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Alessandra Borsetti Venier intervista Deva Wolfram
21 Ottobre 2008
 

Cultura e conoscenza delle erbe spontanee commestibili” è la mostra d’arte che Deva Wolfram presenta all’Orto Botanico di Firenze insieme ad altre sue iniziative scientifiche presso il Museo della Specola dal 12 al 26 ottobre 2008.

 

Dopo le mostre recenti tenute a Francoforte, Bonn, Berlino e Kassel mi sembra evidente che la tua ricerca coniughi sempre più arte e scienza…

Wolfram: Il mio obiettivo è di far acquisire consapevolezza delle piante spontanee nella loro molteplicità attraverso un percorso che va dagli aspetti ecologici, culturali (etnobotanica), ed estetici fino a quelli della commestibilità.

 

Ci fai notare che le città sono invase da una “flora spontanea” che si diffonde in modo crescente. Da cosa dipende lo sviluppo di questo fenomeno?

Wolfram: Da vari motivi: cambiamento di clima, contaminazioni, interventi strutturali, monocolture e uso di pesticidi e concimi in campagna. Le città offrono rifugio a centinaia di specie erbacee dalla vita breve ma prolifica. Nei biotopi cittadini “scorazza” una biodiversità che corrisponde alla varietà del paesaggio urbano. Questa flora spontanea comunemente non viene vista in modo differenziato, né valorizzata esteticamente, è considerata “malerba” da distruggere per far posto ai simboli del benessere delle città ben tenute: prati e giardini, pubblici e privati, composti da piante ed erbe scelte su un consenso tradizionale non critico e secondo le offerte dei supermercati delle piante.

 

Che cosa si intende per “flora spontanea”?

Wolfram: È una flora complessa costituita da piante autoctone, da quelle introdotte per migrazione, da piante cosmopolite e da specie mutabili. Probabilmente quasi tutte le specie sono elencate botanicamente, ma tante “imbastardiscono”, diventano naturalizzate in situ e prendono l’attributo di “polimorfo”.

 

Sono diventate famose le tue tavole imbandite come opere d’arte, dove il cibo è realizzato da te con ricette nelle quali usi soltanto erbe spontanee commestibili.

Wolfram: Lo scorso maggio sono stata invitata a Bonn in occasione della “IX Conferenza degli Stati Firmatari della Convenzione sulla Diversità Biologica” dove ho allestito una serie di eventi multimediali incluso un intervento di fronte ai 170 sindaci dei paesi membri sulle piante spontanee commestibili di Europa. Ho preparato una cena per oltre 2.000 invitati con cibi preparati esclusivamente con vegetali e piante spontanee raccolte in città con l’aiuto di alcuni studenti preparati per l’occasione.

 

Ormai la conoscenza sull’utilizzazione delle piante come alimenti, che veniva dall’esperienza tramandata, è quasi scomparsa…

Wolfram: È stato calcolato che nell'antichità più di 3.000 piante erano usate dall'uomo come cibo. Oggi soltanto 15 specie soddisfano la maggior parte del fabbisogno alimentare mondiale. Ignoriamo che molte delle piante spontanee sono commestibili. La conoscenza e il “sapere” di questo patrimonio sono andati perduti o sono per lo più sconosciuti alle persone. È un patrimonio prezioso da ritrovare e utilizzare.

 

Come esprimi i due aspetti dell’essere artista e anche un’esperta botanica?

Wolfram: Il mio lavoro artistico comprende ricerca, elaborazione e rappresentazione della flora con diversi media. Sviluppo e applico la mia ricerca attraverso filmati, testi, fotografia, disegno, pittura, letteratura. Ma non si tratta di mostrare soltanto dei metodi di ricerca, vi sono anche i veicoli e i processi di elaborazione artistica, di presentazione e rivalutazione di fatti, e infine i dati botanici. In questa complessa combinazione si evidenzia la connessione fra cultura e natura nel loro scambio continuo.

 

Come possono dialogare Arte e Scienza e trovare un nesso tra loro?

Wolfram: Non è cosa facile… L’arte è la chiave per la presa di coscienza, l’arte tocca l’anima, i sensi e i sentimenti indipendentemente dalle cognizioni: è una percezione individuale. Invece la scienza risveglia la curiosità e porta a cognizioni divisibili e ripetibili per poi materializzarsi in oggetti e prodotti. Come artista immagino punti di incontro e di incrocio produttivi: tramite eventi pubblici, esposizioni, dibattiti etc. si crea una “comunicazione” invece che un “prodotto”, e l’individuo con la sua esperienza personale rimane il protagonista. Vuol dire che la scienza s’accontenterà di servire sia la comunicazione e sia l’arte.

 

L’artista e lo scienziato hanno approcci diversi rispetto all’osservazione della vita, tu come concili questi due aspetti?

Wolfram: Lo scienziato è interessato a cogliere la ripetibilità del fenomeno che osserva e studia. Dall’osservazione dei fenomeni astrae successivamente la formulazione di una tesi da confermare attraverso i fatti osservati. La sua conoscenza diventa così ripetibile.

Come artista non trascuro questa metodologia tuttavia cerco anche la dimensione del singolo caso, della singola foglia, perché attraverso l‘individuale non soltanto parla l’universale ma c’è anche una buona probabilità di scoprire qualcosa di più vero perché più completo.

Il metodo artistico, a differenza di quello scientifico, è fondato sul canone estetico. L‘uno e l’altro possono concorrere a cogliere l‘oggetto nella sua completezza. In realtà, per quanto riguarda l‘artista, l‘applicazione del canone estetico consente di conoscere, ma al tempo stesso di riconoscere l’irriducibilità dell‘oggetto al soggetto, derivante dalla sua straordinaria individualità. Per cui, alla fine, il processo di conoscenza per l‘artista si conclude in una migliore conoscenza di se stesso piuttosto che dell‘oggetto dinanzi al quale si è posto.

 

 

Orto Botanico, via Micheli 3, Firenze
Cultura e conoscenza delle erbe spontanee commestibili
Dipinti, foto, filmati, erbari ed erbari figurati, percorsi guidati

La mostra resterà aperta dal 12 - 26 ottobre 2008
Orto Botanico orario: tutti i giorni 10-17; chiuso il mercoledì. Ingresso libero.

 

La Specola (Tribuna di Galileo) Sezione di Zoologia, via Romana 17, Firenze

Conferenza “Arte e Scienza in dialogo” con Deva Wolfram, Claudia Vitale e Marina Clauser.

Dimostrazione di una cucina solare che permette di cuocere con il solo ausilio della luce del sole.

 

La mostra è articolata in varie fasi con un ricco programma di proposte:

- nuova segnaletica per le erbe selvatiche commestibili della Toscana

- mostra di dipinti, erbari ed erbari figurati

- proiezione del video “De Varietate”: si tratta di una ricerca scientifica sulla variabilità, conoscenza, riconoscimento ed estetica delle erbe selvatiche

- visite guidate gratuite (in lingua italiana, inglese e tedesca): sabato 18 (dalle 11 alle 17); martedì 21 e giovedì 23 (dalle 10 alle 13) con approfondimenti su: Le piante spontanee e i loro luoghi: cosa cresce spontaneamente intorno a noi? A che cosa serve questa flora? Paragoniamola alle flore di luoghi e paesi più lontani. I movimenti di migrazione di certe piante selvatiche in Europa, Eurasia e nella zona mediterranea. Piante cosmopolite e piante autoctone. Confronti e parallelismi con la vita umana: società "aperte e chiuse" di piante. Aspetti sociologici delle piante; una rivalutazione del piccolo e punti di riferimento alternativi per introdurre un concetto comportamentale "minimal invasive behavior" verso la vegetazione. Malerbe o piante per la vita: aspetti storici, etnici, rituali delle piante spontanee. Tradizione contadina, mitologia e sacralità. I confini fluttuanti tra alimenti vegetali e veleno.

 

Info: Tel. 055 2346760 www.msn.unifi.it
Deva Wolfram www.devawolfram.de


Foto allegate

Deva Wolfram per ABV
Deva Wolfram: Erbe della via Appia
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