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Paolo Diodati. A Claudio Ricci, sindaco di Assisi, e Giacomo Tranchida, sindaco di Erice
06 Settembre 2008
 

Un gemellaggio tra Assisi ed Erice sarebbe basato su evidentissime motivazioni ideali e concreti risultati già ottenuti, e altri ottenibili, in ambiti molto distanti, ma convergenti: la diffusione nel mondo del messaggio di pace cristiano, in particolare francescano, da parte di Assisi e la diffusione, da parte di Erice, con tecniche e tematiche scientifiche, di un messaggio laico nel mondo scientifico, ma anche militare e politico. Il tutto, ai massimi livelli, grazie all’«Ettore Majorana» Foundation and Centre for Scientific Culture.

Se non sono male informato, Assisi è gemellata solo con S. Francisco, Betlemme, Santiago e Santiago de Campostela. Sono gemellaggi basati sulle comuni radici e aspirazioni religiose.

Il gemellaggio con Erice costituirebbe un ponte verso iniziative nate e sviluppate in ambito scientifico. Ne nascerebbe una sinergia che coprirebbe tutte le possibilità a disposizione degli uomini di buona volontà, in campo umanistico e scientifico.

Chi dubita dell’utilità di iniziative simili, chi ha già obiettato “finirebbe tutto a tarallucci e vino, come quasi tutti gli altri gemellaggi”, dovrebbe meditare sulla inevitabile lentezza del processo di educazione al rigetto della guerra. Non sappiamo se l’uomo riuscirà mai a rinunciare definitivamente e ovunque alla guerra. Ma chi ha responsabilità sociali, politiche in particolare, dovrebbe poter dire, nel fare il proprio bilancio finale per l’impegno profuso nel favorire l’educazione alla pace: Feci quod potui.

Il fisico Antonino Zichichi, ideatore, realizzatore e tuttora anima del su ricordato Centro per la Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, ha reso famoso nel mondo il nome di Erice, a partire dal 1963, non solo per le iniziative squisitamente scientifiche, ma anche per l’impegno incessante per favorire il colloquio, senza segreti, tra scienziati di ogni razza, nazionalità, credo politico e religioso. Erice è quindi nota nel mondo anche per il suo impegno per la pace. Nell’agosto del 1982, la “Dichiarazione di Erice”, scritta da Paul A.M. Dirac, Piotr Kapitza (entrambi premi Nobel per la Fisica) e Zichichi, costituì, e costituisce tuttora, la più importante e rivoluzionaria iniziativa nata nel mondo scientifico, contro la corsa agli armamenti, i segreti militari e il pericolo di un conflitto nucleare. Se tutto ciò non ha inciso sul comportamento dei politici, ha sicuramente fatto breccia nella coscienza di tutti gli uomini di scienza della Terra.

E uno come Zichichi, potrà ben dire “Feci quod potui”.

Affido il messaggio, a Tellusofolio.

Per evitare che questa “bottiglietta elettronica con messaggio”, gettata nell’oceano sempre più grande di Internet, non arrivi mai ai due sindaci, invito chi può e ritiene utile un’iniziativa simile, a parlarne al sindaco di sua conoscenza.

Credo che nei contatti che si stabiliscono in queste circostanze esistano regole “diplomatiche” non scritte, ma di cui bisogna tener conto. Mi permetto di osservare che la “prima mossa” spetterebbe ad Assisi, che dovrebbe tendere, come detto, a far suo anche il messaggio scientifico.

 

Paolo Diodati


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