Su queste pagine della Scuola di TellusFolio, alcuni mesi addietro, rimarcai l'eventualità che agli studenti non rimanesse che esonerarsi dall'ora di religione, essendo diventati gli insegnanti (quasi esclusivamente) truppa integralista dell'Opus Dei, dei Legionari di Cristo, di Comunione e Liberazione, ed impiegati per combattere ed ostacolare le leggi dello stato in materia di divorzio, interruzione di gravidanza, contraccezione, testamento biologico. La prosecuzione dell'anno scolastico, nel corso degli scrutini, nella valutazione dei crediti formativi per gli esami di quinta, ha poi confermato la tendenza discriminatoria operata nei confronti di chi non si avvale dell'insegnamento della religione cattolica. Inutile rimarcare che la sentenza del TAR del Lazio è ineccepibile sul piano del diritto. Credo però che l'insegnamento della religione sia necessario. Come materia. E di questo ne parlerò dopo. Perché prima bisogna sottolineare che, in molte scuole, insegnanti di uguale ideologia cattolico-integralista finiscono per premiare gli studenti che si avvalgono della religione anche in latino, in italiano, in matematica, in storia dell'arte. Mentre i laici, gli atei o i credenti in altre fedi subiscono il marchio di a-cattolici e sono individuati come “protestatari” o comunque “strani”.
Ritengo che nei collegi docenti gli insegnanti laici debbano cominciare a far sentire la propria voce e lo stesso nei consigli di classe. Invece di starsene in silenzio per quieto vivere.
Veniamo all'insegnamento della Religione. O, detto meglio, delle religioni monoteistiche. Questa materia si rende necessaria per comprendere la storia dell'Europa e i suoi rapporti con l'Oriente. L'ha evidenziato giustamente Massimo Cacciari. Sostenendo che tale insegnamento dovrebbe essere affidato per concorso, dando la possibilità ai laureati di parteciparvi perché svincolato dall'assurda nomina vescovile.
Aggiungo che l'approfondimento della religione cattolico-cristiana deve passare attraverso l'insegnamento della poesia, della pittura, della musica di artisti cattolici (a questo proposito nel 2007 è uscito l'Annuario Tellus “CATTOLICESIMO nella letteratura italiana nell'arte europea”) e, allo stesso modo, ciò deve accadere con artisti e letterati di fede protestante, ebraica e musulmana. Dare, insomma, alla letteratura e all'arte un ruolo centrale per diffondere il mondo teologico-simbolico di queste religioni.
Tutto ciò per combattere, nel modo più efficace, ogni integralismo.
Claudio Di Scalzo discalzo@alice.it