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Annagloria Del Piano. “M/T Moby Prince” 
Tutto esaurito il 20 ottobre alla sala Don Bosco per il primo spettacolo della Stagione Teatrale di Sondrio
25 Ottobre 2008
 

Un lungo applauso interrompe il discorso dell’assessore alla Cultura Marina Cotelli, salita sul palco a dare il via all’inaugurazione della Stagione Teatrale di Sondrio. Sta per andare in scena il primo spettacolo M/T Moby Prince e i nomi dei tre giovani sondriesi morti a bordo del traghetto quella terribile sera del 10 aprile 1991 insieme ad altre 137 persone rievocano i loro visi, la loro personalità in quanti li hanno amati e stasera sono presenti in sala per render loro omaggio.

La partecipazione di tutti è dedicata a loro: Sergio Belintende, Carlo Ferrini e Giorgio Gianoli.

Una palpabile tensione emotiva da questo momento fino alla fine della pièce, un’ora e quaranta minuti dopo, scorrerà fra i presenti. La vicenda, terribile, ha i contorni di un giallo, di cui purtroppo si conosce la fine, anche se non accompagnata da quei titoli di coda a volte presenti nelle opere storiche che illustrino anche il seguito di un accadimento. Ad esempio il nome dei responsabili, la conclusione giudiziaria, la verità dei fatti accertata…

Si resta con l’amaro in bocca, ad essere spettatori della storia; col dolore rinnovato, se invece si è la madre, il padre, le sorelle, le mogli o la figlia di chi sul “Moby Prince” ha trovato una morte assurda.

Francesco Gerardi e Marta Pettinari (della Compagnia La Nave Europa), autori dello spettacolo, sono anche i due soli attori in scena. Con la proposta di monologhi incalzanti, alternano vicenda umana e processuale ad un’attenta ricostruzione cronologica di tutti gli eventi di quella sera, che sono tanti, confusi nelle indagini, mai chiariti abbastanza, spesso contraddittori. E lo fanno con precisione e con partecipazione emotiva: sono tre anni che si muovono dentro a questa storia, come hanno chiarito durante l’incontro del pomeriggio alla “Libreria d’Alice”, un anno di ricerche e approfondimenti, di incontri con le persone a diverso titolo coinvolte e due stagioni di repliche dello spettacolo.

Ciò che era nato come curiosità dopo la lettura di un libro sul caso del Moby Prince, è proseguito poi con l’elaborazione di un testo, via via rimaneggiato, arricchito di nuove intuizioni, e infine sfociato nell’opera teatrale proposta, ottimo esempio di teatro d’impegno civile, di narrazione, in grado di assurgere a vera occasione di crescita per chi ne fruisce.

Aldilà del fondamentale e doveroso ricordo di una tragedia, la più grande per la Marina Civile italiana dal dopoguerra, che si è voluta intenzionalmente relegare nel dimenticatoio – hanno affermato gli autori – c’è l’intento di suggerire una dritta di comportamento che abitui noi tutti ad approfondire sempre la conoscenza, sia dei grandi fatti di attualità, sia di ogni avvenimento quotidiano che ci circondi e non ci appaia chiaro... Quante sono le negligenze, le cose che non vanno e delle quali ci lamentiamo per strada o negli uffici pubblici, per fare un esempio. Eppure troppo spesso ci si lascia vivere, senza contribuire alla denuncia, al cambiamento, prima che possano accadere anche cose irreparabili...

Certo, le tesi sul perché della collisione del “Moby Prince” con la petroliera Agip “Abruzzo” sono state tante, dalle più fantasiose a quelle più o meno attendibili che chiamano in causa il terrorismo internazionale e il traffico d’armi. Ma ce ne sono di verificabili eppure mai esplorate, con prove di manomissioni e occultamenti vari, che farebbero risalire molte responsabilità anche alla “semplice” inadeguatezza del traghetto alle norme di sicurezza della navigazione, con tanto di beneplacito dell’armatore della Navarma, oggi proprietario del “Mascalzone Latino”, e del RINA, Registro Navale Italiano, l’ente morale di natura giuridica privata cui il Ministero della Marina delega il compito di verificare la sicurezza delle navi italiane e di rilasciare i necessari certificati per la navigazione (come ente morale e privato non può assumersi alcuna responsabilità pubblica!).

Questo spettacolo, che ha visto il tutto esaurito alla Sala Polifunzionale don Bosco e l’apprezzamento sincero da parte dei familiari, non poteva quindi che stimolare la riflessione ed il ricordo, suggerito tra l’altro anche da delicati riferimenti ai tre giovani durante la recitazione e da un bel collage di foto di Carlo, Giorgio e Sergio colti in momenti felici della loro vita.

 

Annagloria Del Piano


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