Venerdì , 04 Dicembre 2020
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Spettacolo > In tutta libertà
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Alberto Figliolia. "Una sconfinata giovinezza" di Pupi Avati
29 Ottobre 2010
 

Tutti vorremmo una sconfinata giovinezza. Tutti siamo attesi da una sconfinata giovinezza. Un'età dell'oro estesa per sempre? Quando il cerchio dell'esistenza si chiude si torna nel grembo dell'universo, dopo averne avuto una prova, inconsapevoli, nel grembo materno.

Nell'ultimo film del Maestro Pupi Avati, Una sconfinata giovinezza, Lino Settembre (Francesco Bentivoglio) è un giornalista sportivo di fama, una penna, come si suol dire, raffinata e sensibile. Da lunghi anni divide la sua vita con Chicca (Francesca Neri), insegnante, proveniente da altolocata famiglia. Un matrimonio perfetto, per quanto non benedetto dalla presenza di figli. Una felice routine, una bella casa, un lavoro, per ambedue, estremamente gratificante. Quando... quando fa capolino, inizialmente di sottecchi, la tragedia. La tragedia nelle forme tremende, inconsulte, ingovernabili, spiazzanti dell'Alzheimer. Lino perde pian piano le sue brillanti facoltà d'intellettuale, parole, pensieri, in un inesorabile processo di spaesamento emotivo. Inizia un itinerario a ritroso, una regressione verso l'infanzia, incontaminata, porto sicuro contro il presente ostile, dimentico. Chicca deve fare i conti con la malattia del marito, con un panorama esistenziale implacabilmente mutato. Una dura avventura in cui la moglie assume quasi i connotati di madre e in cui la solitudine può annientare.

Le incursioni nel passato, l'affastellarsi dei ricordi prendono il sopravvento, e il gioco dei flashback diviene incalzante, prioritario: immagini, figure, eventi, atmosfere evocate con nitidezza assoluta, spietata, commovente, mentre il contemporaneo è nebbia, caos, oblio.

Una pellicola non dogmatica né didascalica o didattica, che sa toccare – non suoni come un luogo comune – le più profonde corde dell'anima, con delicatezza sentimentale e rispetto, che lascia pensosi, “sconvolti” nel processo d'immedesimazione, memori di quel che eravamo, là dove si cela il segreto, la fonte, il mistero del nostro essere.

Di grandissima levatura le interpretazioni della Neri e di Bentivoglio. Un film da vedere. Per porsi il dubbio, per una diversa e più completa coscienza.

 

Alberto Figliolia


Articoli correlati

 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 74.6%
NO
 25.4%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy