Sabato , 28 Maggio 2022
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Scuola > Laboratorio
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Anna Lanzetta: “Pasqua a New York” di Blaise Cendrars
Cendrars in un ritratto di Modigliani
Cendrars in un ritratto di Modigliani 
18 Aprile 2008
 

L’immagine di un animo travagliato in un mondo travagliato. Pasqua a New York è l’analisi critica condotta da un poeta che scava nel profondo dell’uomo e della società come denuncia e come indagine psicologica con una forte connotazione soggettiva. Cendrars rende plastica e visiva la descrizione dell’evento, e coglie l’immediatezza della vita, attraverso la scelta e l’uso sapiente di parole che si caricano di mille significati in un panorama storico a lui coevo e a noi contemporaneo. Lo scritto evidenzia la potenza della poesia e l’efficacia della parola sul lettore.

Dalla voce di Carlo Ninchi, quale io l’ascolto, con il presente testo, desidero rendere omaggio a Giovanni Frediani, un mio amico scomparso, in tarda ma giovane età, che in vita mi fece dono di cassette audio, contenenti testi poetici e altro, che allora feci ascoltare ai miei studenti e che oggi porgo ai lettori di Tellusfolio, secondo la scelta da lui operata.

A. L.

 

 

Pasqua a New York

 

Oggi è il giorno del tuo Nome, Signore,
Ho letto in un vecchio libro le gesta della tua Passione,
E la tua angoscia e i tuoi travagli e le tue buone parole
Sono le lacrime di quel libro, dolcemente monotone.
Un monaco di un altro tempo mi parla della tua morte.
Tracciava la tua storia con lettere d'oro
In un messale posato sulle ginocchia.
Piamente lavorava ispirandosi a Te.
Seduto con la sua veste bianca, dietro l'altare,
Lentamente lavorava dal lunedì alla domenica.
Le ore si fermavano al limitare del suo eremo.
Chinato sulla tua immagine, lui si dimenticava di tutto.
Al vespro, quando salmodiavano le campane,
Il buon frate non sapeva se era il suo amore
O se era il Tuo, Signore, o il Padre tuo
A bussare a gran colpi alle porte del monastero.
Sono come quel buon monaco, stasera, mi sento inquieto.
Nella stanza accanto, un essere triste e muto
Aspetta dietro la porta, aspetta che io lo chiami!
Sei Tu, è Dio, sono io - è l'Eterno.
Non Ti ho conosciuto allora - e neppure adesso.
Non ho mai pregato quando ero un bambino.
Ma stasera Ti penso con terrore.
La mia anima è una vedova in lutto ai piedi della tua Croce;
La mia anima è una vedova in nero - è tua Madre
Senza pianto e senza speranza, come l'ha dipinta Carrière.
Conosco tutti i tuoi quadri appesi nei musei;
Ma Tu stasera cammini, Signore, al mio fianco.
Scendo a gran passi verso i quartieri più miseri,
La schiena curva, il cuore teso, lo spirito febbrile.
Il tuo costato aperto è come un sole immenso
E le tue mani attorno palpitano di scintille.
I vetri delle case sono invasi di sangue
E, dietro, le donne sono fiori di sangue,
Strani fiori del male, avvizziti, orchidee,
Calici capovolti aperti sulle tue tre piaghe.
Il tuo sangue raccolto, non l'hanno mai bevuto.
Hanno labbra dipinte e sottovesti di pizzo.
I fiori della Passione sono bianchi, come ceri,
Sono i fiori più dolci nel Giardino della Vergine.
È a quest' ora, Signore, è verso l'ora nona,
Che la tua Testa ricadde sul tuo Cuore.
Sono seduto in riva all'oceano
E mi ripeto un cantico tedesco,
Dove si dice con parole dolcissime, assai semplici e pure,
La bellezza del tuo Volto nella tortura.
In una chiesa, a Siena, in una cripta,
Ho visto lo stesso Volto, sul muro, dietro una tenda.
E in un romitaggio, a Burrie- Wladislasz,
E’ sbalzato a oro in un reliquiario.
Delle gemme opache sono al posto degli occhi
E dei contadini baciano inginocchiati i Tuoi occhi.
È impresso sul velo della Veronica
Perciò la Veronica è la Tua santa.
E’ la reliquia più efficace che si porti in giro nei campi,
Guarisce tutti i malati, tutti i malvagi.
Fa mille e mille altri miracoli,
Ma non ho mai assistito a queste scene.
Forse mi manca la fede, Signore, mi manca la bontà
Per vedere tale irradiare della tua Bellezza.
Eppure, Signore, ho compiuto un periglioso viaggio
Per contemplare in un berillo il rilievo della tua effigie.
Fa, Signore, che il mio volto premuto nelle due mani
Vi lasci cadere la maschera d'angoscia che mi serra.
Signore, fa che le mie due mani posate sulla bocca
Non conoscano la schiuma di una disperazione crudele.
Sono triste e ammalato. Forse per causa Tua,
Forse per causa di un altro. Forse per causa Tua.
Signore, la folla dei poveri per cui facesti il Sacrificio,
È qui, stipata come bestiame, negli ospizi.
Immense navi nere arrivano dagli orizzonti
E li sbarcano, a mucchi, sui pantani.
Vi sono Italiani, Greci, Spagnoli,
Russi, Bulgari, Mongoli, Persiani.
Sono bestie da circo che saltano i meridiani.
Si getta loro un pezzo di carne nera, come ai cani.
È tutta la loro felicità questo cibo immondo.
Signore, pietà per i popoli che soffrono.
Nei ghetti, Signore, brulica la turba degli Ebrei
Vengono dalla Polonia e sono tutti rifugiati.
Certo che lo so,ti hanno processato;
Ma credimi non sono del tutto malvagi.
Stanno nelle loro botteghe sotto lampade di ottone,
Vendono abiti vecchi, libri usati, armi.
A Rembrandt piaceva dipingerli nelle loro zimarre.
lo, stasera, ho contrattato un microscopio.
Ahimè! Signore, T'u non ci sarai più, dopo Pasqua
Signore, pietà per gli Ebrei delle baracche.
Le umili donne, ignare, che ti accompagnarono al Golgota,
Stanno nascoste. In fondo ai tuguri, su immondi sofà,
Sono bruttate dalla miseria degli uomini.
Dei cani hanno rosicchiato le loro ossa, e nel rum
Nascondono il vizio incallito che va perdendo le squame.
Quando una di queste donne mi parla, Signore, io sto male.
Vorrei essere Te per amare le prostitute.
Pietà, Signore, per le povere prostitute.
Signore, sono nel quartiere dei bravi ladri,
Dei vagabondi, dei mendicanti, dei ricettatori.
Penso ai due ladroni che erano con te al Supplizio,
So che ti degni sorridere della loro miseria.

Signore, uno vorrebbe una corda con un nodo in cima,
Ma non è gratis, la corda, costa venti soldi.
Ragionava come un filosofo, quel vecchio bandito.
Gli ho dato un po' d'oppio perché vada più svelto in paradiso.

Penso anche ai suonatori di strada,
Al violinista cieco, al monco che suona l'organetto,
A quella che canta col cappello di paglia a rose di carta;
So che sono loro che cantano nell'eternità.

Dà loro l'elemosina, Signore, non solo la luce dei fanali a gas,
Signore, fa loro la carità di un po' di soldi in questa vita.

Quando moristi, Signore, la cortina si lacerò,
Ciò che si vide dietro, nessuno l'ha detto.

La strada è come una piaga nella notte,
Tutta oro e sangue, fuoco e immondizie.

Quelli che avevi cacciati dal tempio con la tua frusta,
Sferzano i passanti con una manciata di misfatti.

La Stella che sparì allora dal tabernacolo,
Brucia sui muri nella luce cruda degli spettacoli.

Signore, la Banca illuminata è come una cassaforte,
Dove,si è coagulato il Sangue della tua morte.

Le strade si fanno deserte, divengono più nere.
lo vacillo come un ubriaco sui marciapiedi.
Ho paura dei grandi lembi d'ombra che proiettano le case.
Ho paura. Qualcuno mi segue. Non ho il coraggio di voltarmi.

Un passo zoppicante saltella sempre più vicino.
Ho paura. Ho il capogiro. Mi fermo apposta.
Uno spaventoso mariolo mi ha lanciato un'occhiata
Acuta, poi è passato, sinistro, come un pugnale.

Signore, non è mutato nulla da quando non sei più Re.
Il Male si è fabbricato una gruccia con la tua Croce.

Scendo i gradini consunti di un caffè
Eccomi seduto dinanzi a un bicchiere di tè.

È un locale di Cinesi, sorridono con la schiena,
Per questo si chinano, pieni di moine come macachi.

Il locale è piccolo, con un intonaco rosso,
E curiose fotografie dentro cornici di bambù.

Ho-Kousai ha dipinto i cento profili di una montagna,
Come sarebbe il tuo Volto dipinto da un Cinese?..

Quest'ultima idea, Signore, mi ha in principio fatto sorridere.
Ti vedevo di scorcio nel tuo martirio.

Ma tuttavia il pittore avrebbe dipinto il tuo, tormento
Con più crudeltà dei nostri pittori Occidentali.

Lame ondulate avrebbero segato le tue carni,
Pettini e pinze avrebbero striato i tuoi tendini,

Ti avrebbero fatto passare il collo in una gogna,
Ti avrebbero strappato le unghie e i denti,

Immensi dragoni neri si sarebbero gettati su di Te,
E ti avrebbero soffiato le loro fiamme nel collo,

Ti avrebbero strappato la lingua e gli occhi,
Ti avrebbero impalato su di una pertica.

Così, Signore, avresti sofferto ogni infamia,
Poiché non esiste posizione più crudele.
Poi, ti avrebbero gettato ai porci
Che ti avrebbero divorato il ventre e le viscere.

Adesso sono solo, gli altri sono usciti,
Mi sono disteso su un banco lungo il muro.
Avrei voluto entrare, Signore, in una chiesa;
Ma non esistono campane, Signore, in questa città.

Penso alle campane silenziose: - ma dove sono le antiche campane?
Dove sono le litanie e le dolcissime antifone?
Dove sono i lunghi uffizi e dove i bei cantici?
Dove sono le liturgie e dove le musiche?

Dove sono i tuoi fieri prelati, Signore, dove le tue religiose?
Dove il camice bianco, l'amitto dei Santi e delle Sante?

La gioia del Paradiso scompare nella polvere,
I mistici fuochi non rosseggiano più sulle vetrate

L'alba tarda a venire, e nello stretto tugurio
Delle ombre crocefisse agonizzano alle pareti.
È come un Golgota notturno in uno specchio
Dove lo si veda rossastro tremolare sul nero.

Sotto la lampada il fumo sembra un panno stinto
Che si avvolge attorcigliato attorno ai tuoi fianchi.
Al di sopra è sospesa la lampada fioca
Come la tua Testa, è triste esangue morta.

Degli strani riflessi palpitano ai vetri...
Ho paura, - e sono triste, Signore, d'essere così triste.

«Dic nobis, Maria, quid vidisti in via?»
- Tremare la luce, umile nel mattino.
«Dic nobis, Maria, quid vidisti in via?»
- Palpitare come mani biancori smarriti.

«Dic nobis, Maria, quid vidisti in via? »
- Trasalirmi nel seno il presagio di primavera.

Signore, l'alba è scivolata fredda come un sudario
E ha messo a nudo nell'aria i grattacieli.

Già un rumore immenso risuona sulla città.
Già balzano i treni, rombano e passano.
La metropolitana corre e rimbomba sottoterra.
I ponti vibrano al passare dei treni.

La città trema. Grida, fuoco, fumo,
Urlano rauche le sirene a vapore.
Una folla sudata per la febbre dell'oro
Si pigia e sprofonda in lunghi corridoi.

Offuscato, nell'intrico dei tetti fumanti,
Il sole, è il tuo Volto lordato dagli sputi.

Signore, rincaso stanco, solo, estremamente depresso...
La mia camera è spoglia come una tomba...
Signore, sono solo e ho la febbre...
TI mio letto è gelato come una bara...

Signore, chiudo gli occhi e batto i denti...
Sono troppo solo. Ho freddo. Ti chiamo...

Centomila trottole vorticano davanti ai miei occhi...
No, centomila donne... No, centomila violoncelli...

Penso, Signore, alle mie ore infelici...
Penso, Signore, alle mie ore per le strade...
Non penso più a Te. Non penso più a Te.

Blaise Cendrars
New York, aprile 1912

 

 

Blaise Cendrars, pseudonimo dello scrittore francese di origine svizzera Frédéric Sauser (La Chaux-de-Fonda 1887-Parigi 1961). A sedici anni iniziò con una fuga verso la Russia, l’Asia e l’America una vita avventurosa che continuò anche dopo l’amputazione di un braccio in seguito a ferite di guerra. La sua opera nasce sotto il segno del cosmopolitismo, dell’avventura e della modernità, influendo in questa direzione sulle più importanti figure dell’arte contemporanea, da Apollinaire a Ricasso, a Picabia e a Braque. Nel 1909 venne pubblicata la sua prima opera poetica, La légende di Novgorod, cui seguirono Les Pàques a New York (1912; Pasqua a New York), La prose du Transsibérien et de la petite Jehanne de France (Prosa della Transiberiana e della Piccola Giovanna di Francia), del 1913, che influenzarono il movimento surrealista e la poesia di Apollinaire e Kodak (1924).

Le opere in prosa sono una sorta di epopea dell’avventuriero moderno, tra queste: L’or (1925; L’oro), L’homme foudroyè (L’uomo fulminato, 1945), La main coupée (1946, La mano tagliata),

Emmène-moi au bout du monde (1955; Portami in capo al mondo).

Blaise Cendrars morì a Parigi, nel 1961. (Grande Enciclopedia D’Agostini)


Articoli correlati

  Anna Lanzetta. Mostra Fotografica: Ritratti della Memoria
  Anna Lanzetta: Letture per l'estate 1. Con il gioco della recensione...
  Anna Lanzetta: Contro l’analfabetismo della sicurezza
  Antonio Possenti dipinge Campana. Una fiaba triste. Mostra a Firenze in Palazzo Vecchio
  Anna Lanzetta: Sul concetto di "utile" insegnando. Pacato dissenso da Ugo Sentito
  I poemi di Ossian: Daura e Arindal
  Anna Lanzetta: Quando Filippo Lippi pittura narrando. Dipinti per gite scolastiche 1
  Anna Lanzetta. Per ricordare Dante
  Anna Lanzetta: Elementi del Neoclassicismo in Canova, David e Gros
  Mary Katherine Hamnett: A proposito di “Cenerentola, storia di una principessa”.
  Anna Lanzetta. Tra le meraviglie d’Italia: Il Vesuvio nelle impressioni di Antonio Stoppani
  Anna Lanzetta: Bestialità odierne. Razzismo e impronte digitali.
  Anna Lanzetta. Invito alla lettura
  Anna Lanzetta: Difendiamo i nostri valori
  Anna Lanzetta: "Sapere per creare" al palazzo del Podestà del Galluzzo di Firenze
  Anna Lanzetta: Il diritto all’Arte per gli studenti degli istituti tecnici.
  Anna Lanzetta: La forma del libro. Dal rotolo al codice, secc. III a.C.- XIX d. C.
  Anna Lanzetta: "Ritratti di famiglie delle dinastie cinesi" al Museo Bellini di Firenze
  Anna Lanzetta. Storia di una chiocciola e di un lumacone
  Anna Lanzetta: Sul “Giorno della Memoria”. Riflessione per non dimenticare.
  Anna Lanzetta. Contro la violenza: dignità e amore
  Anna Lanzetta / Maria Lucia Querques. Un po' di educazione stradale a scuola?
  Anna Lanzetta: Il mio angioletto azzurro
  La Locride. Sulle orme della storia. Viaggio tra arte e cultura 1
  Maria Lucia Querques: Quando emigravamo noi italiani con la valigia di cartone
  Anna Lanzetta. “Parole e pensieri di Bona Bianchi, donna di Piombino”
  Anna Lanzetta: Un amore impossibile
  Anna Lanzetta. Storia del sole e della luna
  Anna Lanzetta: Cenerentola, storia di una principessa
  Anna Lanzetta. Viaggio a Varanasi tra luci e ombre
  Anna Lanzetta. Un libro dedicato alla natura e all’ambiente
  Rigoletto: Storia tragica di un buffone di corte.
  Anna Lanzetta. Il peso delle parole. Il valore della “storia”
  Anna Lanzetta: Il miracolo di San Gennaro
  Anna Lanzetta: “Romanzo storico e pittura di storia”. Arte per gli istituti tecnici 1
  La letteratura insegna: Luigi Pirandello e Corrado Alvaro nel gioco della vita
  Anna Lanzetta: Sulle Lettere a Lucilio di Seneca, sulla mia lettera a Silvia Biancalani
  Anna Lanzetta: La Fotografia racconta. Firenze al tempo di Cézanne.
  Anna Lanzetta: Tra cuore e batticuore “Febbre d’Amore”. Recensione di Tellus 29
  Anna Lanzetta. Contro la disumanità, il cuore
  Anna Lanzetta: Invito all’opera “Elettra” di R. Strauss. Teatro Comunale di Firenze
  Anna Lanzetta: Un’estate insieme (divertendoci con la scrittura) 1
  Anna Lanzetta: L'ora di religione tra proteste e dissensi.
  “Sapere per Creare” (Parte Seconda) a cura di Anna Lanzetta
  Anna Lanzetta. Contro la violenza, la cultura
  Anna Lanzetta: Una scuola senza sorriso
  Maria Lucia Querques: Commento su il concetto di "utile" insegnando
  Anna Lanzetta. Sapere per Creare
  Anna Lanzetta: La Madonna dei Tramonti di Pietro Lorenzetti. Dipinti per gite scolastiche 2
  Anna Lanzetta: Medioevo romantico: Manzoni, Hayez, Verdi
  Obama alla casa Bianca. Breve antologia per gli studenti sulle lotte dei neri d’America.
  Anna Lanzetta: “ArteMobile. Dalla Pietra al Chip” una mostra per tutte le età
  Anna Lanzetta “La tragedia di un personaggio” di Luigi Pirandello
  Ricordando con Joyce Lussu la Shoah
  Anna Lanzetta. Il “sole” è vita, ma non il “sole di Adro”
  Anna Lanzetta: Pittura di Storia. Prima parte: Contesto storico-culturale
  “Sapere per Creare” (Parte terza) a cura di Anna Lanzetta
  Anna Lanzetta: La pittura di Ottone Rosai a Palazzo Medici Riccardi
  Alessandra Borsetti Venier: “Addio, mia bella, addio…” il libro di Anna Lanzetta
  Anna Lanzetta: Dalla parte dei giovani
  Anna Lanzetta: Una proposta per l'estate. Leggere-inventare con il gotico
  Ricordando con Primo Levi l'orrore dell'Olocausto nazifascista degli ebrei
  La Locride. Sulle orme della storia. Viaggio tra arte e cultura 2
  Breve nota su Efeso per incorniciare le fotografie di Anna Lanzetta. Fotoalbum 10
  Anna Lanzetta: I rischi degli adolescenti. Sui debiti di gioco e la baby prostituzione
  Anna Lanzetta. Un regalo per Natale? Un atto d’amore.
  Romeo e Giulietta. Dalla lettura alla ri-scrittura degli studenti
  L’arte di raccontare. La meravigliosa storia di Shéhérazade. A cura di Anna Lanzetta 1
  Il Trovatore di Giuseppe Verdi. Melodramma per la scuola
  Anna Lanzetta: La scuola modello Gelmini ovvero caos demenziale
  Anna Lanzetta: La scuola nella tana dei serpenti tra retrocessioni e pregiudizi
  Anna Lanzetta: Vi consiglio ‘A menesta ‘mmaretata
  Anna Lanzetta. Dalla sofferenza privata al dolore universale: la natura come simbolo
  Napoli. Il Rione Sanità
  Anna Lanzetta: Sono sempre più soli. Sulla morte di uno studente adolescente.
  Anna Lanzetta. I ragazzi delle “baby gang”
  L’arte di raccontare. Il racconto di Shéhérazade. Sinbdad il Marinaio. A cura di Anna Lanzetta
  Anna Lanzetta. Il male della scuola: la dispersione
  Ricordo di Mario Luzi per tutti i lettori e per gli studenti
  Il Fantastico. L’esempio del “Codice antico” con Kandinskij
  Anna Lanzetta: da La Môme a La vie en rose. Una lezione di cinema e di vita.
  Anna Lanzetta: Scacchi e poi recitare, ballare e cantare la vita
  L’ascesa al monte Ventoso nelle impressioni di Francesco Petrarca. A cura di Anna Lanzetta
  Anna Lanzetta: Una fiaba per capire, una mostra per riflettere. Pinocchio a Palazzo Pitti.
  Anna Lanzetta: Sguardi d'artisti. Dal Neoclassicismo al Simbolismo. Mostra a Firenze.
  Anna Lanzetta. Storia del valzer delle lucciole
  Anna Lanzetta: Noi diciamo NO! Dalle ronde fino alla stampa del CAPO
  Il Fantastico nell’epica classica 2
  Alessandra Borsetti Venier. “Firenze nel cuore” di Anna Lanzetta
  Anna Lanzetta: Sullo Sportello Sostegno Studenti e lo stress degli studenti.
  Anna Lanzetta: Giudicati o giudicanti
  Anna Lanzetta: Uniti contro ogni violenza come educatori.
  Anna Lanzetta: Vincenzo Cabianca e la civiltà dei Macchiaioli tra Storia e Letteratura.
  “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana ed europea”. Presentate da Anna Lanzetta
  “Mai più guerra” con il viatico dei disegni di Käthe Kollowitz
  Anna Lanzetta: A proposito dell’immagine
  Anna Lanzetta: Cézanne a Firenze e la mostra a Palazzo Strozzi
  Anna Lanzetta: Viaggio a Matera
  Anna Lanzetta. Omaggio a Matera 1
  MultiMedia presenta Anna Lanzetta: La Breccia di Porta Pia
  Anna Lanzetta. Il valore della parola e della cultura
  Anna Lanzetta. Armonie di un giardino toscano
  Anna Lanzetta. Storia di una lira e di un violino
  Anna Lanzetta: Il mio saluto a Evelina Simonelli ragionando di pensione e di scuola
  Aspettando Natale con Hans Cristian Handersen. Fiaba per studenti di ogni età
  Anna Lanzetta: Il noir di Silvia Ballestra su Chiavenna. Sugli studenti che lo leggono.
  Il Vesuvio nelle impressioni di Antonio Stoppani. A cura di Anna Lanzetta
  Geografia cristologica: Basilio Magno, Gregorio di Nazianzo in Cappadocia. Fotoalbum 7
  Il Vesuvio nelle impressioni di François-René de Chateaubriand
  Anna Lanzetta: Al mio amico Giovanni Frediani
  Anna Lanzetta: L'"Amore" di Emma
  “Romanzo storico e pittura di storia”. Arte per gli istituti tecnici 2.
  Anna Lanzetta: Integrazione e intercultura. Sugli studenti stranieri in classe.
  La professoressa Anna: studentesse e colleghe: Mary, Ambra, Laura, Elena, Lucia.
  Ionio e Locride. Fotoalbum come illustrazione
  Anna Lanzetta. Per ogni donna, un racconto e un fiore
  Il Fantastico nell’epica classica 1
  Anna Lanzetta: qualcosa che so sulla maturità, qualcosa che ricordo del mio esame.
  “Romanzo storico e pittura di storia”. “Massimo D’Azeglio e Ippolito Nievo”. Arte per gli istituti tecnici 4
  Il Signore degli anelli, Harry Potter, Il cavaliere inesistente, La tempesta...
  L’arte di raccontare. Il racconto di Shéhérazade. Sinbdad il Marinaio. A cura di Anna Lanzetta 3
  Anna Lanzetta. Con il filo spinato nel cuore
  Dalla lettura alla scrittura: Il morso eterno di Dracula
  Anna Lanzetta. Studiare con l’arte: Giovanni Pascoli
  Anna Lanzetta: "Noi ci rifiutiamo". Guerra e pittura. L'esempio di George Grosz (1)
  Anna Lanzetta: Favurit, Favurit. Tra versi e prosa, il pranzo è servito
  Anna Lanzetta: Madonna col bambino di Filippo Lippi a Palazzo Medici Riccardi di Firenze
  Anna Lanzetta: 31 Dicembre, Cenone di Capodanno: dalle otto a mezzanotte
  Anna Lanzetta: “Romanzo storico e pittura di storia”. Arte per gli istituti tecnici 3
  Romanzo storico e pittura di storia (5). Visita alla Galleria d’Arte Moderna Firenze
  Il fantastico mondo del re degli Elfi
  Anna Lanzetta: Voto in condotta. Condanna (per gli adulti) senza appello
  Napoli. I giovani del Rione Sanità
  Dal discorso tenuto da Barack Obama all'Università del Cairo. Proposta per gli esami.
  Anna Lanzetta: “Da Petra a Shawbad. Archeologia di una frontiera”
  Anna Lanzetta: Marco Polo. Una proposta per l’estate 2. Leggere e creare
  Anna Lanzetta. L’Italia divorata dai roghi
  Anna Lanzetta. Il sentimento del dolore. Affinità tra Pascoli e Munch
 
 
Immagini correlate

  Anna Lanzetta - Matera- Cattedrale di sant’Eustachio
  Anna Lanzetta - Matera, interno di casa
  Locride - San Giovanni Therestys
  Anna Lanzetta - Matera-Santa Maria di Idris
  Locride - La Cattolica di Stilo
  Anna Lanzetta - Matera "I Sassi"
  Locride - Le Dolomiti del Sud
  Locride - Santa Maria di Monte Stella - Locride
   Locride - Panorama
  Vesuvio 1 - Chateaubriand
  Vesuvio 2 - Chateaubriand
  Locride - La fiumara
  Anna Lanzetta - Matera- La salita
  Anna Lanzetta - Matera-La Gravina
  Notte d’estate - Silenzio cantatore
  Moschea Blu - Interno - Istanbul
  Santa Sofia - Istanbul
  Santa Sofia, interno - Istanbul
  Pamukkale, La cascata pietrificata - Turchia 5
  Commerci sul Bosforo
  Ada Negri - La danza della neve
  Istanbul - Palazzo Topkapi
  Efeso - Teatro
  La fortezza di Rumeli Hisari - Bosforo
  Efeso - Il bassorilievo della Nikè
  Istanbul - La Moschea Blu
  Palazzo Beylerbeyi - Bosforo
  Efeso - Via dei Cureti
  La danza dei dervisci - Anatolia 6
  La Cappadocia - Anatolia 1
  Efeso - La fontana di Traiano
  Efeso - La biblioteca di Celso
  Bosforo
  Ponte sul Bosforo
  Lago salato, Anatolia 3
  I camini delle fate, Cappadocia-Anatolia 2
  Le tessitrici dei tappeti - Anatolia 7
  Gabriela Mistral - E' scesa la neve
  Valle di Göreme - Cappadocia-Anatolia 4
  Efeso - Impronta di piede nel postribolo
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 2 commenti ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 74.9%
NO
 25.1%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy