Sabato , 17 Novembre 2018
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Nave Terra > Oblò Madama [ARCHIVIO 06-12]
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Prostituzione. Governare i fenomeni sociali e non ridurli alla clandestinità!
30 Maggio 2009
 

Stamane, 30 maggio, con una delegazione di radicali (Eugenio Mascagni, Francesco Scatragli ed Edoardo Quaquini) siamo andati a visitare il quartiere aretino che, fino al 1958 ospitava le case di piacere, poi chiuse dalla legge Merlin, e dove gli abitanti ci hanno raccontato le storie. I nomi dei bordelli di Arezzo, di via delle Fosse e di via delle Paniere, erano rispettivamente “il paradisino”, “la gozzona” (il peggiore e più economico, per i militari), “la bruna”, “la bianchina” e “la tettoia” (il più prestigioso, dove andavano i facoltosi, notai, avvocati e preti).

Nella conferenza stampa che abbiamo tenuto a seguire, questo il mio intervento in materia:


Governare i fenomeni sociali e non ridurli alla clandestinità. Soluzione apparentemente semplice e banale, nella pratica politica impossibile. Tra i tanti esempi quello della prostituzione e l'intervento del Governo che, per cancellare la prostituzione di strada, intende arrestare clienti e prostitute.

Il fenomeno prostituzione non può essere affrontato in modo monolitico: una cosa è quella di chi è costretto a vendere il proprio corpo, altra chi sceglie liberamente di farlo o di essere consumatore di quel servizio.

Per chi è costretto a prostituirsi le leggi ci sono già (schiavitù e tratta degli esseri umani), vanno solo applicate favorendo le forze dell'ordine nel loro compito, con maggiori risorse e anche liberandole del tempo che oggi utilizzano per perseguire chi agisce in libertà di scelta.

Il Parlamento, invece, ha recentemente introdotto una tassa sulla pornografia: ha mostrato, cioè, di muoversi in senso contrario. Invece di incentivare le libertà dei singoli in materia sessuale, fa pagare cara l'informazione pornografica. Continua a relegare il naturale desiderio del sesso fra le cose più ambite, costose, difficili e proibite, favorendo così la clandestinità di questo mercato, sia mediatico che umano. Il timore che tali scelte siano dettate da pregiudizi di natura moralistica e religiosa, è più che scontato: il vizietto di trasformare in reato ciò che, in base a determinate concezioni della vita, è peccato, non sarebbe una novità nel nostro ordinamento.

A quasi 50 anni dall’entrata in vigore della legge Merlin (20 febbraio 1958 n.75) è sotto gli occhi di tutti come il fenomeno della prostituzione sia degenerato: non solo non si sono chiuse le “case”, ma sono state aperte le strade; non solo non si è abolito lo sfruttamento, ma si è consegnato l’affare in regime di monopolio nelle mani delle organizzazioni criminali, che attraverso la violenza, la minaccia o l’inganno reclutano, gestiscono l’attività, recepiscono i profitti delle persone che si prostituiscono, oltre ad impedire l’abbandono della prostituzione da parte di persone che lo desiderino.

Il disegno di legge del nostro Governo è un provvedimento demagogico: propone una integrazione della legge Merlin, ma in contrasto con la finalità di quella legge, cioè la protezione della scelta di prostituirsi. Ciò che la legge del Governo intende colpire è già sanzionato dai nostri codici, per cui non c'è necessità di introdurre un nuovo reato: l'articolo 1 del disegno di legge Carfagna prevede, per chi si prostituisce in pubblico e per chi ne usufruisce, ammende da 200 a 3.000 euro. Grazie -e non solo- al fatto che in merito non è prevista una copertura finanziaria, avremo solo un ulteriore intasamento di tribunali già al collasso (9 milioni di processi pendenti e 140.000 prescrizioni all'anno), con l'aggiunta di costi di traduzione visto che la prostituzione per strada è esercitata per lo più da persone straniere. Non essendo, allo stato, neanche disponibili fondi per contrastare la tratta degli esseri umani e la prostituzione minorile... si capisce in quale buco nero sta per essere spinto questo problema.

La legislazione in materia di prostituzione adottata da alcuni Paesi europei va in altra direzione. Sintomatico il caso della Svezia che, vietata del tutto la prostituzione, colpisce solo i clienti.... ma il fenomeno è in crescita, clandestinamente. In Olanda e Belgio la prostituzione è legalizzata ormai da molti anni e non rappresenta un problema. In Germania, dove la regolamentazione è più recente, le prostitute hanno adeguata assistenza sociale e sanitaria. In Austria la si autorizza in alcune zone urbane, mentre in Svizzera si prevede una autorizzazione per coloro che affittano camere alla bisogna. In questa direzione anche le legislazioni in Spagna e Grecia.

L'Olanda, in particolare, anche su pressione delle stesse organizzazioni dei cosiddetti “sex workers” (lavoratori sessuali), si è deciso di procedere alla legalizzazione della prostituzione ed alla trasformazione di questa attività in una normale professione, sotto forma di lavoro dipendente, indipendente o cooperativo, con i diritti e doveri che ne conseguono, compresi quelli relativi all’assicurazione previdenziale e di tassazione. Questa misura ha permesso di separare la prostituzione volontaria da quella coatta: la prima è “emersa” ed ha trovato forme legali di svolgimento, minimizzando i costi che ricadono sulla società e sulle persone che svolgono l’attività. L’apparato repressivo si è potuto così concentrare in modo più efficace ed efficiente sulla lotta alla prostituzione coatta ed allo sfruttamento, compreso quello dei minori, delle persone minorate o tossicodipendenti.

Ed è a questo modello che si ispira il mio disegno di legge, partendo dal presupposto che è più efficace governare i fenomeni che non proibirli: nella clandestinità che il Disegno di legge del

Stamane, 30 maggio, con una delegazione di radicali (Eugenio Mascagni, Francesco Scatragli ed Edoardo Quaquini) siamo andati a visitare il quartiere aretino che, fino al 1958 ospitava le case di piacere, poi chiuse dalla legge Merlin, e dove gli abitanti ci hanno raccontato le storie. I nomi dei bordelli di Arezzo, di via delle Fosse e di via delle Paniere, erano rispettivamente “il paradisino”, “la gozzona” (il peggiore e più economico, per i militari), “la bruna”, “la bianchina” e “la tettoia” (il più prestigioso, dove andavano i facoltosi, notai, avvocati e preti).

Nella conferenza stampa che abbiamo tenuto a seguire, questo il mio intervento in materia:


Governare i fenomeni sociali e non ridurli alla clandestinità. Soluzione apparentemente semplice e banale, nella pratica politica impossibile. Tra i tanti esempi quello della prostituzione e l'intervento del Governo che, per cancellare la prostituzione di strada, intende arrestare clienti e prostitute.

Il fenomeno prostituzione non può essere affrontato in modo monolitico: una cosa è quella di chi è costretto a vendere il proprio corpo, altra chi sceglie liberamente di farlo o di essere consumatore di quel servizio.

Per chi è costretto a prostituirsi le leggi ci sono già (schiavitù e tratta degli esseri umani), vanno solo applicate favorendo le forze dell'ordine nel loro compito, con maggiori risorse e anche liberandole del tempo che oggi utilizzano per perseguire chi agisce in libertà di scelta.

Il Parlamento, invece, ha recentemente introdotto una tassa sulla pornografia: ha mostrato, cioè, di muoversi in senso contrario. Invece di incentivare le libertà dei singoli in materia sessuale, fa pagare cara l'informazione pornografica. Continua a relegare il naturale desiderio del sesso fra le cose più ambite, costose, difficili e proibite, favorendo così la clandestinità di questo mercato, sia mediatico che umano. Il timore che tali scelte siano dettate da pregiudizi di natura moralistica e religiosa, è più che scontato: il vizietto di trasformare in reato ciò che, in base a determinate concezioni della vita, è peccato, non sarebbe una novità nel nostro ordinamento.

A quasi 50 anni dall’entrata in vigore della legge Merlin (20 febbraio 1958 n.75) è sotto gli occhi di tutti come il fenomeno della prostituzione sia degenerato: non solo non si sono chiuse le “case”, ma sono state aperte le strade; non solo non si è abolito lo sfruttamento, ma si è consegnato l’affare in regime di monopolio nelle mani delle organizzazioni criminali, che attraverso la violenza, la minaccia o l’inganno reclutano, gestiscono l’attività, recepiscono i profitti delle persone che si prostituiscono, oltre ad impedire l’abbandono della prostituzione da parte di persone che lo desiderino.

Il disegno di legge del nostro Governo è un provvedimento demagogico: propone una integrazione della legge Merlin, ma in contrasto con la finalità di quella legge, cioè la protezione della scelta di prostituirsi. Ciò che la legge del Governo intende colpire è già sanzionato dai nostri codici, per cui non c'è necessità di introdurre un nuovo reato: l'articolo 1 del disegno di legge Carfagna prevede, per chi si prostituisce in pubblico e per chi ne usufruisce, ammende da 200 a 3.000 euro. Grazie -e non solo- al fatto che in merito non è prevista una copertura finanziaria, avremo solo un ulteriore intasamento di tribunali già al collasso (9 milioni di processi pendenti e 140.000 prescrizioni all'anno), con l'aggiunta di costi di traduzione visto che la prostituzione per strada è esercitata per lo più da persone straniere. Non essendo, allo stato, neanche disponibili fondi per contrastare la tratta degli esseri umani e la prostituzione minorile... si capisce in quale buco nero sta per essere spinto questo problema.

La legislazione in materia di prostituzione adottata da alcuni Paesi europei va in altra direzione. Sintomatico il caso della Svezia che, vietata del tutto la prostituzione, colpisce solo i clienti.... ma il fenomeno è in crescita, clandestinamente. In Olanda e Belgio la prostituzione è legalizzata ormai da molti anni e non rappresenta un problema. In Germania, dove la regolamentazione è più recente, le prostitute hanno adeguata assistenza sociale e sanitaria. In Austria la si autorizza in alcune zone urbane, mentre in Svizzera si prevede una autorizzazione per coloro che affittano camere alla bisogna. In questa direzione anche le legislazioni in Spagna e Grecia.

L'Olanda, in particolare, anche su pressione delle stesse organizzazioni dei cosiddetti “sex workers” (lavoratori sessuali), si è deciso di procedere alla legalizzazione della prostituzione ed alla trasformazione di questa attività in una normale professione, sotto forma di lavoro dipendente, indipendente o cooperativo, con i diritti e doveri che ne conseguono, compresi quelli relativi all’assicurazione previdenziale e di tassazione. Questa misura ha permesso di separare la prostituzione volontaria da quella coatta: la prima è “emersa” ed ha trovato forme legali di svolgimento, minimizzando i costi che ricadono sulla società e sulle persone che svolgono l’attività. L’apparato repressivo si è potuto così concentrare in modo più efficace ed efficiente sulla lotta alla prostituzione coatta ed allo sfruttamento, compreso quello dei minori, delle persone minorate o tossicodipendenti.

Ed è a questo modello che si ispira il mio disegno di legge, partendo dal presupposto che è più efficace governare i fenomeni che non proibirli: nella clandestinità che il Disegno di legge del Governo non elimina ma incentiva socialmente ed economicamente, esiste solo la legge del più forte e i singoli soccombono alla violenza di chi per eccellenza gestisce la clandestinità, la malavita; nella legalità, invece, con diritti e doveri precisi, la persona è libera di scegliere.


Donatella Poretti


Articoli correlati

  Numero Verde Antitratta della prostituzione. Si chiude per mancanza di fondi?
  Oggi a Zurigo il “Drive In” della prostituzione
  Prostituzione. Il doppiopesismo e la doppia morale senza morale
  Sicurezza. Con Bossi-Fini clandestinità è necessità, non reato
  Regolamentare la prostituzione
  Prostituzione e Sindaco di Firenze. Il vecchio che avanza... o i 'parchi del sesso'?
  Gianni Somigli. Contrordine casuale prefestivo
  Prostituzione. In Australia la legalizzazione tutela le donne
  Prostituzione. Tutte le donne parlamentari a favore della repressione? No. Chiedo che questo lavoro sia legalizzato e controllato
  Tasse e prostituzione. Dal caso di Parma un buono spunto per il legislatore
  Gaspare Serra. La prostituzione e l’ipocrisia comune…
  Lo Stato ipocrita o magnaccia?
  Prostituzione. Il reato di Berlusconi, uno scherzo di cattivo gusto...
  Certi Diritti. Prostituzione: il fallimento delle politiche proibizioniste
  Associazione L. Coscioni: Sui diritti civili la Rai non informa o disinforma
  Prostituzione e nuova legge. Il Governo alfiere dell'ipocrisia e delle non-soluzioni
  Miscellanea per un discorso da comunisti/e
  Roberto Biscardini. La prostituzione non si combatte con la demagogia e la persecuzione
  Legalizzare la prostituzione. Lo scandalo non sta nel tassarle, ma nel lasciarle in mezzo alla strada!
  Giulia Crivellini. Regolamentare la prostituzione
  ADUC. Prostituzione a Roma. Lettera al Sindaco
  Prostituzione vietata per strada? Bene solo se significa legalizzazione
  Prostituzione. No alla spazzatura sotto il tappeto
  Vincenzo Donvito. Contrasto economia criminale: Verso una rivoluzione culturale?
  Vincenzo Donvito. Crisi economica. Fare emergere il 'nero' legalizzandolo. Per un'Italia più europea
  Lidia Menapace. Telepatia
  Prostituzione. Preoccupanti dichiarazioni del ministro Amato
  Prostituzione e fisco. Da una cartella esattoriale si può rivedere la Merlin?
  Vincenzo Donvito. Prostituzione: L'Oms sviluppa le linee guida, ma non per l'Italia....
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 73.3%
NO
 26.7%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy