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Nuovi incontri/ Carlo Pini, “poeta della speranza” della Famiglia Valtellinese di Roma  
Intervista di Paola Mara De Maestri
23 Maggio 2010
 

Sempre alla ricerca di nuovi contatti in ambito poetico, ho avuto modo di conoscere Carlo Pini, originario di Grosio, ma residente nella capitale, grazie ai contatti con la Famiglia Valtellinese di Roma, Associazione con la quale come Laboratorio Poetico del Circolo Culturale Morbegnese stiamo progettando una nuova iniziativa per il 2010. Sono andata a visitare il suo sito personale, (www.carlopini.it) e ho notato, tra le altre cose, che Carlo ha al suo attivo diverse pubblicazioni e non solo di poesia. Ho voluto approfondire la sua conoscenza, in particolare in veste di poeta, proponendogli un’intervista.

 

Ho avuto il piacere di conoscerla tramite un contatto con la Famiglia Valtellinese di Roma. Da quanto tempo fa parte di questa Associazione? Parlate anche di poesia nelle vostre iniziative?

Da 35 anni sono socio della Famiglia Valtellinese di Roma; e da due faccio parte del Consiglio direttivo. Il mio contributo all’attività dell’Associazione è riconducibile al recente progetto “La baita della cultura”, che prevede una serie di conferenze/incontri su tematiche relative alla storia, agli usi e costumi e alla vita socio-economica della Valtellina. Una di queste conferenze sarà dedicata alla poesia: “La Valtellina e Valchiavenna in poesia”. Una lettura di testi poetici, introdotti dal prof. Don Remo Bracchi.

Com’è nata la sua passione per la poesia e da quanto tempo scrive?

Avevo sempre considerato la poesia una letteratura di secondo piano, destinata in particolare ai “malati di cuore”…, fino a quando, vent’anni fa, ne scrissi una per scherzo. Piacque talmente tanto ai miei colleghi che ne seguirono altre e altre ancora. Le leggevamo durante la pausa pranzo, divertendoci. Una di queste, sorprendendo gli amici, riuscii a regalarla agli inattesi vicini di tavolo: Claudia Cardinale e Pasquale Squitieri. Me la restituirono con un loro gratificante commento che purtroppo ho smarrito. Eccola: Due gocce / poi una. / Due volti / e la voglia di falciare / i colori del prato / per fonderli nell’unico fiore / sbocciato nel primo mattino. / Una goccia. / Due volti. / Un’anima.

Leggo nella presentazione sul suo sito personale che è stato definito “Il poeta della speranza”. Quali sono le sue fonti d’ispirazione e le tematiche che maggiormente affronta nelle sue liriche?

Commentare poeticamente i fatti d’amore dei miei giovani colleghi e dei miei figli è stato l’esercizio giocoso che mi ha dato l’opportunità di scoprire (forse) una innata e sconosciuta “vis poetica”. Da questa produzione di intrattenimento al progetto di elaborare una mappa dei sentimenti in versione poetica il passo è stato breve. Ho così realizzato il volume, edito da Marna, Navigando nei sentimenti. Sotto le voci desiderio, seduzione, passione, gelosia, lontananza, litigio, abbandono, rimpianto, speranza ho raccolto e completato i miei testi, nonché selezionato e riproposto le liriche dei più importanti autori italiani. L’amore e la vita, in definitiva, sono le tematiche principali delle mie poesie.

Ho visto che vi sono state diverse altre pubblicazioni. Ce ne vuole parlare?

Volentieri. Mi limiterò a quelle a cui sono più legato. Iniziamo da quella che ha avuto maggior successo, circa 40.000 copie per i tipi della LDC: Il Consiglio pastorale parrocchiale. Cosa è, cosa fa, come funziona. Scritto nel 1976, ancora lo scorso anno ne sono state vendute 149 copie!

A questa guida pastorale è seguito un romanzo, Mare calmo forza sette. Racconta la ricerca esistenziale di alcuni giovani amici che si ritrovano al paese d’origine nel periodo estivo. Il testo era stato selezionato dall’editrice il Ventaglio di Roma, la quale, inopinatamente, fallisce, trascinando nell’insuccesso anche la commercializzazione del romanzo, che ha avuto l’onore di essere presentato a Roma dallo scrittore Stanislao Nievo.

L’ultima pubblicazione è stata la raccolta di poesie Navigando nel sentimento.

A Roma ci saranno sicuramente numerose opportunità, per un artista, di potersi esprimere e far conoscere la propria arte. Partecipa in genere a iniziative o a manifestazioni?

È vero. Roma offre un sacco di opportunità. Molte hanno un carattere marcatamente esibizionistico, che non è di mio gradimento. D’altronde i promotori devono pur considerare la redditività economica delle loro iniziative! Trovare quindi luoghi dove vi sia un confronto culturale, non episodico, sulla poesia è difficile anche a Roma.

Tiene contatti con altri poeti per uno scambio culturale?

Da due anni, come componente della giuria d’un premio internazionale di poesia, ho il privilegio di leggere e valutare un migliaio di componimenti provenienti da tutte le province italiane e da diversi paesi esteri. Ciò mi permette di venire a contatto con la vis poetica di tanti autori e con la loro capacità di modularla con le note delle immagini e delle parole.

Ho poi l’abitudine di sottoporre le liriche appena elaborate a degli amici, scelti per la schiettezza dei loro giudizi. Questo m’aiuta ad affinare le capacità espressive.

Quali progetti ha per il futuro in campo artistico?

Sto elaborando una mappa delle emozioni umane per verificare quali di queste sono state oggetto delle mie liriche. Spero di trovare in questo lavoro ulteriori stimoli per nuove composizioni poetiche. L’interesse del momento è tuttavia la stesura del romanzo dal titolo provvisorio “Tua madre non deve lucidarti le scarpe!”. Racconto la storia di un giovane emigrato valtellinese che ritorna dal Brasile dopo 35 anni per far rivivere il paese natio in abbandono. Una poesia letta nella sala d’attesa del suo dentista, figlio di emigrati valtellinesi, è il motivo scatenante:

Ti vedo lontano, sul monte / aggredito dal verde: / sei un nido di tetti / dimenticato nel bosco / senza più gente, / fuggita dagli stenti. / Non morirai, ingrato paese, / con le fatiche e i sogni / di tanta povera gente, / che le mura disfatte / ha abbandonato in preghiera.

Attorno a questo filo conduttore si snodano altre storie intriganti.

– …E in quello commerciale?

È un peccato che la poesia e più in generale la cultura non venga valorizzata appieno in termini economici. Nel mio piccolo ho predisposto alcuni gadget poetici per alberghi e gioiellerie da offrire in omaggio alla propria clientela. Ho fatto stampare alcuni prototipi che posso inviare in visione a chi avesse l’interesse a innovare il tradizionale omaggio di penne, calendari, ecc.

 

 

Selezione di Poesie

di Carlo Pini

 

Libertà

 

Già profuma di latte

nei capricci d’un bimbo,

ma è essenza e fragranza che muta

sulla pelle d’ognuno.

S’intravede

nel dono d’un bacio,

nella dignità d’un acerbo rifiuto.

Inebria

quando una donna ti coglie fra tanti…

libera,

pur correndo sui fili del rischio.

 

 

Pregare

 

Torno a pregarti, Signore,

ricordando quand’ero bambino.

Orazioni al mattino

con latte e caffè

per correre in chiesa

a servirTi la messa.

Vengo ora in ginocchio,

non sotto la croce,

ma dinanzi al creato,

a stelle smarrite,

alla luna che specchia in lei

qualcosa di Te,

Creatore.

 

 

Fastidio

 

Gli ho tagliato la testa stamattina

ma è pronto a sfidarmi il giorno dopo

quel maledetto pelo

che ha scelto il naso mio come casa sua,

quel ficcanaso!

 

 

Vivere

 

Cogliere il tempo dell’uomo

lungo milioni di anni

rifiutando il non senso, l’assurdo,

d’istinto!

ma barcollare di fronte

a un morente respiro.

 

 

Rondine

 

Non fa più capolino dal sottotetto

non la vedo nell’aria cacciare gli insetti

o a riposo sul filo che lega i due pali.

Sarà volata verso lidi più caldi,

lasciandomi solo il ricordo

d’un nido di fango.

 

 

Attesa

 

Attendo il volo leggero

dei passi tuoi,

fantasticando la sera.

 

 

Carlo Pini è nato a Grosio (So). È sposato ed ha due figli. Si è laureato alla Pontificia Università Gregoriana. Vive a Roma, dove ha lavorato nel settore della comunicazione istituzionale. Ha pubblicato: il saggio Il Consiglio pastorale parrocchiale, LDC, Torino 1976; il romanzo Mare calmo… forza sette!, “Il Ventaglio”, Roma 1995; una prima raccolta di versi Lampi di terra, Libroitaliano, Ragusa 1996; i testi poetici che accompagnano la raccolta di fotografie Il sentire delle montagne, Regione Lombardia, Milano 2001; la seconda raccolta di versi Navigando nel sentimento, Marna, Barzago (Lc) 2004. Nel 2003 gli è stato assegnato il premio internazionale “I migliori dell'anno per la sezione poesia” (Lublino-Polonia), organizzato dalla rivista Scena Illustrata.

 

(dalla Bottega letteraria” n. 44'l Gazetin, gennaio-febbraio 2010
abbonamento cumulativo
'l Gazetin+TELLUS 23,00 > labos@retesi.it)


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