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Reinaldo Escobar. Un candidato insolito 
Yuniel López, un oppositore di 26 anni, scalza il delegato di governo a Arroyo Naranjo (L’Avana)
Yuniel López, candidato indipendente a Arroyo Naranjo (14ymedio)
Yuniel López, candidato indipendente a Arroyo Naranjo (14ymedio) 
17 Marzo 2015
   

Nell’assemblea per la designazione dei candidati della circoscrizione 111 nel quartiere Santa Amalia, tenutasi nella notte del 10 marzo, è accaduto un fatto poco comune. Dei circa 40 elettori partecipanti solo uno ha sostenuto la rielezione dell’attuale rappresentante e la maggioranza ha votato a favore di un giovane ventiseienne noto per essere un oppositore del Governo.

Yuniel Francisco López O’Farril, 26 anni e dell’Avana, voleva studiare elettronica, ma ha finito per intraprendere un percorso per diventare un tecnico di Metrologia e Controllo della Qualità. Poco tempo dopo ha iniziato a lavorare a proprio rischio e pericolo in panetterie, a preparare yoghurt e dolci, a riparare apparecchiature informatiche e come allenatore di bodybuilding.

La sua vocazione a leader comunitario ha inizio all’età di 10 anni, quando riesce a cavarsela come presidente di un CDR infantile, ma ai 18 si lega al movimento d'opposizione 24 febbraio. In seguito lavora con la Fondazione Elena Mederos, dove si trova a capo del progetto “De pobre a pobre” (Da povero a povero, ndt), che raccoglie alimenti e indumenti per persone bisognose. Da lì passa a lavorare con il gruppo Patria e Libertà, ed è attualmente il rappresentante di Cuba Indipendente e Democratica (CID) nel municipio Arroyo Naranjo dell’Avana.

 

– Come si spiega che essendo noto nel suo quartiere per non essere d’accordo con il Governo, la abbiano nominato come candidato a rappresentante del Potere Popolare?

Risposta: I miei vicini sono testimoni del controllo e della sorveglianza che in maniera quasi permanente la Sicurezza di Stato ha verso la mia persona. Si sono resi conto di tutte le volte che sono stato arrestato per aver fatto propaganda o per aver partecipato a qualche celebrazione. L’ultimo di questi arresti è stato il 28 di gennaio, quando stavamo portando un’offerta floreale a José Martí per il suo compleanno e c’è stata una retata spettacolare. Oserei dire con certezza che chi ha votato per me sapeva perfettamente ciò che stava facendo.

 

A propormi è stata mia sorella e gli elettori, non so come abbiano vinto la paura, hanno votato per me

 

A propormi è stata mia sorella e, anche se molti oppositori non erano presenti alla riunione perché “quella è una cosa del Governo”, gli elettori, non so come abbiano vinto la paura, hanno votato per me.

 

– Queste assemblee sono molto formali e meccaniche. In genere accade che la gente si decida per il primo nome proposto. Chi hanno proposto prima di lei?

Il signore che è ora il rappresentante della circoscrizione. Da quando ho memoria lui ha questa carica e viene sempre rieletto; ma, per mia sorpresa, per lui ha alzato la mano soltanto il vicino stesso che lo aveva proposto. Poi è stato fatto il mio nome ed è stato emozionante vedere l’appoggio datomi da tanti. Sembrava un miracolo. C’era una terza persona proposta, una ragazza che ha ottenuto un voto. Ora ho quasi perso il mio nome proprio perché i miei vicini mi salutano dicendomi “Rappresentante” e chiedendomi che farò quando sarò eletto.

 

– E lei ha fatto qualche campagna preliminare?

No, in realtà l’ho solo detto a qualche vicino. Tra le persone con cui ho parlato c’era un’ufficiale delle Sicurezza di Stato, durante un arresto avvenuto il 31 dicembre. Lui mi ha detto di scordarmelo, che loro non lo avrebbero permesso. Mi hanno detto che è proibito dalla legge fare una campagna. Ora sono i comunisti a violare la loro stessa legge, perché stanno facendo una campagna contro di me. Si riuniscono per questo e io lo so perché proprio tra di loro c’è qualcuno che me l’ha raccontato.

 

La sicurezza è venuta a reprimere i comunisti, a rimproverarli perché avevano permesso che io fossi candidato

 

– In seguito c’è stata qualche ripercussione?

Sì, ma non nei miei confronti. Questa volta la sicurezza è venuta a redarguire i comunisti, a rimproverarli perché avevano permesso che io fossi candidato. Mi hanno raccontato che c’era uno che ha detto: “Quello che dovete controllare è perché la gente ha votato per lui, invece di stare a chiedervi perché non siamo stati in grado di impedirlo”. Un’altra ripercussione è che in un tempio religioso vicino stanotte hanno pregato perché io fossi eletto.

 

– Che cosa dirà la sua autobiografia che verrà collocata nei luoghi pubblici prima delle votazioni?

Non so come andrà a finire, ma io ho inserito i miei dati personali come l’età, l’istruzione e ho detto di appartenere a un’organizzazione non governativa e che mi facevo carico di un progetto comunitario esistente dall’ottobre dell’anno scorso, legato a bambini tra gli 1 e i 10 anni, chiamato “Un Momento di Allegria”.

A proposito, il giorno in cui mi sono recato al municipio a compilare questi dati ho incontrato per caso candidati di altre circoscrizioni. Un signore con parecchia esperienza mi ha detto: “Guarda ragazzo, io avevo la tua età quando ho iniziato e ho già più di 20 anni di mandato. Fai le cose con calma, devi imparare a dire bugie pietose perché non sempre le vere risposte possono essere date”. Gli ho risposto che io aspiravo a essere un servitore pubblico e che avrei sempre detto la verità a miei elettori. Allora lui mi ha guardato come se stesse provando pena per me.

 

– E crede che sarà eletto come rappresentante?

Se il conteggio dei voti viene rispettato, credo di sì. Il mio principale concorrente è la paura. Il panico è così grande che mi sta diventando difficile perfino trovare persone per il comitato direttivo al collegio elettorale. Temono che quel 19 di aprile, il Policlinico in cui sarà allestito il collegio si riempirà di “addetti alla sicurezza”, stampa straniera e attivisti dei diritti umani.

 

Il panico è così grande che mi sta diventando difficile perfino trovare persone per il comitato direttivo al collegio elettorale

 

– E se venisse eletto, quale sarà il suo operato in qualità di rappresentante?

Prima di tutto, devo imparare le leggi. Io sono un po’ ignorante in merito ai messaggi che da mezzo secolo il Governo sta trasmettendo al popolo, ciò di cui credo di sapere abbastanza riguarda i temi che il popolo vuole reclamare al Governo. Nella mia comunità ci sono problemi con i parchi per i bambini, con le strade, i marciapiedi, l’illuminazione pubblica. Devo confessare che mi sono sempre tenuto molto lontano dal capire come funziona il cosiddetto Potere Popolare, faccio perfino fatica a guardare il telegiornale. So che devo imparare e devo prepararmi. Conto sul sostegno del gruppo “Canditatos por el Cambio” (Candidati al Cambiamento, ndt), coordinato da Julio Aleaga. Loro mi hanno offerto ciò di cui ho bisogno, ossia conoscenze. Il resto l’ho vissuto sulla mia pelle.

 

Reinaldo Escobar

(da 14ymedio, 14 marzo 2015)

Traduzione di Silvia Bertoli


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