Al posto del solito lancio editoriale, profittiamo per la seconda volta della lettura critica che il giornalista e scrittore Claudio Di Scalzo ha fatto per il portale Vaol ai fini della presentazione dell'ultima edizione del Gazetin che come sempre attende i suoi vecchi e nuovi lettori in tutte le edicole della provincia di Sondrio. La qual cosa consente, con link e rimandi, di tenere i contatti e contribuire a promuovere l'informazione sul web, augurandoci altresì che la stampa “tradizionale” (includendo ovviamente, come accenna Di Scalzo, anche radio e tv) non continui a fare la scontrosa ma voglia segnalare questi nuovi fenomeni e interloquire con essi (qualcosa si è mosso al riguardo: mi riferisco alle note comparse su La Provincia di qualche settimana fa, nelle cronache morbegnesi, a proposito dei per certi versi sorprendenti risultati del sondaggio sulla STATALE 38 in corso su Tellusfolio) a vantaggio comune di attori e fruitori dei servizi d'informazione.
E, come inizia a fare l'autore della recensione, magari anche altri lettori del mensile decideranno di profittare della comoda possibilità che qui hanno di inserire commenti per far conoscere le loro impressioni sul numero del giornale che hanno appena finito di leggere con valutazioni critiche, suggerimenti, etc. etc. (Es)
'L GAZETIN DI GENNAIO OTTIMO VIVAIO
È sicuramente il mensile valtellinese con maggiori doti giornalistiche per pungere e evidenziare argomenti di solito non trattati dai quotidiani o dai settimanali, ma non entrando, per una sorta di silenziatore imposto, nei dibattiti televisivi locali o come eco su altra stampa, vede sminuita la sua fresca dimensione di cronaca civile e di appassionata testimonianza sui problemi valligiani.
In genere prediligo chi nelle sue rubriche dà un andamento anche narrativo e diaristico alla sua indagine: è il caso dei “Pensieri inutili” di Gino Songini, che dietro questa ironica maschera, in realtà tratta scaglie di vissuto valtellinese con piglio non solo di denuncia ecologica, ma anche consigliando qualche via d’uscita all’immobilismo attuale. È il caso della ricognizione, fatta anche con empito a volte nostalgico, sull’ambiente alpino e le sue degenerazioni. Acqua, boschi, prati. Vi avverto una tensione umanistica e didascalica che sarei pronto a riconoscere come utile nella scuola: già, perché i docenti non adottano questo mensile per parlare ai loro studenti di Valtellina e Valchiavenna?
Altro autore che leggo sempre volentieri è Alfredo Mazzoni, casaro e uomo di forte talento laico. I suoi articoli sulle Valli del Bitto hanno la saggezza che forse ancora alberga in chi tiene il contatto con i fili d’erba, le nuvole, la pioggia, il manto degli animali, il latte, anche nell’era della più ardita tecnologia. Non è un caso che la sua rubrica su www.tellusfolio.it sia una delle più seguite. Autenticità del vissuto dentro le autostrade dell’era tecnologica per raccontare la prassi e la pregnanza dell’autenticità. Mi sembra un’ottima soluzione.
‘L Gazetin offre anche, da sempre, molta ospitalità alla poesia: in questo numero Massimo Bevilacqua e Francesco Osti nella rubrica di loro invenzione “Itaca”. La poesia al servizio dell’indagine dei meccanismi del lavoro e dei lasciti della tecnica: anche come sedimentazione. Interessante. Fa poi onore ad Osti, pubblicato da Mondadori in antologia, l’aver mantenuto contatti di collaborazione al mensile della sua città: Morbegno
Valido anche lo spazio di “Matita rossa e blu” dove operatori e contributi laici cercano di resistere al clericalismo imperante.
Ci sono anche dei limiti. Sì, credo vadano detti. La grafica è invecchiata. Serve una nuova invenzione per le immagini e per i testi. E tutto da inventare il dialogo parola scritta-parola web visto che ‘l Gazetin è, assieme a Tellus, sulla Rete in www.tellusfolio.it. Su questo magari i lettori, scrivendo le loro opinioni alla Redazione, potranno dare il loro contributo, visto che il mensile è una voce libera che trova linfa nel confronto.
Claudio Di Scalzo