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Donatella Valente. “Salviamo il Parco dei Paduli”
22 Giugno 2012
 

Il Mega Eolico. Dieci torri da 70 metri l’una: per il TAR di Lecce si può fare. Gli ambientalisti non ci stanno e promettono ricorsi a Consiglio di Stato e Corte di Giustizia Europea…

 

 

Accolto il ricorso della società interessata alla realizzazione di un mega impianto eolico industriale da realizzarsi nel “Parco naturale dei Paduli-Foresta Belvedere”.

È proprio in questo meraviglioso angolo del Salento infatti che potrebbe sorgere il mega impianto eolico di 10 aerogeneratori alti più di 70 metri, in grado di produrre energia elettrica con una potenza complessiva di 20 MW, dopo che il Tar di Lecce ha espresso parere positivo alla sua realizzazione accogliendo il ricorso della ditta eolica interessata alla realizzazione dell'impianto. Non basta produrre energia pulita per essere promossi sul fronte dell'ambiente. Pulita ma a scapito di cosa? Dell'intregrità di posti unici dal punto di vista paesaggistico-ambientale? Unica è infatti la zona oggetto dell'intervento, compresa tra i Comuni di Miggiano e Nociglia, Ruffano, Montesano, Supersano, Specchia, Taurisano, San Cassiano, Botrugno, Scorrano, Poggiardo, Surano, Spongano, ecc., nota con il nome di “Paduli” che conta su una superficie di 5.500 ha quasi totalmente destinati a oliveti e attraversata da una fitta rete di sentieri e canali.

L'altissimo valore ambientale, storico e paesaggistico del “Parco naturale dei Paduli-Foresta Belvedere”, è riconosciuto e tutelato dagli appositi strumenti istituzionali tanto a livello provinciale che regionale. Nel PTCP, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, del 2008, infatti, la Provincia di Lecce ha ipotizzato l'istituzione del “Salento come parco” e ha individuato l'area dei “Paduli” come la “casa”, il “cuore” del Salento, un grande parco culturale e naturale con elementi di forte tipicità ed interesse; una vera e propria “Stanza del parco”, ovvero la «parte del territorio fortemente connotata, tanto da dar luogo a specifici ambienti naturali e artificiali fortemente radicati nella cultura locale». In aggiunta, nel PPTR, Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, la Regione Puglia riconosce l'importanza storica, naturale e paesaggistica dell'area Parco Paduli, quale “patrimonio territoriale collettivo”, di elevato pregio naturalistico-ambientale, da promuovere a parco regionale.

Il coro dei “no”. In ragione della tutela e della salvaguardia di questo incontaminato e fragile territorio si è alzato un accorato coro di “no” da più parti; pochi mesi fa persone provenienti dai più diversi luoghi del sud della Puglia si sono date appuntamento nel Comune di Supersano per gridare la loro unanime opposizione ad un'opera che potrebbe minare in maniera irreversibile la salubrità dei luoghi appartenenti al Parco dei Paduli. La stessa Regione Puglia aveva poi espresso parere sfavorevole alla compatibilità del progetto in virtù della presenza di estesi e pregiatissimi uliveti nella zona del comune di Miggiano.

I motivi del disappunto. Il mega impianto eolico, vero e proprio impianto industriale, dovrebbe essere ubicato in un'area finora molto ben conservata del nostro territorio. L'oggettivo dissenso alla sua realizzazione riguarda in primo luogo il fatto che l'area interessata dal progetto è stata dichiarata “Parco Paduli” ed è divenuta così oggetto di tutela dalle “Linee Guida in materia di installazione di impianti di energia rinnovabile” contenute nel Regolamento Regionale n. 24 del 30 dicembre 2010, entrato in vigore il 1° gennaio 2011, che impediscono la presenza di tali installazioni. Non di secondaria importanza è, inoltre, la difesa dei maestosi ulivi, patrimonio di indiscutibile valore naturalistico della zona, veri e propri roccaforti che da secoli identificano e caratterizzano il territorio a cui appartengono, tutelati da leggi nazionali e regionali, come la L.R. n. 14 del 2007, il cui possibile espianto-trapianto previsto dal progetto potrebbe minare in maniera significativa la sopravvivenza stessa delle piante, così come la configurazione dell'intera zona.

 

QUANTE SPECIE A RISCHIO!

 

È stato, poi, ampiamente e scientificamente dimostrato come gli impianti eolici producano seri effetti negativi sulle biocenosi e in particolare sugli uccelli e sui chirotteri. Tali effetti consistono essenzialmente in due tipologie d'intervento:

- diretto, dovuto alla collisione degli animali con parti dell'impianto, in particolare il rotore;

- indiretto, dovuto all'aumento del disturbo antropico con conseguente allontanamento e/o scomparsa degli individui, modificazione di ambienti (aree di riproduzione e di alimentazione), frammentazione degli habitat e delle popolazioni, ecc.

Entrambi gli effetti riguardano un ampio spettro di specie, dai piccoli passeriformi ai grandi veleggiatori (cicogne, rapaci, aironi, ecc.), ai chirotteri, agli invertebrati, ecc. In molti casi le specie più esposte agli effetti negativi causati dagli impianti eolici, risultano già minacciate da altri fattori derivanti dalle attività dell'uomo. È evidente che la misurazione della mortalità dà valori molto approssimati per difetto. Infatti molte carcasse non vengono ritrovate in quanto possono essere spostate e divorate da altri animali quali topi, volpi o cani randagi. Per quanto riguarda la perdita di habitat e gli effetti sulla densità delle specie è stato calcolato che gli impatti indiretti determinano una riduzione della densità di alcune specie di uccelli, nell'area circostante gli aerogeneratori, fino ad una distanza di 500 metri anche se altri autori hanno rilevato effetti di disturbo fino a 800 metri ed una riduzione degli uccelli presenti in migrazione o in svernamento.

L'area dei Paduli è un ecosistema di spiccata naturalità poiché ricco di biodiversità e di specie della flora e della fauna molto rare e per questo protette. È il caso ad esempio delle Cicogne bianche (Ciconia ciconia) e nere (Ciconia nigra), l'Aquila minore (Hieraaetus pennatus), numerose specie di aironi, i Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) protetti dalla Direttiva europea Uccelli 79/409/CEE, il grande serpente Cervone, il Rospo smeraldino (Bufo viridis), la Raganella e il Tritone italico (Triturus italicus), protetti dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE. Tra le specie vegetali rarissime si può citare il Salicone (Salix caprea), presente negli uliveti e seminativi acquitrinosi nei dintorni di Miggiano, unica stazione ad oggi nella Puglia meridionale protetto dalla stessa Direttiva Habitat 92/43/CEE e il Frassino meridionale (Fraxinus angustifolia), ormai in pochissimi esemplari, lì ancora diffusi e per questo gli habitat di questa specie, quale i Paduli salentini appunto, sono protetti espressamente dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE.

 

CONSEGUENZE ANCHE SULL'UOMO

 

L'installazione di mega turbine eoliche, inoltre, può determinare inquinamento acustico, visivo ed elettromagnetico con conseguenze significative su chi lavora ogni giorno nei propri terreni agricoli, ma anche su chi abita le ormai numerose masserie presenti nella zona dei paduli o nei centri abitati limitrofi. Altra importante conseguenza dell'inquinamento visivo provocato da queste mega installazione è l'interdizione dell'area a divenire uno dei “Parchi delle Stelle” italiani, per lo studio dell'astronomia, parchi a basso inquinamento luminoso: l'intera zona, infatti, è già teatro di importanti studi astronomici proprio in virtù del bassissimo inquinamento luminoso che permette una tersa visione del cielo stellato.

Ovviamente resta viva la protesta delle associazioni ambientaliste: dal Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino di Maglie al Forum Ambiente e Salute del Grande Salento e al Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi. Tutti promettono battaglia per la salvaguardie dei Paduli. E, ne siamo certi, il pronunciamento del TAR non sarà l'ultimo atto di questa storia. Già preannunciati, infatti, ricorsi al Consiglio di Stato e Corte di Giustizia Europea.

 

Donatella Valente

(da il Gallo, 2-15 giugno 2012)


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