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Salotti mondani o cultura diffusa? Opinioni a confronto 
Se ne discute ancora a Roddino (Cn), venerdì sera
12 Dicembre 2007
 

È stata una settimana di passione, raccontata da 51 mail pervenute ai nostri indirizzi per rivendicare una più concreta attenzione al quotidiano della cultura, quello che non fa rumore ma tiene in vita le comunità. Decine di persone, presidenti di Enoteche come Luciano Bertello, di Fondazioni come Gianluca Costa, di Cooperative sociali come Maurizio Marino, di Cooperative turistiche come Irene Sandri, persone sensibili che amano le Langhe e la cultura della memoria, presidenti di Associazioni come Adolfo Ivaldi di Monforte, cantanti come Piero Montanaro, scrittori come Giancarlo Libert, soci arVangia, scrittori, ricercatori, poeti, insegnanti hanno preso posizione esprimendo dubbi e perplessità di fronte ai costi di iniziative culturali che dichiarano di voler celebrare il territorio ma ne sono estranee.

Come incanalare tante, autorevoli voci di protesta rimane un problema aperto. I giornalisti che hanno approfondito l'argomento dalle pagine dei settimanali Corriere delle Langhe e Bra Oggi ci invitano a dare vita ad un Osservatorio per la tutela della Cultura di Langhe e Roero, raccogliendo firme e preparando un documento da presentare a politici e amministratori. La raccolta firme è di fatto iniziata presso la Libreria “L'Incontro” di Alba ( tel. 0173-293288) e proseguirà venerdì 14 a Roddino per il rendez-vous degli autori in Langa coordinati dall'Associazione Crosiera di Cuneo (cell. di Roberto Negro 335 6204708) nel corso di una cena di lavoro che avrà inizio alle ore 19 presso la “Trattoria dell'Amicizia”.

Alcuni amici ci invitano a coordinare tante e diverse esperienze di promozione culturale, magari frammentarie, per dare vita ad un progetto che Enti e Fondazioni siano disposti a finanziare. A prima vista sembra una sfida superiore alle nostre forze, come se volessimo contendere la cultura di territorio agli imprenditori che se ne occupano con “lodevole professionalità” da anni.

 

La lettura del documento pubblicato di seguito può stimolare altre riflessioni utili. Se avete idee e volete farcene dono, cercheremo di farne buon uso. Intanto consentiteci di ringraziare centinaia di persone che da ogni parte del Piemonte (Aosta, Torino, Alba, Rivoli, Vico Canavese, Pralormo, Ivrea, Tortona, Novara, Cuneo, Cassine, Castagnole Piemonte, Cafasse, San Mauro Torinese, Rifreddo, Chieri, Vinovo, Lucerna San Giovanni, La Loggia, Castelceriolo, Collegno, Acqui Terme, Moncalieri, Saluzzo, Fossano, etc.) diventano arvangisti per dare forza alla cultura nascosta dei nostri paesi. A loro e a tutti coloro che leggono questa nota auguriamo buon Natale e un felice Anno Nuovo, ricordando a tutti il filo diretto all'indirizzo arvangia@casamemorie.it oppure ai nostri recapiti telefonici, lo 0173 35946 (pomeriggio-sera) o 338 1761673.

Chi può ci raggiunga a Roddino venerdì 14 alle ore 19. Vi aspettiamo numerosi.

 

Arvangia

la Segreteria dell'Associazione

 

 

 

Diciamo la nostra sul tema
“I costi della cultura” ad Alba e dintorni.

Le mail pervenute agli indirizzi di posta elettronica

arvangia@casamemorie.it / arvangiaculturale@alice.it

 

1. Il nostro territorio lo hanno reso grande e ricco i vini, il tartufo, la ristorazione, gli imprenditori capaci di girare il mondo a vendere, personaggi come Morra, sindaci come Zanoletti. La cultura è la ciliegina sulla torta, ma se non ci fosse la torta nessuno ne sentirebbe la mancanza. Lasciate che si occupi di turismo e sviluppo chi ha le idee chiare e le amicizie importanti. Accontentatevi di quello che sapete fare, parole, parole, nient’altro che parole…

Cinzia Aliberti

2. Salve, sono Corrado Morando. Vorrei solo dare la mia adesione per la serata da voi organizzata di venerdì sera in sala “Beppe Fenoglio”.

Saluti Corrado

3. Carissimi, condivido le vostre motivazioni sul modo in cui la cultura locale viene bistrattata o trascurata. Siamo un gruppo di amici, come voi ci adoperiamo per far qualcosa sul territorio: difficile anche solo incontrare qualcuno per parlarne (non dico “ricevere finanziamenti”!!). Verrò sicuramente venerdì sera. Grazie e a presto,

Daniela Scavino

4. Carissimi amici dell'Arvangia, anch'io sono contro la cultura da salotto soprattutto se poi non è cultura condivisa e resa disponibile a tutti. Capisco anche che certe manifestazioni per avere risonanza internazionale richiedano denaro ed energie ma in effetti certi numeri letti sui giornali locali fanno riflettere molto. Purtroppo per motivi di lavoro non potrò essere con voi venerdì 7 dicembre ma vi seguo sempre con interesse ed attenzione e vi ringrazio per l'impegno che riuscite a dedicare a queste iniziative. Un socio di Diano d'Alba

Gianni Drapant

5. Castell'Alfero 5 dicembre. Spett/le ARVANGIA, Ho provveduto far girare l'informazione circa l'incontro di venerdì, io comunque sarò presente

Luciano Ravizza Castell'Alfero

6. Caro Donato, noi andiamo a elemosinare le centinaia di euro e loro ne spendono, sconsideratamente, migliaia e migliaia... C'è sempre “qualcuno”, anche nel mio ambito (canzone e cultura piemontese), che riesce - pur cambiando i colori politici degli amministratori regionali - ad ottenere sovvenzioni e finanziamenti che io non mi oserei chiedere per una anno o due di onesto lavoro... A volte sono schifato di tutto questo. Poi continuo perché gli ideali in cui credo riescono ancora a darmi la forza di continuare... Condividiamo comuni interessi e passioni: quello delle nostre tradizioni e la relativa cultura del territorio, la piemontesità nell'accezione più ampia, l'affetto per una terra che ha ospitato e ospita milioni di piemontesi, l'Argentina. Però quante volte mi sono chiesto: ma chi me lo fa fare? Sono andato a cantare gratis in Argentina per ben 2 volte e la regione non ha trovato 1.000 euro x un passaggio aereo... poi vedo e leggo cose che mi indignano... È ora di gridarlo in faccia a questi “signori” che sprecano il ns. denaro... È facile organizzare manifestazioni “culturali” di “richiamo” multimediale e ambaradan vari con così tante risorse... ma vorrei proprio vederli a metterci l'anima e il proprio disinteressato lavoro. Sono stanco e stufo di questo andazzo, anche se non riusciremo a cambiare nulla. La casta rimarrà lì intoccabile e continuerà a gestire e spesso sprecare i nostri soldi... Ma almeno facciamo sentire il nostro grido, la nostra rivolta morale, la nostra schifata considerazione nei loro confronti. E che lo sappiano pure gli elettori e che si fissino nella loro memoria il nome di questi spreconi in modo da ricordarselo al momento del voto. Questo è il solo e unico loro timore. Questa la nostra sola ed unica arma. Ma dobbiamo essere in tanti a punirli come meritano.

Piero Montanaro

7. Ciao Donato / Purtroppo per un impegno contemporaneo non potrò essere presente, ma ti dò tutto il mio sostegno, a nome dell'intera Cooperativa Terre di Cultura, per quest'iniziativa che come sai ci vede totalmente concordi con voi: anche la nostra cooperativa, tra mille difficoltà, beneficia di scarsissimi contributi pubblici che frequentemente non bastano neppure a coprire le spese minime di organizzazione, e spesso e volentieri gli eventi sono frutto dell'AUTOFINANZIAMENTO dei soci! Altro che cifre a cinque o sei zeri!!! Nonostante questa la passione e la buona volontà non mancano, ma per quanto potranno durare ancora? / Grazie e a risentirci presto per la prossima Veglia d'Dian!

Maurizio

8. Caro Donato, non potrò essere “dei vostri” data la distanza ma credo che la cultura dell'appartenenza alla Terra che ci ha dato i natali, alla propria radice ed all'identità spirituale in cui ritrovarsi è fondamentale per non smarrirsi in un mondo che globalizza a volte troppo e confonde. Il profondo senso della nostra vita nasce dalla conoscenza di chi siamo stati e di chi siamo per capire cosa vorremmo essere.

Un caro saluto PAT

9. Carissimo Donato, concordo pienamente e plaudo alla tua presa di posizione. Quella dei salotti non è cultura del territorio, bensì un temporale estivo che passa sulle nostre colline senza lasciare nulla. E spazzolando tutti i contributi. Per gli enti pubblici è soltanto un modo per lavarsi la coscienza e dire che fanno cultura: l'unica cosa che interessa è una foto sui giornali. / Tu sai però come la penso: non mi piace nemmeno la cultura della “lamenta”, per cui nel mio piccolo cerco di fare qualcosa di concreto per la cultura del territorio, investendoci risorse e idee. E, soprattutto, cercando di farne uno strumento di crescita di tutto il territorio. In linea di principio, piena condivisione della tua denuncia, ma nel concreto non parteciperò alla serata di venerdì, perché temo che si risolva in un salotto di sterili denunce e lamente (anche se giuste e legittime). Preferirei invece un grande progetto comune che sappia pensare in grande, sparagliare le carte e coinvolgere tutto il territorio sui temi della cultura: un “Langhe-Roerolibri” alternativo e dedicato all'editoria di territorio. In cui finalmente si faccia chiarezza su cos'è sto benedetto “territorio” con cui tutti si lavano la bocca senza saperne il vero significato: ormai è diventata una parola vuota, senza significato!

A presto. Luciano Bertello

10. Buonasera, farò il possibile per essere presente in sala “Beppe Fenoglio” ad Alba venerdì 7 dicembre. Grazie per l'iniziativa.

Alessandro Cerrato San Damiano d'Asti

11. coraggio! / andate avanti / auguri.

barba bertu (Alberto Burzio)

12. È mai possibile, che gli italiani non abbiano ancora capito che esistono un sacco di sprechi, i nostri politici ci stanno prendendo letteralmente per il naso, da anni ormai, è ora che ci svegliamo, si è visto che in Italia per farci sentire bisogna fare la voce grossa, allora ti ascoltano. / Scusate il telegramma.

Renzo Cestari

13. Aderisco all'iniziativa e farò il possibile per essere presente il 7 dicembre.

Battista Galvagno

14. Ciao Donato, ciao amici dell'arvangia, confermo la mia adesione alla serata.

Irene Piemontevic

15. Gentili signori. / Io non ho il tempo materiale per intervenire alle vostre riunioni ma ho una grande stima del lavoro che portate avanti. E' indispensabile raccogliere velocemente tutte le testimonianze della nostra cultura perché noi siamo gli ultimi a serbarne memoria (a volte cominciamo a scordarlo pure noi che l' abbiamo vissuta) e dopo di noi nessuno ricorderà più. Per la parte economica: le cifre citate sono da capogiro, cose che un tempo si sarebbe detto: “Gridano vendetta al cospetto di Dio”. Per fare cosa poi? A me sembra un bel po' di fumo.

Saluti Marenco Andreina

16. Caro Donato, venerdì 7 sarò dei vostri.

Fabio Bailo Istituto Storico di Bra e dei bradesi

17. Caro amico Donato, spero proprio di essere presente il 7 ci conto proprio comunque il mio commento è… (fai un po tu!)

Paolo Paglia

18. Buonasera, è da qualche tempo che ricevo le vostre comunicazioni… sempre interessanti e che mi piacerebbe condividere. Sono un po’ lontana (a Lecco) e gli impegni non mi consentono di raggiungervi. Voglio complimentarmi per gli argomenti, gli eventi e le riflessioni che fate... continuate così. Anche la riflessione sui costi degli eventi pubblici mi trova assolutamente d’accordo. Forse se si valutasse, a livello di enti pubblici, quali sono i “ritorni” di molte iniziative (prendendo a spunto la teoria con la quale operano le imprese private) si potrebbero: a) risparmiare forse molte risorse, b) organizzare eventi che incontrino l’interesse della collettività, tenendo comunque presente la qualificazione delle iniziative che possano far crescere la cultura delle persone.

Grazie .. continuerò a leggervi con piacere.

Cordialità Rosita Forcellini Maggi

19. Sinceramente penso e ritengo opportuno che debba essere aperta una riflessione sui finanziamenti dati alla cultura, ma senza processi ad eventi che proiettano l’albese in un contesto internazionale. Certo le consulenze e i rimborsi spese, inevitabilmente, la fanno da padrone sulle importanti kermesse, ma io non mi scandalizzo se portano risultati. Viceversa mi preoccupano di più i tanti soldi spesi per tavole rotonde inutili, commissioni di studio ecc. che non producono risultati, ma solo chiacchiere. / Il filone della cultura popolare e contadina è importante per non disperdere la nostra sapienza, la nostra storia e le nostre radici e ogni buon amministratore deve saperla sostenere con adeguati contributi e sostegni anche finanziari ovvero ponendo a disposizione gratuitamente sale per convegni e sedi adeguate per consentire ai tanti volontari di operare con meno fatica. Certamente, il sostegno alle importanti kermesse culturali non deve andare a discapito della cultura locale. / Per quanto riguarda il Roero. Molto si è fatto in questi anni e molto si sta facendo. Forse, tuttavia, sono ancora troppo pochi coloro che ricevono sostegni ai progetti culturali sul Roero e forse sono sempre i medesimi. Senza nulla togliere a nessuno anche nel Roero occorre lavorare per un maggiore sostegno pubblico alle iniziative culturali, soprattutto contribuendo a fare conoscere giovani scrittori locali. In questo senso la Comunità Collinare del Roero forse non è riuscita ancora a fornire indirizzi precisi delegando alla sola Enoteca del Roero i compiti di “programmazione culturale”. Anche su questo fronte sarebbe opportuno aprire una riflessione.

Con amicizia. Gianluca COSTA / P.S. se riesco parteciperò all’incontro.

20. Carissimo Donato / Venerdì conto di esserci ad Alba. Purtroppo c'è una realtà che prende tutto e anche di più ed invece altri neanche le briciole... Se pensi che ad esempio per il video (che mi dicono non sia particolarmente un granché) della Venaria Reale fatto da un regista... non italiano... si sono spesi sei milioni di euro... dico sei milioni di euro... e nel contempo si parla di una riduzione del 60% circa dei fondi agli ecomusei (alcuni validi... altri discutibili). Nel contempo su La Stampa... è stato pubblicato un articolo in cui si parlava dei Gal e degli Ecomusei... un Gal (non in Piemonte) per un libro ha speso circa 1/mln di euro su un artista sconosciuto (c'era anche un dvd!!!). È vergognoso.... questo... non solo a livello locale ma in generale ed è un problema diffuso... che fa innalzare i costi.... ma comunque per quello i soldi si trovano sempre... l'inceneritore del Gerbido (che han chiamato Termovalorizzatore... perché fa pì fin!!!) è arrivato ad un costo di circa 300/mln di euro... sta lievitando... e tanto lì i soldi si trovano... c'è la fila... a finanziarlo... / Il problema è sempre quello... questi enti... gestiscono soldi non loro... e quindi non si preoccupano minimamente... danno soldi agli amici... e agli amici degli amici... alias... a persone che li votano e li fanno votare. Lo stesso succederà... magari fra un po'... con qualcuno di nostra conoscenza...

a presto Giancarlo Libert, Torino

21. Gentile Ass. Arvangia, pur non potendo presenziare alla serata di venerdì, sento di poter condividere il vostro richiamo ad una maggiore attenzione per le espressioni culturali locali. Più che altro, mi sembra evidente la necessità di rimodulare il rapporto tra “eventi” e ricerca di un quotidiano impegno culturale, unito al sostegno a chi in loco vi si cimenta con passione. È necessario che entrambe queste espressioni trovino spazio nel panorama albese, senza eccessi né da una parte né dall'altra. Non sono certo i grandi nomi che possono elevare il livello culturale della nostra città (soprattutto se per grandi nomi intendiamo Stefania Craxi...), anzi. / Provocazione, se così vogliamo chiamarla: nell'elenco delle spese culturali esorbitanti non figura il Teatro Sociale, che crea una voragine di 500.000 euro annui nelle casse del comune... sono personalmente convinto dell'importanza di questa realtà, ma forse la sua gestione andrebbe opportunamente ripensata. O no?

Cordialmente Stefano Montaldo

22. Grazie della comunicazione. Parteciperò volentieri perché condivido in pieno la critica alla cultura salottiera e di etichetta, quella che riceve maggiori sostegni economici pubblici e induce, sovente, diffusi sbadigli trattenuti; mentre l'altra cultura, quella che, alimentandosi alle stesse nostre radici, vivace e genuina, sa veramente coinvolgere, continua ad essere povera e guardata con sufficienza. Bella iniziativa, Arvangia.

Dante Faccenda

23. Caro Donato, non potendo essere di persona ad Alba Venerdì 7, aderisco ben volentieri all’iniziativa dell’Arvangia per sostenere la cultura locale minacciata dall’esterofilia.

Federico Veglio

24. Avete mille ragioni. È uno scandalo. Tutto ciò serve solamente a far fare bella vita ad alcune persone mentre migliaia sono impegnate giornalmente, volontariamente, a spese proprie, tutto l'anno. Lo testimonio attivamente e personalmente. / Spero di poterci essere. / Non sono impegnato con Arvangia, ma chissà prima o poi! Vi ringrazio per le comunicazioni che sempre mi inviate.

Cordiali saluti. Giovanni Giustetto

25. Grande, grandissimo Preside Bosca!!! / Provvediamo ad inoltrare a tutte le altre Associazioni (Club e Centri UNESCO compresi...) la mail.

roberto negro

26. Giustificatissimi, a mio avviso, la vostra voglia di vederci chiaro in materia di finanziamenti pubblici destinati a premi ed incontri «culturali», il vostro risentirvi nell'apprendere le relative cifre per quanto attiene al territorio piemontese. Organi amministrativi e sostanzialmente politici possono vantare competenze credibili in ordine alla cultura e sono i più indicati per gestire la vita culturale del paese? È accettabile che denari pubblici vengano devoluti in condizioni del più disinvolto arbitrio da parte di tali enti borghesi impreparati e sostanzialmente animati da interessi in senso lato politici ad eventi da loro suscitati? ... / La cultura è divenuta difficilissima da fare in diretta, in Italia, da parte di eventuali protagonisti. Un pittore che scriva per proporre una sua mostra a sette gallerie di tre città importanti dello Stivale riuscirà a malapena e quasi solo casualmente a risvegliare l'interesse di uno dei mediatori culturali sollecitati. Gli altri sei non si prenderanno la pena neppure di riscontrare la sua lettera d'offerta con un evasivo o secco diniego. E, quand'anche uno scrittore riesca a pubblicare un libro, sarà come se ciò non fosse avvenuto perché, in assenza di patrocini politici o parapolitici o di coinvolgimento nel turbinare dell'attualità, non verrà in pratica distribuito e nessuno lo leggerà.

Manfredi Lanza

27. Egregio Preside Bosca, solo per confermarLe che ci sarò.

Un cordialissimo saluto. Piero Giuseppe Goletto

28. Farò il possibile per essere presente, visto che i dati sono saltati fuori in seguito ad una mia interpellanza (magari sarebbe anche bello ricordarlo!). Interessato ad ascoltare, vi anticipo che non mi riconosco né negli sprechi di alcune manifestazioni, spesso poco pensate e poco coinvolgenti, ma neppure nella contrapposizione che mi pare di cogliere in tanti messaggi Arvangia tra esterofilia e prodotto locale (o almeno, vorrei capire meglio). Vorrei ricordare, per rimanere ai “numi tutelari” che Fenoglio si confrontava con la letteratura inglese, Chiodi con l’esistenzialismo tedesco, Don Bussi con la teologia francese e tedesca, Pinot Gallizio portava ad Alba artisti italiani ed europei. So bene che racconti e storie fortemente radicati nel locale hanno spesso assunto valore universale. Temo solo un ripiegamento localistico. Amiamo la “provincia” e ne conosciamo il valore. Viceversa il provincialismo deteriore ha due facce: o ritenere che tutto accada altrove e che noi possiamo solo essere timidi o superficiali fruitori oppure ritenere che tutto quanto conta accade qui e fuori ci sono solo rumori di fondo e inutili sfavillii. Ben venga la discussione, grazie per l’occasione offerta.

Antonio Degiacomi

29. È tempo che le associazioni culturali che operano sul territorio, e che, magari (o non magari) sono considerate “minori” dall'establishment politico amministrativo comunale, provinciale, regionale o dagli enti di settore come le ATL che precludono loro accesso a contributi dignitosi per la grande mole di lavoro che svolgono a titolo gratuito nell'ambito socio-culturale di Langa e Roero a favore di soggetti dai contorni non proprio ben definiti, si uniscano in un patto di sindacato per rivendicare con forza l'esigenza di potenziare quelle iniziative culturali che non puzzano di business.

Saluti. Adolfo Ivaldi, Associazione Culturale Monfortearte

30. Intendo partecipare alla riflessione che avete organizzato alla sala “Beppe Fenoglio” il 07/12/2007. Ringrazio sia per l'invito sia per tutto quanto fate.

Giovanna Oliveri

31. Cari amici, ho letto il vostro messaggio con l'invito a dire la propria opinione. Vi allego alcune riflessioni. L'iniziativa è ottima.

Saluti Franco Foglino

32. Gentili Signori dell’Arvangia, da anni ricevo le news che riguardano manifestazioni, incontri e attività da voi organizzate o coordinate e non vi nascondo che non so cosa pensare di voi e della vostra ingenuità. A me sembrate patetici quando sollevate il problema della marginalità e del confronto perdente con la cultura che fa notizia. È evidente a tutti, anche ai ciechi, che un evento per fare notizia ha bisogno di avere come protagonisti personaggi di successo e tra il pubblico i politici che possono apprezzare e garantire finanziamenti e appoggi. Voler fare da soli, come vi ostinate a dichiarare, non può che condizionare in modo negativo l’esito delle varie iniziative. Se avete pronto un progetto che può suscitare interesse nel mondo dell’informazione, che può far accorrere li da voi giornalisti e fotografi, affidatelo ad un politico di primo piano, fate che sia lui a presentarlo agli Assessori o ai Presidenti delle Fondazioni, vedrete che in poco tempo otterrete maggiore considerazione e contributi cospicui. Naturalmente il politico che vi aiuta ha bisogno di una vostra memoria lunga ma sulla cultura della memoria mi sembrate preparati. Scusate l’ironia e la franchezza ma le regole della gestione del potere sono note da secoli, basta applicarle. Si può essere imprenditori di cultura come di qualsiasi altro prodotto e intorno a voi non mancano gli esempi da imitare. / Non verrò venerdì in sala “Fenoglio” ad Alba perché da tempo non sopporto le lagne di chi vuole procurarsi i salami dell’albero della cuccagna e non è capace a salire in cima.

Cordialità. Ugo R.

33. All’amico Donato Bosca / anche se soltanto da un anno ho iniziato a conoscere l’Associazione Arvangia, vorrei “dire la mia” sui costi della cultura rispondendo al sig. Ugo R. nel pieno rispetto delle sue opinioni. Le nostre patetiche associazioni non rientrano nel salotto buono dove conta soltanto il vecchio adagio “do ut des”. Se la cultura esprime dei valori può avere una sua collocazione autonoma. Il consiglio pratico del sig. Ugo R. invita chiaramente ad imbellettarci l’aspetto per lo scambio di favori, in forte odore di meretricio. La cultura suggerita si regge in piedi soltanto se funziona da cassa di risonanza per promozioni utili ad interessi commerciali di aziende private, di fondazioni in cerca di visibilità, di intrallazzatori politici preoccupati di rimanere a galla. Non potrà mai esistere cultura se non finanziata da forti interessi è la conclusione indicata dal sig. Ugo R. Considerata la levatura culturale di alcuni amministratori, forse quella da lei indicata è la strada più breve, ma, come lei sicuramente saprà e forse avrà sperimentato, quando finisce l’interesse di cotanti imprenditori di cultura, le nostre patetiche associazioni continueranno il loro cammino basato quasi esclusivamente sulla volontà degli aderenti e sulla genuinità delle idee non ispirate a scopi commerciali. Rastrelleremo briciole di finanziamento nella speranza, forse vana, che gradatamente vengano presi nella giusta considerazione , colà dove si puote, gli eventi culturali in rapporto al loro peso e non per la ricaduta opportunistica d’immagine.

Con altrettanta cordialità Fausto Cassone

34. Cari amici, parteciperò solo col cuore alla serata del 7, perché sarò via (Amici dell'Arca italiana riuniti a Mantova, tra cui il sottoscritto). Penso anch'io che i soldi pubblici vadano spesi con oculatezza e non per finanziare passerelle più o meno mondane...

Grazie e buon lavoro, dunque! Beppe Marasso

35. Al contrario di quanto avevo scritto non posso esserci venerdì, perché ho visto che coincide con un mio impegno di “volontariato culturale” a Rocca de’ Baldi. Aggiungo ancora. Con meno sprechi, più coordinamento, più coinvolgimento ci sarebbero probabilmente le risorse sia per iniziative necessariamente costose, ma di grande e vera risonanza, sia per incoraggiare giovani e meno giovani che con passione si sforzano di sperimentare, di fare ricerca, di “produrre” cultura, oltre che di consumarla. E altrettanto andrebbe valutato rispetto al turismo, alla reale efficacia di tante iniziative confusamente sovrapposte. La trasparenza, il conoscere costi e risultati, aiuta a migliorare efficienza ed efficacia, aiuta a scegliere. Dobbiamo però riconoscere che è grande la difficoltà (con lodevoli eccezioni) anche tra le associazioni e i volontari a collaborare, a ripensarsi, a non duplicare le iniziative, a promuovere facendo rete, a ritenere che è valido solo o soprattutto quello che ciascuno fa. Infine faccio una considerazione che espone ad essere accusati di demagogia, di rozzezza, di incomprensione del valore della cultura, ma non si può non notare la relativa facilità con cui si trovano grosse somme per certi eventi e la fatica a reperire le risorse per dare una mano a chi fa fatica a tirare avanti. E questo è ancora un altro discorso. Buon lavoro!

Antonio Degiacomi

36. Ciao Donato, ti scrivo per confermare la mia presenza domani in sala “Beppe Fenoglio” alle 17. Ti ringrazio ancora per l'invito. A domani.

Gimena

37. Condivido lo sdegno per gli sprechi nelle “solite” manifestazioni culturali, realizzate dai “soliti noti” e sostenute dai “soliti amici degli amici”. Per fortuna che si diceva che con la prima repubblica erano finite anche le lottizzazioni: da allora, quelle in campo culturale, si sono almeno centuplicate

Corrado Paracone, Torino

38. Ciao, apprezzo fortemente la tua iniziativa e allego il mio modesto contributo come forma di condivisione.

A presto Franco Foglino

39. L'Arvangia ha ragione / Sarò presente domani sera. Troppi soldi sprecati a destra e sinistra per grandi iniziative, seguite da pochi. Sarebbe meglio valorizzare la cultura locale.

Carlo Gramaglia- Saluti e Buon Natale

40. Caro prof. Donato, come sempre ringrazio per essere inclusa nella sua m.list. Ven. 7 conto di partecipare all'iniziativa “dite la vostra”, perché ci tengo molto. Potrei dilungarmi sui pregi e i meriti dell'Arvangia, ma mi limito a usare, per una volta, una frase fatta: se non ci fosse, bisognarebbe inventarla! / Circa il tema di venerdì concordo sulla palese necessità di un ridimensionamento (per dirla soft) a vantaggio della qualità e della priorità lapalissiana per autori, personaggi e opere radicati nel territorio. Il problema in questione mi sembra sia stato già lanciato con la sua lettera pubblicata dai giornali locali, centrata sull'ultimo libro di A. Agnelli e contenente l'esortazione a valorizzare i libri “senza ali”. Sto citando a memoria e solo ragioni contingenti mi hanno indotta a rimandare fino ad ora l'impulso di scrivere per approvarla appena finita la lettura (mi pare 6/11). / Un cordialissimo arrivederci.

Edmara De Siano, Chieri

41. Ciao Donato, anche dalla valle di Susa vi arrivi una riflessione, piccola, di confine, ma vicina a voi, per lo stesso modo di sentire il territorio e di lavorarci dentro, con le mani affondate nella terra. Forse sarebbe ora di “incazzarci” un po' perché il volontariato va bene, è utile, è garanzia e motore, ma chi lavora veramente per la memoria e la condivisione avrebbe bisogno di un riconoscimento tangibile! Qualcuno ha sempre le tasche grandi... un po' ovunque!

A presto. Giorgio Jannon

42. Aderisco con la presente alla Vostra iniziativa e Vi auguro Buone Feste con infinito affetto, con simpatia.

Edi Morini, Torre Pellice (To)

43. Avete la mia incondizionata solidarietà ed approvazione per il Vostro recente intervento. Condivido anche il richiamo alla gravità dell’indifferenza, che io conosco molto bene nei miei trent’anni circa di volontariato socioculturale ed ambientale, e si che può pesare come un macigno, perché non sai mai come interpretare: se come indisposizione, ostilità o menefreghismo, o solo pusillanimità, incuria o mancanza di tempo …Conosco le situazioni da Voi evidenziate, imputabili perlopiù al clientelismo culturale politicizzato autoreferenziale ed autocelebrativo, molto diffuse anche in altri luoghi dal partitismo imperante … ed ovunque subentri la politica, rovina ogni cosa, provoca disarmonie e dissonanze dove c’era armonia ed assonanza. L’ho visto nel volontariato, nei Centri di Servizio per il Volontariato, in ogni ambito della società civile, dove si infiltra la politica rovina tutto portando mistificazione, disinformazione, incultura, superficialità, effimero e corruzione… schiaccia i talenti spontanei non prostituiti ed asserviti, impedisce o emargina le iniziative della società civile perché non può impossessarsene e lucrarci sopra, colloca i loro portaborse, ruffiani e prostituti nei posti di responsabilità dove arrecano danni ingenti alla collettività… Nel corso della mia esperienza decennale sono venuto a conoscenza di erogazioni pubbliche locali di ingenti contributi finanziari a favore di associazioni fittizie costituite ad hoc per gestire eventi insignificanti, mentre associazioni vere e valide, tra le quali l’associazione che io presiedo e che ha 15 anni di vita, ancora ora per coprire almeno i costi essenziali di sopravvivenza e di gestione di servizi minimi ha bisogno che io anticipi (si fa per dire… per non dire che sono persi per sempre) di tasca mia le risorse… Quindi vi comprendo benissimo e sono in totale empatia con Voi, mi duole solo che per le difficoltà che sto affrontando in questo periodo esistenziale e per la distanza geografica, non posso venire di persona a stringervi la mano, conoscerci di persona e scambiare la luminosità dei nostri occhi e delle nostre Anime… Ho sempre avuto ammirazione per la Vostra associazione, da quando un amico mi ha consentito di scoprirvi in rete, un’associazione come la Vostra con le Vostre meravigliose ed amorevoli e veramente colte iniziative locali, con cinquecento iscritti e ampia partecipazione sociale, si deve girare in lungo ed in largo l’intera penisola per trovare qualcosa che possa anche solo lontanamente somigliarvi … e credo che prima o poi possa riuscire ad esercitare quel minimo di legittima attività di lobbying, sufficiente per veder riconosciuta la propria dignità ed il diritto al sostegno pubblico delle iniziative da Voi proposte. Calorosi saluti

Claudio Martinotti

44. Carissimo Donato Bosca, mi rivolgo a te direttamente, con la stima e l'amicizia di sempre. Ho letto e ben metabolizzato i contenuti pervenuti. Sono un torinese trapiantato sul territorio albese, del quale ho apprezzato molto le tante iniziative e l'attaccamento al luogo. Sono pur sempre un forestiero e nell'altra mail che ti perviene aggiungo un commento come tale. Purtroppo non potrò venire questa sera, vado a Ceva chiamato dalla sicurezza stradale per la quale mi impegno, sappi che sono presente con il mio appoggio. Non ne posso più di questa nostra Italia che vive di troppo furbi uccidendo ciò che di buono esiste. Territorio per primo.

Con amicizia. Carlo Mariano Sartoris

45. Salotto mondano, riferito in particolare al “Grinzane Cavour”.

Aimasso Claudio

46. Caro Donato, ancora una volta hai fatto centro, portando all’attenzione della pubblica e consapevole opinione il problema della Cultura Albese, che non è considerata tale se non profuma di tartufo o di vino. Anzi, per meglio dire, di soldi. (anche se, come tu ci insegni, “pecunia non olet!”: ma da queste parti non è così!) / Purtroppo a causa di impegni di lavoro non potrò essere presente alla tua lodevolissima iniziativa di venerdì, ma sono certo che essa raccoglierà molte adesioni. Da queste mi auguro possa scaturire una qualche forma di pressione per indirizzare chi pilota queste cose in una direzione corretta. Perché, come hai giustamente rilevato, ormai si è perso il senso della misura: la “CULTURA DELL'EVENTO” - quello che veicola l’immagine di un territorio e dei suoi prodotti - ha ormai soppiantato la ricerca dell’autentico “EVENTO DI CULTURA”. Su questo terreno ormai si cimentano solo le Associazioni Culturali che hanno nel Volontariato il loro unico propellente, mentre dalle Istituzioni gli aiuti arrivano unicamente in cambio di una contropartita: o in termini di appartenenza politica o di ritorno economico indiretto sotto forma di traino del business enogastronomico e turistico. / Questa, caro Donato, è una delle tante storie, che grazie a te e alla nostra ARVANGIA bisognerebbe tentare di riscrivere!

Con affetto Franco Bartocci

47. Caro Donato Bosca, ho letto le varie opinioni, a volte divergenti. Come sai, da anni mi cimento nel mestiere di scrivere, pigiando sui tasti con la mia mano di plastica. Credo d’aver onorato il mestiere, ma è sempre molto faticoso vedere riconosciute fatiche artistiche in un contesto politico-decisionale che fa dell’arte in generale una vetrina per glorificare se stesso. In uno Stato non più solo guelfo e ghibellino, ma dalle abitudini ormai mafiose, che vive sui proventi del lotto e dei gratta e vinci, che svende i propri gioielli immobiliari, che non tutela le proprie aziende e non promuove meritocrazie, che lottizza la terra per farne capannoni, che brucia le foreste e lascia a spasso i delinquenti, che rinnega le proprie gesta e monetizza ogni operato; privo d’ideali, ostaggio di sé, del numero delle proprie mille facce mediocri e delle troppe, calde, intoccabili poltrone, la poetica iniziativa di pochi animi puri, ahimè soffre di isolamento. Non rende. Il volontariato, le ideologie, le tradizioni e soprattutto l’arte sono baricentri di comodo appoggio per chi le userà appropriandosene, per chi ha poche idee, ma molto chiare, rivolte ai propri tornaconti. Le cifre parlano chiaro, vanno a finire in pranzi, compensi, trasferte e tasche firmate. Lo so bene io, lavoratore paralitico che, grazie ai volontari e alla fermezza supplisce alle fatue parole del welfare dandosi da fare per non morire. Riunirsi per chiedere tornaconti è doveroso, disseppellire un’antica moralità è cosa dura, sostituita da una dirigenza “liquida” senza principi didattici. È una realtà che impoverisce la Nazione, È una malattia diffusa. Cercare un vaccino o un metodo di disintossicazione è una missione etica da perseguire. Farlo senza svendersi a facili alleanze è coerenza. Peccato che sia impresa proba, ma soggetta a poco senso d’appartenenza. Va fatto ugualmente, con umiltà, autocritica, critica e soprattutto proposte . Tutta la mia presenza che non vi sarà, purtroppo. / Un’ultima parola per chi mi ha preceduto: Ugo R. che non s’è firmato. Piccolo dibattito a distanza: ha ragione ms. Ugo, in un momento storico in cui l’essere idealisti è quasi estraneità, può apparirle patetico, ma quante belle iniziative in un’unica gestione! Le regole storiche del potere sono altre, è vero, sono quelle che hanno arrossato di discriminazione e sangue la storia del genere umano. / Scusa la lungaggine Preside Bosca, purtroppo sarò a Ceva quel dì, per altre buone cause.

Carlo Mariano Sartoris

48. Cari amici dell'Arvangia, Trovo molto interessante l'invito che fate a soci e amici di esprimersi sui contributi "culturali" che a diverso titolo fanno capo all'Amministrazione albese. Conseguenza (ma non dovrebbe essere ispiratrice) dei contributi è la politica culturale, il rapporto cultura-cittadini. Io ho già espresso il mio punto di vista in Consiglio comunale e nelle Commissioni consiliari che hanno trattato questo argomento. Innanzi tutto trovo elevata la cifra che globalmente viene stanziata tra bilancio comunale e contributi di enti vari (il grosso è sempre CRC di Cuneo) se la si confronta con il ritorno che ne ha la città ed il territorio circostante. Il Teatro presenta un saldo negativo ormai stabile sui 500.000,- euro. Si deve considerare che degli spettacoli teatrali usufruisce a dir tante un migliaio di persone (i posti sono circa 300 e gli abbonati oltre 200 bisogna aggiungerne 800 ai normali utilizzatori che sono gli abbonati. 1000 è un numero per eccesso). Il saldo negativo dell'Istituto musicale è di oltre 200.000 euro per 150 allievi, quello del Museo di 160.000 euro circa. Il costo della Biblioteca si aggira sui 500.000 euro. I numeri li cito a memoria ma non sono lontani dalla realtà. Si tratta di cifre ragguardevoli che a mio avviso non scandalizzano ma andrebbero gestite in modo più partecipato. / Quale finalità si prefigge questa politica culturale? Come viene coinvolta la variegata realtà albese? Come vengono monitorati i risultati? E' possibile con la stessa cifra o anche riducendola ottenere risultati più profondi nel tessuto culturale? E' proprio indispensabile collegare in ogni circostanza Cultura e Turismo? / Mi stupisce ogni volta che si dibatte un Bilancio preventivo (la prossima sarà il 21 dicembre alle ore 18 in Consiglio comunale) notare che si parte da ciò che si è fatto decretandolo irrinunciabile e se si può si aggiunge qualcosa. A mio avviso si dovrebbe ogni volta o almeno ogni due-tre anni fare tabula rasa ed ipotizzare un'attività nuova. Nella Cultura porterebbe novità. / Non so cosa e come la pensiate ma vi ho detto più di cosa penso io i problemi che si trova ad affrontare un consigliere che vorrebbe quanto meno che i soldi spesi dessero un ritorno visibile e concreto. Se avete idee per la discussione del prossimo Bilancio Preventivo vi prego di darmele. / Vi ringrazio per lo stimolo che mi auguro sua accolto da molti

Un saluto Franco Foglino

49. Ho letto con interesse quanto hai proposto e sono pienamente d'accordo a rivendicare l'importanza di una cultura del territorio, Purtroppo non potrò essere presente venerdì 7 a causa di un altro impegno proprio alla stessa ora. Mi scuso, ma condivido pienamente le argomentazioni della tua mail. Prendo l'occasione per informarti che stiamo diffondendo i bandi del concorso in piemontese “Arzigh” per le scuole e per la poesia e prosa degli adulti. Mi farebbe piacere avere anche il patrocinio dell'Arvangia.

Cordialità Corrado Quadro

50. Salve, nessuno di noi ha potuto partecipare alla riunione di venerdi scorso, di cui alla presente. Mi farebbe però molto piacere conoscere brevemente quanto è emerso dal dibattito.

Grazie mille. Fenocchio Ivana Monforte d'Alba

51. Cari amici dell’Arvangia, vi trasmetto qualche mia riflessione dopo avere partecipato in sala Beppe Fenoglio venerdì 7 dicembre all’incontro che intendeva valorizzare la cultura locale e dopo aver letto con attenzione quanto pubblicato dagli organi di informazione e dalle mail che vi sono arrivate sul problema dei costi della cultura. / Venerdì ho seguito con interesse la manifestazione, i discorsi di presentazione di Romano Salvetti, Anna Maria Sarotto, Liliana Chabloz e Giancarlo Libert che hanno spiegato cosa li ha spinti a scrivere i quattro libri che l’Associazione promuove attraverso la strenna riservata ai propri associati. Ho scoperto con l’occasione che oltre ai quattro libri presi sotto tutela l’Arvangia ha realizzato due video, uno dedicato al missionario padre Aldo Bona, che ha trascorso parte della propria vita in Colombia, l’altro dedicato a quello che Fausto Cassone ha presentato come il partigiano ritrovato, Francesco Gandino, morto di malattia proprio nei giorni in cui i suoi compagni di lotta festeggiavano la vittoria. Mai mi sarei aspettato questa novità: la produzione di due video di testimonianza realizzati con la collaborazione di un giovane argentino di discendenza piemontese, premiato dall’Arvangia con un soggiorno di sei mesi a San Donato di Mango, nelle Langhe, dove ha sede la Casa delle Memorie. / Anche l’intervento di Roberto Negro e Piero Goletto ha confermato la capacità di vivere il territorio in modo concreto. Mettere a disposizione delle scuole artisti, poeti, scrittori, studiosi di lingua piemontese, musicanti o giovani virtuosi del Conservatorio, astrofili e altre persone che sono disposte a portare in classe gratuitamente le loro storie di vita traccia sul territorio solchi profondi che davvero aiutano le comunità di tanti paesi a sentirsi vive, a ritrovarsi per assistere a spettacoli teatrali, per la presentazione di libri, per festeggiare gli anziani, per serate concerto. Ottima anche l’iniziativa dell’Università di Territorio che l’Arvangia concorre ad animare in paesi come Diano e Grinzane Cavour. Da plauso anche la scelta di premiare, sia pure simbolicamente, tre persone che lavorano sul nostro territorio e hanno pubblicato libri importanti, Aldo Agnelli, grande fotografo di Alba, Francesca Borgarello, per la sua ricerca sui canti tradizionali dell’Alta Langa e Severino Marcato che è un personaggio “grande e straordinario” non solo per le fotografie che realizza ma per l’attenzione che rivolge a chi è meno fortunato di noi. Mi sono sentito in sintonia persino con il sindaco di San Benedetto Belbo, Giuseppe Corsini, che non si stupisce di quello che succede a livello politico e sa che l’unico modo per contrastare sprechi e clientelismi è lavorare con impegno e passione, cercando di coinvolgere le persone e di portare avanti iniziative che la gente, soprattutto le persone semplici, possono apprezzare. Complimenti, quindi, per avere evitato di cedere alla tentazione della lamentela sterile e improduttiva, tenendo il discorso sul piano del fare, del migliorarsi. Quanto al resto, alle spiegazioni fornite dall’Assessore alla Cultura del Comune di Alba, signora Ivana Brignolo, alle contrapposizioni tra cultura locale e cultura globale, tra cultura di qualità e cultura del quotidiano, permettetemi di sorvolare. Vorrei piuttosto invitarvi a perseverare, a non smarrire la bussola, avendo ben chiaro che:

- Un’Associazione di sette o nove persone, che si occupa di cultura in modo imprenditoriale non è una vera associazione. Le associazioni vere sono quelle che hanno dalla loro parte la forza dei numeri, che ogni anno si rivolgono a centinaia di persone chiedendo a ciascuno la partecipazione e il sostegno economico;

- Chi promuove cultura sul territorio porta sempre in dono qualcosa. Saranno libri di poesie o di racconti, ricerche storiche, mostre di artisti, concorsi, saggi musicali, rappresentazioni teatrali, corsi, passeggiate. Nella misura in cui questi doni sono graditi alla gente che vive sul territorio, si può essere orgogliosi di quello che si fa e che si propone. Portare gente di fuori con bus navetta e pullman in un paese di Langa o Roero e offrire loro il pranzo non è la stessa cosa. I giornali ne parlano ma chi vive sul territorio non se ne accorge neppure. Una cosa è prendere, una cosa è dare;

- Se promuovere cultura vuol dire gestire iniziative che fanno debiti, bisogna ribellarsi perché non è moralmente giusto sottrarre risorse alla sanità, alla scuola, agli operai in cassa integrazione per regalare emozioni culturali a persone che sono solite frequentare i salotti mondani e intrattenersi in piacevoli conversazioni con gente del proprio rango all’interno di sodalizi nei quali si entra a far parte per invito pagando quote sociali che sono l’equivalente di uno stipendio mensile dei nostri giovani senza lavoro. A questo tipo di cultura il territorio può rinunciare senza patemi;

- Non bisogna assolutamente rinunciare alla semplicità. La cultura accademica, che si autocelebra, ha mille occasioni di mettersi in mostra, scambiandosi favori, premi, laute prebende. La cultura che non trova spazio è proprio quella di cui si occupa l’Arvangia da vent’anni. Sono gli emigranti, le contadine che scrivono in inverno, il maestro in pensione che fa ricerca nell’archivio della propria parrocchia. Guai ad umiliare questa cultura con l’indifferenza e la malcelata supponenza di tanti nostri intellettuali malati di protagonismo.

Tutto il resto, capacità di coordinamento e capacità progettuale, trasparenza, disponibilità al confronto sono percorsi obbligati per crescere e far pesare di più le proprie idee. / Permettetemi una conclusione. Meglio poveri e liberi da vincoli di tipo politico che ricchi e costretti ad usare il territorio per discutibili operazioni di marketing. Conservate i vostri difetti e il vostro stile. Il mondo sta cambiando e associazioni come la nostra, che ogni anno cresce, dimostrano che la sostanza conta di più dell’apparire.

Domenico, vostro socio ventennale

(quello che tira le orecchie, quando ce n’è bisogno).


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