Sabato , 28 Maggio 2022
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Nave Terra > Sì, viaggiare
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
La Locride. Sulle orme della storia. Viaggio tra arte e cultura 2
Madonna di Polsi
Madonna di Polsi 
30 Ottobre 2008
 

Locri e la Magna Grecia: «Veniva quel giorno dal Capo Zephyrio un furioso vento di scirocco trascinando nuvole nere; scuro e ribollente era lo Ionio, tanto che, senza la selva di agrumi che spuntavano dagli orti cintati, non avrei riconosciuto la dolce terra di Locri: Persefone aveva chiuso il ciclo della sua riapparizione terrena, ed era tornata sorridente ad assidersi sul suo trono di regina, accanto a Pluto, nel buio regno dei morti…» (Amedeo Maiuri, Tra Locri Antica e Nuova, 1951)

«Per sentieri stretti e polverosi procediamo sotto un sole crudele che arroventa la campagna piena di silenzio. Olivi giganteschi dai tronchi robusti come pilastri custodivano la pace della natura, appena turbata da voci pacate che si levano dalle trincee degli scavi, sparse tra gli alberi secolari non ancora abbattuti…» (Vincenzo Ciardo, Brutium, 1957)

 

Locri è ricordata come patria di Zaleuco, primo legislatore del mondo occidentale e ha avuto varie fasi storiche, riferite alla colonizzazione greca (VII sec. a.C.).

Interessante è la visita al parco archeologico dove sono visibili le grandi mura che perimetravano per oltre 7 km. l’antica città, l’area del rione artigianale e commerciale detto “Cento Camere”, il Tempio Jonico di Marasà e le torri di difesa e di avvistamento. Sulla collina di “Pirettina” sono visibili  i resti del teatro greco-romano. Reperti archeologici di notevole interesse si trovano al Museo Nazionale cittadino (Calabria, Viaggio nella Riviera dei gelsomini).

Locri Epizephyrii (presso il capo “Zephyrio”, oggi capo Bruzzano), fondata da coloni provenienti dalla Locride greca nel VII sec. a. C. fu una delle più fiorenti città della Magna Grecia tanto da essere chiamata da Platone «Fiore dell’Italia per nobiltà, per ricchezza e gloria delle sue genti».

Nel museo di Locri l’Archeologia diventa materia viva e  racconta nei pannelli i riti, le credenze, la  storia della Magna Grecia, di  quel mondo passato  ma così presente e vivo nell’arte: la pittura vascolare, i manufatti e le suppellettili  ne sono una chiara testimonianza.

Il museo  offre, con l’insieme dei reperti archeologici e le didascalie, una lettura dettagliata del periodo storico che  rappresenta ed è una guida sicura per i visitatori e gli studenti.

 

-Il sole brucia la terra nelle ore più calde delle giornate di agosto, ma sui volti degli abitanti si legge la bontà tipica del luogo: aspettate, e la donna mi portò una bottiglia di acqua freschissima. Aveva un’età indefinibile, con abiti contadini, mi porse l’acqua e mi sorrise; solo tre denti arricchivano la sua bocca ma io vi lessi il cuore della Locride e l’abbracciai con amore; in quel sorriso avevo ritrovato lo spirito antico dei valori ancestrali dell’ospitalità, gesti semplici che si ripetono come imeravigliosi fichi d’india che mangiai con golosità; solo il pennello di un pittore potrebbe  rappresentare  i monti ricoperti dai fichi d’india a perdita d’occhio-.

 

Incisiva nel territorio  è la religione con i suoi riti antichi  che si ripetono annualmente, a seconda delle ricorrenze  in tutti i paesi con grande affluenza di fedeli; notevoli sono le festività della Pasqua dove ricorrente è il tema dell’ “Affruntata”: tre statue, raffiguranti Maria Addolorata, Gesù e San Giovanni che vengono trasportate a spalla per il paese a  simboleggiare l'incontro dopo la resurrezione di Cristo.

 

 

San Luca e la Madonna di Polsi: San Luca fu fondata nel 1592 dai profughi della città di Potamia. Nel suo territorio c’è il famoso Santuario della Madonna di Polsi, di origine basiliano-normanno,  fondato da  Ruggero il Normanno nel 1144.

San Luca ha dato i natali a Corrado Alvaro (1895-1956), il più grande scrittore calabrese contemporaneo. Nella monografia “Calabria”, lo scrittore  scrive: “Dirò di una festa che è forse la più animata delle Calabrie. Le feste fanno conoscere la natura degli uomini. Nell’Aspromonte abbiamo un Santuario che si chiama di Polsi, ma comunemente della Madonna della Montagna. È un convento basiliano del millecento, uno dei pochi che rimangono in piedi nelle Calabrie. La Madonna è opera siciliana del secolo XVI, scolpita nel tufo e colorata, con due occhi bianchi e neri, fissi, che guardano da tutte le parti”.

 

Ognuno fa quello che può per fare onore alla Regina della festa: la gente può portare, essendo scampata da un male, un cero grande quanto la persona di chi ha avuto la grazia, o una coppia di buoi, o pecore, o un carico di formaggio, di vino, di olio, di grano; ci sono tanti modi per disobbligarsi con la Vergine delicata, come la chiamano le donne. Uno, denudato il petto e le gambe, si porta addosso una campana di spine che lo copre dalla testa ai piedi, spine lunghe e dure come crescono nel nostro spinoso paese, e che ad ogni passo pungono chi ci sta in mezzo. Una femminella fa un tratto di strada sulle ginocchia; e così le ragazze fanno la strada ballando, e balleranno giorno e notte per le ore che hanno fatto il voto, fino a che si ritrovano buttate in terra o appoggiate al muro, che muovono ancora i piedi. E i cacciatori, poi, che fanno voto di sparare alcuni chili di polvere, in quei giorni non si parla  di porto d’armi, e i Carabinieri lo sanno. Gli armati si dispongono nei boschi intorno al Santuario e sparano notte e giorno […]

 

Si vedono le mille facce delle Calabrie. Le donne intorno dicono le parole più lusinghiere alla Madonna, perché si commuova. […] Sul banco coperto di un lino, le donne buttano gli orecchini e i braccialetti; gli uomini tornati da una fortunata migrazione le carte da cento e da più: è una montagna d’oro e di denaro che per la prima volta nessuno guarda con gli occhi cupidi. La Vergine guarda sopra tutti, e i gioielli degli anni passati la coprono come un fulgido ricamo […]

 

Al terzo giorno di Settembre si fa la processione e si tira fuori il simulacro portatile […] tra lo sparo dei fucili che formano non si sa che silenzio fragoroso, non si sente altro che il battito di migliaia di pugni su migliaia di petti, un rombo di umanità viva tra cui l’uomo più sgannato trema come davanti a un’armonia più alta della mente umana. Le semplici donne che non si sanno spiegare nulla, si stracciano il viso e non riescono neppure a piangere […]”. 

 

La leggenda della Vergine di Polsi racconta  che nel IX secolo alcuni monaci, provenienti dalla vicina Sicilia, a causa delle incursioni saracene, si spinsero nel cuore dell’Aspromonte, ai piedi di Montalto, dove fondarono una minuscola colonia e costruirono una piccola chiesa. A causa del disagio  per la lontananza dagli altri  villaggi, il luogo  fu abbandonato.

Nell’XI secolo un pastore, di nome Italiano, mentre cercava un toro smarrito, vide  l’animale che dissotterrava una croce di ferro;  seguì a questo l’apparizione della Beata Vergine con il Bambinello in braccio che disse: “Voglio eretta una chiesa…per diffondere le mie grazie sopra tutti i devoti che qui verranno a visitarmi”. Per questo fu  costruito un santuario dove all’interno, tutt’oggi, sono conservate la statua della Madonna della Montagna di Polsi, una scultura  in tufo di notevole bellezza e lucentezza, la Santa Croce e vari cimeli tra i quali la bara del principino di Roccella.

 

«Questo Santuario», ha scritto l’illustre latinista taurianovese Francesco Sofia Alessio (v. Storia della Calabria) nella prefazione del suo poemetto “Feriae montanae”, «fu fondato al tempo di Ruggiero il Normanno, dopo che un pastore vide un torello genuflesso dinanzi ad una Croce greca, che si conserva ancora, e dopo l’apparizione della Vergine, che volle un tempio nella Valle di Polsi per richiamare intorno a sé i fedeli di Calabria e di Sicilia.

Innumerevoli sono i miracoli operati dalla Vergine della Montagna e le grazie concesse.

Nell’anno 1771, i principi di Caraffa, ottenuta per intercessione di Maria prole maschile, si recarono al Santuario per ringraziare la Vergine, ma giunti presso Bovalino il bambino morì. I Principi, composto il corpicino in una bara, ripresero il viaggio con la ferma fede che la Madonna lo avrebbe restituito in vita. Entrati nel Santuario esposero sull’altare il cadaverino e cominciarono a recitare le litanie, e quando si venne all’invocazione Sancta Maria De Polsis il bambino aperse gli occhi e tornò in vita. La bara si conserva ancora nel Santuario».

 

Il fedele che si reca per la prima volta a Polsi ci ritorna volentieri, come traspare dal canto di cammino:

 

Vergini bella, japrìtindi li porti,

ca stanno arrivando li devoti Vostri.

 

E nui venimu sonando e cantandu,

Maria di la Montagna cu’ Vui m’arriccumandu.

 

Vergini bella, dàtindi la manu,

ca simu forestieri e venimu di luntanu.

 

M’arriccumandu la notti e lu jornu,

‘na bona andata e ‘nu bonu ritornu!.

 

La statua in pietra, domina quel santuario umano che le eleva canti e preghiere ed invoca grazie incessantemente, con fede caparbia: “…eu non mi movu di cca si la grazia Maria non mi fa…” ( io non mi muovo di qua se Maria non mi fa la grazia).

Finalmente la processione. Le mani dei suonatori si animano, le dita volano abilmente sulle canne della zampogna e sui tamburelli,  e le note si frangono sulle vetuste costruzioni che circondano  il santuario e l’eco le propaga sempre più lontano. (da Maria A Cristo dentro la Fede aspromontana)

 

La Locride è un viaggio nella storia che lascia nel cuore un segno indelebile di stupore, di ammirazione e di sgomento.

 

Anna Lanzetta

 


Foto allegate

Gli scavi di Locri
Il santuario di contrada Marasà
Il tempio ionico di Marasà
Articoli correlati

  Anna Lanzetta. Mostra Fotografica: Ritratti della Memoria
  Anna Lanzetta: Letture per l'estate 1. Con il gioco della recensione...
  Anna Lanzetta: Contro l’analfabetismo della sicurezza
  Antonio Possenti dipinge Campana. Una fiaba triste. Mostra a Firenze in Palazzo Vecchio
  Anna Lanzetta: Sul concetto di "utile" insegnando. Pacato dissenso da Ugo Sentito
  Breve nota su Efeso per incorniciare le fotografie di Anna Lanzetta. Fotoalbum 10
  I poemi di Ossian: Daura e Arindal
  Anna Lanzetta: Quando Filippo Lippi pittura narrando. Dipinti per gite scolastiche 1
  Anna Lanzetta. Per ricordare Dante
  Anna Lanzetta: Elementi del Neoclassicismo in Canova, David e Gros
  Mary Katherine Hamnett: A proposito di “Cenerentola, storia di una principessa”.
  Anna Lanzetta. Tra le meraviglie d’Italia: Il Vesuvio nelle impressioni di Antonio Stoppani
  Anna Lanzetta: Bestialità odierne. Razzismo e impronte digitali.
  Anna Lanzetta. Invito alla lettura
  Anna Lanzetta: Difendiamo i nostri valori
  Anna Lanzetta: "Sapere per creare" al palazzo del Podestà del Galluzzo di Firenze
  Anna Lanzetta: Il diritto all’Arte per gli studenti degli istituti tecnici.
  Anna Lanzetta: La forma del libro. Dal rotolo al codice, secc. III a.C.- XIX d. C.
  Anna Lanzetta: "Ritratti di famiglie delle dinastie cinesi" al Museo Bellini di Firenze
  Anna Lanzetta. Storia di una chiocciola e di un lumacone
  Anna Lanzetta: Sul “Giorno della Memoria”. Riflessione per non dimenticare.
  Anna Lanzetta. Contro la violenza: dignità e amore
  Anna Lanzetta / Maria Lucia Querques. Un po' di educazione stradale a scuola?
  Anna Lanzetta: Il mio angioletto azzurro
  La Locride. Sulle orme della storia. Viaggio tra arte e cultura 1
  Maria Lucia Querques: Quando emigravamo noi italiani con la valigia di cartone
  Anna Lanzetta. “Parole e pensieri di Bona Bianchi, donna di Piombino”
  Anna Lanzetta: Un amore impossibile
  Anna Lanzetta. Storia del sole e della luna
  Anna Lanzetta: Cenerentola, storia di una principessa
  Anna Lanzetta. Viaggio a Varanasi tra luci e ombre
  Anna Lanzetta. Un libro dedicato alla natura e all’ambiente
  Rigoletto: Storia tragica di un buffone di corte.
  Anna Lanzetta. Il peso delle parole. Il valore della “storia”
  Anna Lanzetta: Il miracolo di San Gennaro
  Anna Lanzetta: “Romanzo storico e pittura di storia”. Arte per gli istituti tecnici 1
  La letteratura insegna: Luigi Pirandello e Corrado Alvaro nel gioco della vita
  Anna Lanzetta: Sulle Lettere a Lucilio di Seneca, sulla mia lettera a Silvia Biancalani
  Anna Lanzetta: La Fotografia racconta. Firenze al tempo di Cézanne.
  Anna Lanzetta: Tra cuore e batticuore “Febbre d’Amore”. Recensione di Tellus 29
  Anna Lanzetta. Contro la disumanità, il cuore
  Anna Lanzetta: Invito all’opera “Elettra” di R. Strauss. Teatro Comunale di Firenze
  Anna Lanzetta: Un’estate insieme (divertendoci con la scrittura) 1
  Anna Lanzetta: L'ora di religione tra proteste e dissensi.
  “Sapere per Creare” (Parte Seconda) a cura di Anna Lanzetta
  Anna Lanzetta. Contro la violenza, la cultura
  Anna Lanzetta: Una scuola senza sorriso
  Maria Lucia Querques: Commento su il concetto di "utile" insegnando
  Anna Lanzetta. Sapere per Creare
  Anna Lanzetta: La Madonna dei Tramonti di Pietro Lorenzetti. Dipinti per gite scolastiche 2
  Anna Lanzetta: Medioevo romantico: Manzoni, Hayez, Verdi
  Obama alla casa Bianca. Breve antologia per gli studenti sulle lotte dei neri d’America.
  Anna Lanzetta: “ArteMobile. Dalla Pietra al Chip” una mostra per tutte le età
  Anna Lanzetta “La tragedia di un personaggio” di Luigi Pirandello
  Ricordando con Joyce Lussu la Shoah
  Anna Lanzetta. Il “sole” è vita, ma non il “sole di Adro”
  Anna Lanzetta: Pittura di Storia. Prima parte: Contesto storico-culturale
  “Sapere per Creare” (Parte terza) a cura di Anna Lanzetta
  Anna Lanzetta: La pittura di Ottone Rosai a Palazzo Medici Riccardi
  Alessandra Borsetti Venier: “Addio, mia bella, addio…” il libro di Anna Lanzetta
  Anna Lanzetta: Dalla parte dei giovani
  Anna Lanzetta: Una proposta per l'estate. Leggere-inventare con il gotico
  Ricordando con Primo Levi l'orrore dell'Olocausto nazifascista degli ebrei
  Anna Lanzetta: I rischi degli adolescenti. Sui debiti di gioco e la baby prostituzione
  Anna Lanzetta. Un regalo per Natale? Un atto d’amore.
  Romeo e Giulietta. Dalla lettura alla ri-scrittura degli studenti
  L’arte di raccontare. La meravigliosa storia di Shéhérazade. A cura di Anna Lanzetta 1
  Il Trovatore di Giuseppe Verdi. Melodramma per la scuola
  Anna Lanzetta: La scuola modello Gelmini ovvero caos demenziale
  Anna Lanzetta: La scuola nella tana dei serpenti tra retrocessioni e pregiudizi
  Anna Lanzetta: Vi consiglio ‘A menesta ‘mmaretata
  Anna Lanzetta. Dalla sofferenza privata al dolore universale: la natura come simbolo
  Napoli. Il Rione Sanità
  Anna Lanzetta: Sono sempre più soli. Sulla morte di uno studente adolescente.
  Anna Lanzetta. I ragazzi delle “baby gang”
  L’arte di raccontare. Il racconto di Shéhérazade. Sinbdad il Marinaio. A cura di Anna Lanzetta
  Anna Lanzetta. Il male della scuola: la dispersione
  Ricordo di Mario Luzi per tutti i lettori e per gli studenti
  Il Fantastico. L’esempio del “Codice antico” con Kandinskij
  Anna Lanzetta: da La Môme a La vie en rose. Una lezione di cinema e di vita.
  Anna Lanzetta: Scacchi e poi recitare, ballare e cantare la vita
  L’ascesa al monte Ventoso nelle impressioni di Francesco Petrarca. A cura di Anna Lanzetta
  Anna Lanzetta: Una fiaba per capire, una mostra per riflettere. Pinocchio a Palazzo Pitti.
  Anna Lanzetta: Sguardi d'artisti. Dal Neoclassicismo al Simbolismo. Mostra a Firenze.
  Anna Lanzetta. Storia del valzer delle lucciole
  Anna Lanzetta: Noi diciamo NO! Dalle ronde fino alla stampa del CAPO
  Il Fantastico nell’epica classica 2
  Alessandra Borsetti Venier. “Firenze nel cuore” di Anna Lanzetta
  Anna Lanzetta: Sullo Sportello Sostegno Studenti e lo stress degli studenti.
  Anna Lanzetta: Giudicati o giudicanti
  Anna Lanzetta: Uniti contro ogni violenza come educatori.
  Anna Lanzetta: Vincenzo Cabianca e la civiltà dei Macchiaioli tra Storia e Letteratura.
  “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana ed europea”. Presentate da Anna Lanzetta
  “Mai più guerra” con il viatico dei disegni di Käthe Kollowitz
  Anna Lanzetta: A proposito dell’immagine
  Anna Lanzetta: Cézanne a Firenze e la mostra a Palazzo Strozzi
  Anna Lanzetta: “Pasqua a New York” di Blaise Cendrars
  Anna Lanzetta: Viaggio a Matera
  Anna Lanzetta. Omaggio a Matera 1
  MultiMedia presenta Anna Lanzetta: La Breccia di Porta Pia
  Anna Lanzetta. Il valore della parola e della cultura
  Anna Lanzetta. Armonie di un giardino toscano
  Anna Lanzetta. Storia di una lira e di un violino
  Anna Lanzetta: Il mio saluto a Evelina Simonelli ragionando di pensione e di scuola
  Aspettando Natale con Hans Cristian Handersen. Fiaba per studenti di ogni età
  Anna Lanzetta: Il noir di Silvia Ballestra su Chiavenna. Sugli studenti che lo leggono.
  Il Vesuvio nelle impressioni di Antonio Stoppani. A cura di Anna Lanzetta
  Geografia cristologica: Basilio Magno, Gregorio di Nazianzo in Cappadocia. Fotoalbum 7
  Il Vesuvio nelle impressioni di François-René de Chateaubriand
  Anna Lanzetta: Al mio amico Giovanni Frediani
  Anna Lanzetta: L'"Amore" di Emma
  “Romanzo storico e pittura di storia”. Arte per gli istituti tecnici 2.
  Anna Lanzetta: Integrazione e intercultura. Sugli studenti stranieri in classe.
  La professoressa Anna: studentesse e colleghe: Mary, Ambra, Laura, Elena, Lucia.
  Ionio e Locride. Fotoalbum come illustrazione
  Anna Lanzetta. Per ogni donna, un racconto e un fiore
  Il Fantastico nell’epica classica 1
  Anna Lanzetta: qualcosa che so sulla maturità, qualcosa che ricordo del mio esame.
  “Romanzo storico e pittura di storia”. “Massimo D’Azeglio e Ippolito Nievo”. Arte per gli istituti tecnici 4
  Il Signore degli anelli, Harry Potter, Il cavaliere inesistente, La tempesta...
  L’arte di raccontare. Il racconto di Shéhérazade. Sinbdad il Marinaio. A cura di Anna Lanzetta 3
  Anna Lanzetta. Con il filo spinato nel cuore
  Dalla lettura alla scrittura: Il morso eterno di Dracula
  Anna Lanzetta. Studiare con l’arte: Giovanni Pascoli
  Anna Lanzetta: "Noi ci rifiutiamo". Guerra e pittura. L'esempio di George Grosz (1)
  Anna Lanzetta: Favurit, Favurit. Tra versi e prosa, il pranzo è servito
  Anna Lanzetta: Madonna col bambino di Filippo Lippi a Palazzo Medici Riccardi di Firenze
  Anna Lanzetta: 31 Dicembre, Cenone di Capodanno: dalle otto a mezzanotte
  Anna Lanzetta: “Romanzo storico e pittura di storia”. Arte per gli istituti tecnici 3
  Romanzo storico e pittura di storia (5). Visita alla Galleria d’Arte Moderna Firenze
  Il fantastico mondo del re degli Elfi
  Anna Lanzetta: Voto in condotta. Condanna (per gli adulti) senza appello
  Napoli. I giovani del Rione Sanità
  Dal discorso tenuto da Barack Obama all'Università del Cairo. Proposta per gli esami.
  Anna Lanzetta: “Da Petra a Shawbad. Archeologia di una frontiera”
  Anna Lanzetta: Marco Polo. Una proposta per l’estate 2. Leggere e creare
  Anna Lanzetta. L’Italia divorata dai roghi
  Anna Lanzetta. Il sentimento del dolore. Affinità tra Pascoli e Munch
 
 
Immagini correlate

  Anna Lanzetta - Matera- Cattedrale di sant’Eustachio
  Anna Lanzetta - Matera, interno di casa
  Locride - San Giovanni Therestys
  Anna Lanzetta - Matera-Santa Maria di Idris
  Locride - La Cattolica di Stilo
  Anna Lanzetta - Matera "I Sassi"
  Locride - Le Dolomiti del Sud
  Locride - Santa Maria di Monte Stella - Locride
   Locride - Panorama
  Vesuvio 1 - Chateaubriand
  Vesuvio 2 - Chateaubriand
  Locride - La fiumara
  Anna Lanzetta - Matera- La salita
  Anna Lanzetta - Matera-La Gravina
  Notte d’estate - Silenzio cantatore
  Moschea Blu - Interno - Istanbul
  Santa Sofia - Istanbul
  Santa Sofia, interno - Istanbul
  Pamukkale, La cascata pietrificata - Turchia 5
  Commerci sul Bosforo
  Ada Negri - La danza della neve
  Istanbul - Palazzo Topkapi
  Efeso - Teatro
  La fortezza di Rumeli Hisari - Bosforo
  Efeso - Il bassorilievo della Nikè
  Istanbul - La Moschea Blu
  Palazzo Beylerbeyi - Bosforo
  Efeso - Via dei Cureti
  La danza dei dervisci - Anatolia 6
  La Cappadocia - Anatolia 1
  Efeso - La fontana di Traiano
  Efeso - La biblioteca di Celso
  Bosforo
  Ponte sul Bosforo
  Lago salato, Anatolia 3
  I camini delle fate, Cappadocia-Anatolia 2
  Le tessitrici dei tappeti - Anatolia 7
  Gabriela Mistral - E' scesa la neve
  Valle di Göreme - Cappadocia-Anatolia 4
  Efeso - Impronta di piede nel postribolo
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 3 commenti ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 74.9%
NO
 25.1%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy