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Vetrina/ Roberto Malini. Riapre la centrale a carbone 
Poesia di angoscia e impegno per Genova avvelenata
21 Gennaio 2017
 

Ho scritto questa poesia nell’imminenza dell'attracco al porto di Genova di una nave che trasporta 4.500 tonnellate di carbone destinate ad alimentare la vecchia e obsoleta centrale Enel, che il Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha deciso di riaprire. Prima di scriverla, a nome dell’organizzazione umanitaria di cui sono co-presidente, EveryOne Group, ho depositato in Prefettura un esposto per inquinamento ambientale e pregiudizio alla salute pubblica.

Il carbone è responsabile del 70% delle emissioni serra legate all'energia ovvero metà delle emissioni serra totali. Le emissioni di CO2 provenienti dalla combustione del carbone sono del 30% superiori a quelle del petrolio e del 70% superiori a quelle del gas naturale. La pericolosità del carbone è aggravata dal fatto che, oltre al biossido di carbonio, vengono dispersi nell'ambiente mercurio, piombo, arsenico, cadmio e altri metalli pesanti. Una ricerca condotta dall'università di Stoccarda ha evidenziato in Europa nel periodo di 12 mesi 22.300 decessi a causa del carbone (di cui 521 in Italia). Oltre alle morti, le emissioni di una centrale a carbone sono causa di un aumento dei casi di tumore, leucemia, gravi malattie respiratorie e vascolari.

Mentre la Cina ha deciso di bloccare 85 centrali a carbone di nuova generazione, ritenendole troppo pericolose per la salute della popolazione e per quella dell’ambiente, il governo italiano ha deciso di riattivare il vecchio, pericoloso e inquinante impianto di Genova.

Ho incontrato la madre di Simone, un bambino sofferente di una grave forma d’asma. Era preoccupata per i danni che il carbone provocherà nell’organismo del suo bimbo e non ho potuto rassicurarla, perché se è vero che mio impegno e quello di pochi attivisti per l'ambiente contro l’orrore della centrale dei veleni di Genova è grande, è anche vero che le istituzioni – governo, regione e comune – non danno segni di ripensamento neanche di fronte ai dati più tragici. Ci sono troppi interessi dietro la riapertura della centrale: tanti orchi e pochi eroi.

La poesia, insieme alla verità e alla nonviolenza, è una delle scarse armi di cui disponiamo per constrastare questo attentato alla salute pubblica.

L’asma di Simone e di tanti altri bambini, purtroppo, a causa dell’inquinamento da particolato primario e secondario, subirà complicazioni sempre più gravi e potrebbe condurre a un’insufficienza respiratoria grave, che in alcuni casi può rivelarsi fatale. Non l’avremmo mai detto alla mamma del piccolo, ma lei lo sapeva già.

Abbiamo segnalato l’atrocità e la violenza che sono insite nel riavvio degli impianti sia alle Nazioni Unite che alle istituzioni dell’Ue. Continuiamo a sperare nel buon senso dei potenti, anche se i primi sbuffi di polveri tossiche sono previsti in tempi assai brevi. Si parla di giorni.

 

 

 

Riapre la centrale a carbone di Genova

 

Riprende a battere il cuore del mostro.

Presto, le maschere! Il suo alito è veleno.

 

Un’alba tossica cova uova fatali

e dal porto di Genova si levano fumi patogeni,

mentre la città dorme avvolta dal particolato

e dalle nanopolveri che avvelenano il sangue.

 

Sentinella ferita, dolente come un dito scuoiato

indica il cielo la Lanterna, là dove l'aria

è ancora viva e tende invano le sue mani lucide

verso l’abitato che rantola contaminato e muore.

 

Traspare dalle nuvole l’agonia di una luna

che si riflette nello specchio lurido del porto

e senza aprire gli occhi rabbrividisce e vomita.

 

Roberto Malini

Genova (da salvare), 20 gennaio 2017


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