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Valter Vecellio. Il “nostro” 20 Settembre
20 Settembre 2012
 

A costo di passare per anticlericali d’antan, pazienza; ma non se ne può davvero più di questa una marea “nera”, che sale, che ci sommerge. Ogni giorno, ogni ora, ogni momento: la marea clericale.

Fosse per loro, si dovrebbe vivere prigionieri di una colossale cintura di castità. Dicono di NO a tutto. NO alla pillola del giorno prima e a quella del giorno dopo. NO all’uso dei preservativi, perché in nome della vita dobbiamo rischiare la vita con l’AIDS e altre malattie. NO al divorzio, anche quando la vita di coppia è un inferno (e però, con la Sacra Rota si attribuiscono il diritto di sciogliere a pagamento qualsiasi vincolo). NO all’aborto, anche quando la gravidanza non è desiderata, è stata imposta. NO alla libertà della ricerca scientifica. NO al diritto di ognuno di noi di stabilire quando una vita è degna di essere vissuta, e quando, invece, ci risulta insopportabile. NO all’informazione sui profilattici, al controllo delle nascite, alle pianificazioni familiari nelle aree crescenti nelle quali si muore di fame, di AIDS, di disastri ecologici e demografici. La loro parola d’ordine è: “proibire”, “vietare”, mai legalizzare, regolare, “governare” per superare tragedie di ogni tipo e in ogni angolo del mondo.

NO a tutto. Stabiliscono quale spettacolo televisivo è morale, e quale non lo è; quale film va visto o no, quale libro va letto o no; i farmacisti di religione cattolica, a sentir loro, dovrebbero fare obiezione di coscienza, e non consegnare a chi la richiede la pillola del giorno dopo; e si arriva ad approvare chi nega farmaci anti-dolore a donne che devono partorire… Insomma, non si può fare nulla. Ma ci lascino campare!

In nome della fede, della carità, queste persone senza misericordia si comportano oggi come ieri con Galileo o Giordano Bruno. I Galileo e i Giordano Bruno dei nostri tempi si chiamano Luca Coscioni, e i diecimila malati di sclerosi laterale amiotrofica: una terribile malattia che potrebbe forse essere curata facendo ricordo alle cellule staminali. In Italia non si può, a causa dell’opposizione della Chiesa vaticana, che vuole imporre il divieto all’utilizzo di cellule staminali prelevate dagli embrioni soprannumerari.

A cosa serve, mille anni dopo, chiedere scusa per il rogo in cui è stato arrostito Giordano Bruno, a che cosa serve chiedere scusa per le persecuzioni e le sofferenze inferte agli ebrei; a cosa serve riconoscere l’abominio e lo scempio dell’inquisizione, quando l’oscurantismo clericale continua a manifestarsi in mille occasioni?

A costo di essere bollati come anticlericali d’antan. Si continua a credere che l’Italia potrebbe essere un paese migliore se non ci fosse nessun Concordato; sottoscriviamo ogni parola del poeta Eugenio Montale: «Il Concordato e i suoi annessi, mi fa ricordare quei fossili che si tengono sotto vetro per paura che vadano a pezzi. Bisogna prenderlo com’è o lasciarlo (andare a pezzi). Ogni modifica non farebbe che peggiorarlo. Lasciamo dunque morire questo anacronistico istituto nato in tempi in cui lo Stato, o meglio il potere, rinunziò a se stesso per poter sopravvivere. E apriamo la via a un nuovo e civile modus vivendi che restituisca autonomia allo Stato e autonomia alla Chiesa di Roma e a ogni altra fede e culto. Facciamo che l’Italia sia un paese di piena libertà religiosa!».

Il 20 Settembre per noi radicali, è un giorno di festa. È di nuovo l’ora di tornare ad affermare diritto e libertà. Come ricorda Ernesto Rossi, la lotta anticlericale è di nuovo, oggi, in Italia, lotta contro la reazione e il proseguimento della lotta antifascista e per la libertà: «Occorre che tutti coloro a cui puzza il dominio dei preti siano fermamente decisi a rifare il cammino, sulla strada che nel 1870 condusse il trionfo della breccia di Porta Pia».

 

Valter Vecellio

(da Notizie radicali, 20 settembre 2012)

 


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