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Paola Mara De Maestri. Poesia “bambina” (1ª parte)
29 Marzo 2010
 

La poesia è molto vicina al mondo dell’infanzia. Il suo “speciale” linguaggio suscita interesse e curiosità nei bambini fin dalla tenera età. Nei primi anni di vita i bambini ascoltano volentieri filastrocche e poesie e poi man mano che diventano più grandi si appassionano anche alla lettura. Ho avuto modo di constatare, in particolare in questi ultimi tre anni di laboratorio poetico a scuola, quanto la lettura di poesie sia coinvolgente e costituisca spunto di riflessione in merito a diverse importanti tematiche. Ho insistito molto, durante questo percorso pluriennale, sulla ricerca e sullo studio di poesie d’autore, abbinando l’attività di lettura con la musica e l’analisi dei testi con l’espressione artistica, più che focalizzare il mio intervento sulla produzione, in quanto ritengo che sia fondamentale innanzitutto conoscere e imparare ad apprezzare le opere dei grandi poeti italiani, in particolare del Novecento, e anche appartenenti ad altre culture prima di provare a scrivere.

Scrivere una poesia permette di indagare noi stessi, ci aiuta ad osservare con più attenzione il mondo che ci circonda, a scoprire le relazioni tra l’uomo, le cose e la natura, ad ascoltare il nostro mondo interiore, a divenire consapevoli delle nostre emozioni e dei nostri stati d’animo. Esprimersi con un linguaggio creativo contribuisce ad arricchire il nostro bagaglio lessicale: la lettura di un testo poetico ci permette di imparare parole nuove che possono essere riutilizzate in composizioni personali e creative.

Con la collega di Sondrio Angela Fumasoni, ho deciso di raccogliere alcune poesie scritte dai nostri alunni, che da due anni collaborano in progetti scolastici e di pubblicarle nello spazio on line della “Bottega letteraria”. Alcuni bambini hanno lavorato in gruppo, altri da soli e gli argomenti sviluppati sono diversi. Dato che gli alunni sono di quattro classi e quindi sono numerosi, abbiamo deciso di realizzare più pagine che verranno pubblicate in scadenze diverse. L'iniziativa potrebbe allargasi a brevi racconti e contributi di generi diversi provenienti da altre esperienze... Tenete d’occhio la Bottega letteraria! (Paola Mara De Maestri)

 

 

PRIMA PARTE

 

Poesie composte dagli alunni delle classi quinte C e D della Scuola primaria “A. Racchetti” di Sondrio e delle classi quinte A e B della Scuola primaria “Ugo Sansi” di Regoledo

 

 

W LA PACE

 

C’è un posto lontano

dove i bambini non giocano

e non possono leggere e scrivere a scuola.

 

C’è un posto

dove i bambini piangono,

non c’è altro che paura,distruzione, odio,

ma i bambini sperano ancora nella bontà dell’uomo.

 

C’è un posto vicino

dove gli adulti

non vogliono la guerra e

vivono in pace.

Evviva la pace! Abbasso la guerra!

 

Mattia Gianatti, Francesco Faldarini, Matteo Bagini, Angelo Tramontana, Alessio Scimè

Classe V D – Scuola primaria “A. Racchetti” di Sondrio


 

SOGNI DOLCI DI PACE

 

Dormendo sono entrato

in un mondo incantato

le persone son fedeli

l’amore scende in soffici veli.

Mi sono inoltrato nella giungla dei sentimenti

Dove tirano dolci venti

Nel laghetto del mio cuore,

la pace si sente, è un buon odore.

Amici batuffoli facevano un girotondo

ho pensato, che bello questo mondo

fanno una festa su quello spazio di terra

la festa lì è fare la pace prima di una guerra.

 

Nicolò Zecca

Classe V A – Scuola primaria “Don Ugo Sansi” di Regoledo di Cosio V.

 

 

LE COSE CHE FANNO LA DOMENICA

 

Il canto dei canarini dolce e soave,

andare alla messa domenicale per ascoltare le parole del Vangelo,

andare a bobbare sulla neve fresca della montagna

il latrato dei cani che ululano al vento,

i bei sogni che terminano candidi e allegri.

 

Rebecca Ruffoni

Classe V A – Scuola primaria “Don Ugo Sansi” di Regoledo di Cosio V.

 

 

PERCHÉ SPARI SOLDATO?

 

Perché spari soldato?

Perché sono in guerra.

Perché sei triste soldato?

Perché ho dovuto abbandonare la mia famiglia.

 

Perché quel bambino piange?

Perché ha perso il suo papà.

Perché quella madre è disperata?

Perché suo figlio sta soffrendo.

 

La guerra finirà?

Non lo so… forse un giorno accadrà.

E tu sarai felice?

Solo se rivedrò la mia famiglia,

a quel punto sarò felice.

 

Arianna Parolo, Rebecca Tralli, Clara Bonini, Selene Infantolino, Sara Cristini

Classe V D – Scuola primaria “A. Racchetti” di Sondrio

 

 

VEDO, SENTO, SPERO

 

Mi chiamo Andrea e sono un bambino.

Ogni giorno vedo

la morte negli occhi,

bambini che soffrono,

mamme che piangono,

gente che non spera più.

 

Mi chiamo Andrea.

Ogni giorno sento,

spari di fucile,

urla di sofferenza,

parole ingiuste

di persone senza cuore.

 

Mi chiamo Andrea.

Ogni giorno spero

che la guerra finisca,

che la gente

torni a sognare,

che l’odio svanisca.

 

Mi chiamo Andrea e sono un bambino.

Spero che la pace regni nel mondo!

 

Maddalena Pedrazzoli, Martina Nuzzo, Alessandra Gandossini

Classe V C – Scuola primaria “A. Racchetti” di Sondrio

 

 

QUEL MILITARE

 

In alto nel firmamento io guardo

e vedo tra le nuvole del cielo,

un militare alto e forte,

coraggioso e giustiziero,

che guarda fiero quel mondo chiamato Terra

dove lui aveva combattuto come un leone

per la pace, la pace dei tempi finora sconosciuti

che regnerà per sempre

per quel militare caduto.

 

Mattia Darra

Classe V A – Scuola primaria “Don Ugo Sansi” di Regoledo di Cosio V.

 

 

IN MEZZO A TANTA INDIFFERENZA

 

In guerra non c’è differenza,

c’è solo indifferenza.

 

Il mondo non ha colpa,

noi sì.

 

I colori in guerra sbiadiscono,

i colori in guerra non esistono.

In guerra si soffre,

in guerra si piange.

 

Gli uomini sparano,

i bimbi hanno paura,

le mamme piangono

i loro figli.

 

La guerra finirà,

se l’indifferenza svanirà!

 

Rebecca Prina, Martina Aldeghi, Rachida Ait

Classe V C – Scuola primaria “A. Racchetti” di Sondrio


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