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I Talebani si finanziano con il narcotraffico 
Diciamo grazie alla politica internazionale sulle droghe
03 Ottobre 2008
 

Dopo anni di guerra, la Nato ha ammesso l'innegabile ed il risaputo: i Talebani si finanziano grazie al narcotraffico. È dal 2001 che lo diciamo,(1) non perché preveggenti o particolarmente informati, ma perché era inevitabile che così non fosse: la guerra alla droga, il proibizionismo, rafforza e sostiene le organizzazioni criminali e terroristiche. Lo dimostrano i fatti recenti in Messico, dove un inasprimento della guerra alla droga lanciato dal presidente Calderon, con tanto di invio di migliaia di soldati in zone calde, ha già prodotto quasi 5mila morti.(2) Per non parlare della Colombia, che come il Messico riceve denaro e mezzi militari dagli Usa, dove le Farc continuano a destabilizzare le istituzioni finanziandosi con il narcotraffico.

Se invece di opporci alla coltivazione dell'oppio, spingendo così le popolazioni contadine nelle braccia dei Talebani, l'avessimo acquistato per produrne morfina (un farmaco che scarseggia) o anche solo per soddisfare il nostro bisogno di falò della vanità, oggi non ci troveremmo in una situazione così difficile e tragica. Inasprire i programmi di eradicazione del papavero non solo ora rischia di regalare nuovi alleati ai Talebani, ma è impossibile senza una presenza massiccia di soldati Nato, con costi in termini economici e di vite umane infinitamente superiori a quelli che avremmo affrontato acquistando l'oppio dall'origine.

L'attuale politica internazionale sulle droghe non solo produce inutile sofferenza e morte, ma nel XXI secolo diventa la base con cui i nostri nemici, dai Talebani ad Al Qaeda, ma anche organizzazioni criminali nostrane come la 'Ndrangheta, si finanziano.

Ai sostenitori di queste politiche ora chiediamo di riflettere (anche se la salute dei tossicodipendenti non fosse di loro primario interesse, lasciando che questi malati finiscano in carcere o rischino la morte con sostanze non controllate e il contagio di malattie infettive): vale ancora la pena, nel nome del messaggio etico-proibizionista, perdere la guerra contro il terrore e la criminalità organizzata?

 

Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc

(http://droghe.aduc.it)

 

 

(1) Leggi, ad esempio, “I taleban senza oppio non esistono” del 23 settembre 2001

(2) http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=18746


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