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Rosario Amico Roxas. Un relativismo occasionale
21 Novembre 2010
 

Non è mio intendimento mancare di rispetto al pontefice, ma devo chiedere che anche il pontefice rispetti i fedeli, senza generare confusioni interpretative.

L'anti-relativismo professato da Ratzinger, cardinale prima e pontefice dopo, divenne un pilastro del cattolicesimo, al punto da ispirare la priorità culturale dell'Occidente in quanto, esso solo, poteva vantare radici cristiane.

Ho criticato tali affermazioni perché mettevano in risalto momenti storici e antropologici al posto della fede e della vocazione all'universalità del cristianesimo sancito dal Vaticano II.

Il connubio con Marcello Pera, talvolta filosofo e tal altra accorto ragioniere che sa tirar di conti, generò quel Senza Radici, scritto a quattro mani Ratzinger-Pera, che ha sconvolto non poco l'ideale universale di Cristo. Lo stesso Cristo divenne soggetto storico, la cui divinità sarebbe stata, storicamente, dimostrata in quel Gesù di Nazaret del solo Ratzinger, che non diventerà mai un viatico di religiosità per i credenti, né una indiscutibile verità storica se non supportata dalla Fede.

In merito a ciò nulla è relativo bensì assoluto, con una sola verità che diventa, in tal modo un carattere antropologico distintivo della nobile razza (razza pura?) Occidentale. Sarebbe facile accettare tali impostazioni, in quanto eviterebbero al credente dubbioso l'onere di pensare.

La grandezza della resa alla Fede, del dubbio, del tormento interiore, non avrebbero più cittadinanza, corredati da certezze affidate alla storia. Ma la storia e frutto delle attività umane, mentre la Fede è un dono di Dio che scavalca il dubbio e accetta il mistero che circonda l'uomo e la sua esistenza.

 

Ora cambia tutto, o buona parte.

Iniziò il card. Fisichella, intervenuto autorevolmente in difesa del presidente del consiglio Berlusconi, che si era lasciato andare ad una bestemmia contenuta nel corpo di una stupida storiella, che avrebbe dovuto far ridere gli astanti, che in realtà hanno riso, ma come somma dimostrazione di servile piaggeria.

Disse Fisichella che bisognava contestualizzare quella bestemmia, limitarne la portata sia al politico (elargitore di finanziamenti alle scuole cattoliche, dispensatore dell'8 per mille, e, finalmente, soppressore dell'ICI anche ai beni produttivi del Vaticano) che all'uomo, pressato dalla esigenza di mostrarsi “piacione”, anche bestemmiando in pubblico.

Adesso è lo stesso pontefice che abbraccia il relativismo per soddisfare la domanda che si leva dal mondo stesso dei credenti; si tratta dell'uso del profilattico che diventa ammesso, ma limitatamente alle mercenarie del sesso. La prevenzione dell'AIDS, la limitazione delle nascite che soffocano nazioni poverissime, la pianificazione familiare, passano in second'ordine, per cui l'uso del profilattico viene ammesso, ma “relativamente” all'esercizio della professione più antica, peraltro legittimandola.

Una madre di famiglia che non può permettersi di mettere al mondo altri figli per ragioni squisitamente economiche, deve arrendersi all'astinenza, coinvolgendo anche il marito; anche se l'escamotage ci sarebbe... basterebbe che quella madre di famiglia, di tanto in tanto, si prostituisse, per rientrare nel novello relativismo!!!

 

Rosario Amico Roxas


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