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Marina Pensa. Diritti di carta e Diritti reali
03 Settembre 2008
 
«L'Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore».
Umberto Terracini,
Presidente dell'Assemblea Costituente

 

 

Tra il dire e il fare...

Ebbene sì, che ci crediate o no, in barba a quel che si dice su fannulloni e fannullone, sto preparando una fra le tante lezioni di educazione civica che terrò con studenti e studentesse; Gelmini1 lo impone e finalmente si potrà e dovrà insegnare “Cittadinanza e Costituzione” al riparo da connotazione di insegnanti sovversivi/e.

Sì, ma quale Costituzione?

Quella scritta dall'Assemblea Costituente ed entrata in vigore il 1 gennaio 1948 o quella che fa rima con discriminazione?

Parlerò di quanto scritto e di quanto praticato, così ragazzi e ragazze potranno assegnare un proprio valore a ciò che avranno ascoltato, perché in fondo in fondo saranno obbligati ad ascoltare di fronte allo spauracchio del 7 in condotta con conseguente bocciatura!

La lezione prenderà in esame l'articolo 3 della nostra Carta Costituzionale, articolo che rappresenta uno dei cardini dell’intera Costituzione e offre come chiave di lettura il principio di uguaglianza.

«Art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione,2 di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

La pari dignità sociale di tutti i cittadini viene affermata indicando concretamente gli ambiti (sesso, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali) in cui le discriminazioni risultano più diffuse e comuni. Il principio di uguaglianza formale rispetto all’ordinamento giuridico impone a tutti i cittadini di osservare la legge: non può esistere, dunque, alcun tipo di privilegio che consenta a singoli o a gruppi di porsi al di sopra della legge.

Questo è quanto scritto e dovrebbe essere; purtroppo nella realtà non sempre è così...

 

Alcuni casi nei quali il principio di uguaglianza
cade e lascia spazio a privilegi

I Presidenti delle quattro più alte cariche dello Stato durante il loro mandato non possono essere sottoposti a indagine, nemmeno per eventuali reati compiuti precedentemente alla loro elezione.

I/le conviventi di “residenti in Parlamento” godono del principio della reversibilità della pensione, mentre ciò non è contemplato per le comuni coppie di fatto.

I/le parlamentari possono impunemente irridere ed insultare i simboli della nostra patria quali l'inno e la bandiera, ...forse un bel 7 in condotta con bocciatura e allontanamento dal parlamento, per loro, non guasterebbe.

Il giudice ordinario non può procedere contro onorevoli se non c'è autorizzazione dalla rispettiva camera di appartenenza.

Onorevoli con condanna definitiva rimangono a pieno titolo in Parlamento.

 

Il caso in cui il principio di uguaglianza non viene assunto per intero

La differenza di genere privilegia la dirigenza maschile nel mondo del lavoro e in quello politico e, vista la complessità delle cose per via della sbandierata parità, verrà preso in considerazione solo un piccolo aspetto relativo al mondo del lavoro.

Anche se distinzioni per sesso non sono ammesse, la recente indagine compiuta da AlmaLaurea3 dimostra che, nonostante le donne siano più preparate rispetto agli uomini, ad un anno dalla loro uscita dall’università, in presenza di lavoro (pari condizioni), le donne guadagnano mediamente il 15% in meno rispetto agli uomini. In un anno si riproduce un differenziale che indica un investimento maggiore sull'uomo e allo stesso tempo indica un pregiudizio all'origine dettato dal presupposto che tanto una donna ad un certo punto diverrà madre, chiederà un part-time, creerà delle interruzioni nel ciclo lavorativo... e quindi conviene investire su chi si presenta più affidabile e disponibile perché non tenuto alle cure familiari...

E cosa sono quelle piccole norme introdotte nel mondo del lavoro come la detassazione degli straordinari o il ripristino della possibilità delle dimissioni in bianco se non delle ulteriori difficoltà per la donna di rimanere all'interno di un percorso di carriera?

Ma come disse il Presidente del Consiglio forse le donne sognano un Berlusconi-junior da sposare e da cui farsi mantenere, forse le donne sognano di rimanere a casa per curare la famiglia e queste sono politiche per aiutare il ritorno tra le mura domestiche...

 

Il caso del diritto negato

Attenzione: se sei Rom, sarai schedato/a fin da piccolo/a in nome di un “Lo facciamo per proteggere l'infanzia” e in nome di questa protezione speciale, come suggerisce Il Vernacoliere,4 dopo le impronte digitali potrete ricevere, magari, anche le camere arredate e complete di tutto, ...compreso il gas!!!

 

Ecco solo alcuni esempi..., con la speranza che qualche studente o studentessa ponga la domanda “Perché ciò è stato reso possibile?”

 

Marina Pensa

(per 'l Gazetin, settembre 2008)


 

1 Ministro della Pubblica Istruzione.

2 A proposito di religione e di libertà, di diritti di carta e diritti realizzati, l'Associazione Scuola e Diritti ha in questi anni tanto scritto e dibattuto. E ancora c'è tanto da fare... dato che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

3 Consorzio che si pone come punto di incontro fra Laureati/e, Università e Aziende.

4 «Mensile di satira, umorismo e mancanza di rispetto in vernacolo livornese e in italiano».


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