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Marisa Cecchetti. “Pinocchio e Collodi sul palcoscenico del mondo” di Rossana Dedola
17 Marzo 2020
 

Rossana Dedola

Pinocchio e Collodi sul palcoscenico del mondo

Bertoni editore, 2019, pp. 282, € 18,00.

 

Un percorso completo e coinvolgente in ogni sua parte, quello che ci offre Rossana Dedola –già ricercatrice e docente della Scuola Normale di Pisa– con Pinocchio e Collodi sul palcoscenico del mondo, che mostra la passione e la competenza della autrice: bello come un romanzo intrigante, fresco della piacevolezza di brani tratti dalle opere di Lorenzini (1826 - 1890).

È passato molto tempo prima che qualche critico –Fernando Tempesti, Roberto Bertacchini, Daniela Marcheschi– alla fine del secolo scorso abbia recuperato la figura di Collodi, che era stata lasciata in ombra dal suo burattino, nella opinione comune che Lorenzini abbia avuto una vita di scarso interesse.

Scrive la Dedola in prefazione: «Per ricostruire le vicende biografiche dell’autore ho deciso di seguire un percorso che permette di enucleare alcuni tratti di fondo della personalità di Carlo Collodi e che conduce verso alcune strade di Firenze: via Taddea, dove Carlo è nato, via de’ Ginori, di cui la prima strada è la traversa, sino a via Rondinelli, dove si è svolta gran parte della sua esistenza e dove si è conclusa. Il lettore incontra Carlo Collodi anche sui campi di battaglia delle guerre dì indipendenza, si diverte con lui leggendo gli esilaranti articoli de “Il Lampione”, lo vede alla prese con tutti i problemi dell’Italia unita e con il suo profondo desiderio di insegnare la lingua italiana ai piccoli scolari italiani facendo ridere e riflettere».

L’essersi soffermata sulla vita di Carlo Lorenzini, averlo contestualizzato nel periodo storico, averne sottolineato virtù e debolezze, rappresenta un elemento in più per capire la nascita e lo sviluppo della storia del burattino e dei personaggi che gli ruotano intorno: è come se quella storia fosse già dentro l’autore ed aspettasse solo di essere organizzata con fantasia.

La Dedola ne ripercorre la vita, nella sua formazione a contatto diretto con la famiglia Ginori a Firenze –la madre al servizio dei Garzoni di Collodi, il padre a servizio dei Ginori si sono incontrati in occasione delle nozze Garzoni-Ginori– e ne mette in rilievo il contrasto perennemente avvertito tra le sue umili origini e l’ambiente sociale che frequenta e da cui riceve aiuti per la sua formazione.

Non si sposa, vive situazioni sentimentali profonde, ama il gioco ed il bicchiere, sceglie di rimanere per lo più a casa della madre.

Giornalista arguto e ironico Collodi, che scelse questo nome nel rispetto della famiglia della madre, aveva già creato e fatto conoscere la figura di Giannettino, con l’obiettivo specifico di diffondere un metodo di insegnamento accattivante, ludico, spinto dalla fede profonda nell’Italia per la cui indipendenza aveva combattuto, e che doveva affrancarsi dall’analfabetismo.

Pinocchio, sordo alle regole, non ancora educato, facile credulone, diventerà bambino dopo aver sperimentato la vita sulla sua pelle, ma solo grazie al buon cuore, ormai capace di non farsi abbindolare, di perseguire una strada senza più incertezze, senza tornare indietro.

L’autrice ci offre una analisi approfondita dei personaggi – Geppetto, Mastro Ciliegia, la Fata, Mangiafuoco, il Gatto e la Volpe, e tutti gli altri, rilevandone la psicologia, il valore simbolico nonché facendo rimandi alla persona stessa dell’autore.

Vincente la scelta di riportare dei passi di ogni opera citata, di ogni fase del romanzo analizzato, che ripropongono, con grande piacere di chi legge, il linguaggio fluido, concreto, ammiccante di Collodi, innovatore nel suo genere ed espressione della ironia garbata toscana.

Importante la genesi del romanzo, prima pubblicato a puntate e finito con l’impiccagione di Pinocchio, poi sviluppato in seguito alle richieste dei piccoli lettori. Non di minore interesse le pagine sugli illustratori nel tempo, sui film, sul teatro, sull’arte rappresentativa, perché ogni artista ha dato una personale interpretazione al burattino ed alla storia, contribuendo alla sua diffusione a livello mondiale: «Si può inseguire Pinocchio sul palcoscenico del mondo, tra le tante bellissime immagini che, nei vari angoli del pianeta, grandi illustratori, artisti, registi e attori hanno creato, pescando a piene mani dal suo inesauribile capolavoro. E interrogarsi sul mistero dell’infanzia e della vita umana, e sul difficile, contradditorio, doloroso ed esaltante cammino della sua trasformazione».

«Tutto fa prevedere» scrive la Dedola «che anche nel futuro il sipario continuerà ad aprirsi su una storia nata dalla fantasia di Carlo Collodi e dalla sua penna nel lontano 1881».

 

Marisa Cecchetti


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