non tornano
  Costi della politica. Quando si vede il fuscello e non la trave
  Consulenze. Non è questo il problema, ma la lottizzazione partitocratica
  Marco Cappato. Governo: proposte Dini-D’Amico buona base
  Gino Songini. E non mi si venga a dire che non ci sono soldi
  Pier Paolo Segneri. Combattiamo gli sprechi e aboliamo le Comunità montane
  Abolire le Comunità montane? Sì, ma figurarsi se Lorsignori ce lo lasceranno fare!
  Carlo Forin: Un’idea all’Italia per risalire
  Politica, quanto ci costi
  Filippo Mancanelli. Perché abolire i BIM?
  Costi della politica. Fassino si dimetta da deputato
  Abolizione Comunità montane. Lettera di Enrico Iemboli a Sergio D'Elia
  Abolire gli enti inutili; il loro emblema sono le Province!
  Sondrio Liberale: «Buona la proposta di soppressione dei BIM»
  Tasse, Province e un “sensuale” Berlusconi
  CCCVa. La montagna italiana manifesta a Roma il 24 ottobre
  Abolire le Comunità montane, aggregare e fondere i Comuni. Nuovo sondaggio di Tellusfolio
  Enti locali. Alla giusta denuncia di Pietro Ichino va aggiunto il malcostume degli straordinari
  Un roveto burocratico inutile e deleterio
  Giovanni Bettini. Apriamo una discussione su tutta la marmellata istituzionale
  Comunità montane e nuove province
  Carlo Forin. Lèggere una società che precipita
  Finanziaria. Passa ordine del giorno D'Elia e Pettinari sui costi della politica
  Comunità montane: ecco i costi della "politica". Diminuire le spese, come dice Draghi
  'L GAZETIN con TELLUSfolio lancia la proposta di aggregazione dei Comuni sotto i 5.000 abitanti
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.2%
NO
 24.8%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy