Mercoledì , 20 Settembre 2017
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Buon lavoro, direttore Rotasperti!  
Tra i grandi e i piccoli problemi, spesso incancreniti, della sanità provinciale
Roberto Rotasperti, nuovo direttore generale AoVV
Roberto Rotasperti, nuovo direttore generale AoVV 
18 Gennaio 2006
 

Con il 2006 si è insediato il nuovo direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna, Roberto Rotasperti. Gli auguri sono d'obbligo. Già li abbiamo rivolti, e ogni volta coltivando la segreta speranza che potesse trattarsi della persona giusta, ai tanti suoi predecessori. Particolarmente necessari sono, gli auguri, nella circostanza presente. I non entusiasmanti pregressi consegnano infatti al neo-manager (nuovo, si badi, per la nostra provincia ché di esperienze già ne ha portato a termine più d'una) una situazione a dir poco desolante. Facciamo soprattutto riferimento, ma l'aspetto è determinante se non decisivo, al grado di motivazione – ormai tirato come la corda di un violino – dell'ingente patrimonio umano di cui è principalmente costituita la grossa baracca (e ci si lasci passare il termine, senza che assuma il suo tono spregiativo! D'altronde stiamo parlando dei padiglioni del villaggio sondalino e di quelli di Sondrio, Morbegno, Chiavenna...) che è chiamato a condurre. Gli auguri poi, in questo caso, sono in un certo qual modo meritati e anche le speranze, stavolta, ben riposte se son vere le cronache d'insediamento che riferiscono abbia dichiarato essere ben cosciente delle grossissime difficoltà del compito affidatogli e data come punto fermo la realtà dei quattro ospedali esistenti, sgomberando subito il campo dai tanti tira e molla sulla questione che hanno tenuto impantanata la situazione per oltre dieci anni, con le inevitabili degenerazioni. Poi staremo come sempre e vedere i primi fatti.

Per restare collegati alla cronaca (disabili in slittino per recarsi al centro di rieducazione motoria) e, come d'abitudine, partire da Morbegno che è la situazione che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, segnaliamo urgenza e improrogabilità per la nuova collocazione della riabilitazione fisica dentro l'ospedale. Promessa (a colpi di proteste, reclami e petizioni che ancora occuperanno gli archivi in qualche anfratto della baracca) e annunciata un paio di lustri fa, oggi anche individuata una destinazione con adeguate garanzie di funzionalità e stabilità, è sempre stata tenuta ferma perché ogni nuovo direttore che si insediava doveva prima... farsi un quadro complessivo. Per farselo, caro Rotasperti, basta e avanza un semplice sopralluogo sul posto. Provare per credere. Lo stesso per il supporto amministrativo al presidio che, giustamente ridotto all'osso per la centralizzazione di talune funzioni e avendo a disposizione più che sufficienti e funzionali spazi dismessi (inutilizzati!) nei padiglioni con prospettiva di adeguamento, consentirebbe la dismissione rapida dell'intero padiglione di più antica costruzione che dà su Piazza Sant'Antonio. La qual cosa, rettificando l'improvvida decisione che ha lasciato l'ASL “nullatenente” in quel di Morbegno (come abbiamo segnalato su queste pagine in occasione della divisione tra le due aziende sanitarie – cfr. 'l Gazetin, aprile 2004), consentirebbe altresì anche a quest'ultima di risolvere la condizione in cui si trova il Dipartimento di Prevenzione, o, per farci bene intendere da tutti, il Servizio di Igiene pubblica, che è veramente indecorosa e... anti-igienica. (È divenuta la barzelletta dei morbegnesi: da lì partono per ispezioni e sopralluoghi in esercizi pubblici, rilasciare agibilità e abitabilità, ma... chi controlla i controllori? Per esempio, cosa succederebbe se i colleghi di Lecco o della Val Camonica, facessero un'ispezione al Servizio d'Igiene di Morbegno....?) Si è infatti qui tutti stupiti, perché tutti vediamo gli spazi inutilizzati in ospedale etc., che dopo tutti questi anni di “riorganizzazioni” ancora non si sia trovata una soluzione per abbandonare la fatiscente, e antieconomica!, sede di Via Caccia Dominioni. E nel contempo vediamo, ogni paio d'anni quando non un paio di volte all'anno, i soliti – sì, sempre gli stessi – quattro gatti di impiegati e funzionari che vanno su e giù, di qua e di là con le loro scrivanie e con gli utenti costretti a cercarli e inseguirli, su e giù per le scale e per gli ascensori. (Ennesimo esempio in questi giorni). Ma è mai possibile che non si riesca a trovare una sistemazione razionale e soprattutto stabile?

Certo, conveniamo, sono quisquilie di fronte alla complessità dei problemi della sanità provinciale. Ma, come è ben noto, è anche dalla capacità di vedere, affrontare e risolvere le piccole cose che si può giudicare se si è in grado di affrontare quelle grandi.


Emilia Santommaso


Articoli correlati

  Morbegno. “Maroni, chiudi la Comunità Montana non il Pronto Soccorso!”
  Gianfranco Cucchi. La sanità di montagna, il POT di Morbegno e l'autonomia
  Morbegno. Meno 5 giorni alla chiusura del Pronto Soccorso
  “Salviamo la nostra sanità” verso un'intesa di territorio
  Sanità di montagna: un malato da rianimare
  Morbegno. Tutti in piazza per l'ospedale
  Angelo Costanzo, PD. Basta tergiversare sulla sanità in provincia di Sondrio!
  Morbegno. Meglio una non-Provincia attiva che una Comunità Montana assente
  Radicali Milano. “Via Infrastrutture Lombarde!”
  Ambrogio Saibene. Sanità di montagna: Morbegno assente ingiustificato
  Morbegno. “Chi, quando e perché ha chiuso la Ria­bi­li­ta­zio­ne cardiologica?”
  La divisione del patrimonio ospedaliero e sanitario
  Morbegno Sanità. De Biasi (Pd): “Fondamentale garantire l’apertura 24 ore su 24”
  La Città di Morbegno e il suo Ospedale
  Morbegno. Un presidio ospedaliero territoriale da riempire di contenuti
  Morbegno. Salviamo la nostra sanità: “Non molliamo!”
  Sanità a Morbegno: cosa sta succedendo?
  Morbegno. Dopo Della Bitta, Trivella...
  Luigi Mescia. Sondrio: Declino e degrado della sanità provinciale
  Morbegno. P.S. Alpino, Riabilitazione cardiologica, Medicina, potenziamento Hospice e Poliambulatorio nel presidio ospedaliero territoriale
  Pronto Soccorso Alpino
  P.S. Morbegno. Bene la prosecuzione con turnistica e organiz­za­zione consolidate
  Morbegno. Non chiediamo la luna, ma esigiamo decenza
  Ospedale di Morbegno. “Roba da Gabibbo...”
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 2 commenti ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
ISRAELE NELL'UNIONE EUROPEA. Cosa ne pensi?

Sono d'accordo. Facciamolo!
 62.4%
Non so.
 1.2%
Non sono d'accordo.
 36.4%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy