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Vercelli. Capelli d’oro e di cenere per non dimenticare
27 Gennaio 2012
 

In occasione della Dodicesima Giornata della Memoria, è stata inaugurata il 25 gennaio, nel Foyer del Salone Dugentesco, la mostra “Capelli d’oro e di cenere” di Roberto Malini e Steed Gamero a cura dell’associazione Italia Israele di Vercelli.

Si tratta di una mostra fotografica testimoniale con immagini di ritratti femminili di testimoni della Shoah realizzate soprattutto in Italia e in Israele. Anche quest’anno gli artisti vercellesi, singolarmente o in gruppo, come gli allievi del Liceo Artistico cittadino guidati dalla professoressa Monica Falcone, hanno voluto esprimere la loro partecipazione alla ricorrenza con le loro opere.

In visione ci sono anche una trentina di fotografie scattate durante la persecuzione razziale da militari tedeschi e raccolte dal novarese Giulio Pastoretti, Pansino: immagini toccanti che testimoniano momenti di vita nei ghetti dell’Est europeo.

La serata, arricchita dal Coro di Voci Bianche dell’Arcidiocesi di Vercelli e dal gruppo Variabile Ensemble diretto dal Maestro Giuseppe Canone che ha proposto musiche della tradizione ebraica, è iniziata all’interno del Salone del Dugentesco con il saluto di Marco Ricciardiello presidente dell’associazione Italia Israele.

«Il 27 dicembre 1945» racconta emozionato e commosso Ricciardiello «in pieno inverno le truppe dell’Armata Rossa entrarono ad Auschwitz, spalancarono le porte e si trovarono in un abisso. Si trovarono di fronte alla più grande fabbrica di morte mai vista. Olocausto, termine con il quale solitamente si identifica il genocidio perpetrato dai nazisti. Ma la parola è impropria in quanto significa “completamente bruciato” e si riferisce ai sacrifici di animali alle divinità. Sicuramente in questo caso nessuna divinità ha chiesto questo sacrificio. La parola da adottare è Shoah: la catastrofe».

«Quando ci troviamo» commenta l’Assessore alla Cultura Piergiorgio Fossale «in questi momenti per ricordare occorre impegnare mente e cuore in una riflessione non superficiale. Inserire i carnefici in quella che è stata definita la “banalità del male” vorrebbe dire in qualche modo assolverli da quella che è stata una loro scelta consapevole. Al processo di Norimberga gli imputati nazisti si giustificavano dicendo “abbiamo solo eseguito ordini superiori”. La frase non ha senso perché l’uomo ha la facoltà di scegliere. Non siamo mai al sicuro, dobbiamo cercare dentro di noi la forza di scegliere la strada giusta a qualsiasi costo anche se a volte è difficile».

A prendere la parola è stato poi Don Mario Alloglio: «Con memoria ci riferiamo ad avvenimenti conclusi nel passato. Qui non deve essere così, occorre stimolare una riflessione nel presente che purtroppo è ancora inficiato da episodi di razzismo e intolleranza. Memoria del passato, attualizzata nel presente in funzione del futuro».

«La mostra alla quale abbiamo collaborato come scuola» spiega la Dirigente del Liceo Artistico Graziella Canna Gallo «si rivolge anche ai giovani per ricordare in modo indelebile il passato, per vivere il presente e progettare il futuro».

«Le immagini proposte all’interno della mostra» osserva il professor Giacomo Ferrari dell’Università del Piemonte Orientale «colpiscono la nostra emotività sulla quale abbiamo costruito una coscienza. Dalle immagini emerge la volontà di annientare un popolo in quanto tale. Colpisce l’emanazione delle leggi razziali con la giustificazione di aver diviso l’umanità in uomini e sotto uomini. Ignoranza e pregiudizio fanno accettare per buone cose che buone non sono. La memoria ci deve incoraggiare a rimuovere dalle menti quelle costruzioni fantastiche che hanno conseguenze terribili rimuovendo anche inopportuni pregiudizi».

A concludere la serie di interventi è Roberto Malini, coautore della mostra, co-presidente dell’associazione umanitaria EveryOne, regista e sceneggiatore: «Abbiamo voluto ricordare la Shoah mediante ritratti di donne in forma artistica. Abbiamo incontrato le donne testimoni dell’olocausto per cogliere nel loro sguardo e nei loro occhi ciò che hanno vissuto. Durante un incontro una di esse mi disse di portare ai giovani questo messaggio: “pace e tolleranza sono i beni più grandi e ma per conservarli occorre ricordare gli errori dovuti a intolleranza e alla guerra. Bisogna avere sempre fiducia e speranza: solo quando ci si arrende è davvero la fine”». (g.l.m., Piemonte Oggi, 26/01/2012)

 

 

Nota di Roberto Malini e Steed Gamero

La serata è stata intensa e commovente. Thomas Gazit, vicepresidente dell'associazione Italia-Israele e testimone della Shoah, ci ha fatti sentire come a casa, presentandoci gli ospiti e gli artisti uno per uno. Marco Ricciardiello, presidente dell'associazione, ha trasferito al numeroso pubblico una commozione viva e autentica, che supera qualsiasi fredda celebrazione e chiede a coloro che si avvicinano alla Memoria di parteciparvi e di impegnarsi affinché i germi dell'intolleranza non si diffondano più. Sulla stessa linea, il professor Giacomo Ferrari, che ha sottolineato in modo chiaro e inequivocabile la necessità di mantenere vivi, anche attraverso il lavoro artistico, i valori e il significato su cui si fonda la ricorrenza del Giorno della Memoria in Italia e nel mondo. Anche l’Assessore alla Cultura Piergiorgio Fossale e Don Mario Alloglio hanno evitato la retorica o i discorsi preparati, parlando al pubblico con intensa partecipazione emotiva. Gli artisti professionisti, ma anche quelli più giovani, come ha spiegato in modo completamente condivisibile la dirigente del Liceo Artistico Graziella Canna Gallo, hanno lavorato con impegno e rispetto sui ritratti delle donne della Shoah, realizzando opere di notevole contenuto civile. Per noi è stata una serata importante e l'abbraccio della città di Vercelli, così sensibile a uno dei temi più importanti del mondo attuale, è stato indimenticabile.

 

www.everyonegroup.com

 

 

Nelle foto di Steed Gamero: (in copertina) Alcuni ritratti di donne della Shoah realizzati da Roberto Malini e Steed Gamero per la mostra “Capelli d'oro e di cenere”; (in allegato) Marco Ricciardiello e, al microfono, l'assessore Piergiorgio Fossale; Roberto Malini.


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