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Maria Lanciotti. Roncigliano: Il punto della situazione al presidio del 21 marzo
22 Marzo 2015
 

L’arrivo della primavera il Coordinamento No Inc l’ha salutato quest’anno a Roncigliano, nel comune di Albano Laziale, respirando l’abituale fetore che ha impregnato ormai tutta la zona.

Aldo Garofolo: «Noto con preoccupazione che si profila all’orizzonte, benché negato, il blocco di fatto delle mobilitazioni di piazza».

 

 

Sabato 21 marzo ancora un presidio dinanzi ai cancelli della discarica di Roncigliano, per contarsi e verificare che si sia ancora tutti vivi e ben decisi a non soccombere di fronte alla strafottenza di uno strapotere che continua a maciullare ogni forma di legalità. I motivi della convocazione sono sempre gli stessi, gravissimi e con tendenza al peggioramento: falde acquifere compromesse, inquinamento odorigeno, percolato che straripando dal VII invaso avvelena i terreni circostanti, emissioni fuori limite della centrale a biogas, le acque di ruscellamento dagli invasi tombati cariche di metalli pesanti, idrocarburi giunti alle falde esterne alla discarica, mancanza di verifiche della stabilità dei pendii. Come non bastasse c'è da considerare che il settimo invaso è ormai praticamente esaurito e la Pontina Ambiente pare stia brigando per scavare l'ottava maxi buca. Ma la ragione di questo nuovo presidio in discarica risiede soprattutto nell'atteggiamento paradossale della Regione Lazio, con particolare riferimento al documento del 2 febbraio scorso, in cui si parla delle criticità rilevate dall'ARPA circa l'A.I.A del 2009, che dovevano essere sanate entro trenta giorni e nulla invece si è mosso fino ad oggi.

Hanno preso parte al presidio alcune centinaia di persone, tra gli Amministratori si è notata in mattinata la presenza del sindaco di Genzano di Roma Flavio Gabbarini e più tardi è intervenuto anche il sindaco di Ariccia Emilio Cianfanelli. Ben rappresentato anche il Comitato bioMASSacro di Aprilia, mentre ci è sembrato totalmente assente il Comitato No Biogas No Discarica di Velletri. Un'assenza alquanto sconcertante, che ci è stata però confermata dal Dottor Aldo Garofolo, che sta sostenendo con forza la causa del Comitato veliterno che dall'estate scorsa si batte contro la minaccia incombente di una Malagrotta bis in contrada Lazzaria. Alla nostra domanda, se ci fosse qualche rappresentante del Comitato No Biogas No discarica a dare man forte al No Inc, il noto chimico e appassionato attivista ci ha fornito, più che una risposta, il resoconto puntuale del Sit-in con una serie di spunti tutti da analizzare e riflettere.

«Al presidio di oggi, preparato al solito capillarmente anche utilizzando i social, brillavano per la loro assenza in molti, a partire dai sindaci di Albano e Ardea, ma questo lo davamo quasi per scontato. Contavamo invece sulla presenza dei residenti, visto il buon esito dell’ultima assemblea pubblica al Villaggio Ardeatino e questa in parte c’è stata. Abbiamo registrato con piacere la presenza di esponenti di Comitati attivi in zona Aprilia e Campoverde.

Contavamo sulla presenza di appartenenti al Comitato No biogas e discarica di Velletri, visto l’impegno mediatico (su FB) di qualcuno di loro nel pubblicizzare l’evento di oggi a Roncigliano e vista la condivisione di alcune tematiche comuni, dal pericolo del biogas della Volsca Ambiente e Servizi che gestisce la raccolta dei rifiuti di Albano, Velletri e Lariano, alla minaccia di un megapolo dei rifiuti a Lazzaria. Non mi pare di aver visto nessuno, salvo quei veliterni che seguono da sempre l’attività e le iniziative del Coordinamento No Inc. Non so perché ma anche questo me lo aspettavo. Il Comitato No biogas e discarica a mio parere soffre di un vizio d’origine. Avere una rappresentanza schiacciante di produttori agricoli che gravitano intorno al sito di Lazzaria e una desolante assenza di residenti locali e cittadini del perimetro urbano in grado di mobilitarsi a tutela della salute propria e altrui e non solo delle produzioni agricole di pregio. Tant’è che tra i firmatari delle osservazioni tecniche in opposizione agli impianti Volsca ed Ecoparco c’erano tra cento e duecento produttori e solo una decina di cittadini di Velletri, tutti militanti o simpatizzanti del No Inc.

C’è nel Comitato chi condivide l’idea che limitare l’orizzonte al proprio orticello sia perdente. In questo è stato utile il contatto con alcuni Comitati della disastrata Aprilia e quello con il No Inc di Albano e il Comitato Alternativa Sostenibile dell’area Casilina - Prenestina. Ma credo che per molti non sia così e questo probabilmente spiega il loro disinteresse per lotte distanti solo un pugno di chilometri, benché ad oggi l’impegno messo da tutti nel contrastare i progetti locali è ancora forte.

Ma anche sull'impegno locale gioca sfavorevolmente il fatto che il Comitato No biogas ha votato a maggioranza la partecipazione al tavolo consultivo proposto dalla giunta Servadio (commissione straordinaria) sul biogas. Malgrado i tanti segnali infausti ben visibili nelle dichiarazioni – pro digestione anaerobica – dell'assessore Masi etc. e malgrado i poteri del Comitato nella commissione siano pressoché nulli, la strada è stata imboccata. Il mio rifiuto a rappresentare il Comitato in seno alla commissione, perché la ritengo un espediente della giunta utile solo a perdere tempo e a neutralizzare l'attivismo del Comitato non ha prodotto effetti. Noto con preoccupazione che si profila all'orizzonte, benché negato, il blocco di fatto delle mobilitazioni di piazza. Si continua a coltivare l'illusione che l'apparente successo del Comitato nella recente audizione (19 marzo) dell'ing. Bruno Guidobaldi, messo in difficoltà dalle accuse circostanziate del rappresentante del Comitato, faccia il miracolo. Non è così non sarà così. Al massimo dal cilindro della commissione potrebbe uscire il “biometano” spacciato come una “vittoria” dei cittadini».

 

Maria Lanciotti


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