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Pippo Magnaguagno. NoDalMolin > 5 ottobre: SI VOTA LO STESSO 
Lettera nottura a Lidia Menapace
04 Ottobre 2008
 
ARPAV, condizioni atmosferiche previste per domenica 5 ottobre: «tempo in prevalenza soleggiato, con presenza di velatura per nubi alte. Clima mattutino molto freddo, con massime diurne in decisa ripresa»...
...informazione superflua dal momento che domenica 5 ottobre, a Vicenza, si andrà a votare con qualsiasi condizione...
Il seguente messaggio riporta info pratiche per attività a Vicenza pro-consultazione nonché info generali per il resto d'Italia.
 
1- info pratiche per Vicenza
(...) Modalità Consultazione > poco da aggiungere a ciò che già si sa: 53 i centri di raccolta che coincidono con i seggi dove si va a votare normalmente (generalmente Scuole STATALI), solo che si voterà sotto a dei Gazebo FUORI dai centri di raccolta, come promesso ci saranno 3 scrutatori per ogni Centro di Raccolta, è necessario essere muniti della sola Carta di Identità e di tanta voglia di Partecipare alla Democrazia.
Informazioni: Ufficio Relazioni con il Pubblico 0444 221360, Ufficio Elettorale 221430, sito: www.comune.vicenza.it
Possibili Problemi > sarebbe bene assistere i 3 scrutatori in un numero almeno uguale di “assistenti” muniti di cellulare, macchina fotografica e/o cinepresa, non si sa infatti se possano arrivare: (a)- forze di polizia o militari a prelevare di forza le urne o comunque ad intimidire le persone al voto, oppure (b)- elementi non meglio identificati atti a provocare disturbo o panico presso i centri di raccolta (tattiche già viste anni fa, facciamo 7).
 
2- considerazioni sulla “Vittoria di Vicenza”: la reazione del Consiglio di Stato in seguito alla sentenza del TAR (che ha dichiarato completamente legittima la consultazione [non referendum, e.g: www.comune.vicenza.it/ente/amministrazione/statuto.php titolo I, capo II art.13] la dice lunga sulla paura che il governo ha nei confronti della Partecipazione dei cittadini: è stato toccato un nervo scoperto. Un eventuale raggiungimento del quorum (fissato alla metà +1 dei votanti alle ultime elezioni [quindi circa 35.000 voti]) e una vittoria dei “Sì” capovolgerebbe lo scenario mentale collettivo sull'intera vicenda: Vicenza è stata la prima città ad ospitare missili atomici in Europa (anni '60), i militari USA vivono tra noi da ormai 60 anni, fanno parte della città volenti o nolenti, per la prima volta nella storia un capoluogo di provincia interviene in modo diretto sulle richieste e sulle attività degli Amici Americani.
Come abbiamo già avuto modo di ricordare si tratta della 3ª consultazione popolare al mondo in fatto di presenza militare USA in Territorio Sovrano e il rischio di creare un precedente è ALTISSIMO; nelle altre due consultazioni (Portorico e Iwakuni, in Giappone) i militari hanno sonoramente perso con un 68% di voti contro e hanno ritirato, rispettivamente, un poligono militare (che ha inquinato la falda acquifera sottostante) e un quartiere generale.
Come sempre nella storia, il Potere ha una sola Grande Paura: l'instaurazione di una “Idea” nella testa della Gente: la possibilità di realizzare ciò che da sempre è considerato irrealizzabile: capire e decidere.
Ecco perché “La Vittoria di Vicenza”: comunque vada, il movimento vicentino, quello mondiale e l'attuale dirigenza della città, stanno dando un contributo unico al problema delle basi USA installate nel mondo (lo ricordiamo: oltre 800 basi) creando un precedente senza pari: la città decide se volere o no la base.
Questa azione è più importante del risultato che si pone e si astrae da esso: “cosa succede se vincono i NO” (ovvero “la base ci va bene”)? Ebbene, le generazioni future trarranno le conseguenze di questo gesto e un giorno chiederanno: “cari genitori: adesso che la falda acquifera è inquinata, adesso che da Vicenza partono missioni di guerra che annullano la nostra costituzione e che vengono violati regolamenti europei sulla partecipazione e sulla presenza di basi straniere in europa, ora che l'urbanistica e la viabilità della città sono sconvolte e il nostro ambiente è seriamente compromesso, ora che Vicenza città dell'Unesco ha una base militare con poligono al coperto a distanza di 1.500 metri dalla basilica palladiana: voi cosa avete votato allora?”.
Questo tipo di dialettica cambierebbe completamente l'attuale equilibrio di potere che si fonda su ACCORDI BILATERALI MILITARI SEGRETI sottoscritti 60 (sessanta) anni fa nello scenario del dopoguerra all'indomani dell'inizio della guerra fredda USA-URSS e porrebbe le basi per far capire alla popolazione che tali accordi sono PALESEMENTE o INTRINSECAMENTE INCOSTITUZIONALI, da lì in poi il passo potrebbe essere breve: desecretazione, discussione in parlamento, annullamento unilaterale, fine... (si, forse la faccio un po' facile...)
 
3- analisi testo quesito / sentenza consiglio di stato considerazioni sulla sentenza consiglio di stato 29 luglio...
Purtroppo non dispongo del testo della sentenza del Consiglio di Stato che cancella la delibera del Consiglio comunale di Vicenza in merito alla consultazione, ma forse è sufficiente riferirsi alla stampa per estrapolarne i contenuti.
È infatti di per sé impensabile che una qualsiasi consultazione popolare venga bloccata, essa altro non è che l'esercizio dell'attuazione dell'articolo 21 della Costituzione in tema di Libera Espressione. Inoltre, essendo la Consultazione (prevista dallo statuto di ogni comune) non regolamentata, la sua attuazione viene decisa volta per volta dalle autorità competenti, le quali hanno tutto il diritto di porre una domanda ai cittadini e di stabilirne le modalità di attuazione (come sancito la settimana scorsa dal TAR del veneto in risposta al ricorso presentato dal comitato del sì a DalMolin sulla base di una supposto illegittimità della consultazione).
Entrando nel merito della sentenza (da mezzo stampa):
Il Consiglio di Stato (1° ottobre 2008):
 
1ª AFFERMAZIONE: “Si tratta di una delibera illegittima nella misura in cui ha per oggetto un auspicio irrealizzabile - quale quello dell'acquisizione della zona areoportuale - sul quale si sono pronunciate sfavorevolmente le autorità competenti”.
CONTRO-AFFERMAZIONE: “QUESTO governo ha dichiarato l'area non sdemanializzabile e non cedibile, ma UN ALTRO governo (un domani) potrebbe dire il contrario, potrebbe accadere qualsiasi altro avvenimento tale da far sì che l'area venga resa disponibile, in tal caso sarebbe chiara la volontà della popolazione vicentina di acquisire o meno l'area”.
 
2ª AFFERMAZIONE: “La sdemanializzazione dell'area non è possibile. La consultazione stessa appare comunque inutile laddove si volesse darle una connotazione di tipo patrimoniale. Non occorrono infatti sondaggi per accertare il fatto che i cittadini sono favorevoli ad aumentare il patrimonio del comune in cui vivono. Sarebbe come chiedere loro se sono favorevoli ad aumentare il loro patrimonio personale”.
CONTRO-AFFERMAZIONE: “La cosa più probabile è che per aumentare questo patrimonio sarebbe necessaria una spesa: non è scontato che tutti i cittadini sarebbero d'accordo, comunque non è scontato che tutti i cittadini siano interessati all'oggetto”.
 
Risulta frustrante controargomentare tali enormità, poiché esse hanno la forma di un inchino, o meglio: di una SERVITÙ. Come una servitù militare: in cui si deve qualcosa a qualcuno ma non si sa perché. Ma un vantaggio c'è: esse sono scritte nero su bianco e qualcuno un giorno dovrà renderne conto: più gliene facciamo scrivere più il potere si espone.
Io non so se sia un caso che tale ignominia sia stata vergata il giorno prima della GIORNATA DELLA NONVIOLENZA (il compleanno di Gandhi, nato il 2 ottobre 1869), ma così è stato e non ci si può più tirare indietro; dice bene il nostro Sindaco: «Il Consiglio di Stato con questa ordinanza, ha detto che NESSUNO è libero di esprimersi» (vedi articolo di Ilvo Diamanti, “Se la democrazia diventa inutile”, La Repubblica 2 ottobre 2008)
Il giorno 8 OTTOBRE 2008 ci sarà la SENTENZA di MERITO (vuol dire che spiega tutto nei dettagli, e non sommariamente come nell'Ordinanza) del TAR del VENETO rispetto al ricorso presentato nei mesi scorsi che ha ottenuto la SOSPENSIVA dei lavori al Dal Molin, sarà un altro tassello del mosaico che compone la resistenza al Dal Molin, ma in questo momento, forse, quello più importante è la Difesa Popolare Nonviolenta: difficile da attuare (l'aeroporto Dal Molin di Vicenza non è la Val Susa) ma (ora) necessaria: servono idee.
La possibilità di portare questa battaglia sotto i riflettori delle elezioni USA attese per Novembre è fattibile ed importante, l'esperienza insegna che in momenti delicati come quelli possono scaturire decisioni non scontate oppure addirittura contrarie ai pronostici, ricordiamoci sempre che il presidente del coniglio ha promesso la base a Bush, non ad Obama.
 
4- Volevo inoltre riportare ciò che nessun organo di stampa ha riportato, ovvero le premesse dell'ordinanza del Consiglio di Stato del 29 luglio in cui si annulla l'ordinanza del TAR di sospensiva dei lavori, premesse che sembrano del tutto incompatibili con le conclusioni, ma ancor di più con l'ultima ordinanza (blocco della consultazione), queste righe, più di molte altre documentazioni, spiegano bene il “corto circuito” istituzionale, amministrativo e umano in cui questi ACCORDI SEGRETI gettano le nostre istituzioni e di conseguenza noi stessi:
«REPUBBLICA ITALIANA / IN NOME DEL POPOLO ITALIANO / Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale / Registro Ordinanze: 3992/2008 / Registro Generale: 5344/2008 / Sezione Quarta / composto dai Signori: Pres. Gaetano Trotta / Cons. Pier Luigi Lodi / Cons. Anna Leoni Est. / Cons. Bruno Mollica / Cons. Raffaele Greco / ha pronunciato la presente / ORDINANZA / nella Camera di Consiglio del 29 Luglio 2008.
Premesso in punto di fatto / che la vicenda relativa alla realizzazione del progetto Dal Molin volto all'ampliamento della base U.S.A. sita nel territorio di Vicenza risale, secondo la ricostruzione contenuta nell'atto di appello della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della difesa, all'ottobre del 2004, allorché il Ministro della difesa p.t. espresse il proprio assenso di massima all'ipotizzato ampliamento dell'aeroporto Dal Molin; / che nel corso degli anni 2005, 2006 e buona metà del 2007 la vicenda, anche per la carenza di adeguate informazioni, ha assunto caratteristiche e dimensioni tali da ingenerare nella comunità locale preoccupazioni e proteste non prive di oggettive giustificazioni; / che la carenza di una adeguata informazione e di una corrispondente documentazione si è manifestata non solo nella fase procedimentale, ma anche nella fase processuale dinanzi al TAR del Veneto, che ha dovuto richiedere ripetutamente la documentazione necessaria per la decisione della istanza cautelare; / che il parziale adempimento dell'Amministrazione della difesa e le risposte non sempre adeguate e puntuali della stessa hanno, con ogni probabilità, contribuito a determinare il contenuto del provvedimento cautelare adottato dal giudice di I grado ed impugnato in questa sede; / che, nel giudizio cautelare di appello, tanto il Codacons quanto il Comune di Vicenza hanno avanzato riserve circa la produzione documentale depositata presso la Segreteria della Sezione dal Ministero della difesa, eccependone la inammissibilità; / che tale integrazione documentale, nel giudizio cautelare di secondo grado, non incontra, ad avviso del Collegio, le prospettate preclusioni processuali, ma non si sottrae ad una valutazione critica in termini di lealtà processuale, a norma dell'art.88 c.p.c.;/ ...»
 
5- un ultimo commento forse è da dedicare alla patetica lettera del presidente del Consiglio al nostro Sindaco sulla “inopportunità” (cosa inaudita) della consultazione popolare: ma è tardi e i dettagli sono molti, mi limito al più grande, poiché il più offensivo, che riguarda la nostra Costituzione:
«...la consultazione popolare in una materia costituzionalmente sottratta alla valutazione popolare diretta, perchè specificatamente e indiscutibilmente concernente obblighi derivanti da un trattato internazionale in materia di difesa (articolo 75, comma secondo della costituzione) avrebbe una pesante ricaduta perchè si porrebbe in diretto contrasto con l'azione di governo, e con le valutazioni della magistratura e rischierebbe infine di fomentare ulteriori tensioni interne ed esterne non facilmente prevedibili...».
art. 75 cost. Italiana: È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. / Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. / Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. / La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. / La legge determina le modalità di attuazione del referendum.
 
1- Vicenza non fa un referendum ma una consultazione popolare.
2- Nel quesito non si fa menzione ad accordi internazionali.
3- I trattati internazionali di cui sopra non sono mai stati oggetto di legge di ratifica. Ampia, e tutt'ora in corso, è la discussione sulla loro incostituzionalità “a priori” poiché mai discussi in parlamento come previsto dagli articoli 70 e 80 della costituzione.
4- Le “tensioni esterne” sono relative solo alla posizione del governo stesso in quanto “capace” o “non capace” di mantenere le promesse, quelle "interne" riguardano noi...
 
Comunque vada (mi ripeto un po') questa vicenda segna un punto di non ritorno nei rapporti tra noi, i nostri ospiti militari e le loro intenzioni di utilizzo del nostro suolo: i tempi cambiano, speriamo anche i governi.
buona notte.
 
Pippo Magnaguagno (Rete Lilliput)

 

 

Caro Pippo, cari e care, grazie per la costante informazione, faccio girare le vostre notizie e considerazioni e iniziative perché non solo desidero allargare il cerchio della solidarietà intorno a voi e aspettare in buona compagnia “la vittoria di Vicenza”, ma perché considero la vostra scelta politicamente esemplare: abbiamo un governo eversivo e bisogna usare tutta la legalità possibile, tutti i mezzi e le procedure previste dagli ordinamenti democratici per respingere la prepotenza e la violazione di diritti fondamentali.

Incrociamo le dita!

evviva abbracci Lidia


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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
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