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Erasmus. L'Olanda in Lombardia 
Alberto Figliolia incontra Dorothé Beekhuizen
13 Giugno 2009
 

Dai canali delle città olandesi al Naviglio Grande della metropoli e della provincia milanese. Da Eindhoven a Corsico. Per amore. Questo il felice destino di Dorothé Beekhuizen. Dorothé - anche Tea, per gli amici - è un'intellettuale di primissimo piano. Poliglotta, donna di curiosità onnivora e di grande sapere, traduttrice di altissimo livello e operatrice culturale oltremodo intelligente, creativa e instancabile (e simpaticissima), ha fondato l'anno scorso, con altri intellettuali, l'Associazione Culturale Erasmus, della quale è stata eletta presidente. Scopo di Erasmus è la diffusione della conoscenza della lingua e della cultura dei Paesi Bassi e delle Fiandre, interagendo con enti, associazioni e istituzioni presenti sul territorio. L'Associazione gode del patrocinio dei Consolati Generali dei Paesi Bassi e del Belgio che sono di stanza a Milano e in questo lasso di tempo ha già organizzato diversi eventi, tutti di qualità, con i più disparati contenuti.

«La scelta del nome della nostra associazione non è casuale» spiega Dorothé. «Erasmo, personaggio eclettico, filologo, teologo, umanista e cosmopolita, grazie alla sua profonda conoscenza delle varie culture, ha saputo “aprire” la cultura dei Paesi nordici al vento innovativo, rielaborando l’esperienza dell’Umanesimo italiano. In termini moderni potremmo definire Erasmo a tutti gli effetti - anche - un mediatore culturale ante litteram. Il suo spirito di tolleranza e di pacifista lo rendono tutt’oggi - o meglio proprio oggi - una figura assolutamente attuale».

«Strano ma vero», prosegue la nostra vulcanica Dorothé: «negli ultimi decenni degli anni Novanta e i primi anni del Duemila a Rotterdam si è “scoperto” - si fa per dire - che Erasmo era poco conosciuto tra gli abitanti. In interviste realizzate per strada, sulla domanda chi fosse Erasmo la gente rispondeva: “Il costruttore del ponte Erasmo”, (il famoso Erasmusbrug di Rotterdam) oppure “Il tizio che ha istituito le borse di studio Erasmus, il costruttore della linea metropolitana, il fondatore della nostra università” etc. A Rotterdam i riferimenti al personaggio non mancano, ma il ricordo del personaggio sì! Rotterdam, pertanto, ha deciso di richiamare alla memoria questo suo illustre figlio (1466-1536) proclamando l’anno 2011 l'anno di Erasmo. Diventerà, questo, un anno di importanza pari a quello rembrandtiano del 2006 (e giugno 1509 è il cinquecentesimo dall’uscita del famoso Elogio della follia).

In preparazione a questo evento di respiro internazionale sin dal 2006 sono state e verranno sviluppate delle iniziative tra cui l’apertura della Casa di Erasmo (Erasmushuis), una grande mostra di ritratti di Erasmo, giornate e notti di festeggiamenti dedicati al personaggio. Il tema della “Settimana del libro” del 2007, tra l’altro, era Elogio della Follia che ha visto la pubblicazione di molti libri da e su Erasmo e sulla “follia” tout court».

Approfittiamo della tua disponibilità per poter approfondire ancora un po' la portata e le tematiche di questo libro... «Contrariamente a quanto si suppone, Erasmo considerava questa opera tra quelle meno importanti di sua mano. Sostiene di avere scritto il libro in una settimana quando era ospite di Tommaso Moro e non aveva a disposizione i libri ai quali stava lavorando. Sembra inverosimile, ma per un personaggio dell’erudizione di Erasmo non era nemmeno impossibile. Inoltre, era appena tornato dall’Italia dove aveva supervisionato la seconda edizione dei suoi Adagia, quindi li aveva ancora ben in mente. In questo libro che è tutt’ora molto apprezzato e popolare, la Follia scaglia i suoi strali contro la guerra, la stupidità e la decadenza di papi, vescovi, prelati e re. Più alto in rango è il personaggio preso di mira, più tagliente diventa la lingua della Follia.

A proposito di Adagia, invece, Erasmo ha raccolto e commentato più di 3.000 detti e proverbi per lo più di origine greca e latina, molti di grande attualità, come per esempio sulla libertà di espressione, alcuni particolarmente calzanti nei nostri giorni». Leggiamone alcuni... In un paese libero anche le lingue devono essere libere; La pace per buona parte consiste nel volerla con tutto il cuore; L’inizio della saggezza è conoscere se stessi; Piacevole è la guerra per chi non la conosce; Una città grande significa grande solitudine; Tutto il mondo è la mia patria (il medesimo concetto era stato sostenuto dal grandissimo predecessore Seneca).

«Erasmo era un grande viaggiatore» conclude al riguardo Dorothé, «ed era stato, tra l’altro, per lungo tempo in Italia dove soggiornò a Torino (lì prese la laurea in Teologia), Bologna e Roma. L’Umanesimo italiano l’aveva affascinato fin da principio; egli, come detto, l’ha elaborato e introdotto nei Paesi nordici, riportando poi in Italia le sue proprie esperienze nonché lo sviluppo del pensiero in quelle nazioni. Si dice, infatti, che, grazie a Erasmo, l’Umanesimo italiano e l’Umanesimo nordico si rendono reciproci onori».

Altro aspetto importante della multiforme attività di Geert Geertsz, alias Desiderius Erasmus... «Si è occupato in modo intensivo dell’istruzione. Caldeggiava la scelta di materiale didattico che appartenesse alla sfera d’interesse del bambino, presentandolo in modo giocoso, utilizzando anche quel che noi chiameremmo adesso “materiale illustrativo”. È il metodo che va ancora per la maggiore nella nostra stessa scuola» (ministri permettendo, nda).

A proposito, Dorothé, perché imparare il nederlandese, cioè l'olandese e il fiammingo? «I corsi per bambini che organizziamo nella nostra scuola sono rivolti a figli di coppie miste e quindi la motivazione è facilmente intuibile. Ciò vale ancora di più per i figli dei cosiddetti expats che soggiornano per un certo periodo in Italia e al loro ritorno i figli dovranno potersi (re)inserire nelle scuole senza grosse difficoltà».

E per gli adulti? «Le motivazioni possono essere molteplici. Non ultimo “l’amore”. Pare che il connubio Italia-Olanda/Fiandre sia particolarmente fortunato. Io stessa ne sono un esempio vivente, come anche molti dei miei amici e dei miei studenti (del SSML/ISIT, Istituto per Interpreti e Traduttori di Milano), che dopo un periodo di permanenza nel Paese nordico con una borsa di studio, Erasmus (!) per l'appunto, vi hanno trovato il/la loro partner nella vita. Poi ci sono i motivi di lavoro. Esiste, infatti, una fitta rete di relazioni commerciali tra Italia e Olanda/Fiandre. Entrambi i Paesi sono, inoltre, meta ambita dai turisti. E poi il nederlandese è una lingua bella e interessante, anche se impararla costa fatica. Ma, come diceva Erasmo, Ciò che è bello, costa fatica».

Ci descrivi le attività culturali in cui vi siete magnificamente infilati o che avete organizzato e intrapreso o che avete intenzione di progettare e mettere in campo? «In quest'anno abbiamo organizzato una serie di iniziative che toccavano varie espressioni della cultura: dall’arte figurativa a quella letteraria, musicale e politico-sociale. Abbiamo inaugurato le nostre attività con una conferenza a cura di Ludo Beheijdt, docente all’università di Lovanio, intitolata L’arte dei Paesi Bassi e delle Fiandre come espressione dell’identità culturale, seguita da diverse visite guidate alla Pinacoteca Ambrosiana per ammirare le opere di numerosi maestri fiamminghi e olandesi e da visite ad altre mostre di pittori di questi Paesi.

Particolarmente seguita è stata la serata sulla figura di Erasmus, La saggia follia e la normale pazzia: prospettive erasmiane, presentata da Paolo Bellini, docente all’università di Varese, accompagnata da musiche d’epoca a cura del trio UECA.

In occasione, poi, della giornata del ricordo delle vittime della Seconda Guerra Mondiale Annet Henneman del Teatro di Nascosto di Volterra ha presentato il suo monologo Ricordare per..., in cui gli scritti di Etty Hillesum, scrittrice ebrea olandese, morta in un campo di concentramento, si intrecciano con le vite e le storie delle donne che oggi si trovano a vivere situazioni di guerre e di oppressione.

Domenica 24 maggio presso lo Spazio Oberdan è andato, per così dire, in scena Relazioni animate: cartoons da Olanda e da Italia che ha visto, con grande interesse del pubblico, due registi olandesi e due italiani a confronto. L’evento, piuttosto singolare e molto appassionante, era presieduto dal critico cinematografico Federico Rossin che coordinava anche il dibattito.

Dopo la pausa estiva riprenderemo con una conferenza di Jacques van der Elst, direttore del Die Suid Afrikaanse Akademie vir Wetenskap en Kuns (Accademia Sudafricana di Scienze e Arte) di Pretoria sulla situazione linguistica, sociale e politica in Sud Africa.

Bolle in pentola anche un’iniziativa, in una o due giornate, sulle politiche odierne dell’immigrazione confrontando le situazioni di Belgio, Olanda e Italia. Probabilmente ci sarà uno spettacolo interattivo sul tema a cura del Teatro di Nascosto di Volterra.

Dulcis in fundo, un incontro con i fumetti belgi».

Torniamo ai corsi di lingua e cultura per adulti e alla scuola di nederlandese per bambini/ragazzi... «Nell’ambito degli scambi culturali non può mancare uno spazio importante relativo alle lingue, la cui conoscenza è fondamentale per una reciproca comprensione. È così che nel mese di aprile 2008 è stato dato avvio ai corsi di nederlandese (olandese e fiammingo) sia per adulti sia per bambini/ragazzi che continueranno anche dopo la pausa estiva. Quelli per adulti, bisettimanale e monosettimanale, si svolgono presso l’EMIT in Piazza General Cantore, mentre la scuola per bambini/ragazzi sarà dislocata, a seconda delle necessità, in vari punti di Milano e Monza. Per la scuola di nederlandese per bambini/ragazzi riceviamo una sovvenzione dal Governo olandese e proprio in questi giorni abbiamo avuto la visita di alcuni rappresentanti della NOB, Nederlands Onderwijs Buitenland, l’organo che per il Governo segue le scuole di nederlandese all’estero. Sono stati organizzati incontri con i genitori, con i docenti e con il consiglio direttivo per discutere insieme l’esperienza di questo primo anno e per delineare le strategie per il prossimo futuro. È stato un anno stimolante e ricco di esperienze, anche se non sono mancate le difficoltà tipiche per un’Associazione nuova e - speriamo - in continua crescita!»


Per informazioni generali: cell. 328.8753697; info sui corsi: cell. 331.8844695.

Indirizzo e-mail: info@erasmusassocult.org

Sito Internet: www.erasmusassocult.org


Alberto Figliolia


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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
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