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Vittorio Giorgini. Tirannie
18 Luglio 2009
 

Occorrerebbe fare un discorso sulle forme di governo, ma qui ne diamo solo un accenno. È certo, la storia ce lo insegna, che ci sono stati passaggi, corsi e ri-corsi, alle monocrazie ed alle pluricrazie, delle quali trattiamo brevemente. L’autorità di una sola persona, quando questa raggiunga tale potere ha sempre avuto come risultati una società ordinata e disciplinata, ma succube dei voleri che non erano necessariamente i voleri di tutti, o di una maggior parte. Questa è stata per millenni l’organizzazione di piccole società superstiziose, magiche, dove appunto i capi erano gli sciamani, gli stregoni, e simili. Autorità totali in opposizione alle quali si è sviluppata l’idea della pluricrazia e quindi della democrazia. La democrazia non è una forma conclusa di governo perché per avere capacità di decisioni condivisibili e sufficientemente accettabili, occorre un’educazione, una preparazione, atta ad analizzare, valutare, decidere. Ecco che questa è una forma di governo per un “demos” già molto evoluto. Perciò occorre raggiungere un maturo concetto del rispetto per i diritti umani. Le monocrazie del passato non avevano nessuna idea di ciò che fossero le considerazioni relative ai diritti-doveri che sono cognizioni di dubbia definizione, dipendendo queste da molti fattori relativi alla cultura, all’economia, agli ambienti, ed insomma alle ideo-logie, che io chiamo ideo-crazie, l’autorità che le idee producono per mezzo delle credenze. Ancora oggi dai tempi di Pericle non abbiamo raggiunto le premesse di quella cultura che il mondo socratico cercava di promuovere da tempi e modi barbari, ad una visione più dignitosa, più decente, per questo animale (cosiddetto) homo sapiens.

Quest’homo è sempre pronto (e non mi escludo!) a giudicare e criticare, cosa del resto necessaria, ma limitatrice delle possibilità di conoscenza se non intesa come tecnica di analisi, di ricerca, di studio, e certamente mai dogmatica e quindi demagogica. Le differenze di opinioni sono utilissime se usate scientificamente come discussione per migliorare la condizione umana, mentre sono deleterie se condotte come litigio, bisticcio, che poi produce violenze, repressioni, guerre, etc.

La maggior parte delle persone coinvolte dagli interessi personali e dalle ludiche esigenze, dimentica gli insegnamenti del passato, anche il più recente. Per me che scrivo, è ancora vivo il ricordo del mio paese ai tempi di Mussolini, e gli insegnamenti inculcati dalla cultura fascista; ai quali si sono aggiunti, per mia ventura, quelli di qualche Maestro trasgressivo. Ricordo bene l’esperienza di quei tempi e che cosa significhi l’entusiasmo di noi giovani di fronte a determinate idee, quelle appunto del “credere – obbedire – combattere”. Quando fui in età di cominciare ad intendere, anche per l’aiuto ricevuto dai sopraddetti “trasgressori”, già mi appariva evidente l’insegnamento dogmatico tanto delle ideologie fasciste quanto di quelle del Vaticano con quel prete che ci faceva lezioni di religione a scuola, che poi ambedue si moltiplicavano in quello che fu chiamato il “sabato fascista”, ed in parallelo il “catechismo che si impartiva nelle parrocchie”. Modi per manipolare le nostre menti. In ambedue i casi, venivamo “e-ducati” (dalla particella “e” che significa da, e “ducere” condurre fuori, sottinteso da cattive premesse). Da qui tutte le altre etimologie: duce, condottiero, imperatore, imperium-signoreggiare, comandare, insegnare, dal latino signum, segnare, imprimere, lasciare il segno e così via...

Lo sviluppo del nazifascismo in parallelo con quel che succedeva in Italia, portò la Germania (che non fu la sola) a produrre barbarie, per le quali si sarebbe pensato che dopo venticinque secoli di Socratismo e quattro di Illuminismo, ne saremmo stati liberati. Il socratismo non vinse perché la teocrazia cristiana, in un reciproco rinforzarsi con la teocrazia musulmana, portò a secoli di guerre combattute nel nome di un stesso Dio (l’ebraico).

Tanto per la politica che per la religione, succede un fenomeno simile: così come da un unico Dio primordiale scaturiscono due religioni, così nella politica, dall’ideologia socialista ne scaturiscono altre due: la fascista e la comunista. In ambedue i casi un’ideologia singola ne genera due che si combattono (come succede fra il cristianesimo e l’islamismo). Interessante notare come il concetto platonico dei “contrari”, analogo a quello dello “ying e yang”,ci mostra come qualsiasi segno, verbo (parola) vive e si definisce in funzione del proprio opposto. L’infelice abitudine umana a voler demonizzare tutto e trovare un nemico da combattere da cui l’abitudine allo sterile litigio che produce invece di costruzione, distruzione. Sembrerebbe sia sempre stato così! L’homo poco sapiens per raggiungere il potere ha bisogno di autorità, producendosi quelle ragioni che gli consentano di convincere la gente a servirgli per accrescere i propri benefici, i propri vantaggi.

Detto quanto sopra scendiamo in una sfera più individuale e vediamo che praticamente tutte le persone hanno, nelle nostre culture di almeno gli ultimi cinque-dieci millenni, l’abitudine di giudicarsi avendo idee diverse e quindi di combattersi brutalmente consumando energie e beni, e con l’unico fatto positivo forse di… contenere le crescite demografiche! È però vero che il malcostume delle credenze ha fatto sì che le tecniche dell’homo abilis, maldestramente usate, producessero quella che è stata chiamata la bomba demografica, che ha indecentemente moltiplicato gli abitanti di questo pianeta. I “progressi” delle scienze e delle tecniche, mentre avrebbero dovuto portare efficienti miglioramenti alla qualità della vita, per essere stati usati maldestramente da mentalità ancora arcaiche, hanno prodotto un increscioso aumento della popolazione con tutte le conseguenti azioni distruttive per il pianeta. Massificazione e disastri planetari hanno incrementato in molti paesi del mondo quei soprusi autoritari propri delle società tiranniche. Rivoluzioni e guerre partigiane, che si volevano cose superate si rinnovano oggi in moltissime parti del mondo dall’America latina, all’Africa, all’Asia, ed in un numero infinito di violenze soprusi e sfruttamenti. Coloro stessi che producono questi crimini hanno anche altoparlanti atti a nascondere i propri delitti, e mentre da una parte propinano la buone ragioni e paternalismi buonisti dall’altra impediscono al pianeta di crescere, ma promuovono le cause della sua distruzione.

Quanto tempo indietro dobbiamo andare per citare soprusi e genocidi? Dalle distruzioni degli antichi conquistatori (vedi gli egiziani, i persiani, i macedoni con Alessandro Magno etc.) fino agli eccidi, torture e massacri più recenti; dalle Crociate all’origine della parola assassino, che viene dall’uso dell’Hashish che il Vecchio della Montagna imponeva ai propri militi, prima di usarli per le violenti incursioni predatorie, e la cui crudeltà è famigerata. Con questo riferimento ricordiamo che le ideo-logie sono anche state chiamate l’“oppio dei popoli”, quella droga prodotta da una credenza che ha rappresentato nei tempi la miccia che ha generato torture, condanne a morti cruente, e che è sempre stata la base necessaria delle tirannie. Non dimentichiamo il crudele comportamento dei cattolici dal Medioevo al 1800, la Sacra Inquisizione, gli Albigesi etc. Ora l’Islam, che nasce seicento anni dopo il cristianesimo, pare stia seguendo le orme degli antichi cristiani; da Teodosio in poi, e non si sa se e come per questi ci sarà qualche secolo di Illuminismo o forse meno, dato che le cose corrono più velocemente, o se invece con la scusa della difesa, i cristiani regrediranno di qualche secolo! Certo a noi pare che nel terzo millennio le barbarie che si riscontrano da campi opposti, le ideocrazie, continuino in quella mentalità che sprecava scritti e parole nelle discussioni sul sesso degli angeli, senza neppure domandarsi se questi esistessero, e per tali ragioni si torturavano e uccidevano, sostituendo oggi agli angeli gli embrioni: si continui su queste strade assurde!

A noi fa orrore pensare che al di là delle violenze politiche riscontrabili un po’ ovunque, si arrivi a quegli eccessi come quello del massacro di piazza Tiananmen, piazza che è divenuta il simbolo delle manifestazioni ribelli, così come tutti quei massacri più o meno conosciuti che si sono succeduti nella storia. Le violenze in Iran contro manifestanti pacifici, così come dal Tibet a Urumqi nello Xinjiang.

Quante vigliaccherie, soprusi ed orrori, che tirannie più o meno dichiarate hanno inflitto alle proprie genti, con la scusa della difesa dei propri dei o delle proprie convinzioni laiche o religiose che fossero, hanno continuato a macchiare l’intelligenza umana per mantenere come già detto i propri benefici, che poi però nel tempo si dimostrano battaglie infeconde, utili solo all’illusione della perpetuazione di vantaggi che sono sempre presto deperiti.


Vittorio Giorgini


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