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Vetrina/ Jwaneng Weekend, Weekend a Jwaneng 
Settembre con Barolong Seboni ed Elena Merendelli, traduzione di Marisa Cecchetti – 5.
Elena Merendelli
Elena Merendelli 
23 Settembre 2013
 

Jwaneng Weekend

 

Like an ostrich egg nestling on a tuft of grass

The calabash is cupped

By calloused hands

And passed on its cyclical

Yourney of long-drawn swigs.

 

The calabash is the egg

Fragile with liquescent life

Vivifying the chapped

And ash-coloured lips

That rub against its rim.

 

The earthen coolness of the calabash

Draws the men of Jwaneng

To this shanty spot

Like cattle towards

A sandy water-hole besides

A shady motlopi* tree.

 

And when they have

Slurped their share

They lick their sorghum-frothed lips

Like heifers after suckling

From a milk-abundant udder.

 

The weekend is measured

By the numerous dips

Into the gourd of plenty

And the weight of the pocket

And the length of tales told

And heartiness of the laughter.

 

At night the men step on

Their unsteady way home

Feeling light of heart

And empty of pocket

To fall into the heaviness

Of sleep in the warmth of a waiting bed

And the angry demands of a hungry household.

 

* Motlopi: a succulent wild fruit.

 

 

 

Weekend a Jwaneng

 

Come uovo di struzzo

Annidato su un ciuffo d’erba

La zucca come coppa

È tenuta da mani callose

E passata nel suo viaggio

In giro di sorsate lunghe.

 

La zucca è l’uovo

Fragile di liquida vita

Che vivifica labbra screpolate

E grigiocenere

Che ne sfregano il bordo.

 

La frescura terrosa della zucca

Guida gli uomini di Jwaneng

A questo posto di baracche

Come bestiame verso

Una pozza d’acqua sabbiosa accanto

A un ombroso motlopi.*

 

E quando hanno bevuto

La loro parte

Si leccano le labbra schiumose di sorgo

Come giovenche che hanno succhiato

Da una mammella gonfia.

 

Il weekend è scandito

Da numerosi tuffi

Nel recipiente dell’abbondanza

E dal peso della tasca

La lunghezza delle storie

La cordialità della risata.

 

A notte vanno gli uomini

Col passo insicuro verso casa

Il cuore leggero

La tasca vuota

Per cadere nel peso del sonno

Nel calore di un letto in attesa

E le richieste adirate di una moglie affamata..

 

* Motlopi: un succulento frutto selvatico.

 

 

(Da Nell’aria inquieta del Kalahari, LietoColle, 2010)


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