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Insomnia café 1. Valeria Manieri inizia una rubrica su “Notizie radicali”
18 Luglio 2007
 

È mezzanotte, orario ideale per scrivere note sconclusionate, tentando di dare un ordine parziale a quei pensierini che bussano nella tua mente poco prima di andare a dormire.

Potrei farmi una bella tisana, come l’altra sera con Maria Antonietta, chiacchierare di politica, pacificarmi l’animo con qualche surrogato di buonumore (come chessò la Nutella), tutto per far fronte alle mie inquietudini radicali e femminili… ma sono andati tutti a dormire.

La domenica sera, il giorno del riposo, è il giorno in cui sono in assoluto più inquieta e mi addormento più tardi, complice Pannella che mi culla per due ore nella sua conversazione con Massimo Bordin. Sentire la replica del lunedì non è la stessa cosa. Chi c’è c’è, tanto la domenica non dormo e il giorno dopo ho delle occhiaie profonde come le fosse delle Marianne.

Così mi ritrovo sola e sconsolata con le mie formiche in testa, o pigne, che dir si voglia.

 

Ho deciso che da oggi, visto che Valter Vecellio me lo ha chiesto, anzi, da questa mezzanotte, inizierò a scrivere per Notizie Radicali. Una rubrica. Vecellio secondo me non sarà contento delle mie formiche in testa, però gli specifico subito che non parlerò solo di welfare o economia. Non garantisco sul linguaggio, che sarà colorito, ma non siamo bacchettoni per fortuna a casa radicale.

 

Un esperimento, per raccontare i pensieri di una ragazzetta radicale uguale ad altri militanti radicali che si spreme le meningi sull’universo mondo e sulla politica. Così, chi come me avesse le formiche in testa, magari leggendo può consolarsi. Ovviamente lo stile sarà bizzarro, quasi come un diario, in cui si alterneranno pensieri assurdi a cose reali, cose politiche, divagazioni intime e personali.

 

Io credo che la politica radicale e il soggetto radicale in questo momento abbia estremo bisogno di riappropriarsi di una umanità forte, di un conoscersi e riconoscersi, di un contatto.

Ecco sì, il contatto. Signori, tra noi, anche fra chi ora litiga o contesta, non siamo mica estranei!

 

La politica si fa con le persone, o come direbbe qualcuno, “la politica cammina sulle gambe degli uomini”. Se si fanno gli sgambetti finisce che siamo tutti sciancati e addio politica, quella che profuma di pulito o almeno non sappia di marcio. Se le persone si guardano storto e temono di fottersi vicendevolmente, be', non si va molto lontano. Ogni tanto quando parlavo con il compagno Capezzone ho avuto l’impressione che non si fidasse neppure della propria ombra, come anche altri. Mi sono chiesta a volte se fosse una peculiarità del nostro partito o fosse dappertutto così. Abbiamo bisogno di complicità. C’è bisogno di un latin lover… C’è qualcuno che si offre? Cappato?

Scherzi a parte…

 

Pensavo che per il Partito Radicale in generale e per il soggetto di Radicali italiani non è davvero un bel periodo. Pensavo anche alla nascente – o meglio rianimata d’urgenza - costituente socialista e forse al requiem della Rosa nel Pugno. E dire che i socialisti a un certo punto sembravan più convinti di noi. Non si sapeva chi più poteva riempirsi la bocca di questa benedetta Rosa nel Pugno. Oggi, quando la pronuncio e mi trovo a immaginarmi quel fiore nel mio pugno, mi sento un po’ sola.

 

Il quartiere dorme, io evidentemente ancora no.

 

Dovessi dirvi, la politica stasera mi pare tutta una gran puttanata.

Sembra una specie di lotta per la sopravvivenza di una specie protetta, o meglio, una specie che si protegge da sé. Metto su un disco, così non ci penso e mi faccio venire in mente pensieri meno qualunquisti, anche se non sono sicura di riuscirci. Tuttavia può fungere da Quark del Partito Radicale. Un lungo documentario sulle insonnie radicali. Bene, questa rubrica si chiamerà Insomnia Cafè, è deciso. Almeno ora ho una formica in meno in testa. L’insonnia si dice sia propria delle menti vivaci e anche degli ansiosi. A voi decidere a quale categoria appartengo. Minchia, diventerò mica come Capezzone che dorme 4 ore a notte? Giuro, ancora qualche riga e vado a dormire.

 

Mi pare che la politica debba darsi un metodo, degli indicatori, come nelle cose economiche, nelle scienze. Non capisco come si faccia a studiare scienza politica e politiche economiche e poi non si riesca ad applicare ai signori che dovrebbero spendere le proprie intelligenze a risolvere problemi di un paese, uno straccio di prova per verificare se i politicanti in questione siano in grado o meno di fare il possibile, o almeno il probabile, nell’interesse collettivo.

 

Vi assicuro che è abbastanza frustrante vedere che ciò che studi, magari viene applicato in autorevolissimi centri studi, magari è verificato in tutte le agenzie internazionali, ma non viene assolutamente contemplato dalla politica, che guarda caso è la cosa che ti appassiona di più. Bella sfiga!

 

Un esempio fresco è quello sulle pensioni. Mi chiedo come sia possibile che in Italia esistano schieramenti che possano permettersi il lusso di non leggere e non informarsi. Ovunque l’età pensionabile aumenta e da noi che si fa? Si vuole abolire lo scalone e magari fra poco ci diranno che andremo in pensione a 50 anni. Così avremo tantissimo tempo libero per goderci la miseria.

 

Come si può rinunciare alla scientificità provocando danni incredibili?

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, dannazione, c’è scritto sulla Costituzione…fondata sul “lavoro”, non sulle pensioni e sul tempo libero e le panchine dei giardinetti!

Non può essere neanche una Repubblica, una cosa pubblica e quindi di tutti, fondata sulla schiena spezzata delle generazioni future che dovranno lavorare fino a 70 anni per avere una pensione ridicola e pagare con altissimi contributi le pensioni di zii genitori e nonni.

O incrementare il numero delle panchine nei parchi.

 

A quest’ora, ma non solo a quest’ora, mi sembra tutto pazzesco. Quasi come Diliberto.

Giorni fa suonano alla porta, vado ad aprire e mi trovo un simpatico giovane di lotta comunista con il suo giornale sotto braccio. Vuole vendermi una copia… Io gli dico che non è proprio il caso, poi ci ripenso e glielo compro, perché può essere divertente leggerlo e appenderlo proprio accanto alla calamita con Che Guevara e Ratzinger (dovete sapere che in cucina ho un angolo degli assolutismi e dei controsensi… ho delle calamite e dei ritagli di ogni tipo… appunto il Che, il Papa, Marilyn Monroe, Pinocchio). A un certo punto arriva la signorina che viene a fare le pulizie a casa, Olga che viene dalla Moldavia, con la quale facciamo lunghissime chiacchierate davanti a un caffè… Dà uno sguardo al giornale e mi chiede:

Perché lo hai comprato?

E io le spiego che secondo me è interessante capire cosa frulla in testa alla gente.

Lei legge qualche riga del giornale della rivoluzione leninista e incredula esclama:

Ma in Italia ci cascate ancora???

Ma nooo!!! la rassicuro.

Poi ripensi a Diliberto e compagni. E in effetti ha ragione lei. In Italia siamo un po’ polli.

Ripensi anche alla parola comunismo che nella maggior parte dei paesi è stata abolita dal gergo politico.

In Italia abbiamo Comunisti italiani e Rifondazione Comunista… Vorrà pure dir qualcosa…

Libertà fiammanti per noi prigionieri figli di un odio bellissimo”.

Ascolto la Nannini e faccio caso a questo verso di una sua canzone.

Strani intrecci di pensieri stasera. Salvo la mia prima folle mezzanotte, salvo la mia insomnia sul pc, spengo tutto, chiudo la porta e buonanotte.

 

Valeria Manieri

(da Notizie radicali, 17 luglio 2007)


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