Sabato , 07 Dicembre 2019
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Bottega letteraria > Prodotti e confezioni
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Riviste/ Flavio Ermini. La natura del lavoro poetico 
Editoriale in “Anterem”, n. 92
Alpe Dàssola (Tartano, So). Ruota solare (f.lli Angelini)
Alpe Dàssola (Tartano, So). Ruota solare (f.lli Angelini) 
30 Luglio 2016
 

Straniera giunge a noi la parola che forma gli umani.

Hölderlin

 

 

Il lavoro poetico consiste nel volgersi all’essenza delle cose, quella che comunemente non si vede, abbagliati come siamo dalle apparenze.

La rivoluzione che impone il lavoro poetico muove dall’arduo riconoscimento della parola poetica quale prima lingua, quale sostanza diversa da quella imposta dalla nominazione: sostanza diversa nel senso di natura più originaria, raccordata pienamente con l’essere.

 

La parola che entra nel processo del lavoro poetico non è frutto di tecnica, ma di rivelazione ontologica. Si fa presente senza necessità teoriche, senza orpelli. Noi osserviamo meravigliati il suo ingresso nell’ambito del pensiero, nel quale essa per natura già è.

Erra chi traspone la lingua muta delle cose nella lingua dell’uomo. Erra chi nomina.

Gettare un ponte fra le due sponde rende ancora più evidente il crepaccio che le separa, tanta è la differenza tra la lingua umana e la lingua muta delle cose.

Impone Celan: «Tacere con la parola, serbarla nello spazio dell’intervallo». Questo è il compito della poesia. Questo è il dovere di una lingua che sta diventando libera.

Ecco perché la parola poetica nega la parola “nominante”. Perché la parola nominante offusca, vela, copre. Prevale sulle cose. Le strappa dall’essere, le affida all’apparenza. Ecco perché, come registra Eraclito, «il Signore che ha l’oracolo in Delfi non dice e non nasconde, ma accenna». Facendo sì che là, dove s’interrompe l’ordine del linguaggio, parola e indicibile possano sostare, in un tenersi insieme degli opposti, nel pericolo.

 

Non c’è protezione per noi dove interminabilmente affiora il pericolo. Il pensiero non si placa, il naufragio non termina di compiersi. Nemmeno il familiare è una difesa di fronte al terribile “di là”, che trapassa nella nostra esistenza e ci porta alla consapevolezza della nostra finitudine.

 

La poesia avviene per lasciar risuonare l’eco della domanda fondamentale sul senso dell’essere e dell’esistere nel contesto angusto del divenire, senza mai trovare una risposta definitiva. Ecco perché sembra che il linguaggio, come asserisce Novalis, non esprima altro che «la propria meravigliosa natura», quella natura in grado di rendere leggibile il mondo grazie al proprio perenne fiorire. Nella parola – sia in quella pronunciata sia in quella che sempre manca – il fuoco aurorale si avverte e perdura.

 

Solo se la parola vive per sé potrà anche avere la forza di farsi strada e divampare e divampare ancora.

 

Quale prima lingua, la parola poetica custodisce il mistero dell’origine che verrà. La sua natura è appena decifrabile; ma una cosa è certa: la prima lingua non è l’inizio né il fare una volta per tutte, ma il nuovo principio di innumerevoli possibilità della nostra storia.

La prima lingua non “è”, semplicemente “parla”. Propriamente parla come tra le labbra dei sapienti della Grecia delle origini, i sophoí, i quali non pronunciavano parole proprie ma parole del logos, come svelano Eraclito e Parmenide. Parole di cui nessuno può rivendicare la paternità. E come tali adatte all’apertura dell’impossibile.

Queste parole proclamano la mancanza di ciò che nominiamo, la mancanza di ciò che non appare. Raggiungono così il centro inverificabile del verificarsi umano. Registra Hölderlin: «Straniera giunge a noi la parola che forma gli umani». È una parola che ci guida nell’esistenza autentica, una parola che prende e scuote, si solleva ed eleva al di sopra dello stato abituale, trasmuta. Parla per superare la limitazione della forma finita e per riportarci a una sfera che, nell’infinitudine delle sue possibilità, trascende quella forma perché è la forma stessa dell’essere.

 

La natura del lavoro poetico sta nel rimettere in gioco la verità, disincagliarla da ogni dogmatismo, esprimere un pensiero all’altezza del problema.

La nostra gratitudine per la poesia è la gratitudine per chi tanto ci ha atteso e ha conservato integro per noi il luogo della verità di ciò che siamo. Nella poesia si cela una lettura dell’esistente che ci interpella come eredità ineludibile, come radicale domanda sull’essere; tornando ad affrancarci dal mondo sovrasensibile – così come un tempo ci siamo affrancati dal mito, così come un giorno ci affrancheremo dalla tecnica –, giungendo a concepire la verità come rivelazione dell’essere. Siamo parte della verità, ma non siamo la verità. Le nostre barche sono senza governo. L’attenzione al linguaggio sul quale stiamo navigando deve farsi particolarmente vigile. Ma non si tratta di applicare rimedi e strategie formali di contenimento. Non si tratta di gettare frettolosamente un ponte sull’indefinito. Si tratta di accogliere dell’indefinito anche lo svanimento e la consunzione di ogni sostanza e di ogni senso.

 

Insomma nel lavoro poetico non siamo chiamati a conferire forma all’informe. Ciò che è informe va custodito come tale.

Il problema della parola è preservare il mistero dell’essere, senza pretesa alcuna di determinarne struttura e destino. Ecco dove sbagliava il mito. Ecco dove sbaglia la tecnica che del mito prosegue il lavoro, quando detta l’ordine del mondo, l’ordine della casa che abitiamo, quando toglie l’arbitrarietà dell’accadere e stende un velo sull’antiterra del pensiero.

Il problema della parola è restituire l’essere a ciò che autenticamente gli appartiene: la poesia.

 

 

»» Anterem, n. 92


Articoli correlati

  Premi e concorsi/ In libreria// XXVI “Lorenzo Montano”: esito per la sezione Opera edita
  Premi e concorsi/ Silvia Tripodi vince al “Montano” per “Una poesia inedita”
  Editori/ Anterem: Opera Prima. Con Cierre Grafica
  Riviste/ Le poetiche di Anterem: Brigitte Oleschinski
  Riviste/ Anterem 81. Poetiche del pensiero
  Flavio Ermini. L’esperienza poetica del pensiero
  L'esperienza poetica del pensiero. Il numero 80 di “Anterem”
  Anterem. On-line il nuovo numero di “Carte nel vento”
  Verona. Il liceo “Nani-Boccioni” al Forum di poesia Agorà di Anterem
  Premi e concorsi/ Anterem. “Lorenzo Montano” XXV edizione – Opera edita
  Spot/ “Poesia e pensiero” al VeronaPoesiaFestival 2010
  Sulla poesia/ Flavio Ermini. “Anterem”
  Anterem: Addio a Jacqueline Risset
  Eventi/ Verona. Forum Anterem 2015
  Anterem: Opera Prima 2017
  Premi e concorsi/ “Anterem”. Presto gli esiti della 23ª edizione del Premio “Lorenzo Montano”
  Biennale Anterem di Poesia. Motivazioni e finalità.
  Riviste/ È uscito il numero 83 di Anterem (dicembre 2011)
  Anterem. Convegno: A vent'anni dalla scomparsa di Silvano Martini (1923-1992)
  Premi e concorsi letterari/ Forum Anterem 2015
  Premi e concorsi/ “Anterem”: Al via il 26° Premio Lorenzo Montano
  Eventi/ Roma: Ritratti di Poesia
  Riviste/ “Non c’è fine al principio”. Anterem 94
  Riviste/ Anterem 95 (dicembre 2017) è in distribuzione!
  Anterem. “Parola per parola”
  Premio “Lorenzo Montano”/ Forum di Anterem: “Agorà”
  Verona. L’arte della parola
  Verona. Poetiche del pensiero, Convegno di “Anterem”
  Stefano Guglielmin: due blogger solisti. Poesia & Blog 6
  Spot/ Verso la poesia totale. Omaggio ad Adriano Spatola
  Spot/ “Anterem”. Borsa di studio per tesi di laurea
  Riviste/ Anterem 88. “Per crescita di buio”
  Riviste/ Danilo Di Matteo. La suggestiva poetica di Anterem
  Flavio Ermini, Il moto apparente del sole. Storia dell’infelicità.
  Anterem. Opera Prima
  Riviste/ Anterem 82. La responsabilità della parola poetica
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.3%
NO
 24.7%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy