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Lettera alla scuola, di film e di sogni
18 Febbraio 2007
 

L’associazione culturale Scuola e Diritti, in questi anni, ha sempre inviato in alcune occasioni specifiche degli scritti ai 30 dirigenti scolastici (scuola dell’obbligo) della provincia, ad esempio, ad inizio anno scolastico e a gennaio di ogni anno per le preiscrizioni.

In queste lettere si segnalavano alcune tematiche ritenute particolarmente importanti dall’associazione, nel costante tentativo di mantenere aperto il dialogo e stimolare un confronto sul tema dei diritti costituzionali.

Riteniamo importante pubblicare l’ultima lettera dell’associazione inviata alle scuole.

 

Ai Dirigenti Scolastici

Ai Consigli d’Istituto

Ai Collegi dei Docenti

Alle R.S.U.

OGGETTO: iscrizioni anno scolastico 2007/2008.

Buon Anno!!!

Siamo ancora a scriverLe, oltre che per augurare a Lei e a tutti gli Operatori della scuola un buon inizio e una miglior fine (d’anno) anche per sottolineare l’importanza del momento delle iscrizioni per le famiglie della nostra provincia.

Come già ricordato nella lettera di fine agosto 2006, in questi anni ci siamo permessi, pensiamo rispettosamente e doverosamente, di segnalare ai Dirigenti Scolastici ed ai Docenti, come e quando, non a nostro avviso ma partendo dalla Carta Costituzionale, i diritti dei nostri figli, i nostri come genitori e di tutti come cittadini, sembravano essere penalizzati.

Si concludeva la precedente lettera osservando che, il mondo della scuola, ci sembrava essere in una fase interlocutoria. Il ministero, ritornato ad essere Ministero della Pubblica Istruzione, sembrava aver iniziato ad impugnare il “cacciavite”…

Un bel film di dieci anni fa che si intitola L'odio, si apre con una voce fuori campo che dice: «è la storia di uno che si butta da un palazzo di 50 piani. E ad ogni piano mormora: fino a qui tutto bene... fino a qui tutto bene... fino a qui tutto bene...».

Ci sono venute in mente queste frasi pensando a quello che sta succedendo alla scuola, come istituzione.


Si ricorda del famoso cacciavite?

Qualche mese dopo le elezioni, l’attuale governo ha votato una finanziaria che taglia sulla scuola quanto l’ex Ministro, Sig.ra Moratti.

Col senno di poi possiamo dirci che il Ministro Moratti forse è stata poco furba: se qualcuno le avesse sussurrato all'orecchio “non tagliare i docenti del tempo pieno, aumenta invece gli alunni per classe!” avrebbe ottenuto risultati maggiori.

L’attuale governo taglia in questo modo 50.000 docenti e pare che nessuno protesti.

Altro film: i politici che emettono circolari e declamano discorsi contro il bullismo, sono gli stessi che con la finanziaria lo favoriscono nei fatti: non crediamo occorra dedicare nemmeno mezza riga al nesso tra classi sovraffollate e diminuzione della qualità dell'insegnamento e della convivenza civile nelle scuole.

Il ministro Fioroni si “indigna” per l'esistenza dei bulli, ma aumentando il numero di alunni per classe e allo stesso tempo aumentare i finanziamenti alle scuole private, non ci appare serio.

Il Presidente Napolitano ha definito il bullismo calamità nazionale e la finanziaria che ha controfirmato che taglia i finanziamenti agli enti locali, che gestiscono gli edifici scolastici?

Ma le scuole che cadono a pezzi non sono una calamità?

E poi a che serve stigmatizzare l’episodio (odioso) riguardante un disabile maltrattato dai propri coetanei, quando nello stesso istante si progetta di tagliare le risorse per l’inserimento ed il sostegno agli alunni disabili?

«…È la storia di una società che sta precipitando e che mentre precipita si ripete per farsi coraggio: fino a qui tutto bene... fino a qui tutto bene... fino a qui tutto bene... il problema non è la caduta», concludeva il film, «ma l'atterraggio».


Un altro appassionato dibattito ha coinvolto la società italiana e, a nostro avviso, interessa anche la scuola ovvero la richiesta di diritti antichi, fondanti nelle democrazie occidentali, nei confronti di nuove forme di famiglia, sia etero che omosessuale.

E cioè la presa d’atto che in Italia, in Europa, nel mondo, la famiglia tradizionale composta da un uomo e da una donna che scelgono il vincolo del matrimonio, civile o religioso che sia, non è più la sola forma di vincolo affettivo stabile. Non si tratta di riconoscere un astratto modello di convivenza, un principio teorico, ma una prassi che vede, ad esempio, negli Stati Uniti crescere oltre il cinquanta per cento le unioni di coppie di fatto rispetto alle unioni matrimoniali tradizionali.

Questa è un’altra battaglia che discende dalla medesima cornice: la difesa della laicità dello Stato.

Il Papa difende la famiglia tradizionale minacciata a suo dire dal relativismo etico, come se l’allargamento dei diritti fosse un male e non invece l’unico modo per dare a tutti piena cittadinanza come impone la nostra Costituzione.


Ci auguravamo, come primo segnale di miglioramento, di vedere gli Istituti Scolastici della Provincia prestare maggiore attenzione agli alunni che non si avvalgono dell’I.R.C. anche attraverso proposte chiare e rese evidenti all’atto dell’iscrizione nel gennaio 2007, come avviene per i loro compagni che si avvalgono. E, notiamo, la circolare ministeriale sulle iscrizioni è quasi indistinguibile da quella di un anno fa.

Scrivevamo, parafrasando il reverendo King (ce ne scusiamo, non è nostra intenzione essere irriverenti): We have a dream…*


Ci piacerebbe ricevere una Vostra nota, un documento, uno scritto che ci possa confortare o confutare…

Sappiamo che alcuni Dirigenti fanno fatica a considerarci come interlocutori: eppure siamo una Associazione Culturale presente ormai da diversi anni sul nostro territorio, con collegamenti in ambito nazionale e membri del Comitato Genitori Democratici (CGD) e, come sottolineava anche la legge Moratti, tutt’ora attiva nella scuola, dovrebbe essere fondamentale costruire insieme, ognuno nel proprio ambito e rispettando le diverse competenze, parte del progetto educativo dei nostri figli. Altrimenti ci pare che tutto diventi retorica e che il sottolineare “L’importanza che la scuola sia aperta al territorio” sia inteso come solo “un certo territorio”.


Ringraziando per l'attenzione, l'associazione culturale Scuola e Diritti augura un buon inizio d’anno a tutti gli operatori ed utenti della scuola pubblica e Vi riconferma che We have a dream…

Distinti saluti.

 

segreteria di Scuola e Diritti

(da 'l Gazetin, febbraio 2007)

 

* We have a dream… non assisteremo più a:

  • mancata organizzazione delle attività previste dal modulo ministeriale e scelte dai genitori;

  • tentativi di convincere i genitori a cambiare la scelta espressa;

  • pressioni verso i genitori, soprattutto extracomunitari, al fine di far frequentare l’I.R.C. ai figli;

  • impedimento a cambiare la scelta da un anno all’altro;

  • collocazioni orarie dell’IRC che impediscono di usufruire della possibilità di uscita dalla scuola, in particolare nella scuola dell’infanzia e primaria;

  • svolgimento di atti di culto in orario scolastico.


 
 
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