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Rosa Pierno: Coppia Cromatica
André Masson: L
André Masson: L'enlèvement, 1932 
07 Aprile 2008
 

Nel quadro, il movimento è rappresentato con una linea continua che lega e attanaglia gli arti agli artefici. Vi è somiglianza fra i dominanti e i dominati. Le tre coppie, disposte nella medesima posizione, compiono lo stesso atto con lo stesso ritmo. Le tonalità passive appassiscono. I partner attivi si dirigono verso la luce come girasoli. Le figure si giustappongono e si ritagliano, si incollano e si distolgono. Saldate col massimo grado di saturazione manifestano scollature in punti nevralgici. Coppie inverse iniziano le danze col piede sbagliato. Coppie convergenti si calpestano. Nell’ammasso di carne, un unico corpo.

 

Nelle due coppie in primo piano sono presenti tutti i colori della triade dominante. La tensione s’inscena orizzontalmente e viene attivata da un movimento avanti-dietro. Un corpo, in particolare, è aggressivo e sembra avanzare verso l’osservatore, mentre il suo speculare sembra retrocedere fino a rendersi impercettibile. L’indivisibilità della coppia è evidenziata soltanto dallo fondo con la tonalità complementare alla somma delle diversità che la costituiscono.

 

I corpi sono pallidi, ammassati, scolpiti in un’unica pietra calcarea. Sul pavimento, ai piedi del letto, altre due figure. Nello specchio, gli inversi. Uno dei due corpi subisce. Strisce di colore si abbattono sulle membra livide. Ai piedi del primo gruppo, un tappeto su cui un solo corpo si espone. Accanto, corpi intricati, mossi da una tensione verso il congiungimento. La sensazione di incompletezza è dovuta all’assenza del terzo elemento; la loro armonia dipende dall’equilibrio della mescolanza canonica. Il luogo di separazione da cui provengono, e a cui inevitabilmente tendono a tornare, viene rappresentato dall’arte della fuga che inscena sparizioni e inaspettati ciclici ritorni. Si noterà che due corpi complementari si annullano nel grigio. Che nuova carne deve essere utilizzata per alimentare la passione del rosso.

 

Sottraendo le parti dal tutto si ottiene un resto che non è un corpo. Se posti in competizione con una coppia di diversa tonalità, corpi si legano con quelli di tonalità rossastra, dando vita a un legame più intenso. Il legame è legato, ma non per sempre. Il risultato cromatico globale rimane invariato. L’unità della coppia di superficie assume un valore diverso in relazione al senso della profondità. Il “sempre” rivoltato è il “giammai”. Muscoli, tendini, denti, immersi nel dramma sanguinolento, galleggiano sulla superficie, si sbarazzano della storia, dello sfondo, del lascito. Il risultato è un blocco cromatico che si rapprende, che si scurisce e si rinsalda come un patto e in cui ciascun arto si lega a tutti gli altri annullando ogni logica articolazione. Il sopra non si distacca dal sotto, la destra si rinsalda alla sinistra. Inutile e idiota appare qualsiasi tentativo di immergere le restanti parti in una soluzione acromatica.

 

Il rapporto è meno semplice quando sono in gioco tre figure. La combinazione asimmetrica non le vede mai distese contemporaneamente. Nella mescola dei caratteri squilibrati, le tonalità sono entrambe dinamiche. Nel conflitto che ne consegue, emergono tensioni di vario grado e di segno opposto: attrazioni e repulsioni scandiscono i battere e i levare dello svolgimento sentimentale. Il corpo comune nelle due coppie è il perno delle tensioni che si instaurano e, condiviso, può essere dominante in una mescolanza e subordinato nell’altra.

 

Un corpo separato può inglobare il corpo mancante come sfondo di completamento o può utilizzare come sfondo due terziari la cui somma equivale all’uno. Corpi che appartengono allo sfondo divengono opachi a qualsiasi tipo di riflessione. Ciò che hanno in comune sono le loro membra sovrapposte. La complementarità viene a scardinarsi quando si aggiunge il terzo primario. Le figure subiscono un movimento simile e parallelo che tende a porle sullo stesso piano. Il movimento si trasmette nello spazio saturo.

 

Una coppia può conquistare la parte alta del quadro e inscriversi in un cerchio che impedisce a qualsiasi altro di avvicinarsi. Se un corpo si avvicina troppo a un altro, formando con esso una giustapposizione, si lega a quest’ultimo, scindendosi dal corpo precedente che viene emarginato. Alla concitazione dei corpi, il cui movimento nella parte alta del quadro diviene parossistico, si accompagna una recrudescenza del rosso. Una diversa pressione esercitata sulle pareti, sul ventre, tra le gambe causa un rossore a cui s’accompagna l’aumento della temperatura. Sotto la gola, il sudore diaccia la pelle. Lì, un colore più stanco intercala i gemiti. La figura principale è come trascinata con forza verso il basso, dove viene risucchiata nel nero, fino alla definitiva sparizione.

 

Rosa Pierno


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