Venerdì , 17 Novembre 2017
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Scuola > Laboratorio
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Scrittura introspettiva per immagini – 3. Suicidio per amore
Fragonard,
Fragonard, 'Il bacio furtivo' 
04 Agosto 2009
 

Suicidio per amore


Era un freddo pomeriggio di ottobre, Izga era appena tornata a casa e la stanchezza si faceva sentire sul suo corpo. Dopo una giornata molto stressante, avrebbe voluto sdraiarsi sul letto e lasciarsi avvolgere da un dolce sonno, ma qualcosa distolse i suoi pensieri. Incuriosita dal fruscio appena percepito, uscì di casa, anche se con timore, e vide che un alito di vento stava catturando le foglie secche ormai cadute, che avevano sopportato la primavera e l’estate. Il cielo aveva qualcosa di strano, ma nello stesso tempo era meraviglioso. Le nuvole erano bianchissime e pure come la neve; tutte bombate e soffici, sembravano l’abito di una sposa. Le tonalità dell’atmosfera variavano da colori candidi ad altri sgargianti e forti. Nell’aria si spargeva un profumo intenso di caldarroste e a Izga vennero in mente i tempi felici trascorsi con suo marito.

La principessa viveva in un castello imponente accanto al fiume.

Aveva tutto ciò che una donna potrebbe desiderare, ma le mancava la cosa più importante: l’amore.

Suo marito era morto in guerra e da quel giorno il tempo per lei si era fermato; non esistevano più la notte e il giorno, il sole e la pioggia. Dentro il suo cuore albergavano solo sentimenti di amarezza e di rimpianto per tutto ciò che aveva perduto. Per colmare il vuoto della sua solitudine, trascorreva le notti in compagnia di molti cavalieri per poi mandarli via, poiché nessuno riusciva ad amarla come l’aveva amata suo marito. Grazie alla sua sensualità e alla sua bellezza, catturava come prede molti giovani, poiché nessuno poteva resistere al suo amore. Organizzava feste sfarzose nelle quali venivano serviti cibi e bevande di vario genere, e per l’occasione, le piaceva indossare abiti lussuosi di raso, di seta e di merletti preziosi .

Vi erano suonatori, danzatori e spettacoli di ogni tipo ma nulla la consolava, poiché il pensiero di suo marito non l’abbandonava mai.

Il ricordo delle corse che facevano felici intorno al castello e i grandi galà, che meravigliavano le persone del tempo, turbavano incessantemente i suoi sogni.

Alla fine di ogni festa, Izga invitava i giovani nella sua deliziosa camera da letto, addobbata con un telo rosso appeso alle pareti e con un gran letto ricoperto con lenzuola bianche, interamente ricamate.

La camera era arricchita da un grande tappeto molto pregiato, che aveva comprato insieme a suo marito durante un viaggio.

Io sono la principessa Izga

dell’Ilstein, vieni nel mio castello,

felice là sarai. Nelle mie bianche

braccia, sopra il mio bianco

petto, posar devi e sognare

d’ogni folla il diletto”.

Così cantava… Una mattina, dopo aver congedato il cavaliere con il quale aveva trascorso la notte, si sentì profondamente triste, e, ripensando al suo povero marito, decise di trovare una soluzione al suo dolore.

Nell’aria c’era un’atmosfera magica; nel cielo si delineavano ampi spazi che, quasi argentei vicino al suolo, diventavano, via via che si saliva, di un colore tra il celeste e un azzurro intenso, mentre una forza sovrumana faceva apparire a tratti miriadi di brillantini, simili a confetti dai mille colori.

Quel momento fu rapido, ma sublime e surreale.

Izga si affacciò alla finestra, agguantò un coltello e nella magica frenesia di quel momento si uccise.

Così sarò per sempre con mio marito, – sussurrò sul suolo gelido, su quel tappeto intriso di ricordi e piano piano si spense per amore.


La poesia è lo strumento con cui il poeta ci fa immedesimare nei suoi pensieri e ci spinge a fantasticare.

 

Ilse


Io son la principessa

Ilse, dell’Ilsestein;

vieni nel mio castello,

felice là sarai.

Voglio il tuo capo aspergere

con le mie fonti pure;

i tuoi dolor disperdere,

o uom di troppe cure.

Nelle mie bianche braccia,

sopra il mio bianco petto,

posar devi e sognare

d’ogni fola il diletto.

Baciarti e amarti voglio

Con quello stesso ardore

Come Enrico ho baciato,

il morto imperatore.

E stiano morti i morti,

e sol vive il vivente;

io sono bella e florida,

freme il mio cuor ridente.

Scendi nel mio castello

di vetro; cavalieri

e fanciulle ivi danzano

tra uno stuol di scudieri.

E frusciano gli strascichi,

tintinnano gli sproni,

e i nani tambureggiano

tra lieti canti e suoni.

Ti avvincerà il mio braccio,

che a Enrico si posò

Sopra l’orecchio quando,

fuor la tromba suonò.

 

Questa poesia, tratta dal Libro dei Canti di Heinrich Heine (poeta tedesco 1797-1856), parla di una principessa; “Ilse” è il suo nome, ma in realtà è un fiume, che illude i suoi amanti invitandoli al suo castello e promettendo loro amore e felicità che mai darà. Sono presenti in essa elementi fantastici, fiabeschi e gotici.

Il castello è un elemento gotico-fiabesco che insieme al tema della morte contorna la poesia di una magica e lugubre atmosfera. Soggetti fantastici sono i nani e le streghe, che con i loro incantesimi inducono ad azioni irreali gli esseri umani.

Abitano il castello scudieri, cavalieri e dame, che danno una nota di allegria ma forte è il tema: amore–morte. Ilse attira e cattura con il suo bell’aspetto baldi giovani e, dopo una notte d’amore, li lascia perché in cuor suo vive ancora l’unica persona che ha veramente amato: il re Furici I, morto tra le sue braccia.


Il tema amore-morte della poesia e i quadri di seguito riportati mi hanno suggerito il racconto che vi abbiamo proposto:

Francesco Podesti, I novellatori del Decameron, 1851ca; olio su tela. Treviso, Museo Civico

Vincenzo Cabianca, I novellieri fiorentini del secolo XIV, 1860; olio su tela. Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti

Jean-Honorè Fragonard, Il bacio furtivo, 1788 c.; olio su tela, m 0,45 x 0,55. San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage

John Everett Millais, Ofelia, 1852; olio su tela, cm 76 x 112. Londra, Tate Gallery


Ambra Banelli



Suicidio per amore fa parte della sezione “Racconti introspettivi per immagini” presente nel libro Sapere per Creare a cura di Anna Lanzetta (Morgana Edizioni, 2008)


Articoli correlati

 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
ISRAELE NELL'UNIONE EUROPEA. Cosa ne pensi?

Sono d'accordo. Facciamolo!
 62.5%
Non so.
 1.1%
Non sono d'accordo.
 36.4%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy