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Serata eccezionale a Fusine con De Maestri e Vanini 
Per la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore
27 Aprile 2024
 

Un evento molto partecipato, all’insegna della cultura, ricco di emozioni e condivisioni, quello organizzato martedì 23 aprile alle ore 20:30 in biblioteca “Da Prada” a Fusine, dall’Amministrazione comunale con il patrocinio del Laboratorio Poetico di èValtellina Cultura e territorio, per celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore”. La ricorrenza è stata fissata dall’Unesco nel 1996, come invito a scoprire il piacere della lettura e a valorizzare il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell’umanità.

«Giornata mondiale del libro eccezionale, quella di quest’anno», commenta il Sindaco Monica Taschetti, che ha introdotto la serata pensata per promuove la conoscenza, la sua diffusione e il libero flusso di idee e per favorire la comprensione reciproca. «Due autrici di Fusine, Paola Mara De Maestri, poetessa originaria del paese anche se residente da anni a Cosio Valtellino, e Ada Vanini, scrittrice al suo esordio con il romanzo Io non dimentico, hanno presentato al numeroso e attento pubblico in sala l’essenza della loro arte. Si sono raccontate insieme a Valeria Vanini, voce della Banda competente e simpatica e Ermanno De Maestri, maestro e presenza significativa e arricchente del paese, che con abilità hanno accompagnato le autrici in un vero e proprio viaggio contribuendo alla promozione e al progresso culturale. E a Fusine la musica non poteva mancare, fa parte delle nostre radici. Così con noi abbiamo voluto il Duetto clarinettando, formato da Gioele Tonelli e Archimede Mondora, alunni della terza media ad indirizzo musicale “Ezio Vanoni” di Morbegno. I ragazzi si sono esibiti, catturando l’attenzione del pubblico, alternando e chiudendo una serata che più bella non avrebbe potuto essere. A tutti loro va la mia gratitudine per aver accolto l’invito a condividere questa importante ricorrenza con la comunità».

Il primo intervento ha riguardato Paola Mara De Maestri, insegnante, poetessa, pubblicista, ideatrice e curatrice di iniziative cultuali che promuovono la poesia, ha a suo attivo sette pubblicazioni di poesia. La sua poesia “Mi ricordo l’alluvione”, tra l’altro, è sul monumento in ferro realizzato dall’Amministrazione comunale a Fusine in occasione dei 30 anni dall’alluvione del 1987. Stimolata dalle domande di Valeria Vanini, ha ripercorso con autentica profondità comunicativa ed intensità le tappe fondamentali che l’hanno condotta a scoprire la poesia e ad affermarsi in campo artistico. «È la prima volta che vengo invitata in biblioteca a Fusine in qualità di artista e sono contenta ed emozionata. Volevo prima di tutto ringraziare per il gentile invito gli organizzatori e tutti i presenti. Sono ormai vent’anni che abito a Regoledo a Cosio Valtellino, ma ho vissuto a Fusine la mia infanzia e la mia giovinezza. Fusine è il paese della mia mia famiglia di origine, è il luogo delle radici. La poesia è la mia vita, fa parte del mio quotidiano. Per me scrivere è un’esigenza fondamentale, è una pratica indispensabile per il mio equilibrio. Scrivere mi fa stare bene, mi sento libera. Non solo scrivo, ma organizzo iniziative, dando voce ad altri poeti e coinvolgendo bambini e ragazzi, in collaborazione con scuole, enti, associazioni italiane ed estere, sempre spinta dal grande amore e dal senso di gratitudine che nutro per lei. Penso abbiamo tutti molto bisogno della poesia, di tutte le arti, per affinare la nostra sensibilità, per riscoprire la nostra umanità. La poesia è entrata a far parte della mia vita da giovanissima, in un periodo molto particolare della mia esistenza e la poesia è stata la mia ancora di salvezza. Con lei avrò sempre un debito di riconoscenza. Dalla scrittura sui diari sono passata alla pubblicazione sulle riviste, ho iniziato a partecipare ai concorsi, fino ad arrivare alle pubblicazioni. L’avvento di internet, l’introduzione negli ambienti culturali di Morbegno, dapprima come redattrice del mensile ‘l Gazetin, la conoscenza di mio marito che ai tempi era Assessore in Comunità Montana a Morbegno, con il quale ho organizzato concorsi di poesia, l’inserimento nel Direttivo del Circolo Culturale F/N Morbegnese poi diventato èValtellina Cultura e Territorio e i riconoscimenti ottenuti tramite concorsi letterari, hanno contribuito a rinnovarmi come persona e a crescere come artista». De Maestri ha concluso la sua parte declamando “L’eco delle radici”, poesia espressamente composta per l’iniziativa, “Il ritratto” dedicato al padre scomparso nel 2013 e “A Don Giovanni”, storico parroco di Fusine e artista, al quale è intitolata la biblioteca.

Nella seconda parte dell’evento ha preso la parola Ada Vanini, che con entusiasmo ha coinvolto il pubblico in un appassionante racconto del suo romanzo d’esordio, alternando le sue spiegazioni alla lettura coinvolgente di alcuni passi del romanzo, di Ermanno De Maestri. «Nel corso della serata, mi sono soffermata su due temi presenti nel romanzo, spiegandoli e sostenendoli con brevi passi tratti dalla storia», dichiara la scrittrice Ada Vanini, docente per tanti anni nei Licei, spiegando il significato del titolo e tracciando un inquadramento storico. «Ho poi sottolineato che i riferimenti storici sono tutti documentati, frutto di studi e ricerche: ciò è stato un elemento valorizzato dalla giuria del concorso di narrativa nazionale che ha visto Io non dimentico conquistare la vittoria al Premio Nazionale di Narrativa “Scrittori Domani”. Sono due i significati con cui leggere il titolo: il primo è quello dell’obbligo morale di non dimenticare le nostre radici, le vite di chi ci ha preceduto, le loro esperienze, le loro difficoltà. L’altro significato è sicuramente meno nobile, ma alquanto comprensibile: la volontà di non dimenticare chi mi ha offeso, chi mi ha fatto del male, chi mi ha fatto un torto. Questo porta alla volontà di vendicarsi. Il romanzo è ambientato ai primi del ‘900, nel pieno della Belle Epoque. Questo rende verosimile quanto narrato, secondo alcuni risvolti.

- Rapporti Italia- Francia riallacciati dal governo Giolitti e sviluppo ferroviario

- Grande fiducia nel futuro e, di conseguenza, stimolo forte a migliorare la propria condizione

- Emigrazione di molti Valtellinesi verso la regione francese della Savoia, lavorando come boscaioli

- Emigrazione oltre-oceano verso stati del sud America, primo fra tutti l’Argentina

- Mentalità ancorata a valori profondi, in particolare il sacro vincolo della famiglia, per la quale ogni membro è pronto a sacrificarsi.

La storia inizia con il suicidio di Joseph Sammarco, un piccolo imprenditore di origini italiane che ha la sua attività ad Albertville, in Savoia. Joseph ha scelto di morire perché oppresso dai pesanti problemi economici, per essersi lanciato in un affare “irrinunciabile”, lascia la moglie e i figli con pesante debito, originato da un truffatore scappato in Argentina. La famiglia, è, così, costretta a cambiare vita per onorare gli impegni. Alle vicende dei Sammarco si intreccia il desiderio di vendetta del figlio maggiore di Joseph, ma tutti faranno i conti con il loro passato».

«È stato un onore per me essere tra le prime persone in paese a leggere questo romanzo», commenta il Sindaco Monica Taschetti. «È molto bello. L’ho letto tutto d’un fiato e fa realmente “vedere” lo svolgersi di una saga familiare dove i valori della famiglia emergono in tutta la loro potenza». (éValtellina)


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