Ho ricevuto in questi giorni uno sciame di e-mail, di amici e poi lettori e poi studenti, che mi chiedevano di espormi su Tellusfolio sulla questione della protesta contro Benedetto XVI all'università “La Sapienza” o, al rovescio, sull'imbavagliamento del Papa. Perché mai aggiungere la mia voce a quella di altre migliaia di chiacchiere che dai giornali alla TV fino al blog o sito più magro stanno annuvolando la vita politica e virtuale?
Quanto avevo da dire sul sacro, la fede, il Cristo l'ho scritto nell'Annuario TELLUS 28 “Cattolicesimo, nella letteratura italiana, nell'arte europea”. E specificatamente nel MANUALE CATTOLICO, IN VERSI IN PROSA. Qui per ogni verso della preghiera del CREDO ho allestito un'antologia della letteratura cattolica italiana. Dando al tutto l'andamento del racconto, dove la mia voce narrante, esprime il punto di vista di un giovane studente che nei primi anni sessanta cercava Cristo e la sua presenza nella poesia religiosa.
MANUALE CATTOLICO, IN VERSI IN PROSA
La preghiera del Credo e il suo racconto in poesia
Io credo in Dio (Rebora, Papini)
Padre Onnipotente (Marvardi, Salvadori)
Creatore del cielo e della terra (Fasolo)
E in Gesù Cristo (Gemma Galgani, Jenco)
Suo unico figlio (Grande)
Nostro Signore (Angela Paola Caldelli, Bigongiari)
Fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine (Govoni, Tozzi, Pozzi,
Scipione, Campana, Cardarelli, Barile)
Patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso (Martini, Corazzini, Lisi)
Morì e fu sepolto (Comi)
Discese agli inferi (Fallacara)
Il terzo giorno risuscitò da morte (Ghiselli)
Salì al cielo, siede alla destra di Dio Onnipotente (Margherita Guidacci)
Di là verrà a giudicare i vivi e i morti (Titta Rosa)
Credo nello Spirito Santo (Lina Galli)
La Santa Chiesa Cattolica (Giovanni XXIII)
La comunione dei santi (Ungaretti)
La remissione dei peccati (Betocchi, Bargellini)
La risurrezione della carne (Vigolo)
La vita eterna (Gianelli, Donata Doni)
Amen (Paolo VI, Agostino, e preghiera di mio padre)
Il giovane Accio, così mi chiamavano e mi chiamano a Vecchiano e dintorni, poi avrebbe aderito al Movimento Studentesco e a Lotta Continua. (E questo narro in Vecchiano, un paese. Lettere a Antonio Tabucchi, Feltrinelli 1997) perché scoprire che il Gesù di Rebora doveva stare accanto alla proibizione di leggere I tre moschettieri, con Milady prostituta, e l'Amante di Lady Chatterley, e i racconti di Boccaccio, e poi vedere che la minigonna era scomunicata e che il Rock era bandito,... fu insopportabile. Ma anche preti come Don Milani e Camilo Torres mi convinsero che cristianesimo era andare contro le gerarchie. Ogni gerarchia. Anni dopo, per me fu nel 1975, leggendo Arcipelago Gulag e i dattiloscritti dei dissidenti, seppi che studenti come me non potevano leggere Kafka se praghesi o ascoltare i Rolling Stones da Varsavia a Mosca. Loro stavano peggio di me nella capitalistica Italia democristiana. Mussi e D'Alema, me li ricordo tronfi a Pisa, ancora non gli passava per il capo nulla, o non gli conveniva ammetterlo, sul fallimento della pianificazione nei “paesi socialisti”. Erano filosovietici. Fra i libri di culto il libro, feltrinelliano, venduto a migliaia di copie, come oggi Ligabue romanziere, (anche questo in edizione Feltrinelli ma, convenitene, il tema mi sembra diverso anche se il fiuto dell'editore rimane eccelso. E dicendo questo mi gioco ogni possibile mio nuovo libro con questo editore, ma io ho veramente scelto il web e non per opportunismo!) quello del prof. Cini sulla scienza che non era affatto neutrale. L'ape e l'architetto. Mi ricordo che veniva suggerito l'esempio della Cina maoista. Sarà stata anche non neutrale la scienza, anzi non lo è affatto tutt'ora, ma la scienza comunista era un abbaglio. E visti gli esiti del “comunismo realizzato” e poi crollato o sopravvissuto come capitacomunismo, metti in Cina, i professori come Cini e compagnia, (alcuni pentiti e diventati semplicemente reazionari) dovrebbero darci lumi, laicamente lumi, sul perché questo è accaduto. Hanno illuso migliaia di giovani con i loro libri che almeno si dedichino a studiare il perché di questo crollo. Come marxisti avrebbero dovuto studiare la storia e capirne la lezione! Mi sembra non l'abbiano fatto. Ora alcuni di questi professori sono gli araldi della laicità. C'è qualcosa che stona. Ragionamenti ineccepibili se stiamo a Illuminismo contro Religione od a laico stato contro stato religioso, ma la questione la intuisco più ampia: è forse quella tra sacro, ricerca dell'assoluto da una parte e materialismo in tutte le salse (da quello comunista a quello liberale) dall'altro, e se sia così impossibile sperare in una anarchica e libera vita ultraterrena.
Anche il Vaticano l'avverto discretamente attardato, con ingranata la marcia indietro rispetto al Concilio Ecumenico Vaticano II. Opera una sua “lotta dura senza paura” contro l'eros con caparbia cecità. Combatteva la pillola del giorno dopo quando dovevamo raggiungere, noi studenti, Nizza a fine anni settanta per farne scorta, e ancora oggi è lì a volerla buttare nel pozzo del proibizionismo. Magari aggiungere l'obiezione di coscienza per i medici.
Ma quanto per me conta, e penso per tanti uomini e donne in questo inizio secolo sotto al cielo di una tecnica veramente feroce, (e il buon Heidegger se fosse ancora terrestre, nella sua baita passerebbe il tempo ad enumerarne i dentini conficcati nel nostro essere) è il rapporto con il sacro. In questo sono esattamente al punto in cui rimasi scrivendo il “Manuale Cattolico”, da ragazzo, in una pievania vecchianese: e cioè se sillabare il Credo nella chiesa di Gesù o se negarne la pronuncia che sale, in me, dagli organi più azzardosi: il cuore e le viscere.
Post scriptum a questa nota: Se poi c'è tutta questa disponibilità al dialogo da parte dei cattolici e delle loro riviste e giornali, metti un Avvenire o Letture della San Paolo, o Famiglia Cristiana, lo capiremo anche dal fatto se questo volume verrà recensito oppure no, pur stando su TELLUSfolio giornale on line che tante esperienze e fedi diverse ospita; e per converso scopriremo se i cari laici e comunisti di varie gradazioni e ardimento, con i loro giornali, leggeranno, e parleranno di questo libro-annuario. Tutto molto semplice. Ma vedrete che il silenzio verrà imposto da un campo e dall'altro. Chissà perché!, già, perché?
Claudio Di Scalzo