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Hernán H. Gugulandia 5. Mashere
23 Settembre 2009
 

Una striscia satirica di Hernán H.

GUGULANDIA

Quando la furia dei Placatanes

regnava sulla faccia della Terra



Maschere


Prima vignetta


Ufficio di orientamento

Per cosa facciamo la fila?

Maschere!

Per il carnevale?

Per la pace.


Seconda vignetta


I placatanes ci danno solo due opzioni:


Terza vignetta


Essere placatanes o mascherarsi come loro!

GLUP!


Quarta vignetta


MURGFF


Quinta vignetta


Palco

Tengo la camisa negra…

Quello che ieri aveva il sapore della gloria oggi mi sa di merrrrcoledì.

Lo chiedo a Dio


Sesta vignetta


E se mi tolgo la maschera?

Ti mettono in galera


Settima vignetta


Mi fa soffocare, ho bisogno di un po’ di liber…


Ottava vignetta


– …tà.


(traduzione di Gordiano Lupi
nell'immagine allegata, la striscia con dialoghi in italiano)


Nota del traduttore:

La quinta vignetta necessità qualche nota di spiegazione, perché le frasi fanno riferimento alla canzone di Juanes, La Camisa Negra.

Lo que ayer me supo a gloria, significa: le cose di ieri, del passato, mi sono sembrate molto buone. La frase continua: Hoy me sabe a pura mierrrrcoles!, ossia, ciò che prima credevo buono, oggi scopro che è molto cattivo. Il gioco di parole tra mierda e miercoles, in italiano si rende con merda e mercoledì. Molte frasi fanno parte della canzone di Juanes e sono state cantate nel grande concerto per la pace di domenica sera. È incredibile che certe canzoni siano state cantate a Cuba, perché i simbolismi sono espliciti e leggendo tra le righe si nota una chiara allegoria del sistema castrista. Pare incredibile anche che Silvio Rodriguez abbia cantato la sua bela canzone Ojalá - in italiano: Magari - che a Cuba si è trasformata nel simbolo del rifiuto nei confronti di Castro. A Dios le pido è un’altra canzone famosa di Juanes che è stata cantata durante il concerto, è una preghiera a Dio, al Dio della religione. A Cuba è stato imposto l’ateismo per molti anni da un sistema politico intollerante nei confronti di ogni credenza religiosa. Per questo motivo presenta un grande valore simbolico. (Gordiano Lupi)


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