Giovedì , 26 Novembre 2020
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Omicidio Politkovskaja: e se il sindaco Veltroni le dedicasse una strada? 
E se la dedicasse anche ad Antonio Russo? E se lo facessero anche a Torino, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo…
Anna Politkovskaja (foto ANDERS DEROS)
Anna Politkovskaja (foto ANDERS DEROS) 
10 Ottobre 2006
 
Sarebbe bello se a Torino e a Milano, a Venezia e a Bologna, a Firenze e a Roma, a Napoli e a Palermo, e ovunque ci sono consiglieri della Rosa nel Pugno, venisse presentato un ordine del giorno per intitolare una strada o una piazza ad Anna Politkovskaja, la giornalista russa che per i suoi coraggiosi reportages dalla Cecenia e per le circostanziate denunce dei corrotti del nuovo potere moscovita, si era attirata le “attenzioni” del Cremlino, e alla fine ha pagato con la vita.
Sarebbe bello se il ministro della Pubblica Istruzione invitasse le scuole ad adottare, come lettura facoltativa, il libro di Anna Politkovskaja, Viaggio all’inferno. Diario ceceno: un testo fondamentale per comprendere il dramma della piccola repubblica caucasica. E sarebbe bello che ogni biblioteca comunale decidesse l’acquisto di almeno una copia di questo libro.
 
Sappiamo che da anni era nell’occhio del mirino. Nel febbraio del 2001 era stata arrestata in Cecenia ed espulsa con l’accusa di aver violato le norme sulla copertura giornalistica del conflitto imposte da Mosca. In sostanza i suoi articoli non soggiacevano al diktat della censura. Nell’ottobre dell’anno successivo tentò di mediare nella crisi del teatro Dubrovka di Mosca, dove un gruppo di guerriglieri ceceni prese in ostaggio oltre 700 persone. Una pagina ancora oscura: le trattative vennero vanificate dall’intervento delle forze speciali russe che uccisero tutti i sequestratori, ma anche molti ostaggi, stroncati da una dose letale di un gas segreto.
Nel dicembre del 2004 infine, durante la crisi della scuola di Beslan, dove un gruppo di terroristi ceceni prese in ostaggio 1.200 persone, Anna fu colpita da un sospetto caso di avvelenamento. Si trovava a bordo di un aereo che la stava portando in Ossezia; ancora una volta si era offerta come mediatrice, qualcuno le servì del the “corretto” al veleno. La scampò per miracolo. Mentre lei lottava per la vita, le forze speciali russe intervennero, e fu una strage: quattrocento le vittime, metà bambini.
 
Quella della Politkovskaja, del resto, non è la prima “pratica” che a Mosca viene definita in modo così brutale. Nel luglio dello scorso anno era toccato a Paul Klebnikov, direttore dell’edizione russa di Forbes, ammazzato da killer rimasti ignoti, e nel febbraio scorso venne ucciso Ilia Zimin, editorialista dell’emittente NTV. Ma la lunga lista dei morti ammazzati comprende altri giornalisti, e banchieri, uomini d’affari, militari, poliziotti. Tutti con una caratteristica: criticavano pesantemente l’attuale leadership al Cremlino: per i tantissimi casi di corruzione, per la guerra in Cecenia, per la politica verso le altre repubbliche ex sovietiche, per le questioni legate allo sfruttamento del petrolio e del gas.
 
Temuta per la sua penna al vetriolo, Anna aveva indagato a fondo su una quantità di casi di corruzione; e ultimamente, racconta il direttore della Novaja Gazeta stava raccogliendo compromettenti testimonianze e dossier su casi di tortura da parte degli spetnaz, le truppe scelte russe che combattono in Cecenia. L’hanno uccisa prima che potesse terminare il suo lavoro. Come Antonio Russo, il cronista di Radio Radicale ucciso perché i suoi reportages da Grozny davano fastidio. E viene da chiedersi fino a quando l’Occidente – in nome degli accordi commerciali, del petrolio e del gas di cui è assetato – continuerà a fingere di non vedere, di non sentire, di non sapere quello che accade a pochi chilometri da noi, in Cecenia: un mattatoio che il Cremlino chiama pace, per usare le parole di André Glucksmann.
 
Ecco: si potrebbe, proprio, per cominciare, con l’intitolare strade e piazze delle nostre città ad Anna Politkovskaja e ad Antonio Russo. Chi ne ha voluto la morte conta anche sulla nostra indifferenza. Ricordare il loro sacrificio, non smarrirne il ricordo, è già un modo per onorarli.
 
Gualtiero Vecellio
(da Notizie radicali, 9 ottobre 2006)

Articoli correlati

  Memorie dimenticate, Giornata internazionale della nonviolenza, Anna Politkovskaja...
  Radicali Milano. Convegno: Bielorussia, prigione a cielo aperto
  Anagrafe eletti, Gomorra ad alta voce, Emma Bonino, Anna Politkovskaja...
  Andrea Riscassi. Anna è viva
  Parlamento europeo. Situazione russa e ingresso della Turchia nell'UE
  Milano. AnnaViva e Radicali Milano in memoria di Boris Nemtsov
  Quando si porterà un fiore sulla tomba di Anna Politkovskaja?
  Presidio per la libertà di associazione e di riunione in Russia
  Mario Staderini sulla proposta di intitolare una strada ad Anna Politkovskaja
  Anna Politkovskaja uccisa a Mosca per il suo lavoro in difesa dei diritti umani e della libertà: come Antonio Russo
  Milano. Annaviva: Putin. E a capo.
  Internazionale Ferrara. Premio al pensiero laico
  Nicolas Giudici, vittima dimenticata
  Doriana Goracci. Un'amica che avrei voluto conoscere: Natalia Estemirova
  Maria Lanciotti. “La Pantera siamo noi” trent’anni dopo 1
  Radicali. Perché ci sia finalmente informazione sui diritti umani nel mondo
  Valter Vecellio: Boris Nemtsov, un altro che “non contava niente”
  Milano. Tre giorni per non dimenticare i giornalisti con la schiena dritta
  MIC e CPC. Appello congiunto per la Cecenia ai parlamentari europei
  Marisa Cecchetti. “Guerra in Cecenia” di Francesco Bigazzi
  Valter Vecellio. Punti e appunti per un possibile dibattito. Due
  Massimo Bonfatti. Appello e mobilitazione per la Cecenia
  Radicali Milanesi. Fine settimana di iniziative per l'inaugurazione della nuova sede
  Giulio Manfredi, Igor Boni. Crisi Georgia: Mosca scherza con il fuoco
  “Russia democratica, Cecenia libera. O Putin o democrazia!”
  Sarah Menkedick. Pallottole di vernice
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 1 commento ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.0%
NO
 25.0%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy