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Luca Vitali. Il pc in un Centro Diurno per persone disabili 
Esperienza di educazione ai media. 2
La copertina dell
La copertina dell'ultimo numero del Giornalino 
23 Febbraio 2012
 

L’attività culturale

 

Il percorso che descriverò si colloca in un’area temporale di circa 5 anni,dal 1997 al 2002, all’interno di un servizio diurno per ragazzi disabili gravi (allora si chiamava ancora Centro Socio-Educativo) situato a Nuova Olonio, in provincia di Sondrio. Questo servizio accoglie tutt’ora 30 ragazzi con varie tipologie di disabilità (intellettive, sensoriali, motorie e plurime). La strutturazione giornaliera delle attività prevede il coinvolgimento dei ragazzi a gruppi di 6/7 in laboratori programmati all’inizio dell’anno formativo, per consentire loro di mantenere o sviluppare per quanto possibile le autonomie e le abilità personali e sociali.

 

Il laboratorio delle attività culturali è da molti anni l’attività di riferimento per un gruppo di ragazzi che possiedono in modo grossolano alcune capacità di derivazione scolastica: lettura, scrittura, disegno, abilità logiche. Questi sono da sempre stati coinvolti nella realizzazione del Giornalino, prodotto in modo tradizionale ma con alcuni accorgimenti per consentire la maggior autonomia possibile ai ragazzi nelle varie fasi: dalla scrittura all’incollaggio di disegni e foto, dalla fotocopiatura alla fascicolazione, graffettatura e inserimento dei bordini in plastica, dalla scrittura degli indirizzi alla spedizione dei giornalini e alla loro vendita alla mostra mercato annuale. Nel giornalino i ragazzi scrivono avvenimenti, interviste, curiosità e tutto quello che riguarda la vita quotidiana al CSE.

 

Il giornalino al PC

 

Quando nel 1997 sono arrivati nell’attività i PC (che costavano un capitale ed erano dotati del nuovo Windows 95), l’obiettivo principale è stato quello di far familiarizzare i ragazzi gradualmente ed in modo divertente con i nomi e le funzioni principali della macchina: monitor, tastiera, mouse, lettore cd, lettore floppy, microfono, stampante. Contemporaneamente si sono cercate soluzioni hardware e software adeguate affinché il computer potesse essere utilizzato per la scrittura del giornalino da tutti quei ragazzi che avevano capacità intellettive sufficienti ma che fino ad allora non avevano potuto contribuire. Su un PC è stata installata una sintesi vocale e un copritastiera: in questo modo una ragazza non vedente ha potuto venir istruita a trovare e premere la lettera giusta sulla tastiera mentre il computer le rimandava vocalmente, tramite le casse acustiche e la scheda audio, il tasto premuto. È stato installato un software di controllo vocale per poter addestrare un ragazzo a comandare il computer tramite la propria voce. In questa fase il prodotto finale dell’attività restava sempre e solo la produzione semestrale del giornalino ma, grazie al PC, la sua realizzazione non era più riservata solo ai poche che sapevano usare la matita, ma ad un numero molto maggiore di ragazzi.

 

Gran parte del tempo nell’attività veniva dedicato dall’Educatore all’insegnamento elementare del PC, limitatamente alle funzioni necessarie, semplici, ripetitive ed essenziali alla produzione degli articoli per il giornalino, come ad esempio:

 

  • accensione e spegnimento

  • apertura, salvataggio,stampa, chiusura file

  • personalizzazione del software e del sistema operativo (mediante tasti di scelta rapida, tasti freccia…)

  • utilizzo corretto e semplificato della tastiera

  • revisione della correttezza del testo scritto.

 

Il giornalino prodotto al PC assumeva un aspetto via via più gradevole, era di più facile lettura, gli errori ortografici potevano venir individuati e corretti prima della stampa, con aumento dell’autostima da parte dei ragazzi. Inoltre i ragazzi erano contenti e si vantavano presso i familiari e i parenti di saper utilizzare il computer.

 

Dopo un paio di anni coloro che cominciavano ad avere maggior dimestichezza con il PC e ne avevano la possibilità a livello motorio (utilizzo della mano, coordinazione oculo-manuale, manualità fine sviluppata ecc.) impararono gradualmente ad utilizzare il mouse e a capire il significato logico del suo utilizzo (se porto la freccia su questo bottone e faccio click succede questa cosa). Le funzioni utilizzate erano essenzialmente:

 

  • impugnare correttamente il mouse

  • spostare il mouse sul tappetino e osservare la freccia che si muove

  • capire il nesso tra il movimento del mouse e il movimento della freccia sullo schermo

  • riuscire a portare la freccia in una zona dello schermo

  • iniziare a capire il significato di alcuni pulsanti

  • memorizzare l’icona associata ai principali eventi ( salva, stampa, chiudi…)

  • imparare a fare click , rilasciare il tasto e capire cosa accade

  • imparare a fare doppio click in corrispondenza di un pulsante e capire cosa accade

  • imparare a tener premuto il tasto e trascinare un oggetto sul desktop

  • selezionare del testo.

 

La parte grafica del giornalino veniva ancora fatta in modo tradizionale, incollando alle pagine stampate il disegno o la fotografia e poi facendo le fotocopie. Ad un certo momento però arrivò un attrezzo misterioso che iniziò a rivoluzionare il nostro modo di lavorare e che all’inizio suscitò stupore e ammirazione: infatti mettendo una foto o un disegno fatto dai ragazzi dentro questa macchina e schiacciando un tasto… ci si ritrovava la foto dentro al computer. Grazie allo scanner si iniziò a fare collezioni di fotografie dentro al PC: foto storiche del CSE, foto di famiglia, foto di gite, occasioni speciali. Il giornalino digitale poteva ora contenere testo e foto insieme.

 

Oltre il giornalino

 

Dopo che i ragazzi dell’attività cominciarono a capire il funzionamento e l’utilizzo del PC ci venne in mente l’idea di creare assieme un prodotto multimediale, nel quale far confluire tutte le esperienze apprese, sfruttando contemporaneamente gli interessi personali e le inclinazioni dei ragazzi: l’interesse per la musica, le foto, la scrittura, il parlare al microfono.

Innanzitutto definimmo un tema portante che facesse da filo conduttore per il nostro lavoro e che servisse anche per creare il consueto giornalino di Natale: come vivevano i genitori durante il periodo di Natale? Più in generale si trattava di coinvolgere i genitori dei ragazzi per avere informazioni su tradizioni, giochi, canzoni, ricordi di quando erano piccoli. Il primo passo fu quello di trasformare i ragazzi in giornalisti, che intervistassero i genitori per portare al CSE notizie ed articoli utili al nostro scopo. Per questo si scrisse al PC una semplice lettera di presentazione dell’iniziativa e una griglia di domande da sottoporre ai genitori. Questi ultimi accolsero di buon grado l’idea e già dopo alcuni giorni ritornarono i primi questionari scritti a mano dai genitori. I questionari furono corretti e trascritti in stampatello in modo da permettere ai ragazzi di copiarli al computer. I documenti scritti furono scritti al PC: furono studiate le migliori strategie per permettere ai ragazzi di essere il più possibile autonomi nella scrittura al PC. Per i più autonomi fu sufficiente ingrandire e scrivere il testo in stampatello su un foglio e farlo copiare, per altri si dovette scrivere una riga o una parola alla volta su un foglio, ad altri fu dettato a voce parola per parola o lettera per lettera, stando attenti agli errori di scrittura con la tastiera. Qualcuno impiegò mezza giornata, qualcun altro una settimana a scrivere un articolo.

 

Una ragazza che aveva imparato abbastanza bene ad utilizzare lo scanner (alzare ed abbassare il coperchio, posizionare le foto, schiacciare il pulsante, salvare la foto sul PC), con l’aiuto dell’Educatore scelse dagli album fotografici le foto migliori di ogni ragazzo, ritratto mentre lavorava nei laboratori, importandole in una cartella del PC. Quando tutte le foto e gli articoli furono pronti nel computer, i ragazzi più abili impararono a costruire un semplice ipermedia collegando tra loro testi, foto, audio e musica.

 

Terminata la fatica, per molto tempo i ragazzi più abili si sedettero davanti al PC, mostrando ai presenti il loro prodotto e rispondendo alle domande “tecniche”. Il file contenente l’ipermedia, dal titolo “Una volta”, è scaricabile dal sito: www.casamadonnadellavoro.it nella sezione “multimedia”. Sul sito potete trovare anche i nostri giornalini, i calendari e i video. Buona lettura!

 

Luca Vitali


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