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Lucio De Angelis. Danzando sull’abisso, Vittorio Mussolini ed il Premio Riccione
21 Luglio 2009
 

Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario del “Premio Riccione per un soggetto cinematografico” ideato nel 1939 da Vittorio Mussolini. Per ricordare l’evento sono in programma diverse iniziative, tra cui la presentazione sere fa del libro 1939 – Danzando sull’abisso, Vittorio Mussolini ed il Premio Riccione.

Il lavoro mette in luce, in particolare, il ruolo che la cinematografia ha svolto durante il Ventennio nel formare e condizionare l'opinione pubblica. La presentazione del volume, ideato da Fabio Bruschi e curato da Marco Bertozzi per l'Editore Raffaelli, è avvenuta nel Giardino della Villa del Duce.

 

Il testo, redatto grazie alla documentazione degli archivi del Premio, è un'indagine sull'anno più significativo di quella Riccione all'apice del successo mondano e politico, anche se la crisi economica cominciava a investire il Paese, dopo le ingenti spese militari per sostenere la conquista dell'Etiopia (1935-36) e il sostegno ai clerico-fascisti di Franco in Spagna (1936-39).

Oltre ad un'ampia documentazione in gran parte inedita e a numerose fotografie, il libro comprende saggi critici di architetti e cineasti, storici dei media, della moda e del turismo. La prima parte e' dedicata al cinema; la seconda al contesto turistico e mondano di Riccione e delle località balneari adriatiche in cui si coniugavano eventi cinematografici e di promozione turistica, dalla Mostra del Cinema del Lido di Venezia alle spiagge romagnole; la terza parte contiene le testimonianze di Pietro Ingrao, Carlo Lizzani, Luciana Castellina, testimoni attivi di quegli anni; la quarta parte scritti di Michele Gandin, Vittorio Mussolini, Frangiotto Pullè, Ruggero Zangrandi.

Danzando sull’abisso è uno studio che cerca di inserire in maniera non rassicurante le vicende relative al “Premio Riccione per un soggetto cinematografico” nel più vasto palcoscenico nazionale alla vigilia della seconda guerra mondiale. Un’indagine su un premio, all’incrocio tra cinema, letteratura, promozione turistica, lancio di stili, mode e sviluppo urbano.  Non un libro di storia, ma preliminare a una ricerca storica vera e propria, che da alcuni anni ha cominciato ad indagare sul “ventennio” intersecando piani d’azione differenti, compulsando fonti di vario genere e incrociando punti di vista tradizionalmente lontani.

 

Il “Premio per un soggetto cinematografico” voluto da Vittorio Mussolini – residente estivo della località balneare romagnola fin dal 1934, quando la madre Rachele Guidi Mussolini acquistò una villa sul lungomare – da sempre appassionato di cinema, avendo in mente il modello hollywoodiano, sottolineò la necessità di professionalizzare il cinema italiano, con particolare attenzione alla scrittura di soggetti cinematografici appositamente commissionati e alla promozione dei film attraverso lo star system nazionale.

Il Premio, patrocinato dalla rivista Film di Mino Doletti e in collaborazione con la rivista Cinema diretta dallo stesso Vittorio Mussolini, si tenne per tre edizioni, dal 1939 al 1941: della prima fu vincitore Ruggero Zangrandi, amico e collaboratore di Vittorio Mussolini e successivamente autore del Lungo viaggio attraverso il fascismo. Nella seconda edizione primo dei segnalati fu Michele Gandin, poi documentarista di rilievo; la terza edizione, organizzata nel pieno del secondo anno di guerra, non vide assegnato alcun premio per mancanza di lavori.

A conclusione della prima edizione, il 22 luglio 1939, si tenne al Grand Hotel di Riccione il “Raduno delle Stelle”: parteciparono diverse dive e divi dello star system autarchico, tra cui Doris Duranti, Clara Calamai, Luisa Ferida, Dina Sassoli, Elisa Cegani, Evi Maltagliati, Fosco Giachetti, oltre al giovane Michelangelo Antonioni, documentarista e collaboratore di Cinema.

Il Premio si svolse dunque in anni particolarmente significativi per lo sviluppo quantitativo e qualitativo, industriale e artistico del cinema italiano, mentre nubi di guerra si addensavano sull’Europa e sul mondo, alla “Stagione d’oro” del 1939, sarebbe seguita, a brevissima distanza, l’aggressione nazista alla Polonia e, l’anno successivo, l’entrata in guerra dell’Italia fascista.


Lucio De Angelis

(da Notizie radicali, 21 luglio 2009)


 
 
 
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