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Ezio Maifrè. Enogastronomia nel Tiranese e dintorni
11 Ottobre 2008
 

Alcuni decenni fa pochi avrebbero pensato che la enogastronomia del Tiranese e dintorni, e in particolare quella delle nostre valli molto povere, potesse essere oggetto di interesse culturale e economico di zona.

L’ingegno dei nostri avi era teso alla sopravvivenza in un territorio dove le poche materie prime di base componevano piatti essenziali per il sostentamento della popolazione. Oggi le cose stanno cambiando e i cibi dettati dalla povertà della montagna o addirittura rifiutati dalla generazione dei sessantenni del giorno d’oggi a causa di un ricordo di povertà, di stenti e difficoltà sofferte e di desiderio di emancipazione si stanno creando uno spazio importante. Ora la enogastronomia è diventata cultura.

Chi visita un territorio cerca volentieri, oggi molto più di una volta, la conoscenza di quel che si mangia e si beve, vuole scoprire il territorio nella sua originale creatività; ha voglia del buon gusto antico, di udire suoni e parlata locale. Si è capito che la conoscenza di ciò che si mangia è essenziale e spesso alimenta la voglia di vivere una vita sana e gioiosa. Insomma, ciò che prima era ritenuto nella nostra realtà valligiana cucina povera e da abbandonare, ora la si cerca e la si rivaluta con fantasia e creatività.

Ecco dunque il “miracolo”! Il chisciöl, piatto tipico del Tiranese, la Frìtula di Villa e Bianzone, la tùrta de S. Pédru, i pizzòcher, i sciàt dé Barfìi, la pulénta taràgna del territorio tiranese, li fritèli de pùm di Villa di Tirano, la pestéda, la cupèta e le manfrìgule gustose specialità di Grosio, il miele, i deliziosi frutti di bosco con i sciroppi, le torte di noci, ‘l pàn de ségal, la brisàula, ‘l furmàcc de casèra, accompagnati dai deliziosi e profumati vini prodotti dai vigneti terrazzati da Bianzone a Tirano dalle case vinicole Donchi Sergio, Zanolari Marcel, Cantine di Villa, Triacca di Villa, De Giovanni Marco, Gianluigi Rumo, Conti Sertoli Salis, Fruviver, Plozza, Triacca di Brusio ora sembrano salire giustamente in Paradiso.

Purtroppo pensare di riprendere interamente i gusti e i piatti inventati dai nostri avi è cosa poco probabile in quanto molti ingredienti sono scomparsi e non più prodotti in valle. Le vecchie ricette sono state in parte dimenticate e modificate secondo le esigenze e le possibilità economiche della gente e si sono adeguate ai gusti del momento. Come per le parlate dialettali, il cui linguaggio si è modificato e continuamente continua ad evolversi e ci si accontenta di raccogliere ciò che fino ad ora è giunto a noi, così deve essere fatto anche per la gastronomia tradizionale.

Occorre almeno codificare le ricette che noi abbiano ereditato dai nostri vecchi cercando però di non snaturare la tipicità della tradizione; è un lavoro arduo che a volte contrasta con il gusto e l’aspetto della ristorazione popolare di oggi.

A questo scopo è nata una associazione denominata “Confraternita del chisciöl e dei vini del tiranese” che ha l’obiettivo primario di valorizzare l’enogatronomia locale, dando ampio spazio a Ristoratori e ai Produttori di vini affinché con il loro lavoro e la loro professionalità possano far emergere gli antichi cibi del passato, unitamente alla buona volontà di produrre localmente gli ingredienti principali che compongono i cibi caratteristici della nostra zona. Il territorio tiranese con i suoi dintorni ha ora una carta vincente in mano: Tirano è ora “Città Slow”, il trenino rosso del Bernina è stato iscritto nelle liste dell’Unesco-patrimonio della Umanità.

Coloro che giungono nel nostro grazioso territorio, ora più che mai, si aspettano di trovare, tra arte e terra di storia, anche una buona cucina attraverso i prodotti della nostra terra.

È noto che il piacere di una buona tavola rallegra lo spirito e esalta gli animi a ritornare in zona e “il buon ricordo” è il miglior biglietto da visita per il nostro territorio.

 

Ezio Maifrè

Vicepresidente della Confraternita del chisciöl e dei vini del Tiranese

(per 'l Gazetin, ottobre 2008)

 

 

Per maggiori informazioni: www.confraternitadelchisciol.com


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