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Nemo sulla manifestazione del centro-destra contro la finanziaria
23 Dicembre 2006
 

Questo contributo di Nemo era giunto in redazione a ridosso della manifestazione che commenta, e più precisamente il giorno 4 dicembre. Purtroppo, a causa dell'ingente quantità di materiali che quotidianamente perviene e le altrettanto numerose palpitanti questioni d'attualità di quel periodo, è finito dimenticato nel box della posta anziché collocato in evidenza per la pubblicazione. Scusandoci con l'autore, che legittimamente si chiede il motivo di questa omissione, lo pubblichiamo oggi ritenendo che il distacco dell'attualità (con la Finanziaria approvata giusto l'altro giorno) non faccia perdere validità e utilità alle considerazioni che vi vengono svolte. (Es)

 

 

Sulla manifestazione del 2 dicembre

 

Quota periscopio…

il biondoTevere…

I pini di Roma rabbrividiscono…

le scaglie stridono

contro il guscio…

 

Il Belpaese… si può ancora chiamarlo così, anche se ironicamente? Ma l’ironia ha ancora diritto di cittadinanza?

Ormai i segni di un futuro livido, plumbeo si fanno sempre più evidenti: il populismo che da tempo pervade il paese sta raggiungendo l’ultima sua fase, oltre, forse… Mordor,(1) le lande desolate del totalitarismo.

Le dittature totalitarie che hanno oppresso l’Europa nel secolo scorso sono state precedute, sempre, da fenomeni di populismo che hanno fatto da levatrice al serpente.

E quale spettacolo più evidente di ciò se non la grande manifestazione condotta, sabato 2 dicembre, da Lui, il leader, la guida (che in tedesco si dice Fürher e in italiano duce, ma, forse il duce non è Lui, sarà, probabilmente, quello che gli sta a fianco), Lui è l’Uomo della Provvidenza, l’Opportunista Massimo(2) colui che ha creato a sua immagine e somiglianza il populismo italiano. E lo ha fatto raccogliendo:

  • masse, ormai orfane, di persone tendenzialmente frustrate, di livello culturale, purtroppo, limitato (e qui la colpa è della scuola che non è mai stata una vera scuola della Costituzione)(3) con il solo desiderio di consumare, masse un pochino egoiste, un pochino razziste,

  • privilegiati con il desiderio di continuare ad esserlo,

  • moltitudini di giovani, allevati con le banalità delle Sue televisioni, bellini, azzimati, abbronzati, ben agghindati ma piuttosto vuoti, spinti da un solo desiderio: arricchirsi per essere bellini, azzimati, abbronzati, ben agghindati.

Tutto ciò era reso evidente dalle interviste a:

  • persone, non certo della borghesia imprenditoriale, anzi, provenienti dal sud che parlavano di Lui come qualche anno fa altri loro compaesani parlavano dell’altro Lui «…è cussì bello, me lo sposserei»,

  • signore di mezz’età, nei loro abiti eleganti ma non vistosi, seri, certamente ceto medio o commercianti del nord, che però trasgredivano con risatine contenute, molto educate, dicendo che l’avversario di Lui «…ha il pisello piccolo, uh, uh, uh!»,

  • giovani studentesse, carine, pulitine, contenutine che, alle domande del giornalista, non sapevano cosa rispondere e dicevano «…non so, faccio solo la studentessa …sono qui perché sono contro…». Lo si poteva notare, inoltre:

  • dai capannelli di ragazzi e ragazze dei Club Giovani, bellini, azzimati, abbronzati, ben agghindati come i loro, leggeri, eroi della TV,

  • dai ragazzetti, crapa pelata, di nero vestiti, con i loro gagliardetti nero-tricolore che passando vicino al giornalista dicevano «Duce, duce…»,

  • dalla piazza trasformata in discoteca di Quarto Oggiaro, con la stessa orchestra che suona nelle Sue TV, ad un volume così alto che il dibattito condotto dal giornalista con i vari esponenti politici non poteva proseguire… le idee, anche le loro, in fondo non sono poi così importanti, è meglio una testa leggera!

E le bandiere! Una ad ognuno, ma quanto ha speso? Eh, i soldi!

Ma poi, il discorso…

Libertà, Libertà, Libertà!

Libertà per tutti, difendere la libertà anche di uno solo! (Entusiasticamente d’accordo, lo diciamo sempre anche nel Nautilus!!!)

Ma poi dice… Noi non guardiamo alle nostre spalle, guardiamo al futuro continuando sulla strada delle nostre tradizioni (quali e di chi?).

Siamo laici e vogliamo un paese cattolico (…e quell’unica persona se cattolica non è?).

Difendiamo le famiglie unite nel matrimonio e fatte da un uomo ed una donna (…e quelli che non sono sposati ma hanno sviluppato un progetto di vita ed hanno anche figli, non sono famiglie? E se due persone dello stesso sesso si sentono attratti, naturalmente, mica scelgono loro di essere così, e creano un progetto di vita, cosa sono? Devono essere annullati perché non corrispondenti al modello?).

Il profitto e l’impresa non sono un delitto ed è giusto garantire libertà d’intraprendere a chi vuole rischiare e così facendo arricchire la nazione (…ma questa libertà deve conciliarsi con quella degli altri cittadini che forniscono la mente e le braccia, o no?).

Vogliamo che nel paese possano emergere i migliori, coloro che con il loro impegno e dedizione migliorano se stessi ed il paese (…e perché no, ma applicando fermamente ciò che vi è scritto nella Costituzione all’art. 3, la Repubblica deve veramente rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che possono limitare qualcuno rispetto ad altri, era questo che veniva attuato dalla riforma Moratti? O la solita storia del Belpaese dove il figlio del farmacista farà il farmacista e il figlio del muratore il muratore?).

Noi siamo liberali, per cinque anni abbiamo dato il primo governo liberale al paese (ma quali liberali, i liberali erano altra cosa, ne sono rimasti pochini, le idee liberali insieme a quelle di altre forze libertarie, una parte delle quali già annullate dai sogni riformisti del socialismo ottocentesco, furono spazzate via dal fascismo e dall’accordo tra la chiesa bianca e la chiesa rossa del dopoguerra; prescindendo dal giudizio sui liberali storici, in ogni caso i liberali si impegnavano un po’ di più nel difendere la laicità dello stato, o no?)

E gli altri? I Suoi avversari?

Boh… abbioccati, impastati, intrappolati, impediti, operosamente persi nell’intestino labirintico della tenia finanziaria, loro devono rimettere in sesto economicamente il Belpaese, per riconsegnarglielo in pareggio, Lui qualche ragione ce l’ha, un po’ comunisti lo sono proprio, per lo meno marxisti, tutti persi nell’economia, nella diatriba tra strutture e sovrastrutture!

Ma, porca l’oca (e mi scusi l’oca), non potevano dedicarsi alla ricerca del buco del c..o della tenia finanziaria subito dopo aver dato un bel segnale promuovendo veramente la libertà, quella vera, quella dei diritti …magari due o tre cosine poco costose e rapide da farsi, ad esempio: 1. abolire la riforma Moratti nelle scuole, che è ancora lì a far danni, invece no il fico fiorone dice che è un anno ponte, sì il ponte delle nebbie; 2. dare diritti alle famiglie di fatto e alle persone che decidono di condividere la loro vita, siano essi gay, fratello e sorella, amici, ecc. non chiamateli Pacs chiamateli Mario ma fatelo; 3. riconoscere il testamento biologico: potrò liberamente decidere di non essere sottoposto ad accanimento terapeutico alla fine dei miei giorni!

E invece no, impastati, ricattati da due o tre agenti d’oltretevere che fanno le bizze e gli interessi di una delle poche monarchie assolute sopravvissute sul pianeta, impegnati nella loro speleologia monomaniacale marxiana nelle viscere della tenia finanziaria perdono il contatto con la realtà di superficie e perdono la fiducia degli elettori che li hanno incaricati di dare una prospettiva positiva, di vita, al Belpaese che, lentamente, affonda come una balena ferita verso il buio e l’oscurità.

Last but not least, che ci faceva Della Vedova in quel contesto?

Come può un liberale starsene tranquillo ad ascoltare e a vedere tutto ciò?

 

immersione,

accompagniamo

mestamente

la discesa.

e l’uovo è sempre più sottile

e diafano,

un’ombra scagliosa,

al suo interno,

imperiosamente si agita.

 

Nemo

 

 

(1) Mordor è uno dei reami fantastici della Terra di Mezzo, creato da J.R.R. Tolkien nel suo Signore degli Anelli. È il paese di Sauron, ed è una terra tetra, circondata da scurissime montagne, sempre coperta da nuvole e abitata da tutti i servi dell'Oscuro Signore, è una buona metafora dell’atmosfera che si respira in un regime totalitario, dove è bandito ogni rispetto per la persona, dove la parola libertà non ha più alcun valore.

(2) Opportunismo, carattere che con l’ignavia, è stato spesso criticato agli abitanti del Belpaese, forse a ragione ma sicuramente causato dai troppi padroni stranieri che il paese ha dovuto sopportare a lungo. E pensare che di queste servitù a volte ne andiamo addirittura fieri: quante volte abbiamo sentito gente del nord vantarsi della servitù austroungarica come prova della propria buona volontà in contrapposizione alla presunta poca voglia di fare delle popolazioni del sud. Tale opportunismo è poi stato notevolmente incrementato dal periodo della dittatura fascista che, come ben ricordano molti che l’hanno vissuta, ha pesantemente avvelenato le coscienze dei sudditi, ricordiamo, ad esempio, che solo 12 docenti universitari su 1.250 rifiutarono il giuramento di fedeltà al regime fascista, perdendo nello stesso tempo la cattedra e la libertà.

(3) Eh sì, la scuola, tasto dolente! Quando mai è stata veramente la scuola della Repubblica, una scuola che incarnasse i valori costituzionali. Dopo il fascismo, invece di rinnovarsi e formare il cittadino sui valori condivisi presenti nella Costituzione ha continuato tranquillamente il suo tran tran, istruendo più che educando, con le sue molte (non tutte) maestrine dalla piuma rossa che ci sono andate più per portare a casa un altro stipendio, piccole impiegate-casalinghe, che per, con il loro entusiasmo, rendere curiosi, sensibili alla cultura i loro alunni, cittadini in formazione, e la cosa continua così, fondamentalmente, anche oggi, anzi sembra quasi che l’educazione sia sempre più compito di agenzie esterne alla scuola, di più, spesso la scuola fa da supporto a queste agenzie e rinuncia a svolgere il compito importantissimo che le è affidato dalla Costituzione.

Dove, in quale scuola i giovani incontrano la Costituzione? Dove, in quale scuola, i giovani incontrano i temi dell’Illuminismo, vere radici delle moderne società democratiche? Dove, in quale scuola i valori condivisi sono pienamente vissuti? Spesso, ad esempio, la diversità è vissuta come problema e non come ricchezza, spesso la scuola, che dovrebbe essere mediatrice tra le culture, è baluardo di posizioni presunte maggioritarie, rinnegando palesemente una serie di articoli della Carta Costituzionale, a cominciare dall’art. 3.


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