Martedì , 31 Marzo 2020
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Critica della cultura > Calamaro gigante
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Piero Chicca: Governati e governanti, malnati e pimpanti.
28 Ottobre 2008
 

Per millenni e fino a poco tempo fa si è fatto credere al popolo che il potere dei re, degli imperatori, della nobilaglia in genere, discendesse da un dio, uno qualsiasi, ma riconosciuto da un culto, da una religione. Oggi, che ci siamo svegliati e siamo moderni e acculturati, a queste imposture crediamo di non crederci più, ma cadiamo sempre nel solito imbroglio. Chi ha il potere non ha più il coraggio di dire che l’investitura gli viene da un dio: semplicemente dice che gli viene dal popolo elettore. Come prescrive la democrazia. Anche gli ultimi grandi dittatori hanno sempre detto che il potere gli veniva, dal popolo, dalla classe operaia, eccetera. Berlusconi lo ripete continuamente che il suo diritto a governare gli viene dalla nazione che lo ha votato a maggioranza. Non è vero. Il potere di chi governa non viene dal popolo, viene da una casta molto ristretta che sottobanco si accorda per decidere di volta in volta chi sarà il governante di turno con la contropartita di non perdere il posto. Il popolo “sovrano” non sceglie i propri rappresentanti, conferma gli scelti. Ecco che allora possono esserci cittadini che dicono di non voler votare più.

 

Il Parlamento italiano, formalmente, è eletto dal popolo ma in realtà è “nominato” da pochissimi potenti che detengono il vero potere. Che decidono quale debba essere la politica che il “palazzo”dovrà attuare; quali dovranno essere le iniziative che gli potranno dare maggior consenso. È un parlamento concesso “per grazia”, come accadeva in certe monarchie assolute. Chi detiene “il vero potere” riesce perfino a timonare le elezioni primarie; perfino quelle interne ai partiti sono imposte dall’alto e se qualcuno tenta di ribellarsi e di autoproporsi come candidato, non trova nessun sostegno, anzi rischia, come qualche volta e successo, l’espulsione dal proprio partito. Si sono perdute, è vero, identità collettive come la classe operaia, per esempio; molti non sanno più in chi riconoscersi, ma nonostante non credano più alla partecipazione di base -perché sembra quasi che la partecipazione di base sia un fastidio- lo sforzo di andare a votare lo fanno ancora. Salvo restare delusi e dire poi, come dice quel tale che si lamenta qui, a votare non ci vado più. Io dico che il voto più che un diritto è un dovere, ma come non capire quel cittadino deluso e arrabbiato. Le cupole della politica discutono tra loro, tra loro si accordano, poi fanno il teatro del contrasto e della contrapposizione ma contemporaneamente si spartiscono le cariche nei centri di potere.

 

Cinquecentomila soggetti vivono oggi esclusivamente di politica; una nuova categoria di lavoratori; con redditi da sogno e gratifiche inimmaginabili per noi comuni. Gente che non sciopera, anzi asseconda il capo con l’aspettativa di una carica migliore: in una clinica prestigiosa, nella Rai, nelle società partecipate dalla Stato; una raccomandazione per un parente per un amico per un’amante… Un refugium peccatorum di arrivisti senza scrupoli, di trombati di cortigiani di portaborse. E il peso di tutta questa masnada ricade sulle spalle del cittadino suddito elettore. Che se vuole migliorare la propria condizione sociale ed economica, o se vuole far carriera nel lavoro non ha che i suoi meriti. Che non contano più niente.

 

Qualcuno ha detto che hanno sempre governato i ricchi, che governando diventano più ricchi e da più ricchi si prendono sempre più potere. E nonostante si tratti di soggetti che non hanno più nessun rispetto; personaggi impresentabili, la società continua a lasciarli governare E paradossalmente si rassegna alla propria impotenza e all’indifferenza, sopraffatta com’è da un sistema d’informazione asservito e interessato. E infine c’è la mancanza di alternative, nei soggetti e nella politica, che ci fa dire che sono tutti uguali. E non ha proprio tutti i torti chi lo dice: basta guardare, per esempio, come non riesce a ben marcare le proprie differenze e a recuperare la sua immagine, questa rissosa pretaglia della sinistra che si lascia sorpassare perfino da Famiglia cristiana.

 

Piero Chicca


Articoli correlati

 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 74.2%
NO
 25.8%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy