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Annagloria Del Piano. Sondrio. La perizia sul cedro di Piazza Campello 
Si è svolta il primo febbraio, nel totale disinteresse dei media locali, la perizia sull’albero
08 Febbraio 2010
   

Giornata decisiva il primo febbraio scorso per conoscere la verità sullo stato di salute del cedro di Piazza Campello, a Sondrio. A partire dalle ore 9, si è infatti svolta la perizia per le valutazioni fitosanitarie, vegetative e strutturali circa l’albero oggetto dello scontro fra l’amministrazione comunale - che intende tagliarlo per effettuare il restyling della piazza cittadina - e i promotori del comitato contro l’abbattimento, forti dell’appoggio di ben milleduecento firmatari che condividono la protesta.

Ad effettuare la perizia, i tecnici della Demetra, società cooperativa di Besana Brianza, specializzata nella gestione del verde altamente professionale e di qualità.

Presenti il dottore forestale Paolo Valsecchi, incaricato dai promotori di effettuare la perizia con l’ausilio dei colleghi della Demetra e il loro indispensabile apporto di rilevazioni tecnico-strumentali, un secondo dottore forestale Matteo Pozzi, con incarichi di consulenza per il Comune, due impiegate dell’Ufficio Tecnico di Sondrio, la naturalista M.G. Cicardi autrice dell’unica relazione che accompagna il progetto di riqualificazione di Piazza Campello, relazione commissionata dalla Società Sondrio Città Centro Srl cui fa capo l’intervento di restyling. Ad assistere, inoltre, una rappresentante della Società stessa, il consulente paesaggista che tra gli altri si è occupato del progetto e naturalmente la referente n. 1 dei promotori dell’iniziativa di salvataggio del cedro, Paola Pizzini.

I rilievi sono stati quelli di norma, rispondenti al metodo d’indagine Visual Tree Assesment che consiste in una serie di controlli fondati su principi biomeccanici volti a definire criteri oggettivi di valutazione del pericolo di crollo e rottura negli alberi esaminati. Dalla prova di densità del legno, dunque, (effettuata con l’ausilio di uno strumento - il resi - dotato di un ago rilevatore che inserito in diverse parti del tronco fornisce la verifica della resistenza opposta dal legno e permette di valutare così l’esistenza di cavità o la presenza di legno decomposto per danni da insetti, decadimento fungino, spaccature ecc.) alla percussione con martello tradizionale e ad impulsi, all’analisi col frattometro, utilizzato per prelevare dei campioni e in grado di fornire importanti informazioni riguardo le proprietà meccaniche delle fibre dell’albero (evidenziando tra l’altro la presenza di marciumi, tensioni del legno fra il tronco e le radici ecc.).

«Questo tipo di intervento tecnico ci viene normalmente richiesto come consulenza fondamentale prima di attuare interventi specifici sugli alberi, da amministrazioni e privati. Operiamo in diverse città, per valutazioni su singoli alberi o su parchi» ci informa uno dei tecnici della Demetra e continua: «Il discorso definitivo in merito agli interventi da attuare dopo le nostre perizie sarebbe sicuramente da effettuare avendo presente i vari livelli di competenza. Un conto è la nostra valutazione in merito alla salute degli alberi, altre le valutazioni paesaggistiche o di specifici interessi dei più svariati dei quali può essere portavoce un’amministrazione. L’impressione è che qui si siano confusi tali livelli e non ci sia stato un operato di concerto».

Anche il dott. Paolo Valsecchi parla di una separazione dei due concetti: «Si parli di albero malato e pericolante, e allora ci sarebbe da chiedersi come mai siamo tutti qui sotto tranquillamente senza che ci sia stato interdetto… Oppure si portino al tavolo della questione le valutazioni paesaggistiche».

«L’albero è a vista d’occhio sano; va detto che solitamente queste rilevazioni e perizie vengono effettuate quando già ad una prima valutazione visiva di personale addetto, si denotino segnali di malattia degli alberi. Qui francamente non se ne vedono. Altra valutazione è quella della sicurezza: in presenza delle forti nevicate alternatesi a situazioni climatiche difficili per tutto quest’inverno si è potuto constatare lo stato di precarietà di diversi altri alberi in Sondrio. Aspettiamo dunque gli esiti» aggiunge il dott. Pozzi.

Intanto, a voler saggiare gli umori dei cittadini sondriesi di passaggio, molti sono stati a chiedere allarmati se si stesse procedendo al taglio del cedro, altri si sono augurati che la perizia dirima le controversie e che, se l’albero si rivelerà sano, venga lasciato dov’è.

C’è poi chi, volendo rimanere anonimo, si lascia andare ad un commento fra l’ironico e il fatalista: Quest’albero, io l’ho già detto, è come Saddam. Sì, sì il processo glielo faremo, dicevano. Ma la fine era già decretata…

 

Annagloria Del Piano


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